ProfileCrisi siriana, 13 febbraio 2018 - Gli Stati Uniti dovrebbero stare attenti. Non sono gli unici a poter fare giochi sporchi. Non sarei sorpreso se dovessero presto ricevere un’attenzione inattesa e molto sanguinosa...   

 

Moon of Alabama, 8 febbraio 2018 (trad.ossin)
 
L'esercito siriano è caduto in una trappola tesa dagli Stati Uniti?
Moon of Alabama
 
Ieri sera, la forza statunitense che occupa illegalmente il nord-est della Siria ha attaccato un gruppo di soldati, alleati del governo siriano e del suo sostegno russo. L’incidente è avvenuto a nord-est della città di Deir Ezzor, a est dell’Eufrate. Gli Stati Uniti affermano di avere ucciso un centinaio di soldati siriani, i quali avrebbero attaccato le loro forze per procura nel tentativo di riprendere il controllo dei campi petroliferi.
 
 
L’Eufrate separa le zone del sud-ovest, controllate dal governo siriano, da quelle del nord-est, sotto occupazione USA. Ma diverse località attorno a Manbij, Raqqa e Deir Ezzor sfuggono al controllo USA e sono invece controllate dall’altro campo. Gli Stati Uniti affermano che vi è un accordo su di una « linea di demarcazione » lungo l’Eufrate. Il governo siriano nega.
 
Una piccola zona dall’altro lato dell’Eufrate, a nord-est di Deir Ezzor, è stata ripresa diversi mesi fa dalle forze del governo siriano. Essa è vicina ai campi petroliferi che gli Stati Uniti non vogliono vedere nelle mani del governo siriano.
 
« Gli Stati Uniti vogliono una Siria debole e povera » spiega il professore Joshua Landis. Secondo lui, gli Stati Uniti occupano il nord-est della Siria per impedire alla Siria di riprendersi il suo petrolio e le migliori terre agricole. Vogliono che la Siria diventi un pantano per la Russia e l’Iran, a profitto principalmente di Israele.
 
I preziosi giacimenti di petrolio e di gas sono attualmente nelle mani delle tribù arabe locali che prima erano alleate dello Stato Islamico e che, secondo gli Stati Uniti, sono adesso alleate dei Curdi del YPG/PKK sotto il nome di Forze Democratiche Siriane (SDF). Le SDF sono le forze locali per procura degli Stati Uniti per mantenere l’occupazione.
 
Nel campo del governo siriano di Deir Ezzor, vi sono alcune truppe siriane, delle milizie locali della regione, e anche elementi dell’impresa militare privata russa Wagner Group. Wagner avrebbe un contratto col governo siriano che le accorderebbe circa il 25 % delle rendite provenienti dai campi petroliferi che riuscirà a recuperare e proteggere.
 
Ieri sera, l’esercito USA ha annunciato che si era « difeso » da un attacco delle truppe del governo siriano sul suolo siriano:
 
« Le forze siriane lealiste hanno lanciato senza apparente ragione un attacco contro il quartier generale delle Forze Democratiche siriane il 7 febbraio.
 
I consiglieri della coalizione sono stati raggruppati, coi nostri partner delle Forze Democratiche Siriane (SDF), durante l’attacco, a 8 chilometri a est della linea di demarcazione convenuta lungo il fiume Eufrate.
 
In difesa della coalizione e delle forze partner, la Coalizione ha effettuato attacchi contro le forze attaccanti per respingere l’aggressione contro i nostri alleati impegnati nella missione della Coalizione mondiale contro Daesh ».
 
Secondo Reuters :
 
« Più di un centinaio di combattenti alleati del presidente siriano Bachar al-Assad sono rimasti uccisi nella notte, quando la coalizione USA e le forze locali ad essa alleate hanno respinto un loro attacco nell’est della Siria, ha dichiarato giovedì un responsabile USA.
 
Le pesanti perdite umane dimostrano l’ampiezza dell’attacco lanciato, secondo l’ufficiale USA, da circa 500 combattenti nemici, con l’appoggio di artiglieria, carri d’assalto, sistemi di razzi a lancio multiplo e mortai. L’ufficiale ha parlato con Reuters a condizione di restare anonimo.
 
(…)
 
Nessun soldato USA è rimasto ucciso o ferito, hanno dichiarato le autorità.
 
Alcuni soldati USA erano incorporati nelle Forze Democratiche Siriane (SDF), il cui Quartier generale, sito nella provincia di Deir al-Zor, era l’obiettivo dell’attacco.
 
Un combattente delle SDF è rimasto ferito, ha dichiarato l’ufficiale ».
 
Gli Stati Uniti affermano anche di avere osservato i preparativi dell’attacco e di avere anche preso contatto, ben prima, col comando russo in Siria:
 
« La coalizione USA aveva avvertito i responsabili russi della presenza delle SDF nella regione molto tempo prima dell’attacco respinto, ha dichiarato l’ufficiale USA »
 
Altre fonti riferiscono di pourparler avvenuti tra Wagner e gli Arabi locali che sorvegliano la produzione di petrolio e gas di « Conoco », attualmente ferma vicino alla città di Khisham.
 
 
Hassan Hassan Hassan @hxhassan – 12:17 – 8 feb 2018
 
« 5. E’ interessante notare che, circa una settimana fa, rapporti locali lasciavano intendere che è imminente un accordo per restituire gli impianti al regime, per il tramite di una fazione araba interna alle SDF. »
 
La traduzione di un articolo del media di opposizione Al-Etihad sembra confermare che era stato concluso un accordo:
 
« Attivisti hanno detto che le forze di Assad e alcune milizie sciite si sono concentrate vicino ai villaggi di Bakkara Akidat, Dahla e Sabah, nella periferia est di  Deir-ez-Zor (a est dell’Eufrate), vicino al campo di gas di Conoco, controllato dalle forze curde.
 
Le fonti hanno aggiunto che le SDF, in prevalenza curde, hanno informato della situazione la coalizione guidata dagli USA. Quest’ultima ha invitato le SDF a non opporre resistenza e a consegnare la regione alle forze del governo siriano.
 
Gli attivisti hanno aggiunto che le SDF avevano ritirato armi pesanti dalle loro zone, detenute da fazioni arabe e turcomanne ».
 
Si è trattato di una trappola? I militari USA sapevano chiaramente che qualcosa stava per accadere nella zona. Erano stati stipulati accordi locali tra il governo siriano e gli Arabi della zona che avevano il controllo dei campi petroliferi. Gli Stati Uniti hanno detto alle SDF di allontanarsi. Ma quando le forze alleate del governo hanno cominciato a prendere possesso del campo petrolifero, come convenuto, gli Stati Uniti li hanno bombardati.
 
L’« attacco contro le forze della coalizione » che serve agli Stati Uniti come giustificazione per i loro bombardamenti non sembra esserci stato affatto. Come si spiegherebbe altrimenti che l’attacco di tutto un battaglione, con l’appoggio  dell’artiglieria, abbia provocato una sola vittima, un solo ferito, tra i combattenti ? L’ulteriore dichiarazione dell’esercito USA a un giornalista non è affatto chiara:
 
« Dopo che 20/30 tiri di artiglieria e di carri sono giunti a meno di 500 metri dalla localizzazione del quartier generale delle SDF, queste ultime, con l’appoggio della Coalizione, hanno preso di mira gli aggressori con una combinazione di attacchi aerei e di artiglieria ».
 
L’esercito USA parla della « localizzazione del Quartier Generale delle SDF » perché esso non si trovava più là, in quanto le SDF si erano spostate ? E come mai dei tiri che si fermano a 500 metri di distanza vengono considerati attacchi diretti ? I proiettili dei carri possono avere un margine di errore di un metro o due. E’ impossibile che cadano a 500 metri di distanza se il loro obiettivo era la localizzazione del Quartier Generale. Qualsiasi cosa le Forze siriane abbiano preso si mira, ammesso che avessero preso di mira qualcosa, non era certo la localizzazione del Quartier Generale delle SDF.
 
La storia che l’esercito USA cerca di venderci puzza.
 
Questo incidente ricorda l’attacco deliberato degli Stati Uniti contro le truppe siriane del settembre 2016. Un attacco aereo che ha ucciso 100 soldati siriani di un piccolo contingente accerchiato che resisteva alle forze dello Stato Islamico. Esso quasi permise alle forze Takfir di eliminare quest’ultima posizione del governo siriano nella zona est.
 
Di recente c’è stata una serie di provocazioni contro le forze russe e siriane in Siria. Due sciami di droni sono stati lanciati all’attacco dell’aeroporto russo di Hememim e la sua base navale di Tartus. Questa settimana, precisi tiri di mortaio provenienti da Ghuta-Est hanno colpito la missione commerciale russa a Damasco e l’hanno gravemente danneggiata. E’ stato anche attaccato un punto di distribuzione di aiuti russi a Damasco, proprio mentre erano in visita dei dirigenti di ONG russe. Un jet russo è stato abbattuto con un raro MANPADS nel cielo di Idleb. Queste tre operazioni vanno molto al di là delle possibilità materiali e di informazione dei « ribelli ».
 
La ridicola propaganda sull’« attacco con gas cloro » contro la Siria è tornata in pieno. Nonostante un accordo di de-escalation russo-turco-iraniano concluso con la Turchia, Al Qaeda e altre forze « ribelli » nel governatorato di Idleb sembrano ancora beneficiare di approvvigionamenti illimitati attraverso la frontiera turca. Israele attacca obiettivi in Siria e tenta di allargare la sua occupazione delle alture del Golan.
 
La guerra degli Stati Uniti contro la Siria e i suoi alleati prosegue a pieno regime, anche se gli Stati Uniti fingono che non vi sia alcuna guerra del genere. L’intento di creare il pantano di cui parla il professor Landis si dissimula dietro operazioni clandestine, l’azione « difensiva » e il bla bla « umanitario ».
 
Gli Stati Uniti dovrebbero stare attenti. Non sono gli unici a poter fare giochi sporchi. Le sue truppe, nel nord-est della Siria, hanno linee di rifornimento strette e non ben protette. Sono, come le forze statunitensi in Iraq, vulnerabili alle attività clandestine dell’altra parte. Non sarei sorpreso se dovessero presto ricevere un’attenzione inattesa e molto sanguinosa.
 
 
 
 
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