Inchiesta, aprile 2015 - Da moltissimo tempo, l’attività e il denaro di George Soros sono diventati strumenti per scardinare la sovranità nazionale degli Stati, riempendo allo stesso tempo le casse di organizzazioni “filantropiche” o “dirittidelluomiste”. Esaminiamo qui brevemente uno degli aspetti di questa attività (nella foto, George Soros)


www.tunisie-secret.com, 10 aprile 2015 (trad. ossin)



George Soros e la sua ultima conquista tunisina

Leandra Bernstein


Diversamente da Bernard Henri Levy, cacciato dalla Tunisia come un indesiderato, la visita di George Soros nel paese dei gelsomini non ha suscitato alcuna critica. E’ stato invece accolto come un capo di Stato ed è stato ricevuto dai due capintesta dell’esecutivo tunisino, Beji Caid Essebsi e Rached Ghannouchi. E certamente meritava una simile accoglienza. Con la sua organizzazione “Open Society Institute”, non è stato forse il vero capo “spirituale” della “rivoluzione dei gelsomini”?

Come abbiamo ripetutamente dimostrato, questa organizzazione sovversiva ha formato alla “democrazia e alla libertà” più di un mercenario tunisino, qualcuno dei  quali occupa attualmente posti strategici. Ha anche finanziato, a partire dal 2008, varie “ONG” e siti tunisini, principalmente Nawaat.org, il sito arabo dell’Open Society Institute, all’epoca diretto da Sami Ben Gharbia, dai fratelli Guerfali e da Malek Khadhraoui.

La verità è che, al contrario di BHL, che pure vorrebbe giocare lo stesso ruolo universale di George Soros, quest’ultimo è particolarmente “generoso” coi suoi mercenari. Con la sua fortuna colossale, guadagnata col sudore della fronte (degli altri, ndt) può ben permetterselo. La cosa più divertente è che questo agente britannico, il più corrotto e il più corruttore di tutti, ha fatto della guerra alla corruzione il suo punto di forza.

Che cosa è andato a fare in Tunisia? Perché è stato ricevuto come un capo di Stato? Quale sarà la sua porzione di torta in questa Tunisia già salassata da quattro anni di corruzione senza precedenti nella storia del paese? Per rispondere a questi interrogativi, basta leggere l’articolo investigativo di Leandra Bernestein, pubblicato nel 2008 (Tunisie-Secret).


La guerra segreta del misantropo George Soros

Da moltissimo tempo, l’attività e il denaro di George Soros sono diventati strumenti per scardinare la sovranità nazionale degli Stati, riempendo allo stesso tempo le casse di organizzazioni “filantropiche” o “dirittidelluomiste”. Esaminiamo qui brevemente uno degli aspetti di questa attività.

Proprio in concomitanza con la sua prima incriminazione per manipolazione dei corsi borsistici, nel 1979, George Soros lanciò l’Open Society Fund, destinato a favorire “l’apertura delle società chiuse”. Attualmente è attivo in 29 paesi. Partendo dall’idea che “gli Stati hanno interessi, ma non principi”, Soros spiega che una società aperta ideale sopprimerà gli interessi nazionali specifici, mentre una struttura politica e finanziaria internazionale assumerà la responsabilità della difesa dei beni della gente (1).


Più misantropo che filantropo

Con tale obiettivo, Soros dota le sue organizzazioni filantropiche di liquidità finanziarie, capaci di “comprare” importanti settori di popolazione, che si impegnano a loro volta per abbattere qualsiasi governo che tenti di preservare una “società chiusa” (2).

Se una nazione aspira a mantenere il controllo sulle proprie risorse naturali, è una società chiusa. Se una nazione si impegna a sviluppare la propria economia e ad aumentare l’occupazione, imponendo tariffe doganali e regolatrici, è una società chiusa. Tutte le nazioni che respingono la mondializzazione (vale a dire l’imperialismo del libero scambio) devono essere condannate come tali e saranno bersaglio degli attacchi delle organizzazioni di Soros e della sua organizzazione segreta.

Tra le strutture di intelligence di stile britannico poste sotto il controllo di Soros, si ritrova l’Open Society Institute (OSI), Human Right Watch, la Fondazione Soros, e l’Iniziativa sulla trasparenza delle industrie estrattive.

Nel 2002 Soros riconobbe di avere sborsato più di 2,1 miliardi di dollari in cinque anni in queste imprese filantropiche. Scrisse di esse: “Lavorano col governo quando possono e indipendentemente dal governo quando non possono; talvolta sono decisamente all’opposizione. Quando le fondazioni possono lavorare col governo la loro azione è più efficace; quando non possono, il loro lavoro è ancora più necessario e apprezzato, in quanto rappresentano una fonte di finanziamento alternativo per la società civile. In linea generale, peggio è il governo, meglio va la fondazione perché essa può contare sull’impegno e il sostegno della società civile”.

E così in quell’anno, George Soros e il liberal imperialista (limp) Tony Blair hanno lanciato l’Iniziativa relativa alla trasparenza delle industrie estrattive (EITI), per stabilire una normativa internazionale in base alla quale le nazioni ricche di petrolio, gas naturale e metalli strategici debbano rendere pubblici gli introiti delle loro imprese pubbliche.

In tal modo l’EITI ha la possibilità di esaminare i bilanci delle industrie strategiche. Tutto quello che questi signori considerano come un comportamento da “società chiusa” viene trascinato davanti al tribunale di manifestazioni orchestrate e finanziate e, se tali comportamenti costituiscono una seria minaccia agli interessi imperiali, le Nazioni Unite, la Banca Mondiale, il FMI o l’OMC possono essere mobilitati per imporre delle sanzioni. Il processo di sottomissione di un paese sovrano ad una norma di comportamento internazionale fissa viene definito “trasparenza”. La relazione stabilita tra questi paesi sottomessi si chiama l’impero.

Tony Blair ha formulato esplicitamente la sua idea di un simile genere di istituzione in un discorso fatto ad un Summit mondiale dell’ONU, nel settembre 2005: “In occasione di questo summit, per la prima volta, abbiamo trovato un accordo sul fatto che gli Stati non possono fare tutto quello che vogliono all’interno delle proprie frontiere, ma che noi, in nome dell’umanità, abbiamo il dovere comune di proteggere i popoli quando i loro governanti non lo vogliono fare” (3).

L’EITI ha già nel mirino una lista di 23 paesi destinati al saccheggio a profitto del Commonwealth, la maggior parte situati in Africa, ma alcuni alle frontiere della Russia e della Cina, Ciononostante, molte persone di buona volontà, negli Stati Uniti e altrove, apprezzano George Soros per la sua “difesa dei diritti dell’uomo” e recepiscono l’invito a porre fine ai “regimi autoritari” e a migliorare la “trasparenza” democratica.


La lotta per l’Eurasia

Nella sua previsione economica del 1983, Lyndon LaRouche avvertiva che, se l’Unione Sovietica avesse rifiutato l’Iniziativa di difesa strategica (IDS), adottata dal presidente Reagan, “le difficoltà dell’economia del Comecon porteranno al crollo del sistema di qui a cinque anni”.

Durante il suo discorso del 1988 all’Hotel Kempinski di Berlino, LaRouche lanciò un avvertimento similare: “Tutti coloro che appartengono al cerchio di quel che si chiama il gruppo degli uomini politici di rilevanza mondiale sanno che il mondo è entrato nella fase finale dell’era del dopo guerra (…) Quello che i governanti faranno nei prossimi anni deciderà della sorte di tutta l’umanità per un secolo e forse più… E’ giunto il momento di prendere una decisione audace per ciò che riguarda la politica statunitense nei confronti dell’Europa centrale”.

All’epoca il movimento di LaRouche faceva proselitismo negli influenti circoli eurasiatici attorno alla prospettiva del Triangolo produttivo e, più tardi, del ponte terrestre eurasiatico, con l’obiettivo di trasformare la regione in una comunità di Stati-nazione prosperi. All’opposto, l’establishment britannico vedeva nella crisi in Germania e nell’Unione Sovietica un tornante potenzialmente disastroso per il suo sistema.

Fu allora che George Soros lanciò le sue fondazioni in tutta l’Europa dell’est. In Polonia, la Fondazione Stephan Batory e il laboratorio modello di “terapia d’urto” di Jeffrey Sachs, accompagnata da austerità monetaria e neo-liberismo predatore.

Di questo programma polacco, Soros dice: “Il FMI diede il via libera e il programma venne attuato a partire dal 1° gennaio 1990. Era durissimo per la popolazione, ma la gente era disposta a soffrire pur di avere dei veri cambiamenti (…) L’inflazione venne ridotta, ma il verdetto non è ancora definitivo in quanto l’aggiustamento strutturale si fa attendere. La produzione è calata del 30%, ma l’offerta di lavoro solo del 3%. Ciò vuol dire che la direzione delle imprese di Stato, tagliate, ha utilizzato la tregua nelle rivendicazioni salariali per migliorare i propri margini di profitto e mantenere i livelli di impiego dei lavoratori. C’è un’alleanza poco santa tra la direzione e i lavoratori, che sarà difficile spezzare”. In altri termini, occorreva un’austerità monetaria degna di un Hjalmar Schacht, un lavoro di tipo schiavista e lo smantellamento delle conquiste sociali.

Lo stesso modello sarà utilizzato per portare la Russia alla rovina; qui Soros dà il suo appoggio al Piano Chataline per smantellare l’economia militare-industriale sovietica e imporre la “disciplina di bilancio”. Questo programma di Soros si è tradotto in un disastro: privatizzazione dell’industria pubblica, loschi contratti sugli stock militari sovietici, traffici di materie prime, di armi e droga. Nel corso di cinque anni, un numero allarmante di lavoratori è passato da un’attività produttiva ad un’altra di tipo criminale e la Russia ha conosciuto la più grande espansione del traffico e del consumo di sostanze stupefacenti della regione (4).

Nel corso degli anni che sono seguiti alla dissoluzione dell’Unione Sovietica, Soros mise in piedi fondazioni in 23 paesi. Quando scoppiò la guerra nei Balcani nel 1991, ha versato milioni di dollari in tutta la regione, investendo 15 milioni di dollari alla sola sovversione politica in Croazia.

Nel dicembre 1996, il presidente croato Franjo Tudjman si preoccupò della sua influenza: “Con l’aiuto di Soros, (le organizzazioni) hanno completamente infiltrato la società… Hanno coinvolto nel loro progetto 290 diverse istituzioni, oltre a centinaia di persone (…). Forti dei loro sostegni finanziari, hanno attirato gente di ogni età e ogni classe sociale, dai liceali ai giornalisti, professori e accademici, provenienti da ogni ambiente, la cultura, l’economia, la scienza, la sanità, il diritto e la letteratura (…) Essi dicono apertamente che loro dovere è di cambiare le strutture di proprietà e di governo attraverso donazioni (…) Per creare condizioni favorevoli alla sovversione dell’autorità e all’attuale situazione in Croazia, per esercitare un controllo su tutte le sfere della vita, essi intendono concentrare le loro energie e la loro influenza sui media e il mondo della cultura”.

Nello stesso periodo, Soros creò l’International Science Foundation per offrire interessanti sovvenzioni agli scienziati russi. I Russi, in quel momento impoveriti, cercavano di guadagnarsi da vivere e Soros arrivò con dei progetti e del denaro. Molti hanno confidato di “non sentirsi a loro agio”, ma che avevano bisogno di denaro per sopravvivere. Per quanto abbiano distribuito dei salari, gli investimenti dell’ISF in ricerca e sviluppo non erano affatto sufficienti ad avviare dei veri lavori nelle ricerche fondamentali.

Fonti della Intelligence USA erano a quel tempo convinte che Soros intendesse solo sfruttare i loro saperi. All’inizio l’ISF offriva importanti sovvenzioni, ma ha poi costantemente ridotto i finanziamenti, spingendo i giovani scienziati ad abbandonare il loro paese, privando così i Russi della loro più vitale risorsa.

Nel 2003 Soros ha annunciato di non volersi occupare più della Russia, per concentrarsi di più sugli Stati Uniti, dicendosi “preoccupato per i problemi della mondializzazione” e, dopo l’11 settembre, “per il ruolo che gli Stati Uniti giocavano nel mondo”.

Il 12 giugno dello stesso anno, l’OSI annunciò di volere investire 800 milioni di dollari in dieci anni, “per fare avanzare la democrazia e la riforma progressista negli Stati Uniti”. Saranno finanziati studi, tra gli altri, sul modo in cui istituzioni come l’Unione Europea e l’ONU possano essere utilizzati per “influenzare o limitare comportamenti non liberali”, ma anche mantenere la stabilità e l’ordine dopo la caduta di un “regime autoritario”. Gli attacchi lanciati dalle truppe di Soros nei paesi dell’EST dovrebbero mettere una pulce nell’orecchio degli Statunitensi che continuano a sostenere i suoi progetti.


Niente trasparenza off-shore

Contrariamente alla sua immagine falsamente eroica di supereroe della finanza, George Soros non ha mai agito da solo nelle sue operazioni, sapendo che il suo interesse primario è sempre consistito nel cavarsela al meglio nei confronti dei suoi sponsor.

Un decennio prima di lanciare l’Open Society Fund, Soros lasciava il suo posto alla Arnhold and S.Blechroeder Inc. (5), che gli offrì i fondi di avvio per creare il Quantum Fund NV, un fondo off-shore che ha gestito, nel 2001, tra gli 11 e i 14 miliardi di dollari.

Il Quantum Fund e il Soros Fund Management servono da fonti di finanziamento per i progetti internazionali sopra descritti. Soros ha deciso di istituire il suo fondo nelle Antille Olandesi, un protettorato della monarchia dei Paesi Bassi, e di escludere gli Statunitensi dal Consiglio di amministrazione e di investimento del Fondo, per sottrarsi all’attenzione delle autorità USA, oltre che ai regolamenti e alle imposte USA. Sempre chiedendo trasparenza agli altri, beninteso.

Soros è talmente interessato ad aggirare le leggi statunitensi, che evita anche di rivestire cariche formali nel Consiglio del suo proprio Fondo, accontentandosi della sola carica di “Consigliere per gli investimenti”, attraverso il Soros Fund Management, con sede a New York. Per contro, gli investitori e il Consiglio del Quantum Fund abbondano di finanzieri britannici, italiani e svizzeri, la Regina Elisabetta II detenendo una posizione speciale nella lista dei clienti.

Richard Katz siede anche nel Consiglio di amministrazione della banca NM Rothschild Sons di Londra e dirige Rothschild Italia SpA. Nils O. Taube è direttore del St.James Palace, un gruppo di investimento di Londra e importante partner di lord Rothschild. George Karlweiss viene dalla Banca Privata svizzera di Edmond de Rothschild. Secondo quanto emerge da alcune interviste e pubblicazioni, risulta che anche Karlweiss abbia contribuito a fornire capitali per il lancio del Quantum Fund.

Uno dei componenti del Consiglio del Quantum Fund, Edgar de Picciotto, un finanziere svizzero, rimase coinvolto alla fine degli anni 1980 negli attacchi contro l’organizzazione europea di Lyndon LaRouche, quando faceva transitare del denaro attraverso l’istituto svizzero Geo-Pol di Laurent Murawiec, attualmente membro dell’Hudson Institute neoconservatore (6).

De Picciotto è, dal canto suo, presidente dell’Unione Bancaria Privata, nata da una fusione con la Trade Development Bank di Edmund Safra, il cui nome compare spesso nella vicenda Iran-Contras. Secondo alcuni ex ufficiali dei Servizi di informazione, che conoscono bene il caso Soros, il Quantum Fund accumulò i suoi miliardi a partire da “investitori silenziosi” come Marc Rich, un uomo d’affari disonesto, oltre che da intermediari di operatori del Mossad come Shaul Eisenberg e Rafi Eytan. Al tempo della dissoluzione dell’Unione Sovietica, Marc Rich svolse un ruolo importante nel traffico di materie prime (7).

Convinse in particolare alcuni dirigenti corrotti e disperati, russi e sovietici, a svendere le ricchezze del paese sui mercati mondiali. Il ricavato venne poi investito in conti off-shore. Rich, ricercato dalla Giustizia statunitense dal 1984, organizzava il saccheggio dai suoi uffici di Londra, da dove aiutava i suoi contatti russi a vendere beni che avrebbero dovuto essere destinati al consumo interno russo.

Per 17 anni Rich è rimasto rifugiato a Londra, accusato di frode fiscale e di intelligenza col nemico (l’Iran). Godendo di protezioni ai livelli più alti, Rich ha scelto come avvocato colui che in seguito diventerà il capo di gabinetto del vice presidente USA Dick Cheney: Lewis Libby. Nel 2001, nelle ultime ore del mandato presidenziale di Bill Clinton, Al Gore convinse il presidente ad accordare la grazia a Marc Rich. Nel corso di una successiva testimonianza dinanzi al Congresso, Lewis Libby riconobbe di essere riuscito ad ottenere questa grazia con l’aiuto dell’ex capo di gabinetto di Al Gore, Jack Quinn.


Un consiglio

L’economia mondiale subisce al momento un processo di iperinflazione. Le istituzioni internazionali e le reti finanziarie più sopra delineate, le cui attività sono illegali alla luce della Costituzione degli Stati Uniti, lavorano da decenni per impadronirsi del potere. E’ urgente neutralizzare, da subito, le sporche operazioni di George Soros e avviare la ricetta per la ripresa raccomandata da LaRouche nei suoi “Tre passi verso la sopravvivenza”.

Sarebbe saggio che tutti quelli che oggi difendono Geroge Soros accettando il suo denaro, riflettessero sulla realtà dei fatti: giacché, qualsiasi cosa succeda, il progetto imperiale britannico è condannato ad una disfatta totale e vergognosa. Resta da capire se la sua caduta trascinerà con sé il resto d’Europa in una nuova era di tenebre senza fine. Li volete davvero questi soldi?


*Leandra Bernstein, articolo pubblicato col titolo « La guerre secrète du misanthrope George Soros », 11 agosto 2008, in Solidarité et Progrès.

http://www.solidariteetprogres.org/orientation-strategique-47/la-guerre-secrete-du-misanthrope.html

 

Note :

[1] Ciò spiega la sua illimitata ammirazione per le Nazioni Unite (soprattutto il Consiglio di Sicurezza), l’OMC e la Banca mondiale, e la sua collaborazione con essi.

[2] Per meglio comprendere questo processo, vedi Le Baccanti di Euripide, a proposito del culto di Dioniso.

[3] Nel 1999, Blair aveva già chiesto il bombardamento della Serbia/Jugoslavia da parte della NATO, col pretesto di proteggere il Kosovo e l’Albania contro i Serbi. Il non rispetto da parte di Blair dei principi dei Trattati di Vestfalia del 1648 è emblematico dell’era moderna di guerra preventiva.

[4] La crescita del consumo di droga si accompagnava ad una epidemia di HIV, che seguiva la linea di percorso del traffico di droga verso l’Afghanistan. Oggi la Fondazione Soros si vanta dei suoi programmi di lotta contro l’HIV e la tubercolosi, che sono state propagate proprio dalle sue riforme liberali!

[5] Arnhold and S. Blechroeder Inc. rappresentava gli interessi Rothschild all’epoca del cancelliere tedesco Bismarck. A partire dal 1993, la società è stata la più importante depositaria di Quantum Fund, al pari di Citibank.

[6] In un memorandum pubblicato nel 2001, Lyndon LaRouche descriveva Laurent Murawiec come un «vero Beetlebaum, il leggendario cavallo da corsa; attualmente è una carcassa politica abusata e sotto il dominio di istituzioni che emanano un odore molto particolare».

[7] Prima di gettarsi nel business delle «risorse naturali» con la Russia, con un giro d’affari di 2,5 miliardi di dollari, Marc Rich animava il mercato nero che ha provocato le guerre di Afghanistan e Iran-Iraq.  
 


 

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