ProfileAnalisi, 14 agosto 2019 - Prosegue l'importante analisi di Matthew Ehret sulla nascita dello Stato Profondo (Deep State) nell'America del Nord...    

 

The Duran, 3 maggio 2019 (trad.ossin)
 
Le origini dello Stato profondo (Deep State) in America del Nord – 2/6
Matthew Ehret
 
 
 
Fallimento del primo tentativo: l’Unione imperiale (1911-1923)
 
Il primo esperimento di un governo mondiale che superasse il principio fondativo di sovranità fu il Progetto di Unione Imperiale in vista del quale era stata creata la Round Table. Si trattava di creare una federazione di nazioni unite sotto un Impero unico con un Parlamento nel quale avessero accesso anche rappresentanti delle diverse colonie, un modello poi ripreso dalla Troika europea che oggi incatena le nazioni. La missione esplicita di questa struttura era quella di inglobare gli Stati Uniti sotto la guida di quei «realisti economici», che Roosevelt diceva che avrebbero dovuto andarsene nel 1776. Sotto le strutture parlamentari, non c’è che un’illusione di democrazia, quando la sua natura burocratica permette che esse vengano controllate da una oligarchia dirigente.
 
Alla fine della Prima Guerra Mondiale, esponenti della Round Table che temevano il fallimento di questo programma decisero di dedicarsi alla dottrina della Società delle Nazioni, che avrebbe potuto produrre i medesimi risultati, ma con altri mezzi. A causa di questo cambiamento di programma, si ritenne che la Round Table dovesse essere progressivamente sostituita da qualcosa di nuovo. Nel 1931, due ex responsabili delle istituzioni scolastiche di Milner si scambiarono delle lettere nelle quali ponevano esplicitamente il problema e proponevano perfino una soluzione:
 
«Come fratellanza, abbiamo perso ogni interesse per l’Impero e non riusciamo più a fronteggiare la situazione. Penso che, se la Round Table vuole sopravvivere, deve cambiare carattere, rimuovere il sottotitolo, e tendere verso qualcosa di più adatto all’oggi: una pubblicazione collegata all’Istituto reale degli affari internazionali. […] Tutto il cuore e l’anima del movimento si vanno esaurendo, e io non so davvero se stiamo difendendo qualche cosa attualmente». [Sir Edward Grigg a Hitchens, 15 Dicembre 1931, citata in The Round Table Movement and Imperial Union, da Kendle, p. 284]
 
Fu a causa del fallimento del suo piano originario che il movimento della Round Table avviò la sua conversione, e si confezionò un nuovo abito con la creazione dell’Istituto reale degli affari internazionali (RIIA) nel 1919, immediatamente seguita dalla nascita di filiali americane poste sotto il controllo del Consiglio delle relazioni estere (CFR) e dell’Istituto internazionale del Pacifico (IPI). Carroll Quigley dimostra che il CFR e l’IPI presentavano sovrapposizioni di membri del RIIA e del CIIA, e che i finanziamenti venivano dalle fondazioni Rockefeller e Carnegie, e dal RIIA. Per quanto le denominazioni fossero americane, queste organizzazioni e i loro membri erano invece interamente britannici.
 
Fallimento del secondo tentativo: trasformazione della Round Table (1923-1930)
 
Il RIIA, il CFR e l’IPI furono tutte finanziate con importanti donazioni delle fondazioni Rockefeller e Carnegie, esse stesse create al solo scopo di servire da strumenti finanziari al programma imperiale in contemporanea con la presentazione della Round Table nel 1910. Erano due fondazioni utilizzate per finanziare le leggi eugenetiche e le premesse «scientifiche» che le giustificassero sul piano politico. Documenti alla mano, Quigley illustra l’ampia gamma di sostegni finanziari che queste organizzazioni «filantropiche» accordarono ai loro controllori di Londra.
 
A causa del ritorno al governo canadese del Partito Liberale, oramai guidato da Mackenzie King, l’infiltrazione locale non avvenne al ritmo che alcuni agenti del RIIA avrebbero gradito. In effetti l’ultimo tentativo di imporre le tesi della Round Table a favore dell’Unione imperiale venne sconfitta durante la famosa Conferenza imperiale del 1923, per l’influenza esercitata da alcuni liberali di Laurier come Oscar Skelton e il ministro della giustizia Ernest Lapointe. Nel 1925, Philip Kerr, il controllore della Round Table e undicesimo marchese di Lothian, si esprimeva in questi termini sui sentimenti anti-britannici di Lapointe e Skelton :
 
«Temo che in Canada le cose non siano attualmente soddisfacenti come negli Stati Uniti. […] Ho perfino inteso in certi ambienti che sarebbe un errore per gli studenti rivelare di essere stati borsisti della Fondazione Rhodes, che farebbero meglio a mescolarsi alla popolazione e dimenticare il loro triste passato! »  (1)
 
Nel 1925, O.D. Skelton, amico e biografo di Laurier, oltre che amico di lunga data e fidato collaboratore del primo ministro William Lyon Mackenzie King, venne nominato sotto segretario agli affari esteri. Nella stessa epoca, la resistenza agli influenti borsisti della Fondazione Rhodes nei circoli dirigenti della politica nazionale cominciò a organizzarsi. La cooperazione canadese con la Gran Bretagna in materia di politica estera venne meno, cosa che apparve in modo manifesto in occasione de la crisi di Chanak nel 1922, quando il Canada respinse la richiesta della Gran Bretagna di inviare truppe per una guerra imminente contro la Turchia. Durante le successive Conferenze imperiali, negli anni 1920, i liberali di Laurier, guidati da Skelton e Lapointe, sventarono e respinsero diversi tentativi di vincolare la politica estera alla Federazione imperiale o alla Società delle Nazioni. L’alleanza con i leader dello Stato Libero di Irlanda contro la politica imperiale fu essenziale al successo dei patrioti canadesi per contrastare l’influenza della Round Table.
 
La personalità fragile di MacKenzie King
 
I biografi di Massey hanno spesso parlato della sua frustrazione nei confronti di Skelton, ch’egli vedeva come una barriera tra se stesso e un Primo ministro, che considerava come una persona manipolabile fintanto che non avesse vicino una persona provvista di una visione geostrategica (2). La crescente mancanza di collaborazione di King con la politica estera britannica portò alla seguente citazione del cognato di Massey, e membro della Round Table, William Grant nel 1925:
 
“È molto difficile fare un'impressione permanente su di lui [King] per due motivi. 1) È un uomo egoista come non ho mai visto, un egoismo mascherato da una fitta selva di sentimentalismo, che lo indurrà a sacrificare chiunque e qualsiasi cosa alla sua ambizione, per poi pentirsene e piangerne. 2) Ha la mente di una medusa. Fortunatamente per voi, possiede anche una vera eloquenza dignitosa, anche se piuttosto verbosa – dunque potrà fare pochi danni se gli si daranno molti discorsi da tenere”(3)
 
La citazione di Grant è istruttiva in quanto fornisce al lettore una visione del singolare difetto del personaggio di King che lo accompagnerà per tutta la vita. Una patetica “influenzabilità” che fece sì che le influenze malvagie furono spesso frustrate dalle buone influenze che spingevano nell’altra direzione. Nel bene o nel male, King non è mai stato padrone di se stesso. Alla fine è stato un mistico dominato dalla madre che non ha mai potuto recidere le sue affiliazioni ideologiche con la monarchia. In altre circostanze, avrebbe potuto essere un uomo di profonde convinzioni personali... Ma, come il povero principe veneziano in "The Ghost Seer" di Schiller, le sue convinzioni non furono mai sue. Dopo la morte di Skelton nel 1940, l'insicurezza nevrotica di King si esprimeva nel sollievo di essere stato liberato dall'influenza prepotente di Skelton : “Le mie valutazioni e il mio sapere sono stati tanto spesso messi da parte dalle pressioni di Skelton e dello staff, che oramai ho deciso di non cedere più a nulla del genere”(4).  In un altro diario pubblicato un anno dopo, King scrisse:  "Uno degli effetti della morte di Skelton sarà quello di farmi esprimere le mie opinioni molto più fermamente". (5)
 
Le tendenze filomonarchiche di incisero sulle sue azioni più di quanto abbiano inciso le influenze esercitate su di lui, come dimostrato dai seguenti resoconti di due Conferenze imperiali: «Io difendo l’indipendenza più ampia, a cui [King] si oppone», diceva Skelton, mentre dopo un’altra Conferenza King scriveva: «[Skelton] è il fulcro della lotta contro l’Impero britannico, ma non è lo stesso per me. Io credo in un insieme allargato, con l’indipendenza completa di entità unite nella cooperazione a fini comuni». (6)
 
Chatham House sbarca in Canada
 
Come la consorella australiana, la sezione canadese del CIIA (chiamata anche «Chatham House») venne creata solo nel 1928, come rimedio alle tendenze anti -Round Table dei liberali di Laurier che influenzavano King. Il primo presidente del  CIIA altri non fu che Sir Robert Borden, ex Primo ministro del Canada, e membro dell’ordine massonico di Orange. Il secondo fu Newton Rowell, che presiedette poi la Canadian Bar Association, poi la Commissione reale Rowell-Sirois dal 1935 fino al 1937, data del suo fallimento (7). Sir Joseph Flavelle e Vincent Massey ne erano i vicepresidenti, e George Parkin di T. Glazebrook il segretario onorario. Altri membri fondatori erano il finanziere e poi rappresentante del Gabinetto del Partito conservatore J.M. Macdonnell, l’amministratore della Fondazione Carnegie N.A.M. Mackenzie, il presidente dell’Upper Canada college William Grant, il borsista della Fondazione Rhodes, George Raleigh Parkin, il finanziere Edgar Tarr, il giornalista J.W. Dafoe, e Henry Angus. Raleigh Parkin, Grant e Macdonnell avevano la fortuna di essere anche cognati di Vincent Massey, e generi di George Parkin. Nel 1933, grazie ad un dono della Fondazione Massey (utilizzata come mini-clone della Fondazione Rockefeller), il CIIA assunse il suo primo segretario permanente, Escott Reid, altro borsista della Fondazione Rhodes fanaticamente impegnato nel progetto di governo mondiale attraverso la Società delle Nazioni, come dimostra questa citazione:
 
«Sarebbe più facile e più rispettoso del Canada sottomettersi a un organismo internazionale che prendesse la decisione di fare la guerra, piuttosto che trasferire questo potere dal governo di Ottawa a quello di Washington. Sembra quindi probabile che una cooperazione efficace tra il Canada e gli Stati Uniti sia possibile solo nel quadro di un ordine mondiale del quale sia il Canada che gli Stati Uniti siano membri fedeli». (8)
 
Cinque anni dopo la creazione del CIIA, reti associate ad essa crearono l’Istituto canadese degli affari pubblici (CIPA), un’organizzazione affiliata che doveva influenzare la politica interna del Canada, mentre il CIIA si concentrava sulla politica estera. All’inizio i conferenzieri erano Norman Mackenzie, del CIIA, e J.S. Woodsworth, dirigente eugenetico della CCF, un partito di recente costituzione. Dovranno passare vent’anni perché due organizzazioni pongano in essere delle conferenze comuni. Attualmente CIPA opera sotto le spoglie delle Conferenze Couchiching, e i suoi frequenti seminari di lavaggio del cervello vengono divulgati dalla Società Radio-Canada (SRC) da più di 70 anni. Il CIPA era affiliato all’YMCA, una delle principali risorse di indottrinamento britanniche, che opera organizzando seminari e conferenze in tutto il mondo. Fu questa rete a reclutare il giovane Maurice Strong, che salì fino alle più alte vette dell’oligarchia nel corso degli anni successivi.
 
1932-1935 : Il New Deal statunitense segna la fine della Società delle Nazioni
 
Prima dell’elezione di FDR nel 1932, gli Stati Uniti erano stati messi in ginocchio da quattro anni di Grande Depressione, essa stessa creata dall’esplosione di una bolla immobiliare artificialmente creata da agenti britannici a Wall Street, come il Segretario al Tesoro USA Andrew Mellon. Durante questo periodo di paura e penuria la popolazione si fece più credulona, accettando senza discussioni la propaganda che immigrazione e predisposizione genetica fossero responsabili del dilagare della criminalità in quegli anni difficili. Si vararono diverse leggi che prescrivevano la sterilizzazione e si diffuse una certa simpatia verso il fascismo.
 
Franklin Roosevelt mobilitò la popolazione con il suo grido di battaglia «Non c’è niente di cui aver paura, se non la paura stessa», e i mercanti vennero cacciati dal Tempio con l’implementazione del Glass-Steagall Act e dai crediti pubblici emessi dalla Reconstruction Finance Corporation. Il RIIA, che alimentava le proprie reti in Canada e soprattutto negli Stati Uniti, dovette rivedere i propri programmi. La fiducia rinnovata nella possibilità di uno Stato sovrano di operare cambiamenti progressivi attivando i principi del sistema americano colpiva alla radice la convinzione che un governo mondiale fosse l’unica opzione per la pace. Il cambiamento, però, non è la cosa più facile per un Impero; i Britannici, dopo decenni di investimenti diretti a riconquistare gli Stati Uniti, lanciarono un’azione violenta per tentare di schiacciare FDR.
 
Nel 1933, una sorprendente rivelazione del generale Smedley Butler scosse l’opinione pubblica. Egli svelò un tentativo di colpo di Stato contro Roosevelt, sostenuto da Wall Street e appoggiato da 500 000 legionari (9). Nel suo libro dal titolo “la guerra è un racket”, egli descrisse il piano che doveva innalzarlo al rango di dittatore fantoccio (10). «Avrei dovuto dirigere un’organizzazione composta da 500 000 uomini e assumere le funzioni di governo». Generale Smedley Butler, Novembre 1933. Estratto video visibile qui : www.larouchepac.com/1932] Questo tentativo ebbe luogo solo qualche mese dopo il complotto ordito dalla massoneria per uccidere FDR, che provocò la morte del sindaco di Chicago Anton Cermak.
 
Come ha scritto Pierre Beaudry nel suo studio sulla Sinarchia, «Non è una coincidenza che, nel 1934, mentre i Britannici promuovevano i nazisti in Europa, gli interessi finanziari sinarchisti di Lazard Frères e J.P. Morgan negli Stati Uniti tentarono un colpo di Stato fascista simile contro Franklin D. Roosevelt, servendosi degli stessi gruppi di veterani malcontenti, soprattutto agenti dei francesi Croix de Feu schierati negli Stati Uniti. Alla fine non riuscirono a convincere il generale Smedley Butler, che pose fine al complotto, denunciandolo pubblicamente per quello che era realmente; un colpo di Stato fascista». (11)
 
Dopo avere miseramente fallito nel tentativo di instaurare in America un fascismo aggressivo come quello europeo, che si era affermato come «soluzione» ai problemi economici della depressione provocata dagli agenti dell’Impero britannico a Wall Street, le reti Rhodes decisero che l’unico modo di battere FDR era la vecchia tecnica fabiana dell’infiltrazione e della cooptazione. Fu fatto di tutto per infiltrare le istituzioni del New Deal, in modo da potersi fare avanti al primo passo falso di Roosevelt. Per imitare la forza esterna del programma di Roosevelt svuotandolo di ogni sostanza, essi utilizzarono le teorie di John Maynard Keynes, eminente eugenetico della Fabian society.
 
1932 : la Rhodes Trust canadese cambia marcia
 
Quando Roosevelt diventò presidente nel 1932, le reti canadesi della Rhodes Trust, guidate da Escott Reid, Frank Underhill, Eugene Forsey, F.R. Scott, e David Lewis, diedero vita alla League for Social Reconstruction (Lega per la Ricostruzione Sociale), un «gruppo di riflessione ispirato dalla Fabian society» e personalizzato per il Canada. Reid, Forsey, Scott e Lewis erano tutti borsisti della Rhodes Trust, e Underhill un fabiano formatosi al Balliol College di Oxford sotto la supervisione di Harold Laski e G.B. Shaw. L’intenzione dichiarata del gruppo era di istituire dei precetti fabiani di «gestione scientifica della società», soprattutto attraverso la cooptazione di J.S. Woodsworth, un altro fabiano formatosi a Oxford, e destinato a guidare la nuova Cooperative Commonwealth Federation (Federazione cooperativa del Commonwealth), una specie di escrescenza della LSR. Nel suo Regina Manifesto del 1933, la CCF propugnava la distruzione integrale del capitalismo. Woodsworth, affermato eugenetico, sostenne con vigore le leggi sulla sterilizzazione del 1927 miranti a eliminare i non idonei di Alberta (12). Fedele al mantra dei suoi mentori fabiani, H.G. Wells e G.B. Shaw, Woodsworth chiese anche l’abolizione della proprietà individuale. Nella sua essenza, la CCF non aveva niente del socialismo conosciuto, ma piuttosto era un fascismo mascherato da una patina di socialismo «scientifico».
 
Partendo dal principio che una folla inquieta tende ai comportamenti estremi, la creazione da parte della CIIA di una nuova bipolarità destra-sinistra non ha prodotto i risultati sperati. Nei calcoli dell’Impero, tuttavia, il fallimento eclatante del Partito conservatore del Primo ministro R.B. Bennett (1930-1935) avrebbe dovuto produrre una radicale virata a sinistra nel momento in cui venne creata la CCF. Infatti la disoccupazione superava il 25%, le misure di austerità monetaria strangolavano quel poco che restava della produzione, e le posizioni abitualmente anti-americane del conservatore Bennett bloccavano ogni possibilità di accrescere gli scambi con gli Stati Uniti.
 
 
Ma qualcosa non funzionava nella meccanica imperiale. Proprio quando i germi politici di un governo mondiale di ispirazione «socialista scientifico» stavano per essere piantati in Canada, la cultura della paura e della disperazione, necessaria al radicamento spontaneo di questi programmi nelle scelte popolari, era venuta meno. Infatti i Canadesi erano molto sensibili alle «Chiacchierate accanto al caminetto» di Roosevelt diffuse ogni settimana dalla Radio USA, e arricchite da articoli di stampa rassicuranti.
 
I progetti del New Deal, che diffondevano la speranza di un futuro migliore e di una soluzione nazionale al caos provocato dalla Grande Depressione, erano così vicini da impedire una polarizzazione crescente. Quindi la dittatura scientifica, pianificata dalla CCF e Woodsworth ed orchestrata da emanazioni della Rhodes Trust, non venne ciecamente accettata.
 
Quel che più conta, la potente influenza di FDR sui sentimenti dei Canadesi costrinse perfino il Governo conservatore e radicalmente anti-americano di R.B. Bennett ad adattarsi alla fine ai concetti del New Deal, tentando di copiare il programma USA in un ultimo sforzo per salvare le elezioni del 1935. Questa piattaforma copiata dall’estero prese il nome di « New Deal for Canada ». Fu un fallimento, giacché il programma di  Bennett conteneva due gravi errori :
 
1. Nel momento in cui promuoveva una vasta gamma di misure sociali (per esempio: salario minimo, servizio sanitario, assicurazione contro la disoccupazione, piano pensionistico allargato, riduzione della settimana di lavoro), era però carente di tutte le misure di coesione nazionale su larga scala che determinarono il successo del programma statunitense, dando un senso alle misure sociali. L’imitazione di Bennett non faceva che copiare la forma dell’autentico New Deal, ma senza la sostanza. Quel che più assomigliava ai programmi di infrastrutture erano dei « campi di lavoro » dove sgobbavano operai-schiavi pagati 25 cent al giorno. Giovani disperati e maltrattati popolarono questi campi, che realizzarono strade e costruzioni di cattiva fattura, costruiti senza alcun senso dell’interesse nazionale (13)
 
2. Il sistema di credito nazionale ideato da Roosevelt ispirandosi a pensatori del sistema americano come Alexander Hamilton e Abraham Lincoln era totalmente estraneo alla cultura di Bennett e dei suoi. La creazione della Banca del Canada fu ispirata al modello del sistema privato della Banca centrale d’Inghilterra. Istituita nel 1935, dopo un lungo lavoro avviato nel 1933 dalla Commissione reale presieduta da Lord Macmillan, il suo mandato costitutivo e strutturale venne prima di tutto pensato per centralizzare il controllo e la gestione delle ricchezze esistenti con metodi monetaristici/contabili, piuttosto che per creare nuove ricchezze. La sua istituzione venne quindi concepita in un solco monetarista/keynesiano piuttosto che rooseweltiano. Senza un sistema di credito adeguato simile a quello degli Stati Uniti, capace di legare il credito alla crescita della produttività, gli investimenti massicci, anche i più superficiali come quelli del New Deal di Bennett, non erano in grado di produrre alcun risultato. Dopo che, nel 1935, i Liberali massacrarono politicamente il Partito conservatore, Bennett si ritirò definitivamente in Gran Bretagna, dove ottenne un titolo nobiliare.
 
Grazie alla resurrezione del sistema americano per opera di Roosevelt, si capisce come la cultura canadese non sia caduta nella tela di ragno tessuta da Londra. Occorre ancora, però, spiegare come si sia riusciti a impedire alle reti del CIIA e del  Rhodes Trust di assumere il controllo della politica estera canadese nel corso della seconda metà degli anni 1930.
 
Il ritorno dei Liberali di Laurier (1935-1940)
 
Nell’ottobre 1935, i Liberali, sempre sotto la guida di Mackenzie King, tornarono al governo per tentare di creare una testa di ponte tra i due poli controllati dagli Inglesi: la CCF a sinistra e i Conservatori a destra. A questo punto, dopo tre anni passati alla presidenza del Partito Liberale, Vincent Massey assunse l’incarico di Alto Commissario in Gran Bretagna, inserendo nel suo staff dei protetti di Oxford come Lester B. Pearson – che diventò il suo segretario personale – e anche i borsisti della Rhodes Trust, George Ignatieff e Escott Reid. Anche se la maggior parte degli storici contemporanei (14) ritiene che l’arrivo di Oxfordiani al Department of External Affairs (Dipartimento degli affari esteri) sia stata una iniziativa di O.D. Skelton, le prove dimostrano che furono invece Vincent Massey e le reti del CIIA ad avviare questo processo contro la volontà di Skelton. La tesi divulgata da Granatstein e simili è solo un mito che serve a nascondere il patrimonio di costruzione della nazione canadese alle nuove generazioni, come dimostrerò prove alla mano.
 
Per quanto il CIIA allevasse un vasto vivaio di importanti intellettuali che si erano collocati con successo nei punti chiave di tutte le università canadesi, non era riuscito ad infiltrarsi nel Dipartimento degli affari esteri, al contrario di quello che avevano fatto i loro omologhi statunitensi e inglesi. La ragione era per molti versi dovuta alla carica di Oscar Skelton quale sottosegretario del Dipartimento, e alla sua collaborazione col Ministro degli affari esteri Mackenzie King. In tutta la storia canadese, King fu l’unico Primo ministro a svolgere simultaneamente le due funzioni. Lo storico Adam Chapnick così racconta la prudenza di King e Skelton nei confronti dell’infiltrazione del CIIA :
 
«Condivideva i sospetti del suo Primo ministro circa i giochi di influenza politica britannici, e non aveva dimenticato che, nel 1914, la cieca subalternità ai Britannici aveva quasi distrutto il suo paese. […] Skelton divenne il capo della « intellighenzia isolazionista » del East block. » (15) Questa diffidenza si espresse per la voce del Primo ministro nel suo discorso alla nazione canadese dopo la Conferenza imperiale del 1937 : « Coloro che vedevano in questa Conferenza un’occasione di discutere e formulare una politica imperiale degli affari esteri, della difesa e del commercio, non troveranno nulla che corrisponda alle loro aspettative». (16)
 
Ma quando cominciò a diffondersi il caos e si cominciarono a udire rombi di guerra, la politica di Skelton, che voleva impedire ai rampolli del CIIA di mettere le mani sulla politica estera canadese, cominciò a mostrare delle crepe. Nel suo diario, il 20 maggio 1938, Skelton faceva questa profezia:
 
«I Britannici stanno facendo di tutto per sacrificare i Cechi sull’altare della pace europea. […] la resistenza dei Francesi sembra ammorbidirsi. Il Primo Ministro ha detto in Consiglio che, per opinione quasi generale, sarebbe impossibile non allinearsi coi Britannici: i miei quattrodici anni di lavoro non saranno serviti a niente». (17)
 
Chapnick racconta il paradossale successo del RIIA, che riuscì già nel 1939 a coordinare la pianificazione del dopo-guerra attraverso il ministero britannico degli affari esteri, ma che non fu capace di portare avanti un programma simile da parte del ramo canadese:
 
«Mentre Mackenzie King preparava il suo paese all’eventualità di una guerra, il gruppo del RIIA che si occupava degli affari mondiali tenne la sua prima riunione a Chatham House il 17 luglio 1939. L’accento venne messo sull’importanza di mantenere la supremazia del diritto nelle relazioni internazionali. Diversamente dal CIIA, che ebbe difficoltà a farsi intendere a Ottawa durante la maggior parte dell’anno 1941, il RIIA aveva già stabilito dei rapporti stretti col governo di Londra. Il suo impatto divenne evidente nell’ottobre 1939, quando Lord Lothian (alias Philip Kerr), ambasciatore britannico a Washington, fece una pubblica allusione ad una futura federazione mondiale. Auspicava un ordine internazionale nel quale le amministrazioni regionali amministrerebbero il mondo sotto l’egida di un organismo esecutivo unico» (18)
 
Lo storico Denis Stairs racconta la frustrazione di Philip Kerr davanti all’influenza esercitata da Skelton su Mackenzie King : «Kerr fece un giorno giustamente notare a  Vincent Massey che sarebbe stato meglio che Skelton non considerasse la cooperazione come un’ammissione di inferiorità’. » (19) Nel suo diario, Massey affibbiò al suo nemico giurato dalla Conferenza imperiale del 1923 il soprannome di  « Herr Doktor Skelton ».
 
Dopo le morti misteriose di O.D. Skelton e Ernest Lapointe nel 1941 (20), cominciarono a cedere le protezioni contro le orde del CIIA. Di conseguenza  Norman Robertson (borsista della Rhodes Trust), un giovane protetto di Massey, venne rapidamente chiamato a sostituire Skelton come sottosegretario agli affari esteri. Questo vero e proprio colpo di forza rafforzò il ruolo del CIIA nell’elaborazione della politica estera canadese. Chapnick così descrive la situazione:
 
«Paradossalmente, fu nel momento in cui il CIIA aveva perso ogni fiducia nel governo del Canada, che Norman Robertson riuscì a mettere mano sul ministero degli affari esteri. Impedendo le restrizioni del tempo di guerra l’assunzione di ulteriore personale necessario, egli chiese l’aiuto dei suoi ex colleghi universitari. Egli stesso laureato all’Università della Colombia Britannica, Robertson invitò dapprima il professore di scienze politiche ed economiche Henry Angus a raggiungerlo ad Ottawa per assumere l’incarico di «Aggiunto speciale» al ministero. Membro del CIIA, Angus aveva studiato bene il Trattato di Versailles.
 
Ci si aspettava che offrisse un contributo costruttivo alle discussioni del dopoguerra. George Glazebrook, che Pearson aveva conosciuto al dipartimento di storia dell’Università di  Toronto, si aggiunse presto a lui. Aveva fatto parte del Comitato di ricerca del CIIA incaricato di esaminare la forma del mondo del dopoguerra. Alla fine furono una ventina i professori universitari che lavorarono agli Affari esteri durante la guerra, la quasi-totalità dei quali in rapporti più o meno diretti col CIIA. Il reclutamento di questi accademici permise la creazione di una infrastruttura specializzata nella pianificazione in seno alla funzione pubblica canadese, al pari di quanto già accadeva in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Due anni dopo l’avvio del processo anglo-statunitense di pianificazione dell’ordine post-bellico, il Canada faceva finalmente un primo piccolo passo avanti». (21)
 
Parallelamente alla presa di controllo da parte della CIIA della politica estera canadese attraverso il dipartimento degli affari esteri, gente come Escott Reid, Lester Pearson e, più tardi, Pierre Elliot Trudeau approntarono un nuovo programma detto della «Terza via». Si trattava di attribuire al Canada del dopoguerra un ruolo di contrappeso rispetto alla dinamica bipolare della Guerra Fredda di distruzione reciproca assicurata. Laddove possibile, il Canada avrebbe disturbato gli Stati Uniti stabilendo relazioni amichevoli coi paesi comunisti, mentre la politica estera della Gran Bretagna sarebbe stata strettamente allineata su quella degli Stati Uniti. Quando fu chiesto poi a Pierre Trudeau di spiegare la sua politica estera, egli descrisse la Terza via come una «creazione di contrappesi». Invece di servire gli interessi del Canada, un paese la cui nascita era tragicamente abortita, tutto ciò serviva gli interessi dell’Impero britannico. (segue)
 
Leggi :
 
 
Note:
 
1.  Citato in Canada and the British World, di Philip Buckner, UBC Press, 2007, p.266
2.  Lo stesso William Mackenzie King è sempre stato un personaggio paradossale nella storia del Canada. Vivendo nell’ombra tirannica di sua madre (anche molto dopo la sua morte), King era letteralmente posseduto dalla volontà di restaurare l’onore della sua famiglia, dopo che il nonno William Lyon Mackenzie aveva guidato la ribellione del 1838 nell’Alto Canada. Se King aveva questa ammirevole qualità di una volontà ispirata da un senso di missione divina sulla terra, aveva anche purtroppo la tendenza irrazionale a parlare ai suoi amici e ai membri della sua famiglia che erano già morti. Profilo irrazionale e mistico che mise d’altronde a profitto quando viveva a Londra, partecipando ad esperienze di parapsicologia, o avendo relazioni con medium affiliati alla Round Table come W.T. Stead.
La incapacità di giudizio di King fu chiara durante tutto il corso della sua vita, specialmente quando venne assunto dalla Fondazione Rockefeller dal 1914 al 1918 per aiutare John D. Rockefeller Jr. a risolvere i problemi posti dallo sciopero dei minatori negli Stati Uniti. Fu attraverso di lui che venne lanciata la ridicola politica del «sindacato di impresa». A sua volta, Skelton provava una particolare frustrazione nei confronti del carattere problematico di King, che esprimeva chiaramente in una lettera alla moglie scritta durante la Conferenza imperiale del 1926 : «Il fatto che alcune altre persone [King] dedicano tutto il loro tempo a cenare e a parlare con il tal "Lord" o la tale "Lady". "Questo, e scrivere un diario, e dedicare solo 5 minuti al giorno per prepararsi agli argomenti della conferenza rende tutto piuttosto difficile.", [citazione di Ernest Lapointe and Quebec’s Influence, p. 57] W. Grant a Sir Maurice Hankey, ottobre 1925, archivi WL Grant, vol.5, citazione da Claude Bissel's, The Imperial Canadian vol 1. 
 
3.  W. Grant to Sir Maurice Hankey, Ott., 1925, W.L. Grant archives, vol.5, Citazione di Claude Bissel, The Imperial Canadian vol 1. William Grant fu anche Presidente dell’Upper Canada College e Direttore della Fondazione Massey.
4.  Diario di King, Giugno 1940, citato in Ernest Lapointe and Quebec’s Influence on Canadian Foreign Policy di John MacFarlane, Stampa dell’Università di Toronto, 1999, p.124 
5.  Diario di King, 6 febbraio 1941, citato in Ernest Lapointe and Quebec’s Influence, p.124 
6.  Citazione di Skelton da documenti Skelton, vol 11, dossier 1197, diario, 22 ottobre 1923. Citazione di King dal Diario di King, 11 settembre 1929. Entrambi citati in Ernest Lapointe and Quebec’s Influence on Canadian Foreign Policy, p.55
7.  La Commissione Rowell-Sirois tentò di centralizzare una gran parte del frammentato sistema canadese, modellato su parametri effettivamente socialisti. La federalizzazione dei debiti e delle obbligazioni provinciali fu una delle diverse proposte che tendevano a imitare la forma esteriore del sistema americano di FDR, ma senza alcuna sostanza. In gran parte a causa della resistenza del Quebec, di Alberta e della Colombia Britannica, questa Commissione fallì completamente nella realizzazione del suo programma
8.  Citazione tratta dalla biografia di Reid 
9.  Generale Smedley Darlington Butler, War is a Racket, Roundtable Press Inc., 1935
10. «Sono comparso innanzi al Comitato del Congresso, la più alta rappresentanza del popolo statunitense, per dire quanto sapevo sulle attività che, secondo me, avrebbero potuto portare a un tentativo di istaurazione di una dittatura fascista. [… 
11. Pierre Beaudry, Synarchy Movement of Empire Book II, p.50 
12.  Poco si sa ai giorni d’oggi del fatto che Alberta fu la prima provincia canadese ad adottare leggi sulla sterilizzazione fin dal 1927 (la Colombia-Britannica le promulgherà nel 1932), imitando i 32 Stati USA che le avevano già promosse, fin dal 1909 con l’Indiana. La promozione e il finanziamento degli studi statistici che servivano a promuovere queste leggi vennero finanziati dalle due maggiori organizzazioni «filantropiche» del mondo: la Fondazione Carnegie e la Rockefeller Corporation. Tuttavia nessuna di esse è veramente americana; perché sono filiali delle case madri di Londra. Più tardi, Tommy Douglas, un altro Fabiano formatosi alla LSE, sostituì Woodsworth alla guida della CCF. Nel 1933, mentre studiava alla London School of Economics, Douglas, il fervente eugenetico e padre dei servizi sanitari universali del Canada, scrisse una tesi intitolata «I problemi della famiglia subnormale». La maggior parte dei suoi estimatori pone in evidenza il fatto che Douglas prese le distanze dalla filosofia eugenetica dopo una visita nella Germania nazista nel 1936, e il fatto che nel 1944, non volle approfittare dell’occasione che gli si offriva per implementare le leggi sulla sterilizzazione nel Saskatchewan. E’ una difesa poco fondata, giacché le teorie eugenetiche erano già considerate troppo sensibili per essere pubblicamente sostenute, come dimostra il piano pro-eugenetico di Julian Huxley nel documento fondativo dell’UNESCO del 1946 (cf. p. 39 per un estratto). La riforma del sistema sanitario universale avviata da Douglas mirava ad un obiettivo ben più sordido, che occorre rivalutare sotto questa nuova luce. Per saperne di più, consultare A Race of our Own : Eugenics and Canada 1894-1946 e l’allegato 
13.  Maggiori informazioni sui campi di lavoro in The Ugly Truth of General McNaughton dans The Canadian Patriot #5, Rick Sander, 2013.
14.  Spesso vicini al CIIA, come John English e Jack Granatstein.
15. Jack Granatstein, come Rowell Jackman, era borsista al CIIA, mentre John English fu vice-presidente dell’AIIC dal 1988 al 1990, e presidente dal 1990 al 1992. W.L. Morton, un altro grande esperto di questo periodo storico, i cui lavori sono stati pubblicati dal CIIA, era borsista della Rhodes Trust. Paradossalmente (ma lecitamente) la carriera dello storico conservatore antiamericano Donald Creighton venne largamente e direttamente finanziata da sovvenzioni della Fondazione Rockefeller, fin quando tale onere è stato preso in carico, nel 1957, dal Consiglio delle arti britanniche di Vincent Massey. 
16.  Adam Chapnick, The Middle Power Project: Canada and the Founding of the United Nations, UBC Press, 2005, p.9 
17.  Bruce Hutchison, The Incredible Canadian, Hunter Rose ltd., Toronto, 1959, p.229
18.  O.D. Skelton Archive, Diary entry, Friday May 20, 1938, vol. 13, MG30D33 
19.  Chapnick, Id. p.9
20.  Denis Stairs, The Menace of General Ideas in the Making and Conduct of Canadian Foreign Policy 
21. Skelton morì in un incidente d’auto nel gennaio 1941, e Ernest Lapointe a novembre 1941. I due uomini ebbero una profonda influenza su King, e si opposero all’entrata del Canada in guerra, convinti entrambi che si trattava ancora una volta di intrighi britannici finiti male
 
 
 
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