Analisi - Gli scandali sessuali di Berlusconi e il cesarismo di Sarkozy mettono in discussione la democrazia? Il punto di vista di un africano








Democrazia (delle pulsioni) o dittatura (posata)

Fawzia Zouari (Jeune Afrique 21.7.2009)


Il neofita che è in me in materia politica resta sbalordito da alcuni paradossi che non riesce a spiegarsi. Per esempio: piovono critiche sul presidente francese Nicolas Sarkozy, alcuni se la prendono con le sue derive “monarchiche”, i suoi “abusi di potere”, la sua cattiva gestione della crisi, la sua tendenza a mettere in discussione le conquiste della Repubblica; e tuttavia Sarko vola nei sondaggi. Come fanno i francesi a plebiscitare colui che non cessano di vilipendere? Altro esempio: Berlusconi si comporta come un vecchio libidinoso e avrebbe a disposizione una rete di prostitute, e tuttavia resta al potere. Come può essere che gli italiani non licenziano un Cavaliere che perde la testa ogni volta che vede una gonnella?
Ho chiesto ad un amico francese appassionato di politica di spiegarmelo. Lui mi ha risposto che “l’interesse politico non è politico”. Io non ho capito e lui ha cercato di essere più chiaro: i popoli, secondo lui, non giudicano in base a criteri oggettivi. Non reagiscono in rapporto alle cifre, ai fatti, alle analisi, ma si lasciano guidare dai loro istinti. In altri termini, la politica è soprattutto emozione. Quello che irrita i Francesi in Sarkozy – ha aggiunto – li affascina in qualche modo allo stesso tempo. In fondo essi amano le storie dei monarchi – non a caso hanno ghigliottinato i loro – sono patiti per le telenovele amorose dei loro capi di stato, il pacchiano non li disturba, il popolare li seduce, si fanno intimidire dai deliri di potenza. Così si spiega perché nessuno osi alzare la voce, perché tutti si rimettano al presidente ogni cosa che dice, perché gli scandali che farebbero cadere delle teste in America, o altrove in Europa, riescano a mala pena a sfiorare la criniera del leone. In effetti è come nei nostri paesi del Terzo Mondo, mi sono azzardato ad osservare. I Francesi sono diventati un popolo passivo. Ma il mio amico ha risposto che solo in questo paese vi sono valide forse di opposizione e una vivace società civile. Io mi sono allora chiesto a cosa servano le une e le altre se non riescono a cambiare in alcun modo le cose.
Siamo poi passati a Berlusconi. I Latini, caldi come conigli, si immedesimano in lui e vogliono dimostrare che, anche a 70 anni passati, un uomo può essere attivo sessualmente. Il machismo e la virilità restano un valore sicuro nel Mediterraneo.  E le donne? Ho domandato. Questo approccio è quanto meno poco rispettoso nei loro confronti, perché accredita l’idea che non possano fare strada se non grazie al loro fisico e che una donna possa diventare deputata solo se ha un bel sedere. L’amico politologo mi ha risposto che mi autorizzava a concludere che vi sia una grande inerzia delle donne, lasciate nel ruolo di vittime, nonostante tutte le lotte in loro favore che scuotono il Mediterraneo da decenni. Io ho ancora osservato che da noi almeno è di dominio pubblico che i nostri re hanno una vita sessuale più che attiva, ma tutto resta nascosto. Grazie a Dio! Lui ha replicato che le nostre società sono ipocrite. Questo non toglie, ho risposto a mia volta, che il Mediterraneo del Nord cosiddetto evoluto, equo e trasparente, dimostra di avere gli stessi costumi del Sud; solo l’involucro democratico gli permette di strombazzarli come Civiltà. Esattamente, ha risposto, salvo che una democrazia delle pulsione è preferibile ad una dittatura posata. Avviso ai miei…
 




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