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ProfileLe guerre dell'Impero in declino, 7 aprile 2024 - I “nazionalisti integralisti” al potere a Kiev operano di concerto con la Confraternita dei Fratelli Mussulmani e le loro milizie, sotto la supervisione dei servizi segreti anglosassoni (nell'immagine, notizia dell'invio di truppe ucraine in Sudan contro la Russia)     

 

Voltairenet, 26 marzo 2024
 
L’attentato di Mosca richiama i legami tra gli islamisti e i “nazionalisti integralisti” di Kiev
Thierry Meyssan
 
 
Non è rilevante sapere se l’attentato contro il pubblico del concerto al Crocus City Hall sia stato preparato da Daesh con o senza gli ucraini: questa gente lavora abitualmente insieme.
Accade da tre quarti di secolo, ma la coscienza collettiva non l’ha ancora introiettato: i “nazionalisti integralisti” al potere a Kiev operano di concerto con la Confraternita dei Fratelli Mussulmani e le loro milizie, sotto la supervisione dei servizi segreti anglosassoni.
Loro principale funzione è combattere i russi
 
 
 
 
Il 22 marzo un commando di quattro terroristi ha attaccato il pubblico di un concerto al Crocus City Hall di Krasnogorsk (periferia nordovest di Mosca), uccidendo 133 persone e ferendone 140; poi ha incendiato l’edificio.
 
I terroristi sono stati arrestati dai russi mentre tentavano di passare il confine con l’Ucraina, dov’erano attesi. I quattro attentatori sono stati identificati come tagiki. Hanno confessato di essere stati arruolati via internet per uccidere in cambio di denaro; hanno inoltre sostenuto di non aver avuto contatti con i mandanti. Tuttavia su di loro è stato trovato un biglietto da visita di Dmytro Yarosh, fondatore della milizia Pravy Sektor, numero due del Consiglio di sicurezza ucraino, attuale consigliere del capo delle forze armate. Le autorità russe hanno immediatamente accusato l’Ucraina. Yarosh ha smentito l’implicazione di Kiev [1]. Sono stati arrestati anche sette complici.
Gli agenti dell’antiterrorismo russo hanno torturato i terroristi e filmato le proprie gesta. La televisione pubblica ha mostrato i video e li ha commentati. La cultura russa è di matrice al tempo stesso europea e asiatica. I russi non provano empatia per i criminali.
 
Daesh ha rivendicato l’operazione, mettendo così a tacere le voci di un’operazione russa sotto falsa bandiera. Questi terroristi erano professionisti, non fanatici. Non si sono pubblicamente immolati, ma sono invece fuggiti, come già gli attentatori di Parigi e Saint Denis, che nel 2015 fecero 130 morti. Non hanno perciò agito per odio contro la Russia, ma nell’ambito di un’operazione militare le cui implicazioni strategiche sono state preventivamente studiate.
 
Secondo la portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Adrienne Watson, gli unici responsabili dell’attentato sono i terroristi dello Stato islamico. Molti commentatori hanno escluso a priori ogni commistione tra l’organizzazione islamica e gli elementi portanti del governo di Kiev. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelenzky, ha accusato la Russia di prendersela con l’Ucraina per riflesso condizionato. Il presidente russo, Vladimir Putin, ha comunque confermato le accuse a Kiev, ignorando la rivendicazione di Daesh.
 
Dal 2014, ossia dal rovesciamento del presidente ucraino eletto, abbiamo regolarmente messo in risalto i collegamenti tra i “nazionalisti integralisti” e i fondamentalisti islamici, in particolare il ruolo di Dmytro Yarosh. I fatti parlano da soli. Non sappiamo se gli ucraini abbiano organizzato l’attentato di Mosca, ma è evidente che conoscono molto bene gli assalitori: i nazionalisti ucraini e gli jihadisti combattono insieme da tre quarti di secolo.
 
• Prima della seconda guerra mondiale la Confraternita dei Fratelli Mussulmani strinse legami con i nazisti contro i britannici. Non c’è da stupirsene: tutti i movimenti anticolonialisti dell’epoca (anche l’indiano M.K. Gandhi) erano alla ricerca di un alleato; fu dunque per loro naturale volgersi anche all’Asse, da cui però in generale se ne staccarono dopo averne verificato il razzismo. La Confraternita invece beneficiò per anni delle sovvenzioni del III Reich [2], con cui mantenne i legami durante la guerra. Dopo la Liberazione, quando i servizi segreti britannici e statunitensi recuperarono molti dirigenti nazisti per riciclarli nella loro “guerra fredda” contro i sovietici, recuperarono anche il gruppo dirigente della Confraternita dei Fratelli Mussulmani. Fu perciò assolutamente normale che la Cia facesse lavorare Gerhard von Mende, specialista nazista dell’islam in Unione Sovietica, con Saïd Ramadan, genero del fondatore della Confraternita. Quest’ultimo, che era stato il responsabile di una trasmissione della radio pubblica pakistana [3], venne messo dalla Cia a Radio Free Europe/Radio Liberty di Monaco, dove condusse una trasmissione per i mussulmani e incontrò Stepan Bandera, leader dell’Organizzazione dei nazionalisti ucraini (OUN), nonché il suo braccio destro, Iaroslav Stetsko, ex primo ministro nazista ucraino. Furono proprio i “banderisti” (che il Cremlino chiama «ucrainonazisti», ma che si autodefiniscono «nazionalisti integralisti») a realizzare il colpo di Stato del 2014 (Euromaidan) contro il presidente ucraino eletto, Viktor Janukovič [4].
 
 
 
 
 
 
 
Dmytro Yarosh presiede l’alleanza dei “nazionalisti integralisti” ucraini con milizie islamiste dei Fratelli Mussulmani, l’8 maggio 2007 a Ternopol
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Da due decenni non abbiamo mai smesso di documentare la strumentalizzazione del fondamentalismo islamico da parte dei servizi segreti anglosassoni. Non ci sono spiegazioni convincenti per gli attentati dell’11 Settembre [11], la guerra all’Iraq e le “primavere arabe” [12]. Una verità dura da accettare per chi crede che la guerra in Ucraina sia solo un’aggressione russa e che i “nazionalisti integralisti” ucraini si battano unicamente per il proprio Paese e al suo interno.
 
Note:
 
[1] «"Офіційно заявляю: це не ми": Ярош спростував причетність українських військових до теракту у Підмосков’ї», Espreso, 23 березня, 2024.
 
[2] National Archives War Office, Dossier 208 (Military Intelligence, Middle East and Egypt), File 502, 23 octobre 1939, « Note on Wilhelm Stellborgen ».
 
[3] NARA (National Archives and Records Administration) RG 59 (General Records of the Department of State), Decimal Files, 1950-1954, 511.80/7-2753, Ambassade des États-Unis en Égypte, dépêche de Jefferson Caffery au Département d’État, « Colloquium on Islamic Culture and Saeed Ramadhan », 27 juillet 1953.
 
[4] “Chi sono i nazionalisti integralisti ucraini?”, di Thierry Meyssan, Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 15 novembre 2022.
 
[5] “L’internazionale criminale: la Lega anticomunista mondiale”, di Thierry Meyssan, Traduzione Alessandro Lattanzio, Rete Voltaire, 3 luglio 2016.
 
[6] “La CIA coordina nazisti e jihadisti”, di Thierry Meyssan, Traduzione Matzu Yagi, Megachip-Globalist (Italia) , Rete Voltaire, 19 maggio 2014.
 
[7] “Jihadisti garantiscono i servizi di sicurezza delle manifestazioni a Kiev”, Rete Voltaire, 12 dicembre 2013.
 
[8] “Islamic Units Help Ukraine Battle Rebels. Stocked With Chechens Eager to Defy Russia”, Andrew E. Kramer, The New York Times, July 8, 2015.
 
[9] « L’Ukraine et la Turquie créent une Brigade internationale islamique contre la Russie », par Thierry Meyssan, Télévision nationale syrienne , Réseau Voltaire, 12 août 2015.
 
[10] "Kyiv Sent Forces to Sudan to Counter Russia", Ian Lovett, Nikita Nikolaienko and Nicholas Bariyo, The Wall Street Journal, March 6, 2024.
 
[11] L’incredibile menzogna, di Thierry Meyssan, Fandango 2002,
 
[12] Sotto i nostri occhi, di Thierry Meyssan, La Vela, 2018.
 
 
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