Abbattimento dell'aereo della Malaysia Airlines

Silenzio !  Cremonesi vi ascolta

Azazello



Il 22 luglio scorso, la Russia ha trasmesso all’Unione Europea tutti i dati obiettivi in suo possesso sull’abbattimento del Boeing malese che sorvolava il territorio ucraino. Solo la lettura delle scatole nere potrà forse chiarire definitivamente i punti oscuri della vicenda, però risulta certo al momento, nonostante l’ostinato silenzio del governo di Kiev, che un aereo da combattimento ucraino Su-25 si sia avvicinato al Boeing poco prima dell’incidente, e che diverse batterie di missili suolo-aria “Bouk”, operative in prossimità della zona controllata dai separatisti, siano state precipitosamente spostate dal governo di Kiev, subito dopo la caduta dell’aereo passeggeri malese.
 
Chi volesse, però, trarre da queste informazioni indizi sulla responsabilità del governo fascista di Kiev, sarebbe un ingenuo. Non è il caso di Lorenzo Cremonesi, che è un uomo di mondo, anzi un “inviato speciale”, uno che avrebbe potuto fare il militare a Cuneo e invece si è formato in un kibbutz israeliano, cosa che gli è certamente valsa non pochi titoli di merito al Corriere della Sera.  Lorenzo Cremonesi è uno che per mestiere fa gli scoop, gli vengono facili come il rutto dopo una Coca Cola. Lui va in giro e ascolta: tassisti, baristi, vicini di ombrellone… Gente che a chiunque di noi saprebbe dire solo banalità, con lui si trasforma e, invece di parlare del tempo o lamentarsi dei politici che rubano, finisce col confidargli verità esplosive, subito trasmesse al pubblico dalle colonne dell’autorevole quotidiano di via Solferino.


Così il miliziano dell’unità combattente “Oplot” (Roccaforte), “incontrato ieri a mezzogiorno sulle banchine di cemento della stazioncina ferroviaria di Torez, presso i 5 vagoni (…) dove è contenuto ciò che resta dei corpi raccolti tra i campi di girasole nell’Ucraina controllata dai separatisti filorussi”, gli ha consegnato parole “rivelatrici” (1). Attenzione, il nostro non è uno che si beve tutto, prima di fare uno scoop controlla bene le sue fonti. Il miliziano gli ha raccontato nientepopodimeno che sono stati loro ad abbattere l’aereo della Malaysia Airlines, erroneamente scambiato per un aereo militare della Giunta di Kiev, ma il nostro giudica che le sue parole siano credibili, perché “le pronuncia in modo chiaramente naturale, senza pensarci sopra due volte, dopo aver raccontato della visita ai cadaveri poco prima da parte degli ispettori internazionali e alla fine di una lunga conversazione in cui spiega le consegne della sua unità chiamata a fare la guardia ai vagoni”.
 
Ora, è a tutti noto che la questione di chi ha abbattuto l’aereo è quella su cui si giocano gli equilibri della guerra in corso. Se fosse riconosciuto che sono stati i filo-russi, il governo di Putin si troverebbe in gravi difficoltà con l’Unione Europea, che non potrebbe esimersi dal varare nei suoi confronti nuove pesanti sanzioni economiche. Per contro, se la responsabilità del disastro dovesse essere della Giunta golpista di Kiev, sarebbero gli Stati Uniti e i governi europei a trovarsi in grave imbarazzo. Che, in una situazione del genere, un miliziano filo-russo si lasci scappare con un giornalista embedded una verità così scottante, e con tanta “naturalezza” per giunta, appare francamente incredibile.  


Facile che si tratti di un ennesimo infortunio in cui è incappato il nostro “inviato speciale” Dumbo, come quella celebre corrispondenza da Gaza del 22 gennaio 2009, quando una chiacchierata con un medico gli consentì di rettificare il numero reale delle vittime dell’aggressione israeliana, stabilendo che erano state 600 e non 1300 come dicevano le stime ufficiali. Quella volta però venne smentito da tutti, perfino dai principali giornali israeliani e dal Ministero della Difesa israeliano.


O come le commoventi cronache della “rivolta siriana”, quando scambiò i terroristi finanziati dal Qatar e dall’Arabia Saudita a suon di milioni di dollari, per ribelli assetati di democrazia che sfidavano a mani nude la brutale repressione di Bachar al-Assad. I due miliziani che in quei giorni lo affascinarono con i loro colloqui, captati mentre viaggiava in macchina con loro, annotati con cura e trasformati in scoop, oggi sono probabilmente diventati ufficiali dell’esercito del Califfo Ibrahim, quelli che hanno ripreso la pratica di crocifiggere i cristiani (senza trascurare quella abituale di sgozzare gli sciiti).


Ciononostante il nostro continua a sfornare notizie sensazionali, anche se, alla fine, viene più o meno sempre smentito. Ciò non toglie che non sia salutare parlare in sua presenza. Attenzione! Lui magari fa finta di grattarsi un piede, o di aggiustarsi il nodo della cravatta, ma intanto ascolta tutto quello che voi dite. Lo annota e, detto fatto, lo trasforma in scoop.
 
(1) “Così è stato colpito l’aereo” di Lorenzo Cremonesi, Corriere della Sera, 22 luglio 2014



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