Politis.fr 25 gennaio 2015 (trad. ossin)



Grecia: eclatante vittoria di Syriza


Il partito di Alexis Tsipras vince le elezioni legislative con una percentuale superiore a quella prevista dai sondaggi. Ma non si sa ancora se avrà la maggioranza assoluta dei seggi


Gli elettori greci hanno deciso di portare al governo Syriza, il partito della sinistra ben deciso a contestare le regole di austerità imposte ai paesi dell’Unione Europea durante la crisi. Al momento in cui sono stati scrutinati il 38,54% delle schede, Syriza ha ottenuto il 35,73% dei voti contro il 28,48% di Nuova Democrazia del Primo Ministro conservatore Antonis Samaras. Uno scarto superiore a quello previsto dai sondaggi.

Le proiezioni del ministero dell’interno attribuiscono 148 seggi a Syriza, ma ne occorrono 151 per ottenere la maggioranza assoluta. La suspense rischia di durare fino al completamento dello spoglio.

Peraltro il partito neonazista Alba Dorata sembra collocarsi stabilmente al terzo posto, col 6,39% dei suffragi e 17 seggi (uno in meno del 2012), davanti a To Potami, nuovo partito di centro sinistra che ha ottenuto il 5,77% e 16 seggi. Secondo il Ministero dell’Interno, saranno sette i partiti a fare ingresso nel nuovo Parlamento, quelli che hanno ottenuto meno del 3% dei voti non avendo superato la soglia di sbarramento. Ex partito forte, il PASOK (socialista), ridottosi a governare negli ultimi due anni con ND (destra), suo rivale storico, avrebbe ottenuto il 4,88% e 13 seggi, secondo le ultime proiezioni, contro i 33 del 2012.

“Questa sembra una vittoria storica” e costituisce un messaggio che non riguarda solo i Greci ma che risuona in tutta Europa e porta sollievo”, ha dichiarato il portavoce della sinistra radicale Syriza, Panos Skourletis, dopo la pubblicazione dei primi exit poll che attribuivano alla formazione di Alexis Tsipras più di 8 punti di vantaggio sul partito di destra al governo.

L’esito dello scrutinio è seguito molto da vicino dai partner europei di Atene, inquieti per la volontà del leader di Syriza, Alexis Tsipras, che potrebbe diventare primo ministro, di “fermamente” rinegoziare l’enorme debito greco e sfidare in maniera inedita i programmi di austerità dell’UE. Moltissimi fotografi e media del mondo intero erano presenti a metà giornata, nel luogo in cui Alexis Tsipras si è recato a votare.

“Oggi decidiamo – ha lanciato – se domani la Troika tornerà in Grecia (…) o se il nostro paese avvierà un difficile negoziato per la riconquista della dignità e della coesione sociale”. I Greci non hanno evidentemente voluto il ritorno della Troika.

Alexis Tsipras, che ha anche intenzione di applicare misure immediate, come l’aumento del salario minimo da 580 a 751 euro, ha avvertito che non si accontenterà di un semplice aggiustamento del debito (175% del PIl, più di 300 miliardi di euro). Prendendo ad esempio le concessioni fatte dopo la guerra alla Germania – oggi cantrice dell’ortodossia di bilancio in Europa – chiede una vera e importante riduzione di questo debito.

Questa vittoria è stata salutata come “storica” dai leader del Fronte della Sinistra, che avevano organizzato una serata elettorale a Parigi.

Molto più sorprendente è il fatto che anche il PS (Partito Socialista di Hollande) si sia felicitato “per la vittoria delle forze di sinistra in Grecia”.
 




 

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