Tunisie Secret, 21 agosto 2014 (trad. ossin)


Il testamento del giornalista statunitense James Foley e il messaggio del suo tagliagola inglese

Nebil Ben Yahmed


Come era nelle previsioni, il macabro video dell'esecuzione di James Foley è stato subito rimosso da You Tube e da tutti gli altriprovider. TS è riuscito a farne una copia quando è stato messo in linea dagli islamo-barbari. Ma, per rispetto alla vittima e alla sua famiglia, non intende pubblicarla. Ne pubblichiamo invece il contenuto, del quale ecco la trascrizione fedele e integrale


La registrazione video dura appena cinque minuti. James Foley è inginocchiato e vestito di una tenuta arancione da prigioniero, identica a quella dei detenuti di Guantanamo. Parla con calma e con una concatenazione del discorso che fa pensare sia stato preventivamente istruito dai suoi sequestratori per dire quello che essi volevano passasse come messaggio.

E' poi il turno del suo carnefice, un cittadino inglese, di registrare un messaggio indirizzato agli Statunitensi e più specialmente a Barack Hussein Obama.

Il video si conclude con l'esecuzione barbara e insostenibile di James Foley, 41 anni.


"Alla fine, avrei preferito non essere Statunitense"

"Chiedo ai miei amici, alla mia famiglia e ai miei sostenitori di levarsi contro il governo degli Stati Uniti, che è il vero autore del mio assassinio. La mia sorte è la conseguenza della sua approvazione del crimine.

Ai miei cari genitori: tutelate la mia dignità e non accettate alcun compenso in cambio della mia morte, da parte di coloro che hanno conficcato l'ultimo chiodo nella mia bara col loro raid aereo contro l'Iraq.

Mi rivolgo a mio fratello John, membro dell'aeronautica militare statunitense, per dirgli: ricordati di quello che stai facendo, ricordati delle vite che distruggi, ivi comprese quelle della tua famiglia. John, ti chiedo di pensare a colui che ha preso la decisione di bombardare l'Iraq recentemente, e ordinato di ammazzare quella gente, dovunque sia. Ricordati, John, di chi realmente uccide.

Hanno pensato a me o alla nostra famiglia quando hanno preso questa decisione? E' stato in quel giorno che io sono morto, fratello mio John, è stato quando i tuoi colleghi hanno bombardato quella gente con queste bombe. Avrei voluto più tempo per vivere libero e rivedere un'altra volta la mia famiglia, ma la nave è affondata ed è troppo tardi. Alla fine avrei voluto non essere Statunitense".


"Siamo uno Stato islamico riconosciuto da tutti i mussulmani del mondo"

Ecco James Foley, un cittadino statunitense del vostro paese. Voi siete stati, come governo degli Stati Uniti, alla testa degli aggressori dello Stato Islamico. Avete complottato contro di noi e cercato qualsiasi pretesto per immischiarvi nei nostri affari.

Oggi le vostre forze militari aeree ci bombardano ogni giorno in Iraq, e questo ha provocato perdite tra i mussulmani. Voi non state facendo la guerra a qualche banda; noi siamo un esercito islamico e uno Stato riconosciuto da un gran numero di mussulmani nel mondo. Ogni aggressione contro lo Stato Islamico è di fatto un'aggressione contro i mussulmani, che tutti, di ogni colore e lingua, accettato di essere governati dal Califfato.

Ogni tentativo da parte tua, Obama, di non riconoscere ai mussulmani il diritto di vivere in sicurezza sotto il governo del califfato islamico, sarà considerato causa di ulteriore versamento di sangue da parte del tuo popolo. La vita di questo Statunitense (un altro ostaggio che si chiama Steven Sotloff) dipende dalle tue prossime decisioni, signor Obama".

31 anni, Steven Sotloff è un altro giornalista statunitense che è stato catturato il 4 agosto 2013, appena entrato nel nord della Siria attraverso la frontiera turca, ha spiegato il Washington Post.

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