Appello per le libertà individuali


Da qualche anno si assiste in Marocco a una inquietante proliferazione di minacce e aggressioni (verbali o fisiche) nei confronti di diversi gruppi o individui.

Questi, a cagione dei loro gusti, credenze, opinioni o scelte di vita personali, sono accusati di “offendere i sentimenti dei mussulmani” e di “minacciare i valori tradizionali dei Marocchini”. Col pretesto di “proteggere la morale e la virtù”, c’è chi non esita più a pronunciare, apertamente o in modo indiretto, sentenze di scomunica (takfir) contro i suddetti “devianti”. Ciò che significa, chiaramente, incitare alla violenza fisica contro di loro, addirittura minacciare la loro vita.

Per le conseguenze che possono produrre, queste campagne di stigmatizzazione religiosa, suscitate e ritrasmesse da diversi gruppi integralisti, siti Internet e titoli di giornale, costituiscono altrettanti gravi attentati ad un principio fondamentale e universalmente riconosciuto: quello delle libertà individuali.

Il moltiplicarsi di queste campagne, coniugato all’atteggiamento passivo delle Autorità, ha finito per creare in Marocco un reale clima di terrorismo intellettuale. Un gran numero di artisti e creativi, intellettuali, scrittori, giornalisti e semplici cittadini, dai gusti e dalla scelte di vita considerate “devianti”, subiscono oggi, per il semplice fatto di esercitare le loro libertà individuali, una considerevole pressione.

In molte occasioni questa pressione ha provocato degli atti di violenza che sono arrivati in alcuni casi anche all’omicidio. Ha anche sortito, da ultimo, moti popolari, saccheggi e distruzioni di beni privati da parte di una folla manipolata, resa incandescente e sul punto di procedere al linciaggio pubblico dei pretesi “devianti”. Tale era la pressione, che lo Stato s’è visto costretto, per “calmare la folla”, a liberare i rivoltosi catturati, poi a giudicare e condannare senza prove… le vittime di questa isteria collettiva!
Noi viviamo oggi in un clima di odio e di inquisizione che, a termine, mette in pericolo la pace civile in Marocco.


Noi, firmatari di questo appello,

1. Richiamiamo l’attenzione delle Autorità e dell’opinione pubblica sull’estremo pericolo di questa situazione, che continua a peggiorare;
2. Invitiamo le Autorità e l’opinione pubblica a dare prova della più grande vigilanza contro i propagatori di odio e gli inquisitori, alla ricerca di ogni pretesto per eccitare alla violenza e turbare l’ordine pubblico;
3. Ricordiamo che la religione è un bene comune che non deve in alcun modo essere utilizzato per spingere i Marocchini gli uni contro gli altri;
4. Dichiariamo di rispettare i gusti, le credenze, le opinioni e le scelte di vita di ciascuno, qualsiasi esse siano, riaffermando che nessuno ha il diritto di demonizzare gli altri col pretesto che i suoi sentimenti sono “offesi” dall’espressione di gusti, credenze, opinioni o scelte di vita diverse dai suoi;
5. Ricordiamo che tra le raccomandazioni emesse, sotto l’egida dello Stato, dall’Istance équité et réconciliation, figura l’iscrizione nella Costituzione del principio del rispetto della vita privata degli individui, come stabilito dall’art. 12 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, adottata dal Marocco, così come dagli articoli 17 e 18 del Patto Internazionale dei diritti civili e politici, ratificato dal Marocco;
6. Ricordiamo che le convenzioni internazionali che proteggono le libertà individuali sono di rango superiore rispetto alle leggi interne delle Nazioni (tra cui il Marocco) che hanno scelto di ratificare queste convenzioni;
7. Invitiamo solennemente lo Stato a difendere e proteggere le libertà individuali sanzionando in modo chiaro e risolutivo, nel Codice penale, ogni forma di incitamento all’odio, alla discriminazione e alla violenza contro gli individui, in ragione delle loro credenze, opinioni e scelte di vita personali.

Sarà costituito un comitato di sostegno all’appello che annuncerà il suo programma nelle prossime settimane. Per le vostre idee e contributi, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.



PRIMI FIRMATARI

Abdellatif Laâbi Scrittore, poeta
Tahar Benjelloun Scrittore, premio Goncourt
Mohamed Chafik Accademico del Regno del Marocco
Larbi Messari Ex Ministro
Hassan Nejmi Scrittore, ex presidente dell'Union des écrivains du Maroc
Abderrahim Harouchi Ex Ministro
Salah El Ouadie Poeta
Bigg Cantante di Rap
Fatiha Saidi Deputato di Bruxelles
Mohamed El Gahs Ex Ministro
Noureddine Saïl Direttore del Centro di cinematografia marocchino
Farid Belkahya Artista plastico
Hakima Himmich Professore all’Università di medicina
Noureddine Ayouch Pubblicitario
Driss Moussaoui Psichiatra
Abderrahim Jamaï Avvocato, militante dei diritti dell’uomo
Mohamed Tozy Professore universitario
Saïd Saadi Ex Ministro
Mohamed El Ayadi Insegnante Ricercatore
Soumiya Naamane Guessous Sociologo, professore universitario
Samira Sitaïl Diretrice dell’informazione, 2M
Mohamed (Momo) Meghari Coorganizzatore del festival L'Boulevard
Hicham Bahou Coorganizzatore del festival L'Boulevard
Fouad Abdelmoumni Imprenditore
Hicham Abkari Diretore del théâtre Mohammed VI Abdesselam Aboudrar Ingegniere
Abdeghani Aboulazm Professore universitario
Fadel Agoumi Direttore, La Vie Eco
Najib Akesbi Insegnante, ricercatore
Abdelkader Alami Presidente della Ligue marocaine des droits de l'homme
Réda Allali Cantante, giornalista
Ali Amar Direttore, Le Journal hebdomadaire
Khadija Amiti Sociologo
Bahia Amrani Direttrice, Le Reporter
Ahmed Arehmouch Militante amazigh
Abderrahim Ariri Direttore, Al Watan Al An
Ahmed Assid Militante amazigh
Fouzia Assouli Presidentessa della Ligue démocratique des droits des femmes
Nabil Ayouch Produttore, cineasta
Mouhcine Ayouche Coach consulente
Abdelkader Azrieh Sindacalista
Jamaa Baïda Storico
Omar Balafrej Militante USFP
Mohamed Benabdelkader Ricercatore e attivista per i diritti dell’uomo
Ahmed Reda Benchemsi Direttore, Gruppo TelQuel
Saâd Benkirane Consulente
Khalil Benkirane Cineasta
Abdefettah Bennani S.G. Association Bayt
Al Hikma
Azeddine Bennis Militante per i diritti dell’uomo
Rachida Bennis Ayouch Quadro dirigente
Hicham Benyaïch Medico, insegnante
Jamal Berraoui Presidente  Org. Marocchina contro l’odio e il razzismo
Ali Bouabid Membro del Consiglio Nazionale dell’'USFP Karim Boukhari Redattore capo, TelQuel
Abdesslam Boutayeb Insegnante, ricercatore
Driss Chahtane Direttore, Al Michaal
Abdeslam Cheddadi Professore, ricercatore
Youssef Chehbi Avvocato
Houriya Cherif Haouat Consulente
Nacer Chraïbi Presidente, Collectif Démocratie et modernité
Saâd Chraïbi Cineasta
Abdelmounaïm Dilami Direttore, Gruppo
Eco-Médias
Nasreddine El Afrit Presidente del Conseil de surveillance, Groupe Caractères  Abdellah El Amrani Direttore, La Vérité
Mohamed El Brini Direttore, Al Ahdath
Al Maghribiya
Abdellah El Oualladi Avvocato, ex-Présidente dell’Organisation marocaine des droits de l'homme
Saïd Essoulami Presidente, ONG CFM-MENA
Abdelfattah Ezzine Presidente, Cercle de citoyenneté
Rachid Fekkak Insegnante/Animatore di arte teatrale e audiovisiva
M'Hammed Grine Militante di associazione
Khalil Hachimi Idrissi Direttore, Aujourd'hui
Le Maroc
Mohamed Hafid Direttore, Al Hayat Al-Jadida
Ali Hajji Imprenditore
Fatima Harrak Professore, ricercatore Institut
des Etudes Africaines, Rabat
Mustapha Iznasni Ex-membro dellIER
Larbi Jaidi Economista, universitario
Maâti Kabbal Giornalista, scrittore
Kamal Lahbib Militante di associazione
Abdelmalek Kettani Imprenditore
Driss Khrouz Insegnante universitario
Abdelaziz Koukas Direttore, Al Ousbouia Al Jadida
Driss Ksikes Giornalista, scrittore
Kamal Lahlou Direttore, Editions la Gazette
Mehdi Lahlou Presidente d'ACME-Maroc
Said Lakhel Professore. ricercatore
Abdelhaï Laraki Realizzatore e produttore
Moulime Laroussi Scrittore
Hakima Lebbar Psicanalista
Simon Levy Universitario, politico
Najat M'Jid Militante di associazione
Mohamed M'Jid Militante di associazione
Abdelkrim Manouzi Medico, militante per i diritti dell’uomo
Fadoua Maroub Militante dei diritti dell’uomo
Jaouad Mdidech Giornalista, militante per i diritti dell’uomo
Noureddine Miftah Direttore, Al Ayyam
Mohamed Mouaqit Universitario
Abdelaziz Mouride Mohamed Mrabet Primo segretario del PPS, regione Ktama Houceïma
Mustapha Naïmi Ricercatore all'IURS - Rabat
Jamal Eddine Naji Universitaria
Ahmed Najim Redattore capo aggiunto, Nichane
Bouchaïb Najioullah Consulente
Mostafa Nissabouri Scrittore
Abdelaziz Nouaydi Avvocato
Ilias Omari Presidente di ONG
Bachir Rachdi Imprenditore
Najat Razi Presidente, Association marocaine pour les droits de la femme
Ahmed Rdaouni Ricercatore di sociologia culturale
Narjis Rerhaye Giornalista, scrittore
Meryem Rhazzar Militante di associazione
Gerti Roos-Benmakhlouf Assistente di direzione
Khadija Rouissi Presidente, association Bayt
Al Hikma
Aïcha Sakhri Direttrice, Femmes du Maroc
Noureddine Saoudi Scrittore, insegnante
Said Sekkat Imprenditore
Mohamed Sghir Janjar Direttore, Prologues
Khalil Sidki Militante altermondialista
Amina Slaoui Militante di associazione
Omar Slaoui Imprenditore
Aziz Smirès Medico
Mohamed Soual Membro dell’ufficio politico
del PPS
Khalid Mohamed Souhnoun Membro del Consiglio nazionale del PSU
El Mostafa Soulaih Scrittore, membro della Commissione araba dei diritti umani
Karim Tazi Imprenditore
Neila Tazi Imprenditore
Bouchra Tounzi Militante di associazione
Fahd Yata Direttore, La Nouvelle Tribune
Rahma Yousfi Militante di associazione

Per aggiungere il vostro nome a questa prima lista di firmatari, inviate un email
a
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Perché questo appello?


Per TelQuel, Ahmed R. Benchemsi


 

Da dove è venuta fuori questa iniziativa di lanciare un “appello per la difesa delle libertà individuali”? Prima di tutto da una lucida constatazione: “il campo opposto” (quello degli islamisti più o meno estremisti e di tutti i populisti che, obiettivamente, fanno il loro gioco), dispone di un quadro ideologico chiaro: la religione e la morale islamica “pura e perfetta” – almeno è così che farneticano. L’”altro campo” (quello dei democratici, liberali e altri umanisti) ha invece un problema: il suo discorso non è inserito in un corpo di dottrine chiaro e apertamente affermato. Si accontenta di dire, ogni qualvolta l’attualità lo richiede: “Non è bene giudicare e condannare altri sulla base di scelte di vita personali”… ma senza aggiungere: “Ecco cosa è bene, ecco la dottrina universalmente riconosciuta sulla quale si fonda la nostra condanna”.

Questa dottrina, che oramai bisogna rivendicare a voce alta e forte, ha un nome: quello delle “libertà individuali” e non è d’altra parte un concetto totalmente estraneo ai nostri costumi politico-sociali. In Marocco il rispetto e la difesa delle libertà individuali sono reclamate dalla ufficialissima Istance équité er réconciliation (IER), le cui raccomandazioni sono state emanate sotto l’egida dello Stato e dello stesso Re. E, molto prima, erano state reclamate con grande strepito da una moltitudine di ONG marocchine che difendono i diritti dell’uomo, dei quali le libertà individuali fanno intrinsecamente parte.

L’idea in due parole: ognuno ha il diritto di vivere la sua vita privata come ritiene, senza essere giudicato né demonizzato dagli altri. Certamente viviamo in una società globalmente conservatrice, sarebbe sciocco ignorarlo. Secondo gli elementari principi democratici, la minoranza deve rispettare l’opinione della maggioranza. Ma, sulla base dei medesimi principi, deve valere anche il reciproco. Ora, lo Stato tende a dimenticare questa fondamentale regola democratica nei momenti in cui si trova un tantino in imbarazzo, come è stato dopo la scandalosa “caccia all’omosessuale” del novembre scorso a Ksar El Kébir.

Ecco dunque la ragion d’essere di questo “appello per la difesa delle libertà individuali”: dare corpo a questo concetto, in Marocco, mostrare che esso è sostenuto da una larga parte della nostra intelligentsia e della nostra élite – ed infine dire agli integralisti, ai populisti, ed ai propagatori del nuovo e (pericoloso) ordine morale: “Voi non siete i soli”.


 
 

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