Unz Review, 23 dicembre 2019 (trad.ossin)
 
Da Corbyn a Stalin a Rothschild
Israel Shamir
 
 
(1) Inghilterra
 
La logica ebraica è sorprendente! Gli ebrei hanno lottato con le unghie e con i denti contro il Labour di Jeremy Corbyn. I loro giornali hanno affermato che era un nuovo Hitler. Il loro rabbino capo ha emesso una fatwa contro Corbyn. Il ministro degli Esteri israeliano ha detto che sperava che Corbyn perdesse le elezioni. Alla fine, i laburisti hanno preso una batosta elettorale. Gli ebrei dovrebbero ritenersi soddisfatti: hanno ottenuto ciò che desideravano. Ma una simile reazione è qualcosa di troppo semplice per un ebreo.
 
Non appena sono stati resi noti i risultati elettorali, immediatamente il quotidiano israeliano Haaretz ha scritto: “Già si incomincia a dare la colpa agli ebrei per questa storica sconfitta. Col tempo le accuse cresceranno”. Bene, è così che funzionano le elezioni. Se appoggi attivamente il partito che risulterà vincente, riceverai ringraziamenti dal vincitore e critiche dal perdente. E’ giusto, è così. Ma non va bene per gli ebrei. Intelligenti come sono, vogliono qualcosa di meglio: essere ringraziati dai vincitori, mentre i perdenti dovrebbero semplicemente pentirsi di non averli avuti dalla loro parte. Non possono biasimarli, perché sarebbe un atto antisemita.
 
Questo è il grande trucco ebraico: vincono sempre e non perdono mai. Quando la loro parte perde, dicono che non hanno agito in quanto ebrei. Anche se giocano la carta della solidarietà ebraica e dicono che, in quanto ebrei, devono essere per l'immigrazione illimitata ovunque tranne che in Israele; o come ebrei vogliono che Corbyn perda; non ti è permesso "biasimarli" per il risultato. Gli ebrei sono sempre irreprensibili. Potete congratularvi con loro per il risultato, mai biasimarli.
 
Jonathan Freedland, il giornalista del Guardian che ha fatto gli straordinari per diffondere la bufala dell'antisemitismo di Corbyn, ha twittato "Prevedo che il Labour sarà sconfitto". E’ stato corretto: "non è una previsione, l’avete provocata voi la sconfitta!" E gli ebrei hanno risposto: "Come osi dare la colpa a un ebreo?"
 
E adesso, chi è dispiaciuto per la sconfitta di Corbyn deve dare la colpa agli ebrei? Sì e no. No, perché qualsiasi cosa dicano gli ebrei, sono stati gli Inglesi a votare. No, così non penseranno che gli ebrei decidono tutto. E però . Perché gli ebrei hanno contribuito con la loro energia alla sua sconfitta. L'attacco ebraico a Corbyn ha avuto una malaugurata immediata conseguenza: Corbyn ha cercato un accomodamento con chi lo attaccava e ha tentato un compromesso coi ricchi Remainers (contrari al Brexit, ndt), a spese dei lavoratori. E un politico che tenta un accomodamento con gli ebrei rischia di essere sconfitto due volte: una volta, da un altro politico che sia totalmente, senza riserve, dalla parte ebraica; e la seconda volta, dai suoi sostenitori che lo abbandoneranno. Questo è quello che è successo a Corbyn. Ha cercato di accontentare gli ebrei, allontanandosi dalla classe operaia britannica; mentre sul piano dei rapporti con gli ebrei è stato sconfitto da Johnson, l'amico appassionato di Israele.
 
Corbyn ha avuto una possibilità: se avesse dato il via ad una Notte dei lunghi coltelli contro i seguaci di Blair, dopo avere assunto il controllo del partito, se avesse consentito ai suoi di epurare i parlamentari ebrei blairisti contrari al Brexit, se avesse lasciato cadere sciocche idee di pseudo-sinistra sul cambiamento climatico, sulla green economy, sui discorsi di genere, sui migranti, se avesse mantenuto la linea dura di classe, avrebbe certamente vinto. La gente non sopporta gli indecisi.
 
Invece di preoccuparsi della fatwa ebraica, poteva farne la sua bandiera. Invece di fare gli auguri agli ebrei per Chanukkah (festa ebraica, ndt) e ottenerne in cambio il "Fottiti da solo" di Stephen Pollard, direttore della Jewish Chronicle, avrebbe potuto fare gli auguri al popolo britannico per il prossimo Natale. Ma, allora, non sarebbe stato Corbyn.
 
Questo epilogo viene da lontano. Lo stretto collaboratore di Jeremy Corbyn e uno dei principali strateghi laburisti, Seumas Milne, aveva pubblicato un pezzo nel Guardian (era allora il principale editorialista del giornale) intitolato "Quest’accusa di antisemitismo serve a difendere la repressione". Si era nel 2002, e scrisse: “Dalla rivoluzione francese, i destini del popolo ebraico e della sinistra si sono strettamente intrecciati. L'appello della sinistra alla giustizia sociale e ai diritti universali ha creato un legame naturale con un popolo a lungo perseguitato ed escluso dall'establishment cristiano europeo. Nonostante il mutato equilibrio di classe di molte comunità ebraiche, gli ebrei rimangono sproporzionatamente presenti nei movimenti politici progressisti di tutto il mondo”, ma ora accusano la sinistra di antisemitismo.
 
 
Nella civilizzata New York, una ragazza che voglia liberarsi di un ammiratore petulante non deve per forza mostrarsi scortese. Basta gli faccia scivolare in mano un numero di telefono da chiamare e lì un messaggio registrato lo informerà: “La persona che stai chiamando non desidera rimanere in contatto con te. Se vuoi ascoltare una poesia triste, premi UNO, se vuoi aggrapparti al sogno irrealistico di un nuovo incontro, premi DUE, se vuoi avere consulenza e consigli, premi TRE ”.
 
L'articolo di Milne è il lamento di un amante respinto. Sembra che non riesca a farsi una ragione del rifiuto della Figlia di Sion. Rimpiange i giorni gloriosi della loro alleanza: “Dalla rivoluzione francese, i destini del popolo ebraico e della sinistra si sono strettamente intrecciati. Dal tempo di Marx, gli ebrei hanno avuto un ruolo centrale in tutte le varianti della sinistra”. Milne e la sinistra hanno bisogno di qualche consiglio e di consulenza (premere TRE).
 
Tutto ciò che ha inizio, signor Milne, ha una fine. Prima della Rivoluzione francese, il popolo ebraico sosteneva il dispotismo contro l'aristocrazia, e la Magna Carta fu firmata da Re Giovanni nonostante la loro opposizione. Dopo Napoleone, il popolo ebraico strinse una lunga alleanza con la sinistra. Durò a lungo, ma non in eterno. Questa alleanza fu recisa in seguito alla fallita rivoluzione del 1968. Da quel momento il popolo ebraico ha stretto una nuova alleanza con le forze della globalizzazione.
 
Ci rifletta, signor Milne: se la Figlia di Sion ha potuto allearsi con la sinistra, perché non potrebbe cambiare compagni? Dobbiamo considerarla una forza permanentemente benefica, accanto a Dio Onnipotente? La leadership ebraica ha tratto beneficio dall'unione con la sinistra finché è stata una forza che aveva delle aspirazioni, che era alle prese con le classi superiori tradizionali. Ma adesso che le sue aspirazioni sono state soddisfatte, non nutre più alcun interesse per un tale alleato.
 
Perché descrivere come un "legame naturale", piuttosto che un "matrimonio di convenienza", questa relazione con i ricchi banchieri ebrei e proprietari di giornali che hanno sostenuto la sinistra? Era un legame piuttosto innaturale, formato contro gli evidenti interessi di classe delle parti coinvolte, e il suo collasso era inevitabile. La sinistra ha accettato l'aiuto dei ricchi ebrei, senza preoccuparsi delle loro motivazioni. Pagando un prezzo pesante: l'alienazione delle classi lavoratrici che avevano avuto una lunga e dolorosa storia di relazioni ebraico-gentili, l'alienazione dalla Chiesa e l'ostilità senza compromessi delle classi superiori. Gli ebrei usarono l'energia della sinistra fino a quando non si esaurì, quindi la abbandonarono. Ora, la sinistra può comporre un numero di telefono a New York e ascoltare il messaggio preregistrato. (Leggi questo articolo per intero qui.)
 
Dal 2002 la sinistra non si è allontanata dagli ebrei; è piuttosto andata nel deserto in cui i ricchi ebrei volevano mandarla, nel deserto delle politiche identitarie e della bolla climatica, nel deserto della premura verso gli ebrei e l’indifferenza verso i cristiani. Questa politica è giunta al termine naturale con le elezioni del 2019. La nuova leadership del Labour dovrebbe imparare la lezione e completare il disimpegno degli ebrei.
 
 
Avrebbe potuto molto imparare da Giuseppe Stalin, il cui 140 ° anniversario è stato celebrato ieri a Mosca e altrove. Questo grande e vittorioso leader della sinistra non si lasciò distogliere dalla linea della liberazione dell'umanità da assurdità alla moda; non serviva alla decostruzione di Derrida; fu un amico e un mecenate della Chiesa; non ha incoraggiato i cambiamenti e le perversioni di genere, ha sviluppato l'industria invece di promuovere le fonti verdi; ha vietato gli aborti; l'immigrazione era minima (soprattutto lavoratori e ingegneri statunitensi in fuga dalla Grande Recessione).
 
Quanto agli ebrei, era un amico, ma non uno schiavo. Non ha esitato a incarcerare e giustiziare i traditori, ha premiato i leali, ha salvato milioni di ebrei dalla macchina della morte nazista. Gli ebrei - da Tel Aviv a Londra e da Mosca a New York - lo adoravano. Alla fine la volubile Figlia di Sion lo abbandonò, ma fa sempre così.
 
I suoi nemici lo accusano per l'arcipelago Gulag di carceri e prigioni, per le aspre pene detentive comminate, ma attualmente, nell'era del liberalismo totalitario, questa critica appare alquanto incongrua. Il sistema penitenziario statunitense ha più prigionieri di quanti ne abbia mai avuto Stalin, in numero assoluto e relativo rispetto alla popolazione. Ai tempi di Stalin, nessuna prigione poteva essere paragonata a Guantanamo, dove i prigionieri non processati sperano di morire, o con la prigione di Belmarsh, dove è detenuto Assange.
 
O addirittura con quella a “più alta sicurezza nel Rhode Island, dove si dorme in sale con 50 letti a castello, si caga in bagni senza porte accanto ad assassini e trafficanti di esseri umani, si prende la doccia di gruppo con cannibali e stupratori di bambini nell’ultimo avamposto del mondo di schiavitù legalizzata, guadagnando dieci centesimi l'ora, pagando un dollaro per una bottiglia d' acqua in un complesso carcerario privato dove non c’è acqua fredda gratuita. Per sfruttare al massimo i prigionieri, non viene fornita acqua fresca, solo accesso ad acqua calda e ghiaccio, in modo che i prigionieri debbano pagare costantemente per le tazze. Altrimenti non bevono. A volte le prigioni trattengono i guadagni dai salari orari, riducendoli a due centesimi” - e questo è negli Stati Uniti sotto Obama, non in Russia sotto Stalin. Ivan Denisovich di Solgenitsin aveva acqua fresca a sufficienza.
 
Dopo la condanna di Adolfo Martinez (16 anni di prigione per aver protestato contro la bandiera LGBT) della settimana scorsa, penso che il mito del "crudele Stalin" possa svanire nell'oblio, insieme a molti altri miti di quel periodo.
 
Il popolo russo era inevitabilmente anti-Stalin nel 1991, a causa di una propaganda insistente e pervasiva da parte del governo. Ma ora, nel 2020, il 70% dei russi ha un’opinione positiva di questa personalità storica, un contemporaneo di Hitler e Churchill. Ieri, migliaia di russi hanno portato i loro garofani rossi sulla sua tomba nella Piazza Rossa. Gli inglesi ricorderanno i loro leader laburisti tra 70 anni?
 
(2) Fughe di notizie Rothschild
 
- “L'ebraismo è tornato ad essere un modo per evitare controlli e responsabilità. Solo gli antisemiti hanno il coraggio di vedere un legame tra la vendita di Alstom, la carriera di Macron, i Rothschild e la comunità ebraica” - mi ha detto un ebreo bene informato, al corrente di quanto accade all'interno della comunità ebraica francese e nei superiori circoli economici, bancari e politici della Repubblica. Lo chiamerò JT. (I miei lettori abituali l'hanno incontrato nel mio precedente articolo, e ora ha il suo account Twitter e un blog).
 
Ho quasi riattaccato. Quando sento 'Rothschild', la mia mano tende automaticamente a troncare la conversazione. Prima che si arrivi inevitabilmente ai "rettili" o ai "Rockefeller" di un'altra noiosa diatriba contro banchieri ed ebrei. Che cosa c’è da aggiungere infatti a questo argomento già troppo studiato (dal 18 ° secolo)!  JT, però, ha fornito qualche notizia inedita.
 
Dice che, nonostante i Rothschild non siano grandi come molte altre banche giganti e abbiano meno risorse, hanno un'influenza unica sulla politica, basata su centinaia di anni di esperienza. Entrare a far parte dei Rothschild è "considerato una sorta di rito di passaggio per gli incarichi esecutivi nel governo". Ecco perché Macron si unì a loro in cerca di una carriera politica. Ex di Rothschild sono presenti nelle maggiori corporation del mondo, anche Shell, De Beers, il Guardian - il giornale che ha calunniato Jeremy Corbyn come antisemita - The Economist, ecc. Hanno contatti nascosti e segreti con altri gruppi e persone importanti. E sì, spesso si tratta di altri ebrei.
 
“Come è frequente nella comunità ebraica, i Rothschild usano la loro ebraicità per intimidire i giornalisti ed evitare che si interessino troppo a loro, e usano l'Olocausto per impedire qualsiasi invito alla trasparenza. Tutti, senza distinzione, usano  l'ebraismo a scopi politici e gli statisti si affollano sotto questo marchio ostile ai media. "
 
La specialità della banca Rothschild è nascondere la ricchezza, e truffatori che gestiscono paesi decrepiti come l'Ucraina (Peter Poroshenko) nascondono e gestiscono il loro bottino rubato attraverso di loro.
 
L'offshore significa segretezza, influenza ed elusione fiscale. È un servizio molto ricercato, soprattutto se il riciclaggio può avvalersi del marchio "Rothschild".
 
JT fa un'osservazione interessante. Ci sono state così tante fughe di notizie dalle banche offshore – fughe di notizie da Panama, dal Lussemburgo, dalle Bahamas, i Paradise Paper - ma nessuna ha mai riguardato le attività offshore di Rothschild. C'è del metodo in questa follia: tutte le fughe di notizie passano per il Consorzio Internazionale per il Giornalismo Investigativo (ICIJ), finanziato e controllato dalla fondazione Open Society di George Soros e da Pierre Omidyar. Sono le persone che vengono oggi spacciate come il nuovo Wikileaks, e il loro Glenn Greenwald come nuovo Assange.
 
Ma osservate la differenza. Julian Assange e il suo Wikileaks hanno reso pubbliche tutte le cose segrete. Tutti possiamo leggere i cablo del Dipartimento di Stato. E Julian è rinchiuso in una prigione di massima sicurezza.
 
Glenn Greenwald (foto in basso) possiede il tesoro degli Snowden Files, gigabyte prelevati dai computer della NSA e della CIA, che potrebbero rivelare la cospirazione dell'11 settembre, la pianificazione delle guerre mediorientali, lo spionaggio del popolo statunitense - e se lo tiene stretto stretto. Noi non lo vedremo mai. Non sorprende che Greenwald stia bene, mangi bene e dorma a casa insieme al suo ragazzo.
 
 
Il coraggioso ricercatore, Max Blumenthal, ha scritto in un lungo e ampio lavoro sulle attività di Omidyar:
 
Greenwald si è impegnato nel 2014 ad aprire una "sala di lettura" securizzata nella quale i giornalisti esterni potessero esaminare i file presso la sede di New York City. Quella stanza non è stata mai aperta. Nell'ottobre 2017, ha pubblicato un cablo dai file Snowden che rivelava che il principe saudita Salman bin Sultan guidava direttamente una fazione di ribelli siriani per "illuminare" Damasco e "radere al suolo" il suo aeroporto civile il 18 marzo 2013. Il cablo ha anche rivelato che l'Arabia Saudita aveva fornito 120 tonnellate di esplosivo all'opposizione armata, provocando attacchi al palazzo presidenziale siriano e in varie località di Damasco. Quel cablo era in possesso dei fondatori di The Interccept da oltre quattro anni, ma è stato inspiegabilmente tenuto nascosto. Se fosse stato divulgato al momento in cui era stato ottenuto, la gente avrebbe saputo che i cosiddetti "ribelli moderati", in effetti, stavano conducendo una campagna di terrore per conto di sponsor stranieri - e forse, la guerra siriana sarebbe finita prima.
 
Mi chiedo perché Snowden sia fuggito a Mosca. Perché è dovuto scappare? Perché ha dovuto rubare le cose che nessuno ha mai visto tranne Greenwald e il suo capo Omydiar? Non mi interessa davvero che gli avidi federali intendano intascare i diritti d'autore di Snowden per il libro che ha pubblicato. Lascia che Omidyar lo compensi.
 
Omidyar aveva comprato Greenwald per assicurarsi che nulla di sostanziale contenuto nei file di Snowden sarebbe mai stato reso pubblico, e Greenwald ha venduto i file e la propria anima. Il materiale che rende pubblico è quello che si concilia coi suoi progetti, come i collegamenti tra Trump e Putin.
 
E ora tenetevi forte, c’è una sorpresa. Omidyar è il principale finanziatore dei tentativi della famigerata Anti-Defamation League (ADL) per istituire la censura in Internet da parte dei giganti della tecnologia, ha riferito Whitney Webb. Omidyar ha fornito il capitale per creare il "nuovo centro della Silicon Valley contro l’intolleranza" voluto dall'ADL, e per collaborare con Facebook, Twitter, Google e Microsoft - nella cfreazione di un Cyberhate Problem-Solving Lab per realizzare la massima censura.
 
Glenn Greenwald ha preteso per anni di essere un sostenitore della Palestina, un duro critico dell'apartheid israeliano. Come è possibile, Glenn, che adesso lei faccia parte del team di quell'ADL che definisce gli attivisti palestinesi come astiosi e antisemiti? Ha sostenuto di essere per la pace e contro le guerre statunitensi. Come mai la sua squadra si oppone, allora, a Tulsi Gabbard, l'unico candidato contro la guerra alla presidenza degli Stati Uniti? È la voce del sangue o la voce del danaro che ha guadagnato? Quando ci si accorda con un misterioso uomo d’affari, inevitabilmente si finisce a braccetto con l’ ADL.
 
JT afferma che, di tutte le innumerevoli menzioni di Rothschild presenti nei database dell'ICIJ, anche correlate a Jeffrey Epstein, solo due file sono accessibili, e provengono da revisori, non dall'ICIJ o dalle loro banche dati privatizzate. Il resto rimane inaccessibile. L'ICIJ potrebbe anche essere descritto come un "intercettatore di fughe di notizie", un termine corroborato da quanto Mintpress ha scritto circa le attività di Omydiar. E Rothschild e i loro clienti rimangono al sicuro e protetti.
 
Nel prossimo numero, continueremo a leggere i documenti di JT.
 
(3) Natale
 
Tanti auguri ai lettori in occasione della Natività di Nostro Signore Gesù Cristo! Come regalo, invierò gratuitamente il mio e-book “La Madonna Addolorata sul destino del cristianesimo in Palestina sotto l'occupazione israeliana”. Sarà sufficiente un'e-mail con oggetto “Nostra Signora” a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. E il mio gruppo elettronico è stato spostato da Yahoogroups a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Sono tutti benvenuti.
 
 
 
Ossin pubblica articoli che considera onesti, intelligenti e ben documentati. Ciò non significa che ne condivida necessariamente il contenuto. Solo, ne ritiene utile la lettura
 
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