ProfileLa guerra in Medio Oriente, 19 gennaio 2020 - Questa gente è apertamente schierata al fianco dell’Impero terrorista contro il loro paese, e osa dire di essere Iraniana (nella foto, qualche decina di persone a Teheran si rifiuta di calpestare le bandiere USA e israeliana)         

 

the saker, 18 gennaio 2020 (trad.ossin)
 
E osano dire di essere Iraniani !
Aram Mirzaei 
 
Tutti abbiamo letto delle cosiddette "manifestazioni popolari" in Iran negli ultimi giorni. Centinaia di migliaia di articoli, aggiornamenti e tweet sono apparsi su questo argomento e molti hanno parlato dei motivi di queste proteste. Molti video mostrano gruppi cosiddetti iraniani che strappano l’immagine del martire Qassem Soleimani, mentre altri scandiscono "Morte alla Repubblica islamica" e "Morte a Khamenei". Migliaia di persone di questo tipo sono comparse in varie parti dell'Iran e molti Iraniani all’estero fanno il tifo per loro, mentre l'Impero coglie tutte le occasioni per attaccare l'Iran e queste proteste vengono usate dai media occidentali per condurre una guerra psicologica contro la Repubblica islamica.
 
Qualche decina di studenti, a Teheran, proclama fedeltà a USA e Israele
 
Esse segnano una nuova tappa più radicale nel dissenso contro la Repubblica islamica. Per capire di cosa sto parlando, occorre fare un passo indietro nella storia e dire qualcosa dei nemici giurati della Repubblica islamica. La Repubblica islamica ha, fin dall'inizio della sua esistenza, due nemici mortali, esistenziali: la setta MEK e i monarchici. Per un po', anche i comunisti furono una forza da non sottovalutare, specialmente negli anni '80.
 
I settari del MEK, predicando il "marxismo islamico", cercano di sostituire le vecchie e conservatrici politiche della Repubblica islamica con la loro "interpretazione moderna". Nella loro sete di potere, hanno commesso atti atroci, come il terrorismo e il tradimento, al punto che persino gli Stati Uniti, il Canada e l'Unione Europea, nemici dell'Iran, li avevano iscritti nella lista delle organizzazioni terroriste. Li hanno poi cancellati da questa lista e hanno loro insegnato ad essere un "gruppo di opposizione praticabile".
 
Dopo la rivoluzione del 1979, la Repubblica islamica era riuscita a scacciare o giustiziare la maggior parte dei monarchici, e molti dei loro sostenitori scelsero la via dell’esilio in Occidente, soprattutto negli Stati Uniti, dove continuarono la loro opposizione. Con la gran parte della ricchezza dell'Iran portata via dai monarchici in esilio, la Repubblica islamica - difesa da un gruppo di uomini male addestrati e scarsamente equipaggiati che si autodefinivano "Esercito dei Guardiani della Rivoluzione Islamica" - ha combattuto contro i nemici interni ed esterni per tutta la maggior parte degli anni '80. L'esercito iracheno invasore, i gruppi guerriglieri comunisti, i settari del MEK armati dal regime di Saddam e i gruppi separatisti furono combattuti simultaneamente nel corso di tutta la guerra contro il vicino Iraq.
 
 
 
Uno ad uno, sono stati tutti sconfitti e cacciati dal paese, in esilio, e la Repubblica islamica ha vinto la sua battaglia per la sopravvivenza. I comunisti sono stati praticamente distrutti e costretti all’esilio, e il partito un tempo potente di Tudeh si è diviso in diverse fazioni. La guerra finì quando il gruppo terroristico MEK venne sconfitto nel 1988, dopo essere stato armato dal regime di Saddam ed avere aiutato l’invasione del proprio paese. Saddam, che era stato armato e sostenuto dai paesi occidentali, compresi gli Stati Uniti, venne respinto dal territorio iraniano e la guerra con l'Iraq si concluse con uno status quo ante bellum, e oltre un milione di Iraniani morti. Con il MEK respinto in Iraq, la Repubblica islamica è sopravvissuta a questo tremendo test e ha resistito, ma molte altre sfide si sarebbero presentate sul suo cammino negli anni a seguire. Solo un anno dopo la fine della guerra, il fondatore della Repubblica islamica, l'Imam Khomeini morì, lasciando ciò che molti credevano sarebbe stato un vuoto difficile da riempire con un successore. Eppure, la mattina dopo la morte di Khomeini, il 4 giugno 1989, l'Ayatollah Ali Khamenei veniva eletto come nuovo Capo della Rivoluzione Islamica, nonostante non avesse il rango di Marja (Grande Ayatollah), come richiesto dalla Costituzione. Ma in seguito questo requisito è stato abolito con un emendamento alla Costituzione.
 
Sotto Khamenei, numerose fiammate di protesta piuttosto importanti e diffuse hanno interessato l'Iran. Il primo significativo si è verificato nel 1999, quando gli studenti di Teheran protestarono contro la chiusura di un giornale riformista. La sfida successiva furono le elezioni presidenziali del 2009 e le diffuse proteste contro la presunta frode elettorale che avrebbe consentito a Mahmoud Ahmadinejad di essere eletto presidente per un secondo mandato. Entrambi questi episodi sono stati contrassegnati dalla violenza e dal malcontento, eppure i manifestanti non hanno mai scandito slogan contro la Repubblica islamica, non hanno mai dato luogo a rivolte né attaccato le forze di sicurezza, come si è visto di recente. In entrambe queste proteste, i manifestanti erano sostenitori dei riformisti e scandivano slogan a sostegno dell'ex presidente Mohammad Khatami e del candidato presidenziale alle elezioni del 2008 - Mir Hossein Mousavi.
 
Sì, le proteste del 2009 erano sostenute da potenze straniere, ma non con la stessa evidenza di oggi. Solo nel novembre 2019, per la prima volta, ho sentito slogan che chiedevano la morte di Khamenei e invocavano un regime change. L'atto atroce di insultare il martire Qassem Soleimani mostra l'assoluto disprezzo che queste persone nutrono per la Repubblica islamica, ma dimostra anche qualcos'altro: che esse non protestano per le difficili condizioni di vita o per la mancanza di libertà. Non avrebbe assolutamente senso strappare il poster del martire Soleimani se fossero poveri o si sentissero oppressi, perché la lotta del martire Soleimani era condotta principalmente all'estero, nel tentativo di liberare la regione dalle mani dei tiranni. Infatti gli Iraniani sono grati al martire Soleimani e alla forza Quds perché questi li hanno difesi dal terrorismo, come una volta disse l'imam Khamenei: "Se non stessimo combattendo Daesh ad Aleppo o Mosul, dovremmo combatterli nelle strade di Kermanshah e Teheran".
 
Se il problema fosse la povertà, allora l’introduzione da parte del governo di sussidi per il gas dovrebbe essere accolta favorevolmente dai poveri, perché quei soldi andranno adesso alle famiglie iraniane più povere. Invece i "manifestanti" sono ricorsi alla violenza e hanno dato fuoco a banche ed edifici governativi, piuttosto strano no?
 
Si è assistito, questa volta, anche ad alcune altre cose curiose. Sappiamo tutti che l'Iran ha annunciato di aver abbattuto accidentalmente l'aereo di linea ucraino. Lo stesso giorno, a Teheran, piccoli gruppi di oppositori sono scesi in piazza a Teheran, formati principalmente da studenti universitari che gridavano "Morte ai bugiardi", l'unico problema è che non c’era nessuno che mentiva. L'Iran ha ammesso di aver accidentalmente abbattuto quell'aereo. Sì, ci sono voluti alcuni giorni, perché prima di trarre delle conclusioni doveva esserci un'indagine, a prescindere dalle prove che altri paesi dicevano di avere. Non è che questi paesi, alleati dell'Impero terroristico, non avessero mai mentito e creato incidenti in Iran prima ...
 
In ogni caso, i media sono stati molto attenti a queste notizie. Quasi nessun accenno ai Gilet Jaunes o alle violente proteste in Cile, massima attenzione invece ad un paio di migliaia di manifestanti, con parole d’ordine piuttosto losche, rispetto ai 25 milioni di iraniani che piangevano per Qassem Soleimani. E adesso i media scambiano tre poster strappati per "la libertà dell’Iran" come l’espressione dei veri sentimenti del popolo iraniano per il martire Soleimani.
 
È interessante notare che le invocazioni per un intervento straniero da parte di questi manifestanti e dei loro sostenitori all'estero sono in aumento. I cosiddetti manifestanti e i loro fan di Twitter hanno anche diffuso deliberatamente video di questi "orgogliosi iraniani" che si rifiutavano di calpestare le bandiere statunitensi e israeliane, come un modo per sollecitare l’appoggio dell’opinione pubblica degli Stati Uniti a favore di un "aiuto USA", mentre scandivano: "gli Stati Uniti e Israele non sono i nostri nemici, il nostro nemico è proprio qui”. Non è tanto questione di sapere chi e cosa rappresentino questi cosiddetti manifestanti. In alcuni video si possono ascoltare slogan filo-monarchici e filo-MEK. I comunicati MEK, come le loro piattaforme di social media, sono pieni di propaganda attiva e invocano un Regime Change. Minacce vengono costantemente profferite contro la Repubblica islamica, insieme a istruzioni e incoraggiamento per attaccare le forze di sicurezza e le basi militari. Questa gente è apertamente schierata al fianco dell’Impero terrorista contro il loro paese, e osa dire di essere Iraniana.
 
 
I monarchici, il MEK e l'impero terroristico vogliono far credere alla gente che l'Iran monarchico fosse un paese moderno e prospero. In verità, l'Iran era un paese in declino durante l'era monarchica, a partire dalla dinastia Qajar alla fine del 1700, fino ai primi del 1900, e proseguendo con Pahlavi fino al 1979. Era un paese, fino al 1978, in cui il 60% della popolazione era analfabeta, dove gran parte della popolazione viveva senza elettricità o acqua corrente, e una grande maggioranza del petrolio del paese apparteneva a potenze straniere, con un leader che era salito al potere attraverso un colpo di Stato sostenuto dall'estero. Solo la Repubblica islamica è riuscita a porre fine a 200 anni di umiliazioni di fronte agli stranieri. Solo la Repubblica islamica può difendere l'Iran dal colonialismo statunitense. Solo la Repubblica islamica può spingere la regione a ribellarsi per cacciare gli Stati Uniti dall'Asia occidentale. La Repubblica Islamica ha fatto per l'Iran più di qualsiasi altro re, dalla caduta della grande dinastia safavide. I veri patrioti iraniani vogliono un Iran indipendente e fedele alla sua cultura, invece di sostituirla con la cultura occidentale.
 
Questo è il risveglio islamico. Per la prima volta da più di un secolo, il mondo islamico può riguadagnare il suo onore perduto da tempo e liberarsi dalle catene del colonialismo e dell'imperialismo. Ma solo con la Repubblica islamica ..
 
 
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