Jeune Afrique – 27 febbraio 2011


Scontri a Dakhla. Annullato il festival del mare e del deserto
di Constance Desloire, inviata speciale

Il festival del mare e del deserto di Dakhla è stato occasione di scontri nella notte di venerdì 25 febbraio. Le autorità hanno deciso di annullarlo. Sabato sera la tensione era ancora viva


La piccola città di Dakhla, situata in pieno Sahara Occidentale, è stato teatro di scontri tra giovani coloni marocchini e la popolazione saharawi, a margine del festival culturale Mare e Deserto, nella notte tra venerdì 25 e sabato 26 febbraio. Si lamentano 15 feriti e danni materiali, secondo le autorità di occupazione marocchina.
Il secondo grande concerto, svoltosi venerdì sera in piazza Hassan II, ha avuto allo stesso tempo carattere familiare e teso. Gli slogan “Sahara marocchino” che si sono sentiti nella folla, e le numerose bandiere del Regno sventolate, testimoniano dell’importanza che l’avvenimento aveva per i fautori dell’annessione al Marocco di questa regione, occupata dal 1975.
Ma durante la notte gli slogan si sono trasformati in scontri nel quartiere saharawi di Oum Tounsi. “Siamo stati attaccati da civili marocchini”, raccontava il giorno dopo Hassan, un funzionario che si è presentato come militante per i diritti dei Saharawi. Vicino a lui v’erano delle carcasse di auto bruciate. “Le persone che rientravano dal concerto sono state aggredite da civili marocchini che hanno poi dato l’assalto a delle abitazioni”, conferma un artista straniero in programma al festival e alloggiato nel quartiere.
Nelle strade di Oum Tounsi, l’atmosfera continuava ad essere tesa ancora sabato sera. Ma al commissariato di polizia della città sostenevano di non essere al corrente di alcun incidente.
Domenica mattina, nel corso di una conferenza stampa, le autorità hanno pubblicamente annunciato la chiusura del festival. “Un gruppo di separatisti (pro Polisario) ha sfruttato le violenze a fini politici”, ha dichiarato il wali di Laayoune, Khalil Dkhil.


Uno sviluppo diseguale
In una città che si ritiene essere meno politicizzata di Laayoune – l’altra città del Sahara Occidentale dove una rivolta ha provocato 13 morti nel novembre scorso – il Festival del Mare e del Deserto vorrebbe essere il simbolo di una sviluppo accelerato da cinque anni. Competizioni di sport nautico e grandi concerti pubblici attirano i giovani che giungono anche da molto lontano, in un quadro idilliaco.
Lo Stato marocchino vi ha realizzato degli investimenti massicci in termini di infrastrutture per migliorare i collegamenti della città più a sud del paese e sviluppare soprattutto la pesca e il turismo. Ma ci sono “due Dakhla”, sostiene Mohamed, 21 anni, un abitante di Oum Tounsi. “Qui i Saharawi non hanno visto il loro quartiere svilupparsi e siamo tutti disoccupati perché emarginati”.  

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