Ucraina: la filiera canadese -
seconda parte

Ahmed Bensaada




Il pellegrinaggio ucraino

Essere i primi in tutto quello che riguarda l'Ucraina è sempre stata la maggiore preoccupazione della diplomazia canadese. Come nel 1991, non si poteva perdere l'occasione di riconoscere immediatamente il governo post Euromaidan.


Il 22 marzo 2014, Stephen Harper ha effettuato una visita in Ucraina così diventando il primo leader di un paese del G7 a farlo. L'avvenimento è stato in questi termini riportato dai media canadesi, che ne hanno fatto titoloni definendolo "storico". Nel discorso pubblico tenuto al fianco del nuovo Primo Ministro ucraino Arseni Yatseniuk, non ha dimenticato di menzionare l'enorme diaspora ucraina in Canada: "Vi porto il saluto di tutti i Canadesi, e non solo di quel più di un milione di Canadesi di origine ucraina. La terza più grande comunità ucraina nel mondo intero". E, a proposito delle recenti manifestazioni in piazza Maidan: "Voi avete offerto ispirazione e scritto un nuovo capitolo nella storia continua dell'umanità nella lotta per la libertà, la democrazia e la giustizia" (59)



Allocuzione di Stephen Harper a Kiev (22 marzo 2014)


Ispiratrice l'azione del "Pravy Sektor"? Democratico un colpo di Stato contro un presidente democraticamente eletto?


Video del viaggio di Stephen Harper a Kiev (22 marzo 2014) pubblicato sul sito del Primo Ministro del Canada


Ma, nonostante questa visita fosse ispirata da una volontà di primazia, essa non è che la più recente di una lunga serie di visite ufficiali di personalità canadesi di alto rango in questo paese.


La prima personalità canadese a recarsi in Ucraina dopo l'indipendenza fu il defunto Governatore Generale del Canada, Ramon Hnatyshyn. La visita, del 1992, fu molto speciale in quanto il Governatore era di origine ucraina. Poi fu la volta del Primo ministro Jean Chrétien (1999), la Governatrice Generale Adrienne Clarkson (2005), la Governatrice Generale Michaelle Jean (2009) e il Primo Ministro Stephen Harper (2010). Da parte ucraina, due presidenti sono andati in Canada: Leonid Kutchma (1994) e Viktor Yuschenko (2008). Kutchma scelse il Canada come meta del suo primo viaggio all'estero al posto della Russia (60).


Visita ufficiale della Governatrice Generale Michaelle Jean in Ucraina (2009)


Queste visite numerose e frequenti dimostrano che il Canada mantiene stretti legami con l'Ucraina. E' quello che fa dire al giornalista Doug Saunders: "Questi legami, e i voti che essi assicurano, faranno sì che i leader canadesi continueranno a recarsi a Kiev" (61).


A proposito di sanzioni

Mercoledì 26 febbraio 2014, il nuovo governo ucraino post-Euromaidan è stato presentato alla folla ammassata in piazza dell'indipendenza a Kiev. diversi portafogli e posti chiave sono stati conferiti ai militanti di "Svoboda", un partito di estrema destra ultra-nazionalista che collabora con gruppuscoli paramilitari apertamente fascisti e filo-nazisti (62).


A richiesta del presidente Vladimir Putin, il Consiglio della Federazione (Camera Alta del Parlamento russo) ha autorizzato, il 1° marzo 2014, l'invio di truppe in Ucraina per proteggervi i cittadini russi. A seguito di ciò, il Canada ha richiamato il proprio ambasciatore a Mosca (63). Il presidente russo si  ricreduto tre giorni dopo: "Per quanto riguarda l'invio di truppe, non è necessario per il momento. Ma questa possibilità esiste" (64).


Il 3 marzo 2014, la Camera dei comuni canadese ha adottato all'unanimità una mozione che condanna "fermamente" un intervento "provocatore" della Russia. L'indomani, una bandiera ucraina è stata issata sulla collina parlamentare a Ottawa (65) e le attività militari con la Russia sono state sospese (66).



La bandiera ucraina è stata issata il 4 marzo 2014 sulla collina del Parlamento (Ottawa) di fianco all'edificio Est


Con l'intento di condannare “l'invasione militare dell'Ucraina", Stephen Harper ha annunciato, il 7 marzo 2014, sanzioni nei confronti "di un certo numero di persone responsabili della minaccia alla integrità territoriale e alla sovranità dell'Ucraina". Da parte sua, John Baird ha confermato l'espulsione di nove soldati russi in addestramento in Canada "per far loro sapere che non sono più i benvenuti" (67).


Il 16 marzo 2014 la Crimea approva plebiscitariamente l'unione con la Russia. Le sanzioni canadesi contro la Russia non si fanno attendere. il 17 marzo 2014 il Regolamento sulle speciali misure economiche nei confronti della Russia entra in vigore onde rispondere "alla gravità della violazione della sovranità e dell'integrità territoriale dell'Ucraina da parte della Russia". Il 18 e il 21 marzo il Regolamento viene modificato per includervi altri nominativi. La lista delle persone sanzionate passa da 10 a 32 nomi (68). La lista iniziale menzionava sette Russi e tre Ucraini.

Citiamo a titolo di esempio Sergei Yuryevich Glazyev, il consigliere del presidente russo Vladimir Putin, Dmitry Olegovich Rogozin, vice primo ministro della Federazione russa o Serhiy Valeriyovich Aksyonov, primo ministro della Repubblica autonoma di Crimea (69).


Il 22 marzo Harper vola a Kiev e vi fa delle altisonanti dichiarazioni antirusse, non nascondendo il desiderio di cacciare Putin dal G8 e di ritornare al G7: "Quanto alla questione della presenza della Russia nel G8, è una discussione che faremo coi nostri colleghi (del G7). Io non credo che occorra molta fantasia per capire quale è il mio pensiero, ma sicuramente ascolterò quello che i nostri partner del G7 hanno da dire, prima di prendere decisioni definitive" (70).


Come rappresaglia, la Russia ha adottato sanzioni contro il Canada il 24 marzo 2014. Sulla lista delle 13 persone raggiunte da queste misure, si trovano nomi di persone collegate alla comunità canado-ucraina delle quali abbiamo parlato più su: la senatrice Raynell Andreychuk, i deputati Ted Opitz e James Bezan, oltre al presidente dell'UCC, Paul Grod.



Harper incontra i leader della comunità canado-ucraina (30 gennaio 2014)
Da sinistra a destra: Jason Kenney, Eugene Czolij, Ihor Bardyn, Ted Opitz,
Adriana Buyniak Wilson, Bohdan Onyschuk, Rt. Hon. Stephen Harper, Paul Grod,
Lisa Shymko, Sénatrice Raynell Andreychuk, Orest Steciw, James Bezan, Taras Zalusky


Quest'ultimo ha ironizzato sulla sua pagina Twitter: "Fieramente sanzionato da Putin (...) Non potrò visitare il nuovo palazzo di Yanukovich in Russia"


Tweet di Paul Grod dopo le sanzioni russe


E' stato Harper a prendere la sua difesa e polemizzare con la Russia: "Hanno sanzionato un uomo per la sola ragione che è ucraino. Che cosa dite adesso sulla
mentalità di questo governo (russo)"? (72)


Ma Paul Grod non è anche canadese?



Cliccare qui per visionare le dichiarazioni di Stephen Harper sulle
sanzioni alla Russia



Considerazioni economiche

Sarebbe ingenuo pensare che solo considerazioni di politica interna siano alla base delle scelte della diplomazia canadese. Certamente la diaspora canado-ucraina è senza alcun dubbio una delle più influenti e il suo voto è un prodotto assai ricercato, ma molto di più si impone una politica che faccia convergere le esigenze domestiche con quelle economiche. Proprio coma ha detto John Baird, il Canada non è più un arbitro, ma ha degli "interessi".


Nel settembre 2009, il governo canadese ha annunciato l'apertura delle discussioni su un accordo di libero scambio con l'Ucraina. Secondo il ministro del commercio internazionale canadese, "questo accordo con l'Ucraina potrebbe favorire l'apertura di mercati per le esportazioni canadesi (...) Contribuisce inoltre a rafforzare l'economia canadese , a creare nuovi posti di lavoro e ridurre i prezzi per i consumatori canadesi". Nel 2008, le esportazioni canadesi verso l'Ucraina hanno raggiunto il valore di 229,7 milioni di dollari, un aumento dell'80% rispetto all'anno precedente e del 400% rispetto al 2004 (73). Notiamo che queste date corrispondono ai periodi successivi alle "rivoluzioni" arancioni.


Dopo diversi incontri di negoziato, l'accordo di libero scambio non è stato ancora firmato. E' perciò che durante la sua recente visita a Kiev (22 marzo 2014), Harper non ha dimenticato, tra due frecciate alla Russia, di annunciare la ripresa delle discussioni su questo accordo (74).


Ma, al di là delle relazioni bilaterali che incantano la diaspora ucraina in Canada, la posta in gioca energetica è assai più lucrosa. Infatti l'Unione Europea (UE) e i suoi Stati membri importano il 30% del gas dalla Russia (75). La dipendenza dal gas russo varia dal 15% per la Francia, 60% per l'Ucraina e 100% per i paesi baltici (76). L'Ucraina ha una grande importanza geostrategica nella misura in cui il 60% del gas russo destinato all'Europa transita per questo paese (77).


Lo scontro Occidente-Russia sul conflitto ucraino può dunque privare l'Europa di una gran parte del gas che essa consuma se la Russia decidesse di chiudere i rubinetti che alimentano l'Ucraina in caso di deterioramento della situazione. D'altra parte, e per altre ragioni, è quello che è accaduto nel 2006 e 2009, quando la compagnia di Stato russa Gazprom ha fermato tutte le sue esportazioni attraverso questo paese.
Notiamo ancora una volta che si tratta di date che corrispondono ai periodi post-"rivoluzioni" arancioni.


Il presidente Obama, vendendo nel conflitto ucraino una occasione insperata di smerciare i suoi stock di gas scisto e, nello stesso tempo, di ridurre le esportazioni di gas russo verso la UE, non ha esitato a offrire i suoi servizi. Dopo un summit coi responsabili della UE il 26 marzo 2014, ha spiegato che "la questione dell'energia è centrale. L'Europa deve trovare il modo di diversificare i suoi approvvigionamenti. Gli Stati Uniti hanno la fortuna di esserne riccamente dotati. Accelerare il movimento sarebbe buono per la UE e per gli Stati Uniti. E' qualcosa che non si può realizzare dall'oggi al domani. Ma è adesso che occorre agire, nell'emergenza" (78).


Ma siccome il Canada è il terzo produttore di gas naturale al mondo dopo la Russia e gli Stati Uniti (79), ha anche lui qualcosa da dire sull'approvvigionamento di idrocarburi all'Europa.


E' l'opinione di Stephen Harper, che pensa che il Canada potrebbe approfittare della situazione ucraina per vendere agli Europei un accesso al petrolio e al gas naturale dell'Ovest canadese (80).


John Baird, dal canto suo, ha valutato che "la crisi in Ucraina ha accentuato l'importanza di immettere il petrolio e il gas naturale canadese sui mercati internazionali". Ha aggiunto che "la recente annessione della Crimea da parte di Mosca spinge il Canada ad accelerare la costruzione di infrastrutture che gli permettano di accrescere le sue esportazioni". Ha poi enunciato la sua strategia di marketing ricordando che "la crisi in Europa orientale, che getta un'ombra su tutta l'Europa, ci ricorda che il Canada è uno dei pochi paesi che dispongono di importanti riserve di petrolio ad avere contemporaneamente una economia aperta fondata sul primato del diritto e una democrazia stabile e liberale (81).




Cliccare qui per visionare la dichiarazione
di John Baird


 

E' divertente notare che meno di 24 ore separano le dichiarazioni di Obama, di Harper e di Baird.


In un articolo pubblicato tre settimane prima di queste dichiarazioni, il giornalista del Quebec, Pierre Dubuc, spiegava che "gli interessi petroliferi dell'Alberta, freneticamente alla ricerca di nuovi mercati, e il governo Harper fanno lo stesso calcolo (degli Stati Uniti). Approvvigionare l'Europa di petrolio, e renderla dipendente dall'America del Nord per l'energia, permetterebbe loro di assumere posizioni più aggressive nei confronti della Russia (...) Per raggiungere i mercati europei, il petrolio dell'ovest canadese dovrà necessariamente transitare per il Quebec. Il progetto di oleodotto del Trans Canada Pipeline che dovrà giungere al porto di St John nel Nuovo Brunswick è perfetto per svolgere questo ruolo" (82).


E Dubuc conclude: "La politica ucraina del governo Harper non è una politica di sostegno del popolo ucraino, ma una politica di supporto a dei gruppi neo-fascisti, una politica dettata dagli interessi petroliferi dell'ovest canadese".


Così, sia gli Stati uniti che il Canada hanno tutto l'interesse a provocare la Russia perché la situazione in Ucraina si aggravi al fine di: i) rendere odiosi i Russi, ii) convincere gli Europei ad affrancarsi dal gas russo e iii) creare una zona transatlantica di esportazione dell'energia verso l'UE.


Tutta via la Russia, avendo compreso il pericolo di far transitare tanto gas attraverso un paese tanto instabile e così "infiltrato" come l'Ucraina, ha avviato colossali lavori per aggirare questo paese. Come spiega bene Pierre Terzian, la quantità di gas che transita per l'Ucraina potrebbe passare dal 60 al 26% grazie a gasdotti come il "South Stream" che sarà pienamente operativo nel 2019, cosa che priverà Kiev di enormi entrate e dei forti sconti sul prezzo del gas praticati da Gazprom a questo paese (83)




Esportazione del gas russo verso la UE (fonte: Le Monde)

Così, se l'importanza dell'Ucraina nel settore energetico va diminuendo, bisogna trovare altri strumenti per ridurre la dipendenza dell'UE dal gas russo. E per far ciò nulla è meglio del "Russia-Bashing": la Russia putiniana e autocrate, corrotta, omofoba, irrispettosa dei diritti e delle libertà, un nuovo III Reich, Senza dimenticare l'asilo concesso alla "spia" Edward Snowden, il trattamento inumano riservato alle "gentili" Pussy Riot, la repressione brutale nei confronti dei militanti di Greenpace, ecc. Insomma tutto il menu che ci servono i media occidentali "mainstream", e questo ben prima della crisi ucraina. La campagna anti-Putin e anti-russa che ha accompagnato i Giochi Olimpici di Sochi ne è una prova evidente (84). In tale ottica, la recente unione della Crimea alla Russia rappresenta una occasione ideale di denigrazione. Essa permette di aggiungere altri aggettivi alla Russia putiniana, come espansionista, annessionista, neo-imperialista, aggettivi che provocano la paura dei paesi che confinano con la Russia. Perché, checché se ne dica, l'Occidente non ha alcuna intenzione di riportare la Crimea in Ucraina. Tutti sanno che questa regione è russa e lo resterà per lungo tempo. No, l'idea è di fare della Russia un avversario, un rivale, addirittura un oppositore. D'altronde, dal punto di vista occidentale, non lo è già nel conflitto siriano?


Il compito che si propongono Canada e Stati uniti è di convincere l'UE che la sua sicurezza energetica potrà essere assicurata solo dai suoi alleati nord-americani e non dai Russi.


Si capisce allora perché Harper abbia fatto dell'esclusione della Russia dal G8 il suo cavallo di battaglia. "Io penso che non dobbiamo ingannarci. E' il G7 più uno", ha già dichiarato (85). E' probabilmente questo che spiega il linguaggio "muscolare" e irriverente dei Nord Americani nei confronti della Russia, a paragone di quello più riservato degli Europei.



Conclusioni

Occorre dunque ammettere che il Canada è un protagonista nella vicenda ucraina, proprio come la Russia, l'UE e gli Stati Uniti, per quanto il suo ruolo non venga enfatizzato dai media. D'altra parte il Canada ha relazioni privilegiate con l'Ucraina. Esse si fondano sull'esistenza di una diaspora canado-ucraina molto influente, forte di più di 1,2 milioni di persone e istallata da più di un secolo in Canada. Dopo l'indipendenza dell'Ucraina, questi legami si sono considerevolmente consolidati, come testimoniano le numerose visite ufficiali tra i due paesi. Da parte sua, il Canada ha partecipato attivamente alla "rivoluzione" arancione e a Euromaidan, con l'intento di influenzare la politica ucraina. Proprio come talune organizzazioni statunitensi (USAID, NED, ecc), il Canada promuove e finanzia programmi di "esportazione" della democrazia, particolarmente destinati all'Ucraina con l'intento di formare dei futuri leader ucraini che abbiano un punto di vista filo-occidentale, perfino filo-canadese.

Per il Canada, l'Ucraina è interessante per molte ragioni. Primo, la sua diaspora costituisce un elettorato non trascurabile che, nella sua maggioranza, approva la politica canadese nei confronti dell'Ucraina. Secondo, questo paese rappresenta un mercato di 45 milioni di persone per le esportazioni canadesi. Terzo, nel conflitto che la oppone alla Russia, questo paese può servire da spauracchio suscettibile di aprire nuovi mercati dell'energia, che permettano al Canada di esportare il suo petrolio verso l'UE, sostituendosi alle forniture della Russia.


Ma che cosa pensano di tutto questo gli Ucraini che vorrebbero vivere pacificamente nel loro paese, in rapporti di buon vicinato coi popoli limitrofi e lontano dagli estremismi politici e dagli interessi geostrategici stranieri?


Malauguratamente, nessuno ha chiesto il loro parere.




Riferimenti:


1. Policy Magazine, « Conversation With John Baird : “We promote Canadian values” », Vol.2,  n°1, Gennaio-Febbraio 2014, p.4,
http://policymagazine.ca/pdf/5/PolicyMagazineJanuary-February2014.pdf


2. Euromaidan News, « EuroMaidan Chronicle in English for Thursday December 5th 2013 (Day #15)», 6 dicembre 2013,
http://euromaidannews.com/2013/12/06/1011
 
3. The Canadian Press, « John Baird Meets New Ukrainian Prime Minister Arseny Yatseniuk », Huffington Post, 28 febbraio 2014,
http://www.huffingtonpost.ca/2014/02/28/john-baird-ukraine-prime-minister_n_4873011.html


4. Ahmed Bensaada, « Ucraina: autopsia di un colpo di Stato", parte prima e seconda,
www.ossin.org,
http://www.ossin.org/ucraina/ucraina-autopsia-di-un-colpo-di-stato.html
http://www.ossin.org/ucraina/ucraina-autopsia-colpo-stato-parte-seconda.html


5. Policy Magazine, Vol.2,  n°1, Gennaio-Febbraio 2014, p.2,
http://policymagazine.ca/pdf/5/PolicyMagazineJanuary-February2014.pdf


6. Laura Stone, « Lunch with John Baird: not out for validation from ‘elites’ and why he’s scared of Iran », Global News 20 dicembre 2013,
http://globalnews.ca/news/1043271/lunch-with-john-baird-not-out-for-vindication-from-elites-his-leadership-ambitions-and-why-hes-scared-of-iran/


7. Yaroslav Baran, « Canada’s Place at Ukraine’s Euromaidan », Policy Magazine, Vol.2,  n°1, Gennaio-Febbraio 2014, p.24,
http://policymagazine.ca/pdf/5/PolicyMagazineJanuary-February2014.pdf


8. The Ukrainian Weekly, « For the record: WCFU appeals to President Bush, PM Mulroney », 1° settembre 1991, No. 35, Vol. LIX,
http://www.ukrweekly.com/old/archive/1991/359107.shtml


9. George Bush: « The President's News Conference With Prime Minister Mulroney of Canada in Kennebunkport, Maine », 26 agosto 1991, Online by Gerhard Peters and John T. Woolley, The American Presidency Project. University of California, Santa Barbara,
http://www.presidency.ucsb.edu/ws/?pid=19928


10. Kathryn Blaze Carlson, « Ukrainian-Canadians have a strong voice in Ottawa », The Globe and Mail, 1° febbraio 2014,
http://www.theglobeandmail.com/news/politics/ukrainian-canadians-have-a-strong-voice-in-ottawa/article16647646/


11. National Post, « When Ukraine became free », 26 aprile 2007,
http://www.canada.com/nationalpost/news/issuesideas/story.html?id=3395982e-3709-446a-bfac-3d24b6291b1c


12. Haran, Olexiy. « Disintegration of the Soviet Union and the U.S. Position on the Independence of Ukraine »,  Discussion Paper 95-09, Center for Science and International Affairs, John F. Kennedy School of Government, Harvard University, Agosto 1995,

http://belfercenter.ksg.harvard.edu/publication/2933/disintegration_of_the_soviet_union_and
_
the_us_position_on_the_independence_of_ukraine.html


13. Ufficio del Primo Ministro del Canada, « Le Premier ministre Harper félicite l'ancien Premier ministre Brian Mulroney, lauréat d'un prix remis à l'occasion d'un dîner ukrainien », 18 avril 2007,
http://www.pm.gc.ca/fra/nouvelles/2007/04/18/premier-ministre-harper-felicite-lancien-premier-ministre-brian-mulroney-0


14. Vedi riferimento 4.
 
15. Ian Traynor, « US campaign behind the turmoil in Kiev », The Guardian, 26 novembre 2004,
http://www.theguardian.com/world/2004/nov/26/ukraine.usa


16. Mark MacKinnon, « Agent orange: Our secret role in Ukraine », The Globe and Mail, 14 aprile 2007,
http://www.theglobeandmail.com/incoming/agent-orange-our-secret-role-in-ukraine/article1354140/?page=all


17. Canadian International Development Agency (CIDA), « Final Report of the Canadian Observers Mission to Ukraine », Maggio 2005,
http://archive.is/Afrxk#selection-579.0-579.57


18. Ibid.


19. Rassemblement pour la Culture et la Démocratie (RCD), « Le RCD participe à une mission d’études au Canada », 22 dicembre 2013,
http://www.rcd-algerie.org/details_article.php?Rid=167&Aid=1655&titre=Le%20RCD%20participe%20%E0%20une%20mission%20d%92%E9tudes%20au%20Canada


20. Vedi riferimento 16.
 
21. Official Website of the President of Ukraine, « Kateryna Yushchenko »,
http://archive.is/qNGvu#selection-573.1-573.20


22. The Kyiv Post, « Yushchenko's wife receives Ukrainian citizenship », 1° aprile  2005,
http://www.kyivpost.com/content/business/yushchenkos-wife-receives-ukrainian-citizenship-22542.html


23. Ufficio del Governatore generale del Canada, « Her Excellency the Right Honourable Adrienne Clarkson “The best of Canada: Whether patrolling the dusty streets of Kabul or saving the life of a school-bus driver in rural Ontario, Canadians always rise to the challenge” », 5 febbraio 2005,
http://archive.gg.ca/media/doc.asp?lang=e&DocID=4379


24. Liberal, « Liberal parliamentarians meet with Yaroslav Davydovych », 20 novembre 2009,
https://www.liberal.ca/press-release/liberal-parliamentarians-meet-with-yaroslav-davydovych/


25. Justin Raimondo, « The Orange Revolution, Peeled », Antiwar, 8 febbraio 2010,
http://original.antiwar.com/justin/2010/02/07/the-orange-revolution-peeled/


26. I24NEWS, « Ukraine: 15.000 manifestants rassemblés pour honorer la mémoire d'un nationaliste », 2 gennaio 2014,
http://www.i24news.tv/fr/actu/international/europe/140102-ukraine-15-000-manifestants-rassembles-pour-honorer-la-memoire-d-un-nationaliste


27. Doug Saunders, « Politicians keep going, but Canadian business gives up on Ukraine », The Globe and Mail, 26 ottobre 2010,
http://www.theglobeandmail.com/news/world/politicians-keep-going-but-canadian-business-gives-up-on-ukraine/article4190655/


28. Statistics Canada, « 2011 National Household Survey: Data tables »,
http://www12.statcan.gc.ca/nhs-enm/2011/dp-pd/dt-td/Rp-eng.cfm?TABID=2&LANG=E&APATH=3&DETAIL=0&DIM=0&FL=A&FREE=
0&GC=0&GID=1118296&GK=
0&GRP=0&PID=105396&PRID=0&PTYPE=105277&S=0&SHOWALL


29. Liliane Charrier, « Ukraine : le Canada au cœur de la révolte », TV5, 23 marzo 2014,
http://www.tv5.org/cms/chaine-francophone/info/Les-dossiers-de-la-redaction/Ukraine-2014/p-27795-Ukraine-le-Canada-au-coeur-de-la-revolte.htm


30. Wikipedia, « List of Ukrainian Canadians »,
http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_Ukrainian_Canadians


31. Frances A. Swyripa, « Canadiens d’origine ukrainienne », The Canadian encyclopedia, 4 aprile 2012,
http://www.thecanadianencyclopedia.ca/fr/article/ukrainian-canadians/


32. Ibid.


33. Marina Shevchuk, « Ukrainian Canadian population is on the rise », Ukrainien Vancouver, 14 marzo 2014,
http://ukrainianvancouver.com/eng/?p=706


34. Kathryn Blaze Carlson, « Ukrainian-Canadians have a strong voice in Ottawa », The Globe and Mail, 1° febbraio 2014,
http://www.theglobeandmail.com/news/politics/ukrainian-canadians-have-a-strong-voice-in-ottawa/article16647646/


35. Kathryn Blaze Carlson, « Canada makes strong commitment to Ukraine », The Globe and Mail, 28 février 2014,
http://www.theglobeandmail.com/news/politics/ottawa-supports-ukraines-territorial-integrity-in-face-of-russian-aggression/article17165279/


36. Wikipedia, « Ukrainian Canadian »,
http://en.wikipedia.org/wiki/Ukrainian_Canadian


37. Ukrainian Canadian Congress, « Who We Are »,
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38. Québec-Ukraine, « Adrienne Clarkson honore les Ukrainiens Canadiens », 31 agosto 2005,
http://www.quebec-ukraine.com/news/news_05_08_fr.html


39. Vedi riferimento 16.
 
40. Ukrainian Canadian Congress, « Paul Grod Named Among Top 80 Influencing Canadian Foreign Policy », 11 marzo 2013,
http://www.ucc.ca/2013/03/11/paul-grod-named-among-top-80-influencing-canadian-foreign-policy/


41. Associated Press and Canadian Press, « Russia slaps entry ban on 13 Canadian lawmakers, officials in retaliation for Ukraine sanctions », National Post, 24 marzo 2014,
http://news.nationalpost.com/2014/03/24/russia-slaps-entry-ban-on-13-canadian-lawmakers-officials-in-retaliation-for-ukraine-sanctions/


42. Ukrainian Canadian Congress, « Euromaidan »,
http://www.ucc.ca/euromaidan/


43. Ukrainian Canadian Social Services, « Donate to the Maidan (EuroMaidan) in Ukraine! »,
http://www.ucss.info/


44. Vedi riferimento 4.

45. Ewen MacAskill, « Ukraine crisis: bugged call reveals conspiracy theory about Kiev snipers », The Guardian, 5 marzo 2014,
http://www.theguardian.com/world/2014/mar/05/ukraine-bugged-call-catherine-ashton-urmas-paet


46. Unione degli studenti ucraini canadesi, « Euromaidan – The SUSK Perspective »,
http://susk.ca/2013/12/21/euromaidan-the-susk-perspective/


47. SUSKNational, « Euromaidan: The SUSK Perspective », Youtube, 21 décembre 2013,
https://www.youtube.com/watch?v=1MhGLNDfg6I


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http://www.acdi-cida.gc.ca/cidaweb/cpo.nsf/fWebCSAZFr?ReadForm&idx=00&CC=UA#countryonly


49. Revue parlementaire canadienne, « Le Programme parlementaire Canada-Ukraine », Vol 27, no 4, 2004,
http://www.revparl.ca/francais/issue.asp?param=163&art=1122


50. Ukrainian Echo, « UCC congratulates new chairman of Canada-Ukraine parliamentary friendship group Robert Sopuck », 11 luglio 2011,
http://www.homin.ca/news.php/news/8684/group/23


51. CBC News, « Judicial recounts expected in 2 ridings », 3 maggio 2011,
http://www.cbc.ca/news/politics/judicial-recounts-expected-in-2-ridings-1.995834


52. ePoshta, « About Ukrainian excessive individualism. How to overcome it? », 30 maggio 2011,
http://www.eposhta.com/newsmagazine/ePOSHTA_110530_CanadaUS.html#ed31


53. Ukrainian Echo, « Ukraine’s students return to parliament », 13 novembre 2013,
http://www.homin.ca/news.php/news/12716/group/23


54. Parlement du Canada, « Canada-Ukraine Parliamentary Program », Débats de la Chambre des communes, Déclaration de Mr. Peter Goldring, 4 novembre 2009,
http://www.parl.gc.ca/HousePublications/Publication.aspx?DocId=4208430&Language=E&Mode=1&Parl=40&Ses=2


55. CUPP Newsletter, « 2013 CUPP Interns », Autunno 2013, n°1,
http://www.katedra.org/LinkClick.aspx?fileticket=sQCz1y9tD4E%3D&tabid=74


56. CUPP 2011 Newsletter, « CUPP Interns », Autunno 2011, n°2,
http://www.katedra.org/LinkClick.aspx?fileticket=5bxxFhNzoFM%3D&tabid=74


57. LinkedIn, « Ustyna Mykytyuk »,
http://ua.linkedin.com/pub/ustyna-mykytyuk/47/566/a03


58. Peter Goldring, « Ukraine’s Euromaïdan 2013 », Euromaïdan 2013, n°175, dicembre 2013,
http://petergoldring.com/media/1220-PeterGoldring-Brochure.pdf


59. Steven Chase, « Globe in Kiev: Harper signals he wants Russia out of G8 during trip to Kiev », The Globe and Mail, 22 marzo 2014,
http://www.theglobeandmail.com/news/world/harper-arrives-in-kiev-as-first-g7-leader-to-stand-beside-new-regime-in-ukraine/article17626425/


60. Internet Encyclopedia of Ukraine, « Kuchma, Leonid »,
http://www.encyclopediaofukraine.com/display.asp?linkpath=pages%5CK%5CU%5CKuchmaLeonid.htm


61. Vedi riferimento 27.

62. Vedi riferimento 4.
 
63. Jacques N. Godbout, « Le Canada suspend sa participation au G8 de Sotchi et rappelle son ambassadeur à Moscou », 45e Nord, 1° marzo 2014,
http://www.45enord.ca/2014/03/canada-suspend-participation-g8-sotchi-rappelle-ambassadeur-moscou-stephen-harper-john-baird/


64. Le soir, « Poutine: l’envoi de troupes russes en Ukraine "pas nécessaire pour le moment" », 4 marzo 2014,
http://www.lesoir.be/484605/article/actualite/fil-info/fil-info-monde/2014-03-04/poutine-l-envoi-troupes-russes-en-ukraine-pas-necessaire-pour-moment


65. Radio-Canada, « Une manifestation a eu lieu devant l’ambassade de Russie à Ottawa », 4 marzo 2014,
http://ici.radio-canada.ca/regions/ottawa/2014/03/04/005-ottawa-manifestation-ukraine-ambassade-russie.shtml


66. Jean-François Bélanger, « Le Canada suspend ses relations militaires avec la Russie », Radio-Canada, 4 marzo 2014,
http://ici.radio-canada.ca/nouvelles/politique/2014/03/04/011-canada-suspend-activites-militaires-avec-la-russie.shtml


67. Peter Rakobowchuk, « Le Canada s'apprête à imposer des sanctions économiques à la Russie », La Presse, 7 marzo 2014,
http://www.lapresse.ca/international/dossiers/ukraine/201403/07/01-4745566-le-canada-sapprete-a-imposer-des-sanctions-economiques-a-la-russie.php


68. Gouvernement du Canada, Affaires étrangères, Commerce et Développement Canada, « Sanctions Économiques actuelles : Russie »,
http://www.international.gc.ca/sanctions/russia-russie.aspx?lang=fra


69. Bureau du Premier ministre du Canada, « Liste des sanctions », 17 marzo 2014,
http://www.pm.gc.ca/fra/nouvelles/2014/03/17/liste-de-sanctions


70. Mary Chastain, « Canada’s Stephen Harper Visits Ukraine, Wants Russia Out of G8 », Breitbart, 22 marzo 2014,
http://www.breitbart.com/Big-Peace/2014/03/22/Canada-PM-Harper-Visits-Ukraine-Wants-Russia-Out-of-G8


71. Vedi riferimento 41.
 
72. Sonja Puzic, « Canada 'united' with G7 on sending message to Russia: Harper », CTVNews, 25 marzo 2014,
http://www.ctvnews.ca/world/canada-united-with-g7-on-sending-message-to-russia-harper-1.1744673


73. Gouvernement du Canada, « Minister Day Announces Free Trade Talks with Ukraine », 22 settembre 2009,
http://news.gc.ca/web/article-en.do?m=/index&nid=484269


74. Vedi riferimento 59.
 
75. Philippe Bernard et Jean-Michel Bezat, « Ukraine : le gaz russe, arme à double tranchant », Le Monde, 8 marzo 2014,
http://www.lemonde.fr/europe/article/2014/03/08/ukraine-le-gaz-russe-arme-a-double-tranchant_4379867_3214.html


76. Anna Villechenon, « Le gaz russe, enjeu crucial pour l'Ukraine et l'Union européenne », Le Monde, 3 marzo 2014,
http://www.lemonde.fr/europe/article/2014/03/03/le-gaz-russe-enjeu-crucial-pour-l-ukraine-et-l-union-europeenne_4376476_3214.html


77. Ibid.


78. Jean-Jacques Mevel, « Obama prêt à livrer du gaz à l'UE pour casser l'emprise russe », Le Figaro, 26 marzo 2014,
http://www.lefigaro.fr/international/2014/03/26/01003-20140326ARTFIG00307-obama-pret-a-livrer-du-gaz-a-l-ue-pour-casser-l-emprise-russe.php


79. Office national de l’énergie, « Le gaz naturel au Canada : une nouvelle donne », mars 2010,
http://www.one-neb.gc.ca/clf-nsi/rnrgynfmtn/nrgyrprt/ntrlgs/ntrlgsdlvrblty20102012/fctsh1007-fra.html


80. Stéphane Parent, « Profiter de la crise ukrainienne pour vendre à l’Europe le pétrole de l’Ouest canadien », RCI Net, 28 marzo 2014,
http://www.rcinet.ca/fr/2014/03/28/profiter-de-la-crise-ukrainienne-pour-vendre-a-leurope-le-petrole-de-louest-canadien/


81. La Presse canadienne, « Baird: la crise en Ukraine montre la nécessité d’exporter le pétrole canadien », Le Devoir, 27 marzo 2014,
http://www.ledevoir.com/politique/canada/403862/baird-la-crise-en-ukraine-montre-la-necessite-d-exporter-le-petrole-canadien


82. Pierre Dubuc, « Ukraine : la politique étrangère pétrolière de Stephen Harper », L’Aut’Journal, 5 marzo 2014,
http://www.lautjournal.info/default.aspx?page=3&NewsId=5178


83. Pierre Terzian, « La crise énergétique ukrainienne », Le Monde, 31 marzo 2014,
http://www.lemonde.fr/idees/article/2014/03/31/la-crise-energetique-ukrainienne_4392491_3232.html


84. Jérôme Blanchet-Gravel, « Réflexions sur Sotchi et le "Russie bashing" », Le Huffington Post, 14 febbraio 2014,
http://quebec.huffingtonpost.ca/jerome-blanchet-gravel/sotchi-russie-bashing_b_4767731.html


85. Vedi riferimento 70.


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