ProfileAnalisi, dicembre 2015 - Ai bei tempi delle coalizioni, per il mondo arabo è un continuo sanguinare, un continuo piangere, una rovina senza fine (nella foto, rifugiati siriani in Iraq)

 

Ai bei tempi delle coalizioni
Ahmed Bensaada
 
 
Rifugiati siriani al posto di frontiera di Peshkhabour a Dahuk (430 km a nord-ovest di Baghdad, Iraq), il 20 agosto 2013
(AP / Hadi Mizban)
 
 
Da un quarto di secolo il mondo arabo vive al ritmo delle coalizioni.
 
E, di coalizione in coalizione, sprofonda sempre più nella regressione, nel caos e nella desolazione. Di coalizione in coalizione, questo mondo ha subito solo massacri, spoliazioni, esodi e rovine. Di coalizione in coalizione, il sangue di centinaia di migliaia di arabi è colato a fiumi, alimentando non solo l’odio degli Arabi tra di loro, ma anche tra gli Arabi e gli Occidentali.
 
Eppure, di coalizione in coalizione, proprio gli Occidentali ci avevano promesso una semina, grazie alle loro armi sofisticate e alle bombe intelligenti, di Democrazia, Pace e Prosperità, e anche di Diritti umani e Libertà di espressione.
 
Al contrario, di coalizione in coalizione, interi paesi arabi sono stati distrutti e la tanto attesa Democrazia è stata rimpiazzata da una dottrina che incoraggia l’arte di mangiare i cuori e tagliare le teste.
 
Eppure, di coalizione in coalizione, i benpensanti ci avevano promesso di lottare contro l’asse del male, il jihadismo sanguinario e l’orribile terrorismo…
 
Al contrario, di coalizione in coalizione, dal 2002 al 2014, il numero di morti provocati dagli attentati terroristi è cresciuto del 4500% !
 
Eppure, di coalizione in coalizione, i Grandi del mondo ci avevano garantito un futuro migliore, crescita culturale e prosperità economica.
 
Al contrario, di coalizione in coalizione, il solo futuro palpabile è stato quello dell’esodo, la sola cultura che si è radicata è stata quella degli attentati-suicidi, la sola prosperità quella dei campi profughi e della distruzione del patrimonio ancestrale.
 
Di coalizione in coalizione, si è riusciti a offrire al mondo arabo una stagione nuova, avvolta in carta fiorata, per darle un’aria giovanile, per farla bella, per farne una “primavera”.
 
Al contrario, mai una stagione è stata più funesta: 1,4 milioni di vittime (morti e feriti), 833 miliardi di dollari di danni e un numero astronomico di postumi, impressi per sempre nei corpi, negli spiriti e negli ideali.
 
Di coalizione in coalizione, si sono visti dei coalizzati finanziare il terrorismo, promuovere il jihadismo e armare i dissidenti.
 
Di coalizione in coalizione, si sono visti dei coalizzati partecipare allo sfruttamento abusivo del petrolio, al saccheggio dei tesori archeologici e alla distruzione delle infrastrutture del mondo arabo.
 
Di coalizione in coalizione, sono state fomentate le guerre inter-religiose, esacerbati gli scismi, l’islam è stato infangato e i mussulmani demonizzati.
 
Di coalizione in coalizione, sono stati aperti camini di transumanza umana attraverso le terre, fino a frontiere recintate da filo spinato, e attraverso i mari, fino a una spiaggia dove un bambino con un pullover rosso si è accasciato, gli occhi fissi sulla sabbia umida, per non vedere più la crudeltà degli uomini.
 
Ai bei tempi delle coalizioni, per il mondo arabo è un continuo sanguinare, un continuo piangere, una rovina senza fine.
 
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