ProfileIntervento, ottobre 2016 - Immaginate che una potente magia trasferisca qualcuno di voi al tempo dei Romani, trasformandolo in un druida che vive nella brumosa Britannia, un antenato del saggio Merlino, abbastanza intelligente da comprendere che qualcosa non funziona più nell’Impero romano...

 

Cassandra Legacy, 2 ottobre 2016 (trad. ossin)
 
L’imperatore e il druida
Ugo Bardi
 
Avete mai sognato di vivere in epoca romana? Sì, in quel tempo antico e glorioso, quando i Romani avevano conquistato tutto il mondo conosciuto e si mantenevano al potere con le loro legioni, le loro leggi e la loro cultura. Ma se qualcuno di voi fosse stato un antico romano, avrebbe dovuto sapere che c’era un problema: l’Impero romano è stato spesso minacciato da ribellioni o dai barbari. E, siete comunque persone del XXI° secolo, nostalgiche di quei tempi antichi, sapete quindi che alla fine l’Impero è crollato. Sapete che Roma è stata conquistata e saccheggiata, che le legioni romane sono state sconfitte e disperse, che le strade romane si sono perse e sono state dimenticate. In questo modo è stata scritta la storia, ma era davvero inevitabile? O sarebbe stato possibile che un imperatore saggio avesse potuto fare qualcosa per evitare tutto questo?
 
Questo testo faceva in origine parte del libro che ho scritto, “The Seneca Effect”, dove serviva a dimostrare come le nuove tecnologie possono aggravare i problemi, piuttosto che risolverli. Poi il libro ha preso una forma e una struttura nella quale questo pezzo non ci stava più, dunque l’ho tagliato e oggi ve lo offro in forma di articolo.
 
 
Allora immaginate che una potente magia trasferisca qualcuno di voi in quei tempi remoti, trasformandolo in un druida che vive nella brumosa Britannia, un antenato del saggio Merlino, abbastanza intelligente da comprendere che qualcosa non funziona più nell’Impero romano. Voi dunque lo sapete che è tradizione tra i druidi di allertare i re e i capi sui pericoli in arrivo. Dopo tutto, essendo persone del XXI° secolo, sapete che anche Merlino lo fece per re Artù. Dunque anche voi vorreste fare lo stesso per l’imperatore romano. Vorreste utilizzare le conoscenze che vi vengono dal fatto di essere del XXI° secolo per salvare l’impero.
 
Immaginiamo che questo druida viva durante l’età aurea dell’Impero, l’epoca degli imperatori saggi. E immaginiamo che l’imperatore saggio del momento sia Marco Aurelio, l’imperatore filosofo che ci ha lasciato riflessioni che ancora oggi leggiamo. Dunque il nostro druida proveniente dal futuro lascia la sua città di Eburacum (che oggi chiamiamo York), nella brumosa Britannia, per recarsi a Roma. E’ preceduto dalla sua fama e, quando giunge a Roma, l’Imperatore lo riceve, felice di potere incontrare un simile uomo saggio in viaggio da una provincia remota dell’Impero. Dunque il druida è di fronte all’Imperatore. Quest’ultimo ha un’aria saggia, anche lui con la sua barba grigia e la sua solenne toga trabea, tinta di porpora sacra, come si addice a un imperatore regnante.
 
Come potrebbe utilizzare, un druida che viene dal XXI° secolo, le sue conoscenze per aiutare Marco Aurelio a salvare l’Impero? Forse avrebbe detto qualcosa del genere.
 
    Saluti, Imperatore, dalla lontana Britannia! Saluti da un druida che più d’uno considera saggio. Mio caro Marco, ho fatto tutta questa strada da Eburacum a Roma per darle dei consigli; ascolti le mie parole! L’Impero è in difficoltà, in grande difficoltà. Le miniere d’oro dell’Iberia non producono più in abbondanza, come hanno fatto per lungo tempo, e le casse dello Stato si svuotano. E, senza sufficiente oro e argento per pagare i legionari, le legioni non avranno più un numero sufficiente di uomini. E il popolo dell’Impero soffre sotto il peso delle imposte necessarie a mantenere in efficienza le fortificazioni che proteggono l’Impero dai suoi nemici. Imperatore, le legioni hanno sempre meno uomini, il popolo è sempre più povero e le fortificazioni meno sicure. E i barbari che vivono oltre i confini dell’Impero sono tanti e bellicosi, e ogni giorno diventano sempre più numerosi e bellicosi. Imperatore, se lei non farà qualcosa, un giorno i barbari assaliranno le fortificazioni, sconfiggeranno e disperderanno le legioni e poi metteranno sotto assedio e conquisteranno Roma. E il grande impero romano non sarà più.
 
    Ma, imperatore, io so tante di quelle cose, che ho appreso grazie ai miei poteri di druida, e queste mie conoscenze potranno aiutare l’Impero! Per prima cosa, posso dirvi che vi sono grandi terre dall’altro lato dell’oceano. E’ un lungo viaggio fino lì, ma se lei invierà delle navi verso quelle terre lontane, potrà trovare oro in abbondanza e rimpinguare le casse dell’Impero, e con questo oro potrà pagare i legionari, e l’esercito romano sarà di nuovo forte come ai tempi antichi. Posso poi dirle, imperatore, che nel paese da cui provengo vi sono delle pietre nere che bruciano (il carbone, ndt). E queste pietre nere sono incredibilmente abbondanti. Se lei potesse inviare gente per aprire delle miniere, con queste pietre nere potrebbe costruire delle grandi macchine metalliche che, a loro volta, permettono di costruire delle macchine più grandi e ancora più grandi. E queste macchine sono in grado di fare il lavoro di moltissimi uomini, e portare la prosperità all’Impero. E, infine, imperatore, posso rivelarle come creare una polvere che brucia; e brucia così rapidamente da produrre un gran rumore e un enorme spostamento d’aria. E questa polvere può servire per prendere fuoco all’interno di un tubo metallico. E, se da un lato questo tubo è chiuso e dall’altro aperto, si potrà inserire una palla di piombo nel tubo, e lo scoppio proietterà la palla velocissimamente e a grande distanza. Questa palla può uccidere le persone e con questa arma le sue legioni potranno facilmente sconfiggere i barbari. Ecco la sapienza che io le porto, imperatore.
 
L’imperatore lo guarda perplesso. Accarezza la sua barba grigia per un certo tempo. Poi parla: 
 
    Druida, vedo che lei sa molte cose, e talune di esse suscitano davvero meraviglia ad ascoltarle. E forse, druida, lei è davvero saggio come alcuni dicono. Tuttavia credo di potere affermare che le sue conoscenze forse non sono saggezza, dopo tutto. Mi permetta di dirle qualcosa a proposito di quanto propone. Prima di tutto, può essere vero che esistono altre terre dall’altro lato del Grande Oceano. E può essere anche vero che ci sia dell’oro in quelle terre. Ma, druida, v’è dell’oro anche in terre molto più vicine, e lei dovrebbe sapere che il mio predecessore, il buon imperatore Traiano, che dio benedica la sua memoria, tentò di invadere la terra che chiamiamo Dacia [la Romania, NdT], proprio per impossessarsi dell’oro che noi sappiamo esservi là. E lei deve sapere, druida, che le legioni romane si sono battute per un lungo periodo e si sono coperte di gloria conquistando quelle terre e hanno portato molto oro a Roma. Ma, druida, mi lasci dire anche che l’impegno profuso è stato grandissimo e che la quantità di oro che si è potuta portare a Roma non era tanto grande da giustificare quella conquista. E dunque, se procurarsi dell’oro in un paese vicino è stato così difficile e costoso, quanto impegno ci vorrà per procurarcelo in un altro paese tanto più lontano, dall’altro lato dell’oceano, come lei propone?
 
    Mi lasci poi dire, druida, qualcosa sulle grandi macchine che lei propone di costruire e di alimentare utilizzando queste pietre nere, di cui conosco l’esistenza nelle remote regioni della Britannia. Sì, forse sarebbe possibile. Ma sarebbe necessario il lavoro di molti uomini per gli scavi. Dovremmo indebolire le nostre fortificazioni o sottrarre uomini all’agricoltura per fare ciò? E per trasportare qui le pietre, avremo bisogno di una flotta di navi? Ma questa flotta è già impegnata nel trasporto del grano a Roma, per nutrire i Romani. E, se mandassimo questa flotta in Britannia per caricare le pietre nere e trasportarle a Roma, che cosa mangeranno I Romani? Dovrebbero mangiare pietre?
 
    E infine, Druida, a proposito di questi tubi metallici capaci di uccidere a distanza; sì capisco che potrebbe essere un’arma potente. Ma, druida, che cosa impedirebbe ai nostri nemici, i barbari, di procurarsi anche loro questi tubi e usarli contro di noi? E se dovessero veramente costruirne di più grandi, li utilizzerebbero per far crollare le grandi muraglie che difendono l’Impero e la città di Roma?
 
L’imperatore continua ad accarezzarsi la barba mentre guarda l’ospite. Resta in silenzio per un po’, e ha l’aria assai solenne, avvolto nella sua toga purpurea.
 
    Druida, io comprendo che lei è sincero nel dirmi queste cose e sembra davvero che lei intenda aiutare l’Impero. Penso però che questa sua asserita saggezza non sia utile all’impero e che possa essere addirittura dannosa per esso. E, Druida, lei deve comprendere che io sono l’imperatore dei Romani e che ho il potere di vita e di morte su tutti nella città di Roma e in tutto l’Impero. E se uso il mio potere è per proteggere l’Impero dalle cose che considero pericolose per l’Impero. Dunque penso che dovrò usare questo potere per farle tagliare la testa, in modo che le cose che lei sa non costituiscano più un pericolo per l’Impero. Ma essendo io un filosofo, non lo farò. Ma mi consenta di farla scortare nel suo viaggio di ritorno fino a Eburacum, nelle remote regioni di Britannia, dove credo che resterà per sempre e da cui non ritornerà mai più.
 
 
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