ProfileIntervento, marzo 2017 - Una terra incantata si stende da nord a sud tra la Germania e la Russia. Il suo perfido incanto sta in un paradosso: chiunque abbia tentato di possederla, è sparito dalla carta politica del mondo...

 

Cont.ws, 4 gennaio 2017 (trad. ossin)
 
La maledizione dell’Europa dell’est
Vit
 
Una terra incantata si stende da nord a sud tra la Germania e la Russia. Tutto il suo incanto sta in un paradosso terribile, perfido: chiunque si sia impadronito di queste terre o vi abbia solo tentato, in quello stesso momento ha cominciato inesorabilmente a indebolirsi, fino a sparire dalla carta politica del mondo. Ecco queste terre notevoli e violentemente maledette: l’Estonia, la Lettonia, la Lituania, la Polonia, la Cechia, la Slovacchia, la Slovenia, l’Ungheria, la Bulgaria, la Romania, la Croazia. Da amare e apprezzare
 
 
Chi non ha tentato di assoggettarle? I Tedeschi, i Russi, perfino i Francesi con Bonaparte in testa … Ma che fine hanno fatto? L’Impero austro-ungarico, l’Impero russo, l’Unione Sovietica sono entrati fieramente in queste contrade, bandiere al vento e mezzi cingolati. Sono stati accolti coi fiori e le salve, ma di notte sparavano loro alla schiena e le rivolte erano infinite. Il conquistatore di turno, desideroso di assicurarsi la lealtà di questi popoli, investiva soldi e risorse e, col lavoro dei propri ingegneri, costruiva per questi ingrati fabbriche, palazzi, scuole, ponti e strade. Ma era come se nulla fosse, il malcontento continuava a crescere.
 
Rapidamente si capiva che il possesso di queste terre serviva solo a ricavarne danni, ma oramai non ci si poteva tirare indietro. Gli insolenti autoctoni esigevano sempre di più, ricevevano maggiori assicurazioni e cominciavano a guardare ostensibilmente in direzione del concorrente geopolitico del loro padrone: questo ci promette di più, dunque è tempo di ritirarsi. Alla fine, durante il cataclisma mondiale che ne seguiva, la guerra o la rivoluzione, sempre si ritiravano, lasciando il loro ex sfortunato conquistatore solo, coi suoi rimorsi e un debito esorbitante. E attualmente è la nostra simpatica e amata Unione europea ad essere inciampata in questo rastrello est-europeo.
 
I funzionari europei, come idioti mai rimasti scottati, hanno democraticamente abbracciato questi Europei appena usciti, «liberati dall’occupazione sovietica». Li hanno gratificati tre volte di seguito, nel 2004, nel 2007 e nel 2013. Gli euro-burocrati hanno guardato con tanta tenerezza le economie così bene organizzate (grazie al denaro sovietico) di questi nuovi fratelli in UE e hanno subito calcolato mentalmente i guadagni che avrebbero fatto con le privatizzazioni e lo sfruttamento successivo dell’eredità sovietica. Un’eredità che questi paesi sbadati hanno ricevuto gratuitamente dalla nefasta Unione Sovietica per divorzio. Gli Europei da poco convertiti contraccambiavano, perché era amore vero… per il livello di vita ovest-europeo e per la prosperità apparente.
 
Tuttavia l’ex campo socialista ha molto presto, addirittura subito, spiegato ai suoi nuovi padroni che, se ama qualcuno, è solo per soldi, e anche in banconote di grosso taglio. Gli Europei dell’Ovest non si sono molto meravigliati, visto che nella UE la prostituzione è legittima, e hanno offerto denaro, veramente tanto. Secondo il rapporto pubblicato sul sito web della compagnia KMPG, negli anni dal 2007 al 2015, sono stati trasferiti ai paesi dell’Europa centrale e dell’est 17.589 miliardi di Euro dal bilancio europeo (vedi la tabella).
 
 
Ma non è tutto. Nel 2007, quando i Tedeschi, i Francesi e altri hanno acconsentito all’amore provvisorio per denaro, ritenevano ingenuamente che i loro investimenti avrebbero cominciato a dare frutti già nel 2015-2016. Ma non è stato così. Nel 2013 i «giovani Europei» hanno nuovamente persuaso i loro nuovi padroni a sganciare altri 167,1 miliardi di Euro. (Una cifra volutamente sottostimata, si parla di sovvenzioni per diversi programmi che oltrepassano i 200 miliardi). Vale a dire che, per ognuno dei primi 13 anni di questo felice matrimonio (naturalmente d’amore), l’Europa dell’Ovest ha pagato ai suoi congiunti dell’Est 343 miliardi in cambio della fedeltà coniugale! La somma, in sé già astronomica, deve calcolarsi in relazione ai costi dell’UE nel suo insieme. La popolazione dell’UE ammonta a più di 507 milioni, la regione dell’Europa centrale e dell’Est, che ha una popolazione di soli 96 milioni di abitanti, ha ricevuto più della metà delle sovvenzioni UE ! Affascinante, Signori e Signore, questo vi ricorda il passato sovietico? Lo stesso rastrello visto dall’altro angolo visuale.
 
Avete davvero creduto che i nostri bravi non fratelli Ucraini avrebbero ridotto la loro patria a brandelli, massacrato migliaia di concittadini, solo per riuscire a indossare la biancheria intima della collezione «Victoria secret»? No, il calcolo era semplice come un mattone. Se Bruxelles ha versato a spese dell’erario tutti questi soldi a quei bifolchi dei Polacchi ed Estoni, perché l’Ucraina dovrebbe essere da meno? Con la sua popolazione dichiarata di 45 milioni, Kiev contava, valutandola probabile, su una somma dai 70 ai 100 miliardi per i suoi begli occhi. E questo solo per cominciare. Per i primi tempi. Che vuole questa Russia coi suoi 15 miliardi di dollari di crediti (!) promessi a Janukovyc, dall’altra parte ci daranno tutto gratis! Ah, che sogno… Forse presto accoglieranno il regime senza visto di ingresso… un giorno o l’altro …
 
Se qualcuno ha pensato che questa generosità inedita abbia reso l’ex campo socialista una vetrina del capitalismo unito europeo, devo deluderlo: no, per niente. Il principale risultato è stato la deindustrializzazione accelerata e, di conseguenza, una mancanza cronica di denaro. Le officine e le fabbriche vengono chiuse, e chi pagherà le imposte? E i nostri amati Est-Europei hanno nuovamente fatto scivolare la mano nelle tasche ovest-europei, contrattando debiti di Stato direttamente con banche europee o altri organismi di credito, garantiti dalla stessa Bruxelles, per l’ammontare ancora più astronomico di 572 miliardi di Euro! Il totale del debito con l’estero tocca gli 810 miliardi! Laddove nel 2007, secondo Eurostat, non superava i miseri 319 miliardi. Di modo che, in dieci anni, più di 432 miliardi di danaro europeo, sia direttamente (euro-sovvenzioni), sia in forma di garanzie (crediti) sono spariti nel «buco nero» che si chiama Europa centrale e dell’Est. Un’ ampiezza da far girare la testa…
 
Per quanto il paradiso finanziario dovrebbe durare fino al 2020, la popolazione dei confini orientali dell’Europa, presentendo misticamente una catastrofe imminente che si avvicina, fugge in massa il più lontano possibile. Se nel 2007, secondo lo stesso Eurostat, questi paesi contavano 106,5 milioni di abitanti, nel 2015 questa cifra è scesa a 96 milioni. Dieci milioni evasi in 8 anni! E questo spopolamento cresce.
 
Passiamo adesso all’atto finale del nostro dramma: «Corsa a piedi di Bruxelles sul rastrello est-europeo». Gli euro-burocrati si illudono che continueranno a beccarsi il peggio dei «giovani Europei» fino al 2020, quando cominceranno a mungerli. Per quanto sono ingenui questi di Bruxelles, come i cavoletti omonimi, li si può anche un po’ compiangere! Noi, i Russi, noi sappiamo bene che quella gente là non ha mai pagato niente a nessuno. Diversi devono aver percepito negli ultimi tempi dei fatti stranamente familiari nelle repubbliche orientali della UE. Proprio come nell’URSS a partire dal 1985. I principini locali con le loro duma di boiardi hanno cominciato a brontolare ed a fare apertamente la fronda lasciando chiaramente intendere che la legge della Commissione europea non li riguarda. La Polonia ribolle da quasi un anno. L’Ungheria la Cechia, la Slovacchia hanno eletto presidenti che non solo ignorano ostentatamente gli affronti di Berlino o Parigi, ma hanno la faccia tosta di guardare apertamente dalla parte del Cremlino e di fare complimenti a Putin! Si capisce bene che è facciata, perché poi firmano sanzioni (contro la Russia) al primo fischio. Ma nell’URSS del 1985, tutto ciò è cominciato proprio con la facciata, e come è andata a finire? Appena Berlino e Parigi chiederanno ai nostri affascinanti ex vicini del campo socialista di mettere mano alla borsa, tutta quella gente scivolerà dalla UE come una pasta dentifricia dal suo tubetto per tentare di incollarsi a qualcun altro.
 
Infatti la tragedia dell’Europa dell’Est non viene né da magia nera né da malocchio. Se si trattasse di questo, potrebbe essere guarita da stregoni o maghi praticanti, e non costerebbe nemmeno troppo caro. L’Europa dell’Est, salvo forse la Cechia, è un territorio di zavorra, popolato da milioni di individui dalle pretese esagerate. Di zavorra, perché non c’è niente; né risorse naturali, né tecnologie uniche, né produzioni o agricoltura imponenti, né vie di transito. Le pretese esagerate degli abitanti di questi territori dipendono dai tanti tentativi dell’Est e dell’Ovest di schierarli ognuno dalla propria parte. Insomma, li abbiamo viziati. Gli autoctoni est-europei credono di essere il vero centro dell’Europa, di modo che tutti quanti loro attorno dovrebbero aspirare con passione a guadagnarsi le loro grazie.
 
Da notare che è estremamente pericoloso frequentare quei ragazzi. Guardate, gli Ucraini hanno avuto da ridire coi Polacchi, e adesso tutti devono loro qualcosa. La Russia deve agli uni e l’UE agli altri, e gli USA devono a tutti e due. E perfino alcuni Bielorussi cominciano ad essere contagiati dal virus dell’esclusività: li si sente dire che sarebbero dei «Russi migliori» e, per questo motivo, la Russia deve loro…
 
Una conclusione semplice si impone: non bisogna assolutamente conquistarli o, Dio ci guardi, liberarli. Nell’uno e nell’altro caso si diventerebbe loro debitori e si sarebbe costretti a chiedere loro scusa. Che vivano da se stessi, fieri di sé, e va bene così. Che sia un problema della UE – e noi ci godremo questo film – quando i Bruxellesi cercheranno di convincerli, non solo a restare in famiglia, ma a pagare per questo. Forse anche con una sorta di nostalgia.
 
 
 
 
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