ProfileAnalisi, 18 marzo 2018 - Non si è cercato di approfondire la vicenda della spia russa avvelenata nel Regno Uniti, il caso, seguitissimo dai media, è stato gonfiato a più non posso (nella foto, il premier Theresa May)   

 

Sputnik, 15 marzo 2018 (trad.ossin)
 
La smisurata punizione della Gran Bretagna contro la Russia: perché il mondo è disorientato
Viktor Marakhovsky
 
Non si è cercato di approfondire la vicenda della spia russa avvelenata nel Regno Uniti, il caso, seguitissimo dai media, è stato gonfiato a più non posso. Solo nove giorni sono trascorsi tra l’incidente nella città di Salisbury e le terribili rappresaglie internazionali
 
Il premier britannico, Theresa May
 
Adesso, riprendiamo fiato e torniamo sulle tappe di questo scandalo supersonico.
 
La sera del 4 marzo, vicino ad una pizzeria nella campagna Britannica, un uomo anziano e una ragazza sono stati trovati in stato di incoscienza. Già nella mattinata del 5 marzo, tutti sapevano che l’uomo era un ex colonnello del GRU (Glavnoe razvedyvatel'noe upravlenie, letteralmente: Direzione principale per l'informazione, ovvero i Servizi di informazione dell'esercito russo, ndt) ed ex spia britannica, e la donna, sua figlia.
 
Ventiquattro ore dopo, il 7 marzo, la polizia era riuscita appena ad accertare che Skripal era stato avvelenato da un « gas nervino », ma il ministro britannico degli Affari esteri, Boris Johnson, aveva già rilasciato una dichiarazione per dire che la vicenda « assomigliava » all’uccisione di Alexandre Litvinenko, e per minacciare una reazione « ferma » se fosse stata accertato « un coinvolgimento della Russia ».
 
Quattro giorni dopo, il 12 marzo, il primo ministro britannico, Theresa May, annunciava che gli scienziati britannici avevano identificato il veleno: assomiglia al « Novichok », prodotto in URSS negli anni 1970. Solo la Russia ne possiede la formula, ha detto. Senza indugio, May ha posto un ultimatum alla Russia, perché fornisse una spiegazione completa ed esaustiva dell’avvelenamento di Skripal entro la mezzanotte del 13 marzo. E poi, ha detto, decideremo se la Russia è il male assoluto o ha solo perso il controllo delle sue armi chimiche.
 
Se la spiegazione non fosse stata giudicata sufficientemente convincente, l’incidente avrebbe dovuto essere considerato come l’equivalente di un attacco contro il Regno Uniti, con tutte le conseguenza che questo avrebbe comportato.
 
La Russia, sorprendentemente, non ha fatto tutto il possibile per dare una spiegazione alla vicenda, dopo un ammonimento così solenne e pubblico. Intervistato dalla BBC, il presidente Vladimir Putin ha piuttosto raccomandato al Regno Unito di « sbrogliare la vicenda » da sé, prima di disturbare una importante Potenza nucleare. Il Ministero degli Affari esteri russo ha chiesto cortesemente alle autorità britanniche, conformemente alla Convenzione sulle armi chimiche, di avere accesso ai documenti dell’inchiesta, di ottenere un campione dell’agente nervino o, almeno, qualche informazione concreta.
 
Il Regno Unito ha ovviamente ignorato totalmente questa richiesta umiliante di conformarsi alle norme internazionali.
 
Nel frattempo, il mondo scopriva che May aveva un po’ mentito. Da un lato, la Russia ha distrutto il suo stock di armi chimiche da molto tempo, anticipando i tempi (al contrario degli Stati Uniti, che sono ancora in possesso delle loro armi chimiche). Dall’altro, l’inventore del gas nervino Novichok è emigrato negli Stati Uniti da una ventina di anni; dieci anni fa ha pubblicato un libro nel quale descrive i precursori del gas nervino. La sostanza, attualmente, non è affatto coperta da un segreto rigido. E così di seguito.
 
Nel frattempo ancora, il Regno Unito ha ricevuto attestati di solidarietà: i primi a farlo incondizionatamente sono state le Tigri baltiche e la Polonia (sorprendente sarebbe stato il contrario). Poco dopo – e meno incondizionatamente – la Francia e la Germania « hanno espresso il loro sostegno ». Rex Tillerson, il segretario di Stato USA, è stato l’ultimo a dichiarare il proprio appoggio alla povera vittima britannica. Ma la cosa non conta, perché poi stato licenziato qualche ora dopo.
 
Nel frattempo ancora, il ministero britannico degli Affari esteri ha diffuso un penoso video di propaganda, la cui tesi principale era che la Russia vuole « minare l’ordine mondiale ».
 
Dato che i sornioni cosacchi non hanno risposto all’ultimatum allo scadere della mezzanotte del 13 marzo, May ha riunito il Consiglio di sicurezza nazionale.
 
E mercoledì il mondo ha visto quel che ha visto.
 
I giochi erano fatto: Skripal è stato avvelenato dalla Russia, ha detto May. Abbiamo dato alla Russia la possibilità di fornire spiegazioni, ma essa non l’ha colta. Il fatto è che la Russia si è ingerita dovunque con l’aiuto dei suoi pirati informatici, le sue forze armate e la sua propaganda (si possono quasi sentire i deputati gridare « non dimentichiamo l’esplosione dell’aereo MH17 ! ») E’ giunto il tempo di rispondere in modo fermo e deciso, ha aggiunto. Espelleremo 23 diplomatici russi (I deputati : « Espelli anche l’ambasciatore, si ingerisce e influenza »). Annulleremo anche l’invito rivolto al Ministro russo degli Affari esteri Sergueï Lavrov. La famiglia reale non andrà alla Coppa del Mondo e non sarà presente una delegazione governativa (i deputati : « Perché non togliere l’intera Coppa del Mondo alla Russia ? »). No, questo non è possibile.
 
Ma discuteremo della nostra mutua indipendenza energetica con l’Europa (i deputati : « Se Berlino è nostro alleato deve bloccare il Nord Stream 2 ! »). Convocheremo una riunione della NATO per discutere della questione (« Trema Russia ! »). Si potrebbe perfino cominciare a sequestrare i beni dello Stato russo dicendo che vengono utilizzati contro il nostro paese. L’economia russa è solo la metà della nostra, indeboliamola ancora di più (siamo curiosi di sapere dove May ha trovato queste cifre, dato che l’economia russa raggiunge i due terzi di quella del Regno Unito in termini di PIL, e che, in termini di potere di acquisto, è due volte più grande di quella della Gran Bretagna). In ogni caso, con l’aiuto del mondo intero, impediremo alla Russia di attaccarci.
 
Applausi, ovazioni, i deputati hanno trovato la loro nuova Dama di ferro.
 
Ho solo riassunto i fatti e non ho inventato niente.
 
E adesso, ecco le mie prime conclusioni.
 
Gli internauti di tutto il mondo – dal Signor Pinco Pallo a Julian Assange – si fanno beffe di May e si chiedono quali prove abbia, se ne ha. Disegni ingiuriosi e poesie diffamatorie circolano su di lei nell’internet russa. L’Internet britannica invece ha inventato, per prenderla in giro, l’agente nervino « Brexichok » e dicono che con esso May avvelena il Regno Unito. Qualcuno – chiaramente un agente russo – osa chiedere « perché i Russi avrebbero dovuto avvelenare un traditore che ha già trascorso diversi anni nelle prigioni russe? E perché farlo subito prima delle elezioni russe? ». 
 
E che dire delle indagini? La risposta a tutte le domande è la stessa: « La Russia mette in pericolo l’ordine mondiale ».
 
I leader dell’Europa occidentale ci informano cortesemente che non va per niente bene usare armi chimiche e che la vicenda esige un’inchiesta approfondita ed esaustiva. Invitano la Russia a « parteciparvi ».
 
Il Ministero russo degli Affari esteri chiede, intanto, che qualcuno di questi grandi personaggi si legga la Convenzione sulle armi chimiche e operi in conformità col diritto internazionale.
 
Gazprom ha annunciato la chiusura del suo ufficio londinese e la cessazione delle sue attività.
 
E gli analisti, ovviamente, sono a disposizione per fornire opinioni su « che cosa è successo? » e « perché si ridicolizzano in questo modo? ».
 
Quanto a noi, vogliamo solo evidenziare un aspetto della questione, le ragioni dello sfasamento che tali sviluppi hanno provocato in tutto il mondo. Il mondo è scioccato dallo scarto tra il modo in cui percepiva il Regno Unito e il modo in cui si comporta in questa contingenza. Se, invece del Regno Unito, fosse l’Ucraina a comportarsi in questo modo, o uno di quei paesi che tutti già consideriamo folli, a nessuno sarebbe importato.
 
Ecco, questo è tutto. I nostri cliché – che sono attivamente promossi dalla cultura di massa britannica – dipingono questo quadro: i Britannici sono forse riservati in apparenza, ma a Londra ci sono signore e gentiluomini incredibilmente subdoli,  faceti e caustici; segretamente, senza convulsioni né isteria, ma con molta ironia, essi guidano il mondo.
 
Ora esce fuori che nella realtà assomigliano più a Monty Python (un gruppo di comici britannici, ndt), con forse un sottofondo musicale di Benny Hill. La Dama di Ferro grida: « O mio dio! Qualcuno ha avvelenato la spia! ». La Dama di Ferro emette un precipitoso ultimatum. Frinio di grilli.
 
La Dama di Ferro chiede a Berlino di annullare il gasdotto e alla NATO di fare qualcosa. Perfino i grilli tacciono.
 
Tutto questo può sembraci sorprendente, ma è del tutto normale. La storia contiene molti esempi di grandi culture che sopravvivono alla decadenza del paese che le ha create. Per esempio i Romani dell’antichità, grandi ammiratori della cultura greca, non si capacitavano della pochezza dei Greci del loro tempo; e Mark Twain fu colpito dalla differenza tra l’Italia delle opere d’arte e dei musei e l’Italia che vedeva nella realtà.
 
E viviamo nel XXI secolo, in cui convivono due Gran Bretagna: una vera, dove il Primo ministro fa l'isterica e agisce con logica comica – e un'altra, una Gran Bretagna immaginaria, dove ancora superuomini vestiti di tweed bevono il tè con distinzione e tramano diaboliche cospirazioni.
 
 
 
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