ProfileAnalisi, 30 luglio 2019 - Che cosa è il Deep State (lo Stato Profondo), che negli Stati Uniti - e non solo - detta l'agenda di governo a prescindere da chi sia il presidente in carica e dal colore della sua amministrazione ? E che ruolo formidabile hanno auvo razzisti come Cecil Rhodes nella storia dell'intera umanità?   

 

The Duran, 3 maggio 2019 (trad.ossin)
 
Le origini dello Stato profondo in America del Nord – 1/6
Matthew Ehret
 
La crescita dell’influenza del Round table e il caso doloroso del Canada (1864-1945)
 
" Due sistemi si confrontano nel mondo; quello che mira ad accrescere la percentuale di persone e di capitale impegnata nel commercio e nei trasporti, e quindi a diminuire quella di chi produce le merci da negoziare, con effetti negativi per i lavoratori; e un altro che cerca di accrescere la proporzione impegnata nella produzione e diminuire quella impegnata nel commercio e nei trasporti, con effetti positivi per tutti, assicurando ai lavoratori buoni salari e ai proprietari del capitale buoni profitti ... Il primo tende verso la guerra universale; l'altro verso la pace universale. Il primo è il sistema inglese; l'altro potremmo essere orgogliosi di chiamarlo il sistema statunitense, poiché è l'unico che sia mai stato concepito per migliorare la condizione umana in tutto il mondo. "
 
-Henry C. Carey (consigliere di Lincoln), Harmony of Interests , 1856
 
 
La mano britannica dietro lo stato profondo di oggi
 
Con l’elezione di Donald Trump nel Novembre 2016, è diventato chiaro che gli Stati Uniti non sono quello che molti pesavano fossero. Di colpo, per la prima volta dopo l’assassinio di John F. Kennedy nel 1963, non c’erano più gli Stati Uniti, ma piuttosto due forze contrapposte al loro interno, tanto che viene da chiedersi: «quali sono i veri Stati Uniti, e che cosa Trump ha veramente riattivato?»
 
Trump, un uomo politico che non apparteneva all’establishment tecnocratico, e che diceva durante la campagna elettorale di voler lavorare con la Russia e con la Cina, di volerla fare finita coi regime change, di voler eliminare gli effetti dannosi del NAFTA, di voler rilanciare la missione spaziale dell’era JFK, e che si proponeva perfino di ripristinare la legge Glass-Steagall.
 
Un indizio di quello che si proponeva di rappresentare può essere cercato nella sua difesa del «Sistema statunitense» quando affermava: «E’ quello che volevano i nostri Fondatori. I nostri più grandi leader – compresi George Washington, Hamilton, Jackson e Lincoln – concordarono tutti sul fatto che, perché gli Stati Uniti fossero una nazione forte, dovevano essere una grande nazione manifatturiera».
 
E’ presto diventato evidente che la struttura dello Stato Profondo che si era mobilitata per evitare il ritorno al Sistema statunitense non era nemmeno statunitense, come molti credevano, ma piuttosto di una ascendenza imperiale puramente britannica. Stato Profondo di ascendenza britannica che ha operato anche contro dei nazionalisti britannici come Jeremy Corbyn. Finì che si scoprì che l’Impero britannico non era affatto sparito dopo la Seconda Guerra Mondiale, ma che si era trasformato, per effetto di un incredibile gioco di prestigio, dopo la morte prematura di Franklin Delano Roosevelt nel 1945.
 
Come è successo? In che modo e per quali motivi è nato questo Stato Profondo? C’è sempre stato, o vi sono momenti chiave della storia che possano esserci utili per scoprire le sue origini e il modo in cui ha preso il controllo degli USA e delle altre nazioni?
 
Possiamo utilizzare un’importante chiave di lettura per scoprire i segreti della presa di controllo sugli Stati Uniti (e sull’Europa), partendo dalla prospettiva di una lotta tra i sistemi sociali britannico e statunitense (ciascuno dei quali rappresenta molto più delle nazioni britannica e statunitense considerati in se stesse). Per far ciò esploreremo lo strano caso del Canada.
 
Che cos’è il Canada, questa «strana monarchia americana, in parte britannica e in parte americana» ? Nel migliore dei casi, il paese è stato tirato su dalle migliori tradizioni costituzionali americane (citate da Donald Trump più sopra) e, nel peggiore, ha funzionato da piattaforma per diffondere gli intrighi britannici nel mondo, come dimostrano gli assassinii (il cui ordine è partito da Montreal) dei leader del Sistema statunitense Abraham Lincoln nel 1865, e John F. Kennedy nel 1963. Al giorno d’oggi, questi intrighi sono guidati da borsisti della Fondazione Rhodes, come Chrystia Freeland, e dalla più moderna versione della Round table di Ben Rowswell, che hanno insieme giocato ruoli di primo piano nella situazione in Venezuela, nella protezione dei fascisti in Ucraina, e nel progressivo avanzamento della NATO verso la Russia e la Cina.
 
E’ giunto il momento di tirar fuori alcuni scheletri dall’armadio.
 
Il Sistema statunitense di Lincoln diventa globale
 
Lo sforzo del Canada di esistere come nazione sovrana è schiacciato da due visioni opposte dell’umanità, vale a dire il sistema di organizzazione sociale britannico e quello statunitense. Come spiegava il grande economista Henry C. Carey, quando era consigliere politico di Abraham Lincoln, il Sistema statunitense è stato concepito per diventare un sistema mondiale che operi tra nazioni sovrane, per il progresso e distribuendo benefici reciproci a ciascuno. Alla fine del XIX secolo, l’idea del Sistema statunitense era diffuso tra gli uomini di Stato e tra i patrioti del mondo intero, disgustati dall’antico sistema britannico del libero-scambio, che aveva sempre tentato di mantenere il mondo diviso e di garantire il monopolio britannico. Questa visione di un mondo post-coloniale venne illustrata dal primo governatore del Colorado William Gilpin, alleato di Lincoln, che vagheggiava un mondo collegato da ferrovie che attraversassero tutti i continenti, e organizzato intorno al collegamento ferroviario dello stretto di Bering. E’ quanto si può leggere nella sua opera a grande tiratura del 1890 The Cosmopolitan Railway.
 
Sebbene i propagandisti britannici abbiano fatto di tutto per mantenere viva nell’animo dei suoi sudditi l’illusione del carattere sacro del Sistema britannico, l’indiscutibile miglioramento della qualità della vita e la creatività espresse dal Sistema statunitense dovunque fosse stato applicato erano difficili da tenere nascoste… soprattutto in colonie come il Canada, che avevano a lungo sofferto di una identità frammentata e di sottosviluppo, quale prezzo della loro lealtà all’Impero britannico.
 
In Germania, lo Zollverein (unione doganale) di ispirazione statunitense aveva permesso, non solo di unire una nazione divisa, ma di elevarla a un livello di capacità produttiva e di sovranità che superava il potere monopolistico della Compagnia britannica delle Indie orientali. In Giappone, alcuni ingegneri statunitensi davano una mano ad assemblare linee ferroviarie finanziate dal sistema bancario nazionale e da una tassa di importazione, al tempo dell’imperatore Meiji.
 
 
In Russia, Sergei Witte, adepta del Sistema statunitense, ministro dei trasporti e ascoltato consigliere dello zar Alessandro II, rivoluzionò l’economia russa grazie ai treni statunitensi che percorrevano le strade ferrate transiberiane. Per l’influenza esercitata da Witte e da altri estimatori del sistema statunitense, lo zar Nicola II approvò il collegamento ferroviario dello stretto di Bering nel 1905. Purtroppo un tragico capriccio del destino ne impedì la realizzazione.
 
Perfino l’impero ottomano venne preso da un’ansia di progresso: venne avviata la costruzione della linea ferroviaria Berlino-Bagdad come primo passo di un audace programma di modernizzazione del sud-est asiatico.
 
Il Sistema statunitense viene apprezzato anche in Canada
 
In Canada, gli ammiratori di Lincoln e Henry C. Carey trovarono il loro portavoce nella persona di Isaac Buchanan, grande statista ammiratore del Sistema statunitense (1). Buchanan fu investito delle più elevate funzioni del Dominio canadese quando, nell’aprile 1864, il nuovo governo MacDonald-Taché lo nominò presidente del Consiglio esecutivo della Repubblica del Canada. Egli si oppose fermamente al programma imperiale di George Brown e, più tardi, del primo ministro John A. MacDonald, che considerava, al pari di tutti gli altri patrioti, come nemici dell’indipendenza e del progresso del Canada. La politica che Buchanan propugnò quando era al culmine della sua influenza, è descritta nel suo discorso del 1863 :
 
«L’adozione da parte dell’Inghilterra di questo principio trascendentale [il libero-scambio] le ha fatto perdere quasi tutte le colonie, e il tentativo insensato di farne il principio dell’Impero britannico gliele farà perdere tutte. Anche se pretende di avere un’intelligenza eccezionale, la Scuola di Manchester è, quanto a classe, ignorante delle cose del mondo e priva di principi patriottici. […] Come conseguenza necessaria di questa legislazione inglese, il Canada pretende due cose: 1. Un Zollverein americano, e 2. Che il Canada mantenga la sua neutralità in caso di guerra tra Inghilterra e Stati Uniti» (2)
 
Mentre l’unione doganale – modellata sullo Zollverein di Friedrich List, economista tedesco adepta del Sistema statunitense, e presentata da Buchanan – venne temporaneamente accantonata durante l’operazione nota come Articoli della Confederazione nel 1867, tornò però all’ordine del giorno nel 1896, con l’elezione di Wilfrid Laurier, alla carica di Primo Ministro del Canada. Fu solo nel 1911 che la politica di unione doganale di Laurier, un fervente ammiratore di Abraham Lincoln, finalmente fu attuata. Laurier sapeva da molto tempo che gli interessi del Canada non erano conciliabili col programma anti-americano di MacDonald, che accresceva semplicemente la dipendenza del Canada dalla madre patria, ma che erano piuttosto legati a quelli del vicino del Sud. Il suo programma di reciprocità proponeva la riduzione dei diritti doganali con gli Stati Uniti, soprattutto nel campo agricolo, ma si proponeva anche di elettrificare e industrializzare un Canada che avrebbe dovuto assicurare la sussistenza di 60 milioni di persone in due decenni. Con la collaborazione dei suoi ascoltati consiglieri Adam Shortt, Oscar Skelton e, poi, William Lyon Mackenzie King, Laurier manovrava nel campo minato dei suoi nemici britannici, attivi nel teatro canadese attraverso la loggia massonica orangista di Ontario e, più tardi, attraverso l’insidiosa Round table.
 
I tentativi di Laurier di attuare il Trattato di reciprocità del 1911, che istituiva il libero-scambio tra le economie nord-americane unite contro il dumping britannico di beni a basso costo, sarebbero falliti. Infatti, dall’Ordine orange alla Round table, ogni possibile risorsa venne attivata dai Britannici per provocarne il fallimento definitivo, e provocare la caduta del governo liberale di Laurier, e la sua sostituzione col governo conservatore di Sir Robert Borden. (3)
 
Laurier delinea la situazione canadese dopo questi fatti:
 
«Il Canada è attualmente governato da una giunta con sede a Londra, conosciuta col nome di «Round table», con ramificazioni a Toronto, Winnipeg e Victoria. I conservatori e i liberali ricevono le loro idee da Londra, e le impongono surrettiziamente ai rispettivi partiti» (4)
 
Due anni prima che Laurier lanciasse questo allarme, il fondatore della Round table, Lord Milner scriveva a uno dei suoi complici per spiegare il pericolo strategico che rappresentava il programma americano di Buchanan e Laurier :
 
«Delle tre prospettive possibili: 1. Unione imperiale più stretta, 2. Unione con gli Stati Uniti, e 3. Indipendenza, io credo fermamente che il vero pericolo sia la seconda. Non credo che gli stessi Canadesi ne abbiano coscienza. […] Sono incredibilmente immaturi in materia di riflessione politica sulle grandi questioni, e capiscono a mala pena quanto possano essere potenti le influenze… » (5)
 
Senza partire dalla lotta esistenziale tra i due Sistemi più su descritti, e dalla creazione della Round table da parte di una nuova generazione di imperialisti britannici in risposta alla vittoria internazionale di Lincoln in coincidenza col fallimento dell’Impero Britannico, nessun Canadese potrebbe onestamente capire che cosa influenza il suo paesaggio culturale e politico. Questo saggio si propone quindi di mettere in luce alcuni dei principali attori di questo capitolo della storia universale. Mi auguro che la capacità di giudizio del lettore ne risulterà rafforzata, in modo che il pensiero critico necessario ad aiutare il Canada e il mondo a venir fuori dall’oscura situazione attuale, possa ancora avere qualche effetto.
 
La Round table : il razzismo cambia volto ma non la sostanza
 
La Round table ha svolto la funzione di una piattaforma intellettuale delle operazioni internazionali di restaurazione del controllo dell’Impero britannico, ed ha assunto diverse incarnazioni nel corso del XX secolo. Ha lavorato in tandem con il Coefficients club, la Fabian society, e il Rhodes Trust, e i membri di queste istituzioni sono continuamente passati dall’una all’altra. Di questa cabala, lo storico Carrol Quigley dell’Università di Georgetown scriveva nella sua opera postuma «Anglo-American Establishment » [pdf] 6 :
 
«Questa organizzazione è ben riuscita a mimetizzarsi, e molti dei suoi esponenti, soddisfatti di possedere il potere reale piuttosto della sua apparenza, sono sconosciuti perfino ai più esperti della storia britannica. Ciò è tanto più sorprendente, tenuto conto che uno dei più frequenti metodi di lavoro di questo gruppo è stata la propaganda. Si deve a questo gruppo il Raid Jameson del 1895, la guerra dei Boeri del 1899-1902, la creazione della Fondazione Rhodes che a tutt’oggi controlla, l’Unione sud-africana nel 1906-1910, la nascita del periodico sudafricano The State nel 1908, la fondazione del periodico dell’Impero britannico The round table nel 1910 – che resta ancor oggi l’house organ del gruppo -, un’esclusiva e potente influenza sui college All Souls, Balliol, e New College d’Oxford per più di una generazione, il controllo del Times per più di 50 anni – con l’eccezione del periodo 1919-1922 -, la diffusione dell’idea e del nome di «Commonwealth britannico delle nazioni» dal 1908 al 1918, una importante influenza sull’amministrazione di guerra di Lloyd George dal 1917 al 1919, il controllo della delegazione britannica durante la Conferenza di pace del 1919, un profondo coinvolgimento nella formazione e nella gestione della Società delle nazioni e nel sistema dei mandati, la fondazione dell’Istituto reale degli affari internazionali nel 1919 – ancora oggi sotto il suo controllo – un’influenza predominante sulla politica britannica verso l’Irlanda, la Palestina e l’India dal 1917 al 1945, una profonda influenza sulla politica di pacificazione con la Germania nel corso degli anni 1920-1940, un amplissimo controllo sulle fonti e sugli scritti di storia dell’Impero britannico e di politica estera dopo la guerra dei Boeri». (7)
 
Nel 1910, la Round table venne «ufficialmente» riconosciuta come artefice ideologico delle politiche e del paradigma della nuova «classe dirigente» imperialista impegnata nella salvezza dell’Impero britannico nella forma di una «Federazione imperiale». Per comprenderne la genesi occorre risalire a qualche decennio prima, al 1873-1874. In quegli anni, un giovane canadese, George Parkin, diede a Oxford una conferenza sull’unione imperiale considerata come un sacro dovere per tutti gli Anglo-sassoni. Dagli storici di Oxford, Parkin viene generalmente descritto come «l’uomo che ha cambiato lo spirito dell’Inghilterra».
 
1873-1902, l’Impero sull’orlo del collasso: riorganizzarsi o perire
 
In quello stesso periodo, un gruppo di intellettuali imperiali riuniti intorno al « X Club », fondato nel 1865 da Thomas Huxley, Matthew Arnold, Herbert Spencer e Joseph Hooker, ebbe l’incarico di rivedere le strutture ideologiche di controllo dell’Impero britannico che si erano dimostrate obsolete. Ognuno avrebbe dovuto specializzarsi in specifiche discipline, favorendo le interpretazioni gradualiste del cambiamento per contrastare le tesi dei salti creativi. Questo programma venne applicato col duplice obiettivo di: 1) salvare l’Impero al collasso, e 2) gettare le basi di una nuova religione scientifica ispirata al modello profondamente materialista proposto da Charles Darwin, e postulando che la selezione naturale è all’origine dell’evoluzione e della differenziazione delle specie.
 
 
Quando Herbert Spencer, il co-fondatore dello X Club, teorizzò il «darwinismo sociale» come logico sviluppo del sistema Darwin alle vicende umane, non era per propugnare un «liberalismo illuminista contrapposto ai dogmi ignoranti della religione», come la raccontano tanto spesso i più noti storici della scienza. Al contrario, la «rivoluzione scientifica» avviata dallo X Club altro non faceva che riciclare un’idea vecchia come Babilonia: il controllo delle masse da parte di un regime oligarchico, sotto copertura di un nuovo tipo di «dittatura scientifica». Se, tuttavia, la ragione creatrice è manifestamente in grado di elevare le condizioni di vita dell’umanità, incoraggiando nuove scoperte e le tecnologie applicate, come intende fare il sistema di economia politica statunitense, come potrebbe il mondo accettare ancora le condizioni di asservimento mentale e politico imposte dagli imperialisti nell’ambito di una competizione contro la decrescita dei rendimenti?
 
Questa era la sfida alla quale i giovanotti di Oxford si preparavano a dedicare le loro energie creative, utilizzando il pensiero «scientifico» propugnato dallo X Club di Thomas Huxley, al servizio delle famiglie oligarchiche dirigenti dell’Europa. Come tutti i giovani di Oxford dell’epoca, anche George Parkin venne molto influenzato dalle idee di questa rete, che utilizzò per giustificare la predominanza «ineluttabilmente e scientificamente naturale» del forte sul debole e, in questo caso, la dominazione della razza dei padroni anglo-sassoni sui popoli inferiori della terra. E’ il messaggio che si può leggere nella sua opera “Imperial Federation” del 1892 :
 
«Le nazioni hanno bisogno di tempo per crescere, ma ci sono periodi in cui, come la fioritura a lungo ritardata di certe piante, o come quando una soluzione chimica si cristallizza, si creano nuove forme con una estrema rapidità. Vi sono buone ragioni per credere che la nazione britannica attraversi oggi un periodo di questo tipo. Per questo è urgente creare un corpus di opinione pubblica sana sulle relazioni tra le diverse parti dell’Impero». (8)
 
Teorizzando il pericolo del collasso del sistema britannico alla luce dei movimenti nazionalisti ispirati al Sistema statunitense, Parkin continuava chiedendosi :
 
«La nostra capacità di organizzazione politica ha toccato il limite massimo? Per l’Impero britannico è la questione più importante. In tutta la gamma delle possibili variazioni politiche possibili, non vi è questione più importante, non solo per il nostro popolo, ma per il mondo in generale, del sapere se l’Impero britannico resterà un’entità politica […] o se, cedendo alle forze centrifughe, accetterà di dividere il flusso della nostra vita nazionale in diversi canali distinti». (9)
 
Alfred Milner, uno dei contemporanei di Parkin a Oxford, ha svolto il ruolo del cattivo e del catalizzatore della Round table. Egli riconobbe a Parkin il merito di avere dato un senso alla sua vita in quel momento (10). Nel 1876 Cecil Rhodes, un altro contemporaneo di Milner e Parkin, lasciò Oxford per fare fortuna in una piantagione di cotone in Africa del Sud. Tuti e tre questi personaggi erano fortemente influenzati da John Ruskin, capo del ramo «artistico» dei servizi di intelligence britannico guidati dalla «Pre-Raphaelite society».
 
La fortuna ammassata da Rhodes col cotone si moltiplicò in grazie di diverse iniziative nell’industria dei diamanti dell’Africa del Sud, e ciò gli permise di ottenere un potere politico e una ricchezza colossali, che determinarono la sua nomina a Primo Ministro di Città del Capo e la sua iniziativa di fondare la Rhodesia. Gli attuali cartelli minerari che saccheggiano l’Africa con sede a Londra (Rio Tinto, De Beers e Lonrho), e l’eredità dell’Apartheid che ha segnato gran parte della storia dell’Africa del Sud sono i due aspetti della dolorosa eredità che Rhodes ha trasmesso alla nostra generazione.
 
 
Tra il 1876 e fino a quando diventò Alto Commissario in Africa del Sud nel 1897, il percorso di Milner si distanziò leggermente da quello di Rhodes. Egli venne reclutato da William T. Stead, il redattore capo della Pall Mall Gazette, di cui diventò poco dopo editore associato. La funzione della Gazette era esposta nel Vangelo di Pall Mall, un breve mansionario al quale tutti i dipendenti di Stead dovevano adeguarsi: «La Federazione dell’Impero britannico è la condizione della sua sopravvivenza. […] Come Impero noi dobbiamo federarci o perire». Il Vangelo sosteneva anche che gli Stati Uniti e la Gran Bretagna avrebbero dovuto «coalizzarsi» in un «destino ineluttabile» (11). Il ruolo giocato dal Pall Mall nel coordinare una visione coesiva dell’Impero è stato il modello seguito da Milner e dai suoi quando assunsero la direzione dei periodici del gruppo della Round table. Stead venne ufficialmente reclutato per il grande progetto lanciato nel 1889 da Rhodes e dal suo sponsor Lord Rothschild. Quando Stead uscì di prigione – dove era stato richiuso a causa di un’inchiesta sulla prostituzione minorile, che realizzò anche “acquistando” direttamente una minorenne a dimostrazione della veridicità delle sue denunce -  e trovò il suo giornale in gravi difficoltà finanziarie, venne chiamato per la prima volta da Cecil Rhodes, un ammiratore di lunga data del suo giornale in Africa del Sud. Stead scrise a sua moglie in toni estatici:
 
«Il signor Rhodes è il mio genere di uomo ! Ho appena avuto una conversazione di tre ore con lui. Quanto al giornale, ha idee molto migliori di quelle che io abbia mai avute. Non posso spiegarvi il progetto, perché è assolutamente segreto. Ma si tratta di milioni. Non sapeva che occorrono 250.000 sterline per lanciare un giornale, ma intanto mi ha regalato 20.000 sterline per comprare un’azione della P.M. Gazette. Le sue idee parlano di Federazione, di espansione e di consolidamento dell’Impero. […] Gli sono piaciuto. Mi ha detto cose che non aveva mai detto a nessuno – salvo a Lord Rothschild, e ha insistito perché accettassi le 20.000 sterline senza chiedermi niente in cambio, senza ricevuta; solo per garantirmi maggiore libertà sulla Gazette. Tutto questo sembra una favola…» (12)
 
Quigley dimostra che Milner e Stead diventarono elementi attivi del programma di Cecil Rhodes. Ma quale era il programma? In una serie di sette testamenti redatti tra il 1879 e il 1901, Rhodes – un razzista senza vergogna – espone i suoi progetti per la riconquista del mondo e l’indottrinamento delle giovani élite:
 
«Formiamo lo stesso tipo di società, una Chiesa per l’espansione dell’Impero britannico. Una società i cui membri sparsi ai quattro angoli dell’Impero britannico lavoreranno a un solo obiettivo, a una sola idea. Bisognerebbe che questi membri siano piazzati nelle nostre università e nelle nostre scuole, e che i giovani inglesi passino per le loro mani. Forse uno solo su mille avrà le capacità e la sensibilità per un simile obiettivo. Bisognerebbe metterlo alla prova in tutti i modi possibili, valutarne la tenacia, l’eloquenza, il disprezzo per i dettagli materiali; e se va bene, sceglierlo e impegnarlo con un giuramento di fedeltà al suo paese per tutta la vita. Se non ha mezzi, dovrà essere sostenuto finanziariamente dalla Società, per poi spedirlo nella parte dell’Impero che si riterrà utile».
 
In un altro testamento, Rhodes fornisce maggiori dettagli:
 
«Per e verso la creazione, la promozione e lo sviluppo di una società segreta, il cui vero obiettivo e oggetto saranno l’estensione del dominio britannico in tutto il mondo, la colonizzazione da parte di sudditi britannici di tutte le terre nelle quali i mezzi di sostentamento siano accessibili con l’energia, il lavoro e l’iniziativa, e soprattutto l’occupazione da parte di coloni britannici di tutto il continente africano, della Terra Santa, della valle dell’Eufrate, delle isole di Cipro e Creta, di tutta l’America del Sud, delle isole del Pacifico non ancora sotto il dominio della Gran Bretagna, di tutto l’Arcipelago malese, delle isole vicine alla Cina e al Giappone; [e] il ritorno definitivo degli Stati Uniti d’America nell’Impero britannico». (13)
 
La Fondazione Rhodes fu creata nel 1902, alla morte del suo fondatore, con l’obiettivo di indottrinare discepoli di talento per impossessarsi del mondo e riconquistare l’America. Alcuni storici hanno sostenuto che, se Rhodes non è tornato sul progetto di creare una società segreta nei suoi due ultimi testamenti, deve essere perché «l’aveva lasciata maturare», per poi abbandonarla. Però il professor Quigley sottolinea che tale interpretazione, fatta da storici «autorizzati», è una bufala, come testimonia l’osservazione rivelatrice di George Parkin nel suo libro The Rhodes Scholarship, pubblicato nel 1912 : «E’ essenziale ricordare che queste ultime volontà non differiscono da quelle precedenti, e che non si tratta di un tardivo ripensamento, come qualcuno ha supposto, ma era la conseguenza del fatto che si era oramai realizzato il sogno di tutta una vita perseguito con costanza». (14)
 
Alla morte di Rhodes, George Parkin diventò il primo direttore della Fondazione Rhodes nel 1902, lasciando l’incarico di direttore dell’Upper Canada College (1895-1902). Posto al quale Parkin designò Edward Peacock, professore all’Upper Canada College, che fu nominato amministratore e promotore di quelle che diventarono le filiali canadesi della Round table. Mentre preparavano la caduta del primo ministro Wilfrid Laurier, e il fallimento del Trattato di reciprocità del 1911, questo gruppo reclutò vari giovani studenti di talento, sfruttando le loro presenze universitarie. Il modello della Round table faceva perno su di un organismo centrale di coordinamento con sede a Londra, e sezioni strategicamente collocate in tutto il Commonwealth per offrire una visione e una voce alla giovane e talentuosa «classe dirigente superiore» di un Impero britannico riformato. A Parkin e a Peacock si unirono Lord Alfred Milner, Sir Arthur Glazebrook, W.T. Stead, Arthur Balfour e Lord Nathan Rothschild col ruolo di co-amministratori.
 
Operando di concerto con gli eugenetici della Fabian Society di Sidney e con Beatrice Webb, Balfour aveva fondato la prima Conferenza internazionale di eugenetica nel 1912, con la collaborazione di reclute entusiaste come il giovane membro della Round table Winston Churchill. Sir Francis Galton, cugino di Charles Darwin e fondatore dell’eugenetica, morì poche settimane prima di poter pronunciare il discorso inaugurale della conferenza. La Fabian society e l’organizzazione gemella The Coefficients club presentarono altri eminenti eugenetici come Bertrand Russell, Halford Mackinder, H.G. Wells e George Bernard Shaw, poi Harold Laski e John Maynard Keynes (vedi l’allegato sul ramo eugenetico della Fabian Society). Le liste dei membri dell’una e dell’altra organizzazione si sovrappongono frequentemente. (15)
 
Gran parte del lavoro sporco fatto dal movimento originario della Round table fu l’opera principale di un gruppo di giovani oxfordiani che avevano fatto un avvio di carriera nella gestione degli affari imperiali con Milner, durante la repressione della sollevazione dei Boeri del Transvaal dal 1899 al 1902. Philip Kerr e Lionel Curtis ebbero l’incarico di coordinare le sezioni canadesi di questo vivaio da Londra (con Parkin e Peacock al comando dal Canada). Mentre Oxford era stata per secoli un centro di indottrinamento delle giovani élite, ora col programma della Fondazione Rhodes si avviava un nuovo livello di standardizzazione. Esso offriva borse di studio a giovani talenti soprattutto reclutati nelle nazioni anglo-sassoni che Rhodes desiderava mettere insieme sotto uno stesso ombrello di arianesimo. La Fabian society creò la London School of Economics (LSE) con gli stessi obiettivi. Sia la LSE che Oxford lavorarono mano nella mano per formare gli agenti del cambiamento imperiale lungo tutto il XX secolo. (16)
 
Seguendo le proprie inclinazioni, ciascuno degli studenti selezionati si vedeva offrire una borsa di studio all’Università di Oxford oltre ad un generoso stipendio e un tappeto rosso per accedere ai livelli superiori delle reti oligarchiche. Ogni studente tornava nel suo paese natale, ardendo dal desiderio di raggiungere gli obiettivi dell’Impero britannico e di far progredire la «gestione scientifica della società». I loro talenti andavano ad esprimersi sia nelle funzioni elettive, che nelle altre funzioni pubbliche, nei media, nelle carriere legali, nel settore privato e nell’insegnamento universitario. Nella maggior parte dei casi, questi studenti hanno applicato la teoria fabiana della «permeazione» : pazientemente permeando tutti i livelli delle strutture di controllo sociale, onde modellare la percezione e condizionare le strutture simboliche, per allontanare le masse dal progresso e dall’amore per la verità, impegnandole in una lotta materialistica per la sopravvivenza. Ogni anno è stata accordata una borsa di studio a ciascuna delle province candesi (a eccezione dell’Isola Principe Edoardo) e 32 agli Stati Uniti. A oggi, circa 7.000 borse di studio sono state accordate, con una crescente apertura verso i paesi non ariani, allo scopo di realizzare l’agenda imperiale.
 
Il milneriano Vincent Massey e la rinascita dell’oligarchia canadese
 
Mentre l’esperienza canadese è stata a lungo frenata dalle sue tendenze lealiste anti-repubblicane, alimentate da sistemi oligarchici come il Family compact (17), il Canada non ha mai avuto una classe dirigente autonoma come è stato per la Gran Bretagna. Fino ad oggi, l'oligarchia londinese, fedele alle tradizioni babilonesi, vede nella Corona imperiale la "fonte di tutti gli onori" da cui emana tutta l'autorità legale e effettiva in tutto il Commonwealth. Questo è stato il modello su cui sono state modellate diverse generazioni dell'oligarchia canadese. Allo stesso modo, l'oligarchia americana tende a seguire un modello simile di organizzazione con le famiglie reclutate dagli agenti della Corona come i Rockefeller, i Morgan, Harriman e Duponts che hanno semplicemente costruito i loro valori e costumi di comportamento attorno al sistema guidato dalla Corona britannica, e non rappresentano nulla di intrinsecamente "americano". Tutti i tentativi di leggere la storia con la chiave di lettura di "una cospirazione di banchieri internazionali" o persino di "imperialismo americano", senza tenere conto del ruolo svolto dall'Impero britannico sono quindi destinati al fallimento.
 
Una delle figure chiave della rete Rhodes per la formazione del carattere e della struttura dell’oligarchia canadese, oltre che della cultura di massa del Canada, è un uomo di nome Vincent Massey. Genero di George Parkin che, fedele alla regola darwiniana della «alleanza tra i migliori», sposò le sue quattro figlie ad altrettanti dirigenti della Round table e di Oxford. Massey era membro della ricca dinastia Hart-Massey e diventò uno dei primi soci della Round table, lavorando al fianco del co-fondatore della filiale canadese Arthur Glazebrook alla nascita di una succursale in Ontario nel 1911. Glazebrook ammirava talmente Parkin da chiamare suo figlio George Parkin di Twenebroker. Egli stesso borsista della Fondazione Rhodes al college Balliol, Glazebrook collaborò alla guida del gruppo con Massey verso la fine degli anni 1930, e diventò capo dei servizi segreti canadesi durante la Seconda Guerra Mondiale. L’11 agosto 1911, quando Massey entrò come studente a Balliol, Arthur Glazebrook scrisse una calorosa lettera di raccomandazione a Milner :
 
“Ho dato questa lettera di presentazione a un giovane di nome Vincent Massey. Ha circa 23 o 24 anni, molto benestante ed entusiasta di dare un prezioso contributo alla Round Table, nell’ambito dei gruppi junior ... Sta andando a Balliol, per un corso di storia della durata di due anni, dopo essersi già laureato alla Toronto University. Pensa poi di rientrare in Canada e di intraprendere qualche lavoro serio, o come professore d’università o in qualche attività non lucrativa. Mi sono davvero molto affezionato a lui e spero che gli concederai un colloquio. Penso che sia così importante entrare in contatto con questi giovani canadesi di prim'ordine, e so quale ascendente tu sai avere sui giovani. Vorrei che acquisisse tutte le conoscenze per poter diventare un milneriano convinto». (18)
 
Tornato in Canada, Massey fece una rapida carriera nei ranghi della Round table. Nel 1925, diventò il Consigliere privato della Corona. Nel 1926, guidò una delegazione alla Conferenza imperiale nel corso della quale il suo compagno della Round table, Lord Balfour, fece adottare la Dichiarazione Balfour che serviva ad attenuare le velleità nazionaliste che agitavano molte colonie in lotta per l’indipendenza. Dal 1926 al 1930, Massey fu poi Primo rappresentante del Canada (vale a dire ambasciatore) negli Stati Uniti, da dove coordinò i servizi segreti che dipendevano dal Council on Foreign Relations. Claude Bissel, biografo ufficiale di Massey (e presidente dell’Università di Toronto dal 1958 al 1971), dice che, durante il suo soggiorno a Washington, Massey venne spesso invitato alla «The House of Truth» (la casa della verità), una roccaforte delle idee della Round table negli Stati Uniti, che ospitava luminari come Walter Lipmann, Felix Frankfurter, Loring Christie, Eustace Percy, e invitava spesso altre personalità di primo piano come McGeorge Bundy e il giudice della Corte Suprema Oliver Wendell Holmes. La maggior parte di queste persone erano degli eugenetici convinti affiliati al Council on Foreign Relations (ramo americano dell’istituto reale degli affari internazionali) e sostenitori del programma di un «Impero anglo-americano» a guida britannica. Gli Oxfordiani Loring Christie e Hume Wrong vennero entrambi reclutati per conto di Massey proprio in questo periodo, e giocarono un ruolo importante nella presa di controllo sulla politica estera del Canada nel dopoguerra. Il padre di Hume, George Wrong, era anch’egli un membro influente dell’esecutivo della Round table canadese e un sostenitore di Massey.
 
Dopo l’esperienza di Washington, Massey fu anche Presidente della Federazione liberale del Canada (1932-1935), poi Alto Commissario del Canada a Londra (1935-1946). Poco dopo ebbe l’incarico di mettere in piedi una seconda serie di Commissioni reali (1949-1951) finalizzate a distruggere qualsiasi sentimento filo-americano ancora presente nei cuori, nello spirito, nelle strutture politico-artistico-scientifiche, o nelle attività economiche del Canada, e a ricostruire l’identità canadese a partire da un’immagine deformata. Questa operazione ebbe un ulteriore effetto; sgravare le Fondazioni Rockefeller e Carnegie dal carico finanziario per l’elaborazione dell’identità canadese (19). Come ricompensa del lavoro svolto, Massey divenne poi il primo Governatore generale nato in Canada (1952-1959). Nel corso della sua carriera, fu anche Governatore dell’Upper Canada College e dell’Università di Toronto, e fondò nel 1962 una università ispirata al modello All Souls, il Massey College. Come All Souls, il Massey College funge da nodo di coordinamento centrale per le varie operazioni svolte nelle principali università del Canada.
 
Sfruttando le sue varie cariche politiche, Massey fece del suo meglio per collocare il maggior numero possibile di agenti delle reti della Round table e della Fondazione Rhodes in posti di primo piano, o in ambito politico-amministrativo o in quello di controllo culturale e universitario. In quello stesso periodo, negli Stati Uniti, i borsisti della Fondazione Rhodes si erano infiltrati in diversi posti influenti, con un interesse tutto particolare per il Dipartimento di Stato. Si trattava di prepararsi a prendere in mano la gestione del New Deal rooseveltiano alla prima occasione, e trasformarlo in un incubo keynesiano. Queste operazioni portarono ad un terzo tentativo dell’Impero britannico di realizzare un programma dopo due precedenti fallimenti nel 1902 e nel 1933 (20). E’ interessante di passare brevemente in rassegna i primi due, prima di proseguire nell’esposizione. (segue)
 
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Note:
 
1. Robert D. Ainsworth, The American System in Canada, The Canadian Patriot, Special Edition, 2012, p.32
 
2. Isaac Buchanan, Relations of the Industry of Canada with the Mother Country and the United States, 1864, p.22
 
3. Robert D. Ainsworth, The End of an Era: Laurier and the Election of 1911, Université d’Ottawa, 2009
 
4. O.D. Skelton, The Life of Sir Wilfrid Laurier, p. 510 
 
5. Milner à J.S. Sanders, 2 gennaio 1909 citato in « The Round Table Movement and Imperial Union » di John Kendle, Presses de Université de Toronto, 1975, p.55
 
6. Carroll Quigley, The Anglo-American Establishment, New York, Books in Focus, 1981 www.archive.org/details/TheAnglo-americanEstablishment
 
7. Carroll Quigley, The Anglo-American Establishment, p. 5
 
8. George Parkin, Imperial Federation: The Problem of National Unity, Macmillan and Co., London, 1892, preface VIII 
 
9. Idem, p.7
 
10. Dopo avere assunto la carica di Governatore dell’Africa del Sud, Milner scrisse a Parkin: «La mia vita è stata molto influenzata dalle sue idee e, nel mio nuovo posto, avrò più che mai bisogno del suo entusiasmo e delle sue grandi visioni piene di speranze per il futuro dell’Impero», Milner a Parkin, 28 aprile, Headlam, The Milner Papers, I, 42
 
11. W.T.Stead by E.T Cook, The Contemporary Review, Giugno 1912, ristampato in Frederick Whyte, The Life of W.T. Stead, London, 1925, vol. 2, p.353-356 
 
12. Quigley, Anglo-American Establishment, p. 32
 
13. Rotberg, The Founder, pp. 101, 102. & Niall Ferguson, The House of Rothschild : The World’s Banker, 1848–1998, Penguin Books, 2000
 
14. Quigley, idem, p.31 
 
15. Importanti esponenti dei Coefficients che erano anche Fabiani: Lord Alfred Milner, Sir Arthur Balfour, Lord Robert Cecil, Lord Bertrand Russell, H.G. Wells (un protetto di Thomas Huxley), Leo S. Amery e Sir Edward Grey. 
 
16. Mentre Oxford e la LSE tendevano piuttosto a produrre gli «esecutori», Cambridge formava invece gli uomini responsabili delle idee strategiche dell’Impero
 
17. La prima incarnazione dell’«oligarchia locale» canadese, le cui correnti sono ancora oggi influenti attraverso le strutture oligarchiche del Canada, venne battezzata «Family compact» (Patto delle famiglie), costituita ufficialmente durante la guerra del 1812 da cricche lealiste che avevano abbandonato gli Stati Uniti; che comprendevano tanto ex lealisti della guerra del 1776, che aristocratici britannici recentemente trasferitisi in Canada. Realizzò strumenti di indottrinamento delle giovani élite, come il King’s College (1827), l’Upper Canada College (1829) o ancora la Bank of Upper Canada, tutti guidati dal capo del Patto e vescovo della Chiesa di Inghilterra in Canada, John Strachan. L’UCC venne espressamente concepito per essere la «scuola secondaria» del King’s College (che avrebbe preso il controllo completo dell’UCC nel 1837. Il tutto venne successivamente chiamato «Università di Toronto»). Il Patto sarà costretto a riorganizzarsi dopo le ribellioni dell’alto e del basso Canada del 1837 ad opera di William Lyon Mackenzie e Louis-Joseph Papineau. Il nipote di Mackenzie sarà il Primo Ministro William Lyon Mackenzie King. La riorganizzazione del Patto delle famiglie favorì la fraudolente unione dell’alto e del basso Canada nel 1840, e promosse l’idea servile di un «governo responsabile» in luogo di una vera indipendenza. E’ da questa corrente che veniva George Parkin.
 
18. Carrol Quigley, Roundtable Group in Canada, Canadian Historical Review sett 1962, p.213 
 
19. Rockefeller, Carnegie and Canada: American Philanthropy and the Arts and Letters in Canada, 2005 di Jeffrey Brison raccolta nei dettagli il ruolo paradossale giocato dalle Fondazioni filantropiche «americane» nella formazione di una identità ampiamente antiamericana tra i Canadesi. Nel 1957, la responsabilità di finanziare le arti e le scienze umane venne affidato per intero al governo canadese, con la creazione del Consiglio delle arti del Canada, un centro di controllo culturale centralizzato catalizzato dalla Royal Commission on National Development in the Arts, Letters and Science (1949- 1951), presieduto da Vincent Massey. La prima commissione del CIIA fu la Commissione reale Newton-Sirois del 1935-1937, guidata dal suo presidente Newton. Si rivelerà un totale fallimento.
 
20. Da notare che questo intervallo temporale è dovuto alla morte dell’ultimo Presidente del Sistema statunitense, e discepolo di Lincoln, William McKinley, nonché dall’arrivo al potere del Sistema statunitense di Franklin Delano Roosevelt. In questo intervallo di tre decenni, è stato dimostrato che tutti i Presidenti, a eccezione del Presidente Harding che morì mentre era in carica a causa di una misteriosa intossicazione alimentare, erano delle marionette anglofile.
 
 
 
 
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