Strategic Culture, 17 aprile 2020 (trd. ossin)
 
I capricci di Trump contro l'OMS
Editoriale
 
La petulanza dispettosa mostrata questa settimana dal presidente Trump nell'annunciare il taglio dei finanziamenti degli Stati Uniti all'Organizzazione mondiale della sanità getta un’ombra sul suo personaggio, e sulle affermazioni stravaganti della leadership statunitense
 
Il presidente Donald Trump
 
Nel mezzo di una pandemia globale, Trump ha deciso di staccare la spina del sostegno finanziario degli Stati Uniti all’organismo sanitario delle Nazioni Unite. Con $ 400 milioni all'anno - il 15% del budget totale - gli Stati Uniti rappresentano il principale finanziatore dell'OMS. Complimenti agli Stati Uniti per il loro passato impegno finanziario.
 
Naturalmente, come spesso accade per le istituzioni internazionali, l'OMS con sede a Ginevra è un pesante gigante burocratico. Creato 72 anni fa, nel 1948, condivide molti dei più grandi difetti dell’ONU ed ha un disperato bisogno di riforme. Tuttavia, il contributo fornito dall'OMS al miglioramento della salute globale nei decenni fino ad oggi è senza pari, ed è certamente degno di un continuo sostegno internazionale, che appare anzi obbligatorio.
 
L'ultimo scontro riguarda le affermazioni del presidente degli Stati Uniti, e di altri politici di Washington, secondo cui l'OMS "non è riuscito a gestire" lo scoppio del coronavirus in Cina a dicembre. Inoltre, si sostiene che l'organizzazione avrebbe colluso con la Cina, insabbiando la gravità della trasmissione da uomo a uomo. Per queste ragioni, Trump ha deciso di punire l'OMS, che è la principale istituzione multilaterale al mondo per la gestione delle malattie e della salute pubblica.
 
In tal modo, il leader statunitense si ritrova isolato sulla scena mondiale. Tanti leader e funzionari sanitari stranieri hanno deplorato la decisione di tagliare i fondi all'OMS, in questo momento critico della battaglia contro un'epidemia globale che finora ha infettato oltre due milioni di persone in tutto il mondo e ha provocato oltre 160.000 morti.
 
Prova ne sia che, durante il vertice del G7 di questa settimana, tenuto in teleconferenza, tutti gli esponenti del blocco di paesi allineati a Washington hanno sconfessato il taglio dei finanziamenti USA, dicendo che ora più che mai era il momento di dare prova di solidarietà e fornire una risposta collettiva per battere la pandemia.
 
Questa non è la prima volta nelle ultime settimane che Trump ha portato discredito alla presunta leadership americana. La sua inesorabile politica di sanzioni (aggressione) nei confronti dell'Iran e di altri paesi ha causato costernazione tra molte nazioni, compresi gli alleati degli Stati Uniti. In un precedente vertice del G7 il mese scorso, i partecipanti non hanno accettato la richiesta di Trump di definire l'epidemia di coronavirus "cinese" o "Wuhan". Questo è stato visto come un altro tentativo lugubre da parte dell'amministrazione statunitense di politicizzare una malattia globale.
 
La rozzezza di carattere e la tendenza agli scoppi d'ira di Trump non sono una novità e si sono manifestate già prima dell’attuale crisi di Covid-19. Lui ha sempre avuto la tendenza a prendersela con gli altri, anche i suoi supposti alleati, accusandoli di illeciti e malefatte. Nella visione del mondo di Trump, tutti cercano di "approfittare" della "generosità" e della "leadership" statunitense.
 
I suoi modi beceri e il suo bullismo sembrano essere parte integrante della sua cosiddetta "arte del fare affari", perfezionata nella sua attività di magnate immobiliare di New York per fare più profitti di tutti gli altri. Basti ricordare come abbia battuto i membri europei dell'alleanza NATO, obbligandoli a ingenti aumenti della spesa militare e adeguarsi agli sperperi statunitensi. Ironia della sorte, tali ingenti incrementi delle spese militari sarebbero stati molto meglio investiti nel miglioramento delle infrastrutture sanitarie.
 
Ma sembra davvero molto più sconveniente quando Trump fa i suoi dispettucci nel mezzo di una crisi, mentre il mondo è attualmente coinvolto nella pandemia di Covid-19. È come guardare un chiacchierone vantarsi di allontanare gli altri dalla scialuppa di salvataggio per salvare solo se stesso mentre il pericolo si avvicina.
 
È ancora più patetico perché Trump sta solo cercando disperatamente di fare dell’OMS (e della Cina) un capro espiatorio per i monumentali fallimenti della sua presidenza nell'affrontare la pandemia.
 
Vi sono certamente delle questioni su cui è legittimo fare degli approfondimenti in relazione allo scoppio iniziale di Covid-19 nella città cinese di Wuhan: come è successo esattamente; quanto bene il governo cinese ha risposto e messo in guardia il resto del mondo; e quanto è stata efficace la risposta dell'OMS a questo focolaio?
 
Nell’ordine delle cose, però, sembra incontestabile che le autorità cinesi e l'OMS abbiano dato un sufficiente avvertimento di un grave pericolo per la salute pubblica già verso la fine di gennaio. Nei due mesi seguenti, spettava alle altre nazioni mettere in atto le necessarie difese nei loro sistemi di sanità pubblica.
 
Donald Trump è noto per aver trascurato il pericolo del Covid-19, suggerendo che fosse una "bufala" inventata dai suoi nemici politici e della quale gli Statunitensi non avevano ragione di preoccuparsi. Era febbraio-marzo, quello che sarebbe dovuto essere il periodo cruciale nella lotta contro la diffusione della malattia. Oggi, gli Stati Uniti trovano difficoltà a fronteggiare la pandemia, con oltre 32.000 morti finora, il peggior record del mondo. L'economia statunitense è in rovina; oltre 20 milioni hanno presentato richieste di indennità di disoccupazione. Questa malattia sta mostrando la degenerazione del capitalismo statunitense e lo sfruttamento cronico dei lavoratori statunitensi.
 
Fa parte dello stile egoistico di Trump non assumersi mai la responsabilità di eventuali fallimenti. In un anno elettorale, è indispensabile che il narcisista in capo trovi un capro espiatorio su cui scaricare la responsabilità della sua gestione spericolata e criminale della crisi di Covid-19. Ecco spiegato l’atteggiamento assunto contro l'OMS e, allo stesso modo, contro la Cina.
 
È in una pericolosa crisi che spesso si rivela il vero valore di una persona. Trump e la sedicente attuale leadership statunitense non sono all'altezza.
 
 
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