Nœud Gordien, 3 luglio 2020 (trad.ossin)
 
Il disastro del Coronavirus negli Stati Uniti
Alexis Toulet
 
Gli Stati Uniti stanno andando dritti dritti, non tanto verso una seconda ondata, ma un riattivarsi della prima su scala più elevata, che rischia di provocare nelle prossime settimane un aumento della mortalità e, ancor peggio, una diffusione del virus ancora superiore ai livelli da record già raggiunti
 
Morti di Coronavirus seppelliti in fosse comuni, a New York
 
La principale responsabilità è politica, il rifiuto di guardare in faccia la realtà. Mentre buona parte del paese è impegnata in controversie e polemiche politiche, il virus ha tutte le opportunità di diffondersi.
 
Ecco un aggiornamento dettagliato sulla situazione dell’epidemia di Covid-19 negli Stati Uniti, e le inquietudini che può suscitare.
 
I. Situazione generale ad oggi
 
Se si guarda ai sette Stati che hanno registrato il maggior numero di casi riscontrati e che ammontano a poco più della metà del totale nazionale di quasi 2.9 milioni ad oggi, rileviamo:
 
- Tre Stati, New York, New Jersey e Massachusetts, nei quali il coronavirus ha registrato un forte ridimensionamento, continuando a diffondersi in modo assai limitato. La situazione qui è simile a quella della Francia, in peggio tuttavia se si tiene conto delle rispettive popolazioni, per esempio circa 700 contagi al giorno in Francia, come nello Stato di New York, che però conta solo un terzo della popolazione francese
 
===> Epidemia sotto controllo, resta ovviamente il pericolo di ripresa, ma non è necessariamente più elevato di quanto lo sia in Francia o in Italia
 
- Uno Stato vicino, l’Illinois, dove il ritmo dei nuovi contagi si è certamente molto ridotto come nei tre precedenti, ma resta a livelli assai elevati, quasi 800 al giorno con un quinto della popolazione francese
 
===> Epidemia sotto controllo, ma con maggiori motivi di preoccupazione 
 
- Tre progressioni di tipo esponenziale in California, Texas e Florida con, in ciascuno di essi, un ritmo di nuovi contagi più elevato che mai e in ulteriore aumento. In un mese, la media su 7 giorni dei nuovi contagi si è moltiplicata per 2,5 in California, e si è quasi quintuplicata in Texas e letteralmente decuplicata in Florida...
 
===> Tre catastrofi in corso
 
Detto en passant, non si sente per niente parlare di restrizioni di viaggio tra questi 3 Stati e il resto del paese. Le loro "performance" in materia di lotta al virus avranno quindi probabilmente degli effetti su scala nazionale. Scrivevo più sopra che il pericolo di ripresa non è necessariamente maggiore a New York o a Boston di quanto non lo sia in Francia o in Italia, ma in realtà sarebbe più corretto dire che non sarebbe maggiore se questi Stati negassero l’autorizzazione all’ingresso ai Californiani e ai Texani. Ma siccome non è così...
 
II. Probabile evoluzione nelle prossime settimane
 
Analizzando i dati, stavolta su scala federale, nell’insieme degli Stati Unti si registrano due fatti.
 
1. La media su 7 giorni dei nuovi casi rilevati è quasi raddoppiata nel corso delle due ultime settimane, con circa 24,8 mila al 18 giugno, contro 47,2 mila al 2 luglio
 
Il valore più elevato finora toccato è stato dell’ordine di 30-32 mila al giorno, nel periodo dal 7 aprile al 1°maggio. Non è però certo che le cifre siano comparabili: è perché si fanno oggi più test negli Stati Uniti di quanti se ne facessero nel mese di aprile? Se è così, è possibile che la situazione non sia tanto grave come lo era nel mese di aprile, almeno non ancora. Ma in ogni caso, è due volte peggio di due settimane fa! Ed è questa dinamica il principale fattore di inquietudine.
 
E ancora, tenendo conto che le frontiere interne della federazione non sono state chiuse, si può scommettere che il disastro attualmente in corso in California, in Texas e in Florida non tarderà ad allargarsi al resto del paese.
 
Il ritmo dei contagi quotidiani è duplicato in due settimane
 
2. La media su 7 giorni dei morti quotidiani continua a tutt’oggi a diminuire, meno di 600 contro più di 1 000 a inizio giugno e più di 2 000 a metà aprile
 
Ovviamente c’è il rischio che questa tendenza si inverta. Da un canto, quelli che soccombono al Covid-19 "ci mettono un po’ a morire" dal momento in cui vengono riscontrati positivi, e molti dei nuovi malati californiani, texani e della Florida delle due ultime due settimane potrebbero ancora resistere al virus ma poi morire, d’altro canto il numero dei nuovi contagi potrebbe facilmente continuare ad aumentare nelle prossime settimane.
 
Il ritmo dei morti continua al momento a ridursi... per un mero effetto ritardo, i nuovi malati non hanno avuto "il tempo di morire"
 
 
E’ comunque lecito augurarsi che gli Stati Uniti non tornino ai più di 2 000 morti quotidiani del mese di aprile, al picco dell’epidemia. O piuttosto sarebbe lecito augurarselo:
 
- Se una parte dell’aumento dei casi accertati dipendesse d un maggior numero di test
 
- Se l’assistenza dei malati fosse davvero migliorata, come alcuni sostengono
 
- E soprattutto se la dinamica dell’epidemia fosse presto messa sotto controllo, cosa che richiederebbe senza dubbio sia un lockdown davvero serio negli Stati dove la progressione del virus è esponenziale e una forte restrizione della possibilità di attraversare le loro frontiere – da notare che i tre grandi Stati in questione, California, Texas e Florida, totalizzano 90 milioni di abitanti, non lontano dal 30% della popolazione statunitense, e probabilmente una gran parte dell’economia del paese
 
Il problema principale, e la prima fonte di preoccupazione, è che questo tipo di programma d’azione determinato non sembra essere seriamente preso in considerazione. Tutt’altro
 
III. Conflitti e polemiche politiche, il rifiuto di guardare in faccia una realtà sgradita
 
Misure parziali cominciano ad essere prese, in modo disordinato da uno Stato all’altro, ma senza una visione di insieme e senza che si parli di chiusura dei confini tra gli Stati – cosa che fa temere che i successi ottenuti localmente da un qualche Stato possano essere compromessi da una nuova propagazione proveniente da Stati dove la lotta è stata meno efficace.
 
Il virus che appena viene eliminato in un posto può rifugiarsi e riattivarsi altrove – il prezzo di una politica non coordinata tra i differenti Stati.
E’ divertente quando è il gioco della talpa. Meno quando è in gioco la vita di centinaia di migliaia di persone
 
D’altra parte gli USA attraversano una tempesta politica di rara violenza, che spinge molti cittadini a non prestare attenzione all’epidemia e a rifugiarsi in questa o quella narrativa politica chiusa in se stessa, e che permette loro forse soprattutto di sfuggire alla realtà di un virus fuori controllo e di una catastrofe economica storica con circa trenta milioni di posti di lavoro distrutti.
 
Trenta milioni di Statunitensi hanno perso il lavoro in due mesi, si capisce bene che l’angoscia è profonda. Il problema è che i disordini politici impediscono di lottare contro il virus, comportando una recrudescenza dei contagi che rischia di bruciare l’avvio di un re-innalzamento del tasso di impiego
 
 
A malapena caricaturale, se parliamo di lockdown e distanziamento:
 
- Una parte della gente di destra risponderà "Non se ne parla proprio, è una restrizione delle libertà, e d’altra parte a che servono mascherine e gel contro questo virus trasmesso dalla rete 5G, come tutti sappiamo. Sarebbe antipatriottico!"
 
- Mentre una parte della gente di sinistra risponderà "Non se ne parla, è contro la giustizia razziale, e d’altra parte anche voi siete colpevoli, venite a manifestare e a pentirvi con noi, altrimenti siete razzisti "
 
Si obietterà che forse si tratta di posizioni estreme ed estremiste. Forse, ma tutto è come se solo loro abbiano visibilità e determinino l’azione – o l’inazione – dei politici.
 
 
Come lottare contro un’epidemia? Soluzione della sinistra USA: manifestazioni di massa a ripetizione in tutto il paese. Soluzione della destra USA: campagna elettorale in luoghi chiusi e mascherine sono antipatriottiche
 
Ovviamente si potrebbe rispondere ai primi che la libertà di vivere è meglio protetta da restrizioni sopportabili e per di più temporanee, piuttosto che da un’agonia in un reparto di rianimazione, e inoltre che il virus abbia a che vedere con la rete 5G è una fake news. E agli altri che la morte di centinaia di migliaia di concittadini di ogni colore è un problema più urgente di quello di qualche decina di persone disarmate uccise ogni anno dai poliziotti statunitensi (1) e che sembrerebbe più giudizioso affrontare prioritariamente il problema più grave, piuttosto che diffondere il contagio in occasione di manifestazioni di massa che dovrebbero servire a preservare vite innocenti, ma in realtà aiutano il virus a diffondersi e ad uccidere.
 
Ci sono ovviamente degli Statunitensi ragionevoli, di sinistra come di destra. Ma non sono necessariamente tanto numerosi, o almeno non sufficientemente convinti e attivi per riuscire a far ragionare o controllare gli altri. E naturalmente la responsabilità di creare e organizzare una politica coordinata tra le decine di Stati che, nei paesi federali come gli Stati Uniti, è il compito e la ragion d’essere del governo federale, è assai male gestita quando il presidente sembra occupato in tutto salvo a guardare i faccia il pericolo e a lavorare seriamente a creare un consenso e prendere decisioni realiste.
 
Gli USA stanno passando davvero un brutto momento.
 
 
 
(1) – Guarda questo conto dettagliato: nel 2019, 55 Statunitensi disarmati sono stati uccisi dalla polizia, di essi 25 Statunitensi bianchi e 14 Statunitensi neri
 
 
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