Unz Review, 3 novembre 2020 (trad. ossin)
 
Biden o Trump… comunque vince Israele
Philip Giraldi
 
La campagna elettorale finirà più o meno oggi e noi Statunitensi subiremo per altri quattro anni le assurdità seriali di una Casa Bianca e un Congresso che non si interessano affatto di noi, a prescindere da chi verrà eletto. Che vinca il partito del cambiamento o quello della continuità, il risultato sarà comunque un accrescimento del potere autoritario, combinato con un ulteriore allontanamento dei governanti dai governati
 
Il premier israeliano, Benjamin Natanyahu, con la presidente della Camera dei Rappresentanti USA, Nancy Pelosi
 
In questo quadro buio, brilla però una grande storia di successo. Quella di come Israele, e i suoi amici nei circoli politici e finanziari, sono stati capaci di strappare ogni vantaggio possibile, contemporaneamente, ad entrambi i principali partiti, e senza sforzo apparente. Israele potrebbe essere il vero vincitore indiscusso delle elezioni del 2020, anche se non ha partecipato al ballottaggio e non è stato quasi menzionato durante la campagna.
 
I miliardari ebrei che hanno stretti legami con Israele sono stati corteggiati da entrambi i principali partiti, sia per ottenere contributi economici, sia per convincere i loro amici del club oligarca e dei media a dare una mano. Il più grande finanziatore dei Democratici è il magnate dell'intrattenimento Haim Saban, mentre i Repubblicani si affidano al multimiliardario dei casinò Sheldon Adelson. Si stima che il 60% dei contributi politici per i Democratici provenga da fonti ebraiche e che Saban sia il più grande contributore. Egli è anche un israeliano con doppia cittadinanza. Adelson, che può anche avere la doppia cittadinanza ed è sposato con una israeliana, è il principale sostenitore dei Repubblicani, avendo sborsato più di 100 milioni di dollari nelle ultime elezioni.
 
Sia Saban che Adelson considerano il sostegno ad Israele come una assoluta priorità. Saban ha dichiarato di avere appogiato Joe Biden "perché ha sempre sostenuto Israele e la sua alleanza con gli Stati Uniti". Adelson, che ha prestato servizio nell'esercito degli Stati Uniti negli anni '50, ha detto che avrebbe preferito di gran lunga essere un soldato della Forza di difesa israeliana. Saban e Adelson condividono il loro amore per Israele con un buon numero di amici di Israele, presenti nel Congresso e nell'amministrazione, tutti desiderosi di fornire sostegno politico illimitato, denaro e armi allo Stato ebraico.
 
L'ultima manifestazione (in ordine di tempo) di noblesse oblige è stata quella del segretario alla Difesa Mark Esper, che si è fermato in Israele la scorsa settimana per presentare ai suoi omologhi un contributo significativo, totalmente finanziato dal contribuente statunitense ovviamente. Secondo fonti di Washington e Gerusalemme, gli Stati Uniti "garantiranno a Israele l'accesso diretto a satelliti altamente classificati come i rilevatori missilistici volanti noti come SBIRS, e prestissimo assicureranno a Israele l’uso di piattaforme di difesa critiche, utilizzando gli slot di produzione pianificati per l’esercito degli Stati Uniti". Israele avrà anche "un accesso maggiore ai principali sistemi avionici" del nuovo caccia F-35 che ha ottenuto da Washington.
 
La ragione dichiarata di tale nuovo regalo è l’obbligo imposto dal Congresso di assicurare il "vantaggio militare qualitativo" di Israele, alla luce dell'imminente vendita dell'F-35 agli Stati arabi che hanno recentemente stabilito relazioni diplomatiche con Israele. All’epoca, fonti israeliane suggerivano che lo Stato ebraico avrebbe potuto aver bisogno di 8 miliardi di dollari in nuovi aggiornamenti hardware militari per mantenere il suo vantaggio sui suoi vicini. Si presume che il contribuente statunitense pagherà il conto, anche gli Stati Uniti stanno attraversando una grave crisi finanziaria
 
Il sistema di rilevamento satellitare opera da piattaforme aeree dispiegate su elicotteri. Il lettore avvertito noterà che l’ultimo omaggio fatto ad Israele non corrisponde ad alcun interesse per la sicurezza degli Stati Uniti. Al contrario, Israele riceverà materiale dagli "slot di produzione previsti per le forze armate statunitensi", riducendo la capacità degli USA di rilevare i missili in arrivo. E comporterà anche un danno considerevole agli interessi della difesa USA in quanto Israele inevitabilmente si impossesserà della tecnologia F-35 cui avrà accesso, la riprogetterà per le proprie industrie della difesa e la venderà a clienti in Asia, Africa, e in America Latina. Lo ha già fatto in passato, vendendo alla Cina tecnologia missilistica sviluppata dagli Stati Uniti.
 
Anche il Congresso sta facendo la sua parte. Un disegno di legge, il cosiddetto “US-Israel Common Defense Authorization Act”, sta per essere approvato alla Camera dei Rappresentanti e autorizzerà la fornitura di bombe bunker buster prodotte dagli Stati Uniti a Israele. Giacché tali bombe sono utilizzabili solo contro i vicini di Israele, specificamente contro siti rinforzati in Iran, il messaggio inviato è ovvio. Il Massive Ordnance Penetrator pesa 30.000 libbre ed è in grado di distruggere obiettivi situati in profondità nel sottosuolo. Curiosamente, Israele non dispone di aerei in grado di trasportare un tale peso, dunque sarà necessario che la Casa Bianca fornisca anche i bombardieri. Il disegno di legge è co-sponsorizzato da due importanti amici di Israele al Congresso, il democratico Josh Gottheimer del New Jersey e il repubblicano Brian Mast della Florida.
 
Israele sta anche cercando di aggiornare altri suoi aerei da combattimento. Avrebbe perciò chiesto al Pentagono di poter acquistare il Lockheed Martin F-22 Raptor, un aereo da caccia tattico stealth monoposto, bimotore, per tutte le stagioni, originariamente sviluppato per la United States Air Force (USAF). La sua capacità di furtività, velocità massima, manovrabilità, combinate con avanzati sistemi d'arma aria-aria e aria-terra, lo rendono il migliore strumento per assicurarsi la superiorità aerea del mondo.
 
Sfortunatamente per Israele, l'F-22 non è attualmente disponibile ed è in forza solo all'USAF. L'attuale legge federale degli Stati Uniti vieta l'esportazione dell'aereo, per ragioni di protezione della sua tecnologia stealth avanzata top secret, oltre che di una serie di tecnologie avanzate nel campo delle armi e di rilevazione della situazione. Ma la consolidata deferenza verso i desiderata di Israele rende prevedibile che lo Stato ebraico otterrà l'approvazione per l'acquisto dell'aereo entro il giorno della sua inaugurazione in gennaio. E si può scommettere anche che gli imprenditori israeliani della Difesa decodificheranno ben presto i suoi segreti tecnologici.
 
Il governo degli Stati Uniti ha assecondato Israele anche in altri modi, bollando come antisemiti e sanzionando importanti gruppi per i diritti umani, critici con lo Stato ebraico. Ha anche rafforzato le sanzioni esistenti contro le istituzioni finanziarie iraniane, sembra nel tentativo di ostacolare l’idea di Biden di ripristinare l’accordo JCPOA sul nucleare iraniano. Le sanzioni si aggiungono ad altre misure dirette a distruggere l'economia iraniana, tanto "... che gli Stati Uniti, insieme a Israele, negli ultimi mesi hanno effettuato attacchi di sabotaggio all'interno dell'Iran, distruggendo centrali elettriche, fabbriche di alluminio e chimiche, una clinica medica e 7 navi nel porto di Bushehr ... "
 
Tra le altre più recenti misure a favore di Israele, citiamo il potere di veto conferito al governo israeliano, con legge approvata al Congresso, sulla vendita di armi statunitensi a qualsiasi altra nazione del Medio Oriente. Il disegno di legge si chiama "Guaranteeing Israel’s QME [Qualitative Military Edge] Act of 2020” (HR 8494). Va anche menzionato l’incremento, per ordine esecutivo, dei progetti di sviluppo scientifico degli insediamenti ebraici illegali della Cisgiordania finanziati dagli Stati Uniti, che finiranno per fare concorrenza alle società statunitensi.
 
La verità è che gli Stati Uniti sono diventati la puttana di Israele e non c'è nemmeno un politico o un giornalista che abbia il coraggio di dirlo. Il Congresso e i media sono stati così corrotti dal denaro della lobby israeliana da essere disposti a tutto pur di dare soddisfazione ai capi degli Stati Uniti di Gerusalemme. E per coloro che non accettano di farsi corrompere, ci sono le intimidazioni, le accuse di negazione dell'olocausto e di antisemitismo, capaci di troncarne la carriera. Tutto questo ha un unico fine: non importa chi sarà il vincitore delle elezioni negli Stati Uniti, purché Israele riesca ad ottenere ciò che vuole. E ottiene quasi sempre ciò che vuole.
 
 
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