Pars Today, 6 dicembre 2017 (trad. ossin)
 
Colpo di Stato a Sanaa: Haaretz rivela
 
Il piano di Arabia Saudita e Emirati contro Ansarallah in Yemen è andato a monte, scrive in un recente numero il quotidiano Haaretz, che svela le quattro condizioni poste da  Abdullah Saleh per allearsi con Riyadh e Abu Dhabi
 
 
Haaretz passa in rassegna le iniziative politiche saudite nella regione. Non è per niente invidiabile l’attuale situazione del futuro monarca dell’Arabia Saudita, nota l’editorialista del giornale, facendo allusione ai duri colpi che la sua politica estera ha ricevuto nello spazio di una settimana. Da un lato la morte dell’ex presidente Saleh e, dall’altra, il ritorno di Hariri sulla scena politica libanese, nonostante le pressioni saudite.
 
"Che si tratti del Libano o dello Yemen, l’Arabia Saudita ha iniziato una lotta a tutto campo per contrastare "l'influenza iraniana". Una lotta che si annuncia difficile secondo il giornale giacché, nonostante le colossali somme investite, la vittoria non sembra arridere al campo saudita. E’ per questo che il principe ereditario ha tutto l’interesse a perseguire oramai soluzioni politiche, prosegue il giornale.
 
Ecco le quattro condizioni imposte da Abdullah Saleh, che Haaretz rivela senza precisare da chi abbia ricevuto informazioni così dettagliate: fare cancellare il suo nome dalla lista degli individui destinatari di sanzioni delle Nazioni Unite, assicurargli un incarico politico di alto livello nello Yemen del dopoguerra, garantire la sicurezza sua e dei suoi familiari e, infine, una somma di denaro.
 
Secondo il giornale, giacché Riyadh e Abu Dhabi avevano intenzione di liberarsi di Mansour Hadi, gli hanno dato il via libera e lo hanno incoraggiato a mettere in pista la sua rivoluzione. Gli Huthi, per contro, non sono rimasti a braccia conserte e hanno fatto fino all’ultimo momento pressione su Saleh perché non voltasse loro la schiena e restasse loro alleato. Ma Saleh non ha accettato. 
 
Secondo il giornale libanese Al-Binaa, il progetto di colpo di Stato che Saleh ha tentato contro le forze yemenite risale a sette mesi fa: vi hanno partecipato, oltre al principe ereditario degli Emirati, Mohamad Ben Zayed, anche il generale Sahol Mufaz, ex ministro israeliano degli Affari militari Il Centro di comando di questo colpo di forza abortito si trovava, sempre secondo il giornale, nell’arcipelago di Socotra situato a sud dello Yemen. Socotra è stato venduto dal presidente dimissionario in fuga dallo Yemen agli Emirati.   
 
 
 
Abdel Bari Atwan, rinomato esperto di politica araba e redattore capo del quotidiano Rai al-Youm, ha puntato il dito sulla coalizione saudita, indicandola come responsabile dell’uccisione di Ali Abdallah Saleh.
 
 
« Quello che ci consente di ritenere l’Arabia saudita come responsabile dell’uccisione dell’ex presidente yemenita Ali Abdallah Saleh, sono i tentativi di Riyadh di alimentare le tensioni e la discordia a Sanaa. Anche l’intensificarsi dei raid aerei su  Sanaa e le altre città dello Yemen da parte dell’Arabia Saudita è un tentativo disperato dei responsabili sauditi di nascondere l’incapacità dimostrata nel proteggere la vita di Abdallah Saleh », ha dichiarato Abdel Bari Atwan, mercoledì 6 dicembre, durante una trasmissione televisiva dell’emittente di informazioni al-Mayadeen.
 
« E’ colpa della coalizione saudita se Saleh è stato ucciso, perché è stata essa a far saltare l’alleanza tra Ansarallah e Ali Abdallah Saleh. Ansarallah ha subito avuto sentore del complotto ordito dall’Arabia Saudita per riuscire a ottenere quello che non era riuscita ad avere in tre anni di bombardamenti. Quando i Sauditi hanno capito che non erano in grado di conquistare la capitale, sono ricorsi al piano B, già perseguito dagli Emirati arabi uniti. Questo piano B consisteva nel seminare zizzania tra Ali Abdallah Saleh e il suo alleato Abdel Malek al-Huthi. Per l’Arabia Saudita fino a quel momento, Ali Abdallah Saleh era un traditore che aveva organizzato un colpo di Stato anti-saudita.
 
 
 
Quando l’Arabia Saudita si è resa conto di non riuscire a vincere il conflitto sul piano militare, e si è vista mettere sotto pressione dall’Unione Europea che aveva deciso di non fornirle più armi, a questo punto ha accettato e fatto proprio il piano degli Emirati arabi uniti. Proprio nel momento in cui anche l’ONU aveva cominciato a criticare la campagna militare di Riyadh, che ha provocato un’epidemia di colera e la carestia in Yemen. E’ a questo punto che l’Arabia Saudita si è resa conto che tutto giocava contro di lei e che si trovava sull’orlo di un fallimento cocente. Si è quindi lanciata in un progetto i cui preparativi erano stati già fatti dagli Emirati: il progetto della discordia e della sedizione che ha improvvisamente spinto Ali Abdallah Saleh a rompere definitivamente l’alleanza e i legami che già erano diventati tesi con Ansarallah."
 
 
 
 
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