Incoerenze, falsità e inverosimiglianze del CNT/NATO
Djerrad Amar

Incoerenze e menzogne che mettono a dura prova la credibilità e l’affidabilità di coloro che sono stati imposti come i “nuovi padroni” di Tripoli; incoerenze e menzogne che dimostrano il fallimento della coalizione in questa avventura libica!


- Menzogne sul piano militare che sostengono di tenere sotto controllo. Le vere notizie del fronte, che i media/propaganda della NATO non diffondono, sono infatti disastrose. E tuttavia non è che l’inizio!  Su tutti i fronti, dove oramai c’è solo una guerriglia che i libici, esercito e volontari, padroneggiano perfettamente. Avevano annunciato l’imminente caduta di Sirte, di Beni Walid e Sebha. Fallimento totale! Soprattutto dopo il riavvicinamento a Gheddafi di più di 12.000 Tuareg, questi feroci guerrieri del deserto.


- Fallimento nella conquista di Tripoli che è diventata ingestibile a causa della disobbedienza civile e soprattutto un luogo di morte per gli “insorti” della NATO a causa dei cecchini e degli attentati.


- Disastro soprattutto sul fronte di Beni Walid dopo l’eliminazione del capo operativo Daou Essalihine. Le sue truppe battute hanno registrato perdite pesanti. Il grosso delle truppe è scappato sbandandosi. E’ stata redatta una lista di coloro che hanno partecipato ai massacri della popolazione ed è stata avviata una caccia all’uomo. Si è anche tentato di corrompere col denaro i capi tribù e gli abitanti, ma senza risultati. Tutti hanno giurato, secondo le loro dichiarazioni, di combattere il fantoccio CNT e la NATO “fino alla morte”.


- Disastro a Sirte. Dopo i bombardamenti di civili da parte della NATO, i rinnegati sono entrati nel porto al comando di Med Nabous, pensando che tutto sarebbe stato facile. Il contrattacco è stato violento;  ucciso Nabous, è scoppiato il casino! Il mare, come unica via d’uscita rimasta, si è rivelato tragico: sono affogati. Secondo un dirigente che ha chiesto l’anonimato, “ci sono stati due scontri violenti oggi. Abbiamo subito duri attacchi. I combattimenti sono stati particolarmente intensi vicino al porto e nella parte est della città di Sirte”. Con falsa rassicurazione finale: “La situazione cambia da un giorno all’altro. Un giorno vinciamo noi e l’altro loro”.


- Disinformazione quando hanno fatto circolare la voce che si trovavano “ a 2 chilometri dal centro città di Sirte”. Ecco che poi si sono sbugiardati da soli, chiedendo aiuto alla NATO dopo aver subito delle pesantissime perdite, compreso il comandante. Il modo in cui hanno chiesto l’aiuto della NATO ad intensificare i suoi attacchi per spezzare l’accanita resistenza delle forze lealiste
– come se la NATO non facesse già il 90% del lavoro -, o si lamentano delle armi (?) del loro nemico, tradisce, non si potrebbe meglio, il loro smarrimento.


- A Sebha i media avevano annunciato che questa “roccaforte” era stata presa dai ribelli. La verità è che la popolazione era scappata per sottrarsi ai bombardamenti che l’avevano presa particolarmente di mira. Risultato: i rinnegati hanno saccheggiato la città, ma poi in un quartiere hanno trovato dei… Tuareg che li hanno tutti eliminati.


- Il Sud non è stato risparmiato perché le forze libiche attaccano oramai su tutti i fronti in modo ordinato seguendo una strategia e tattiche ben coordinate. Così continuano a costringere alla fuga le forze della NATO/CNT, uccidendo quotidianamente più di 60 “ribelli”.


- Manipolazione della pubblica opinione, quando vantano la loro superiorità nei combattimenti, laddove essi non fanno altro che occupare i dintorni delle città dopo i bombardamenti intensivi della NATO e la ritirata tattica delle forze governative. Qualche falsa messinscena  a uso dei media “meanstream” e si fa credere che la partita sia stata giocata. Ma presto le cose cambiano. Quando gli aerei della NATO sono costretti a fermarsi, le forze governative rioccupano i siti, nella maggior parte dei casi sterminando gli insorti.


- Silenzio sui loro morti, che si contano a migliaia, per non scoraggiare il reclutamento che procede a stento. E ciò che è peggio, a decine ogni giorno se ne vanno, portando con sé quello che sono riusciti a rubare, nelle case e nei magazzini, dopo la fuga delle popolazioni che segue ai bombardamenti della NATO. Si tratta dunque di forze improbabili, prive do obiettivi legittimi, a differenza dei loro avversari che difendono una causa superiore, una dignità: il loro paese, il loro onore!


- Menzogne sul piano politico quando cercano di far credere che tutto il popolo libico sia contro Gheddafi, mentre la stragrande maggioranza lo sostiene. Altrimenti sarebbe caduto fin dal 1° giorno. Per contro il CNT si è dimostrato, malgrado le apparenze che non hanno retto alla prova dei fatti, un’accozzaglia eterogenea  di tendenze contraddittorie, addirittura antinomiche, un insieme di presunti oppositori, alcuni dell’ultima ora, altri venuti fuori dalla NED/CIA e dal MI6.


- Ridicoli nel far credere d’essere capaci di mettere insieme un governo rappresentativo di una società complessa. Si nascondono adesso dietro il fatto che “l’identità dei membri del governo sarà rivelata solo quando l’intero paese sarà stato completamente conquistato”. Insomma un governo che il mondo deve riconoscere ma i cui membri sono sconosciuti, virtuali! Occorre dunque attendere che la resistenza sia sconfitta su tutto il territorio libico per conoscere “l’identità” dei membri del “nuovo governo” e del “nuovo regime libico”. Saranno allora tutti morti… di vecchiaia.


-  Menzogne su una pretesa fossa comune scoperta nei pressi della prigione di Bou Selim, presentata come quella dei 1700 prigionieri politici che il regime avrebbe giustiziato nel 1996. Si scopre poi che le ossa esposte sono… di animali. Che perversione! Le loro menzogne non hanno più limite. Come d’altronde quelle della NATO, loro padrona.


- Menzogne sui pretesti che hanno portato all’aggressione della Libia – un paese ricco, sovrano e in pace - ovvero un Gheddafi “assassino del suo popolo” che non ha rispettato in modo flagrante 2 risoluzioni dell’ONU.


Ma Gheddafi, la cui immagine si è tentato più volte di sporcare, avendolo accusato di avere abbandonato il suo paese, di avere messo insieme una fortuna personale, di aver fatto uccidere il suo popolo, tiene duro! Ha continuato a lottare, a dirigere la resistenza e a rispondere con messaggi audio. Ma ecco che questo funesto CNT confeziona un’altra menzogna, che sarebbe alla “frontiera algero-libica”, dopo essere fuggito in Venezuela, poi in Niger, e poi che si trova ancora in Libia tra le tribù Tuareg, o ancora a Beni Walid e Sirte. Se ha questo dono dell’ubiquità vuol dire che resta forte, amato e, dunque, “impossibile da detronizzare”, nonostante non ricopra alcuna carica ufficiale. Egli si dichiara e rivendica il titolo di “Guida” di una rivoluzione che aveva costretto all’abdicazione un re vassallo dell’occidente, e di una Jamahiriya di “comitati popolari”, libera e indipendente dalle forze neo-colonialiste occidentali che aspirano, con questa aggressione, a restaurare uno Stato obbediente.

Infine, e infatti, nessuno crede più a questa avventura sanguinosa e predatrice; anche chi l’ha avviata, come ha affermato il nostro amico Allain in uno dei suoi titoli ”L’OTAN n’y croit plus, le CNT aussi”.

Di questo passo, del famoso CNT, “rappresentante legittimo del popolo libico” decretato da avventurieri francesi, in poco tempo non resterà che una macchia vergognosa nella storia della Francia in particolare e dell’occidente in generale. La credibilità dei paesi di questa coalizione di briganti, dell’ONU e delle sue istituzioni, delle organizzazioni dette umanitarie subirà, senza alcun dubbio, un serio colpo!

Anche se Gheddafi morirà, resterà un eroe per tutta l’Africa che vede in lui il difensore degli oppressi, colui che si accanisce a fare uscire il continente dal giogo neo-colonialista. Ciò che non sarà mai il caso dei traditori del loro paese o di coloro che hanno provocato o partecipato a questa guerra. La Libia sarà per essi una maledizione! 

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