Le Grand Soir, 29 agosto 2010 (trad.ossin)
 
Gli Uiguri oppressi della (falsa) propaganda occidentale
World Affairs
 
 

«1 milione di musulmani Uiguri nei campi di concentramento», «pulizia etnica e genocidio culturale!». I media occidentali sanno bene usare frasi che colpiscono la fantasia del lettore – Ma quale è la vera storia? Esaminiamola, al di là delle enfasi, delle distorsioni e del sensazionalismo
 
Per cominciare, i media non mostrano mai il lato pacifico, prospero dello Xinjiang, come le città vengono ammodernate, con la costruzione di 21 aeroporti, collegando la regione con treni ad alta velocità, ecc. Ecco un video di Urumpi, la capitale dello Xinjiang. Ha un aspetto decisamente prospero:
 
 
L’impegno del governo cinese è riscontrabile nel tasso di crescita del PIL della regione dello Xinjiang:
 
 
Per quanto riguarda la minoranza musulmana, ci sono migliaia di moschee nello Xinjiang, una regione che vanta una storia di 2000 anni, quando l’antica Via della Seta collegava la Cina all’Italia e alla Grecia. In Cina ci sono moschee costruite nel X secolo, e questo dimostra la tradizionale tolleranza e il rispetto per i diritti religiosi della società cinese.
 
Ci sono circa 20.000 moschee nello Xinjiang.
 
Ci sono migliaia di imam che governano le moschee dello Xinjiang. Tra essi, ecco una intervista ad Abudulrickv Tumyazi, il presidente dell’associazione islamica dello Xinjiang:
 
 
Come anche altre, lo Xinjiang è una regione ‘autonoma’, vale a dire che è governata dagli stessi Uiguri. Il governatore attuale, in carica dal 2014, è Shohrat Zakir, un Uiguro. Ecco qualche altra informazione preziosa: lo Xinjiang è una regione davvero vasta – quattro volte la California – e gli Uiguri costituiscono circa il 40% della popolazione dello Xinjiang. Sul piano nazionale, gli Uiguri costituiscono solo lo 0,7 % della popolazione totale della Cina. Più o meno la stessa proporzione dei nativi amerindiani negli Stati Uniti di oggi.
 
Potrà sorprendere, ma gli Uiguri sono stati esentati dalla regola del figlio unico che è stata operativa in Cina dal 1978. Ecco perché la popolazione uigura è raddoppiata negli ultimi quarant’anni. Ed ecco anche cosa rispondere alla teoria del genocidio! Gli Uiguri (e altre minoranze cinesi) beneficiano anche di trattamenti preferenziali – la discriminazione positiva alla cinese – negli studi e in altri ambiti.
 
Vediamo di analizzare i fatti. Ci sono quattro fasce di musulmani uiguri:
 
1 Gli Uiguri con istruzione superiore, che sono di solito musulmani moderati/laici
2 Uiguri poveri o della piccola classe media
3 alcuni nomadi
4 taluni separatisti e terroristi
 
Gli Uiguri moderati/laici
 
Sono musulmani delle classi media o alta che conducono una vita ordinaria, hanno un buon lavoro e sono perfettamente integrati nella società cinese. Ci sono anche musicisti uiguri, rapper (qui un esempio), intrattenitori televisivi, politici. Ecco due famose attrici uigure: — Guli Nazha e Dilraba Dilmurat. Ci sono anche attori uiguri come Arken Imirbaki,
 
I loro figli vanno a scuola, conducono una vita normale e si divertono molto coi media sociali come Tik Tok (’Douyin’ in Cina):
 
 
Ed ecco un matrimonio dell’alta borghesia uigura, dove si vede che la famiglia ha speso un sacco di soldi!
 
 
Ci sono anche Uiguri che hanno un grosso peso politico. Come Arken Imirbaki, che ha rivestito la carica di vice-presidente del Congresso nazionale popolare dal 2013. E, soprattutto, fa parte del potente Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese.
 
E c’è An Waer, Uiguro, ambasciatore cinese in Bharein, un paese musulmano del Medio Oriente! Qui sotto le foto di Imirbaki e Waer
 
 
E ci sono Uiguri nell’esercito cinese. Ecco alcune donne che prestano servizio nello EPL (Esercito popolare di liberazione) :
 
 
Uiguri delle classi popolari
 
Ci sono molti Uiguri appartenenti alle classi popolari, che hanno il loro ristorante o negozio di souvenir, o che lavorano come artisti o artigiani nelle località turistiche. Non se la passano male e, generalmente, non hanno alcuna noia dal governo.
 
Gli Uiguri veramente poveri
 
E poi ci sono gli Uiguri davvero poveri che vivono nei bassifondi. Sono le prede predilette dei reclutatori jihadisti. Molti di questi bambini uiguri lavorano in strada e lustrano le scarpe o aiutano le famiglie facendo piccoli lavoretti, come occuparsi degli asini, dei cammelli, ecc.
 
 
Quando il governo cinese obbliga questi bambini ad andare a scuola, i media occidentali gridano al crimine. Che ipocrisia! Se questi Uiguri vivessero negli USA, sarebbero comunque obbligati ad andare a scuola. Ecco una di quelle scuole che il cattivo Partito comunista obbliga i piccoli Uiguri a frequentare:
 
 
La gran parte di questi bambini non parla cinese, e la cosa costituisce una grave limitazione alla loro possibilità di trovare un lavoro quando diventeranno grandi. Ma, quando si insegna loro il cinese, la propaganda occidentale grida al «genocidio culturale». Che imbecillità!
 
La BBC ammette che il governo ’comunista’ (orrore!) ha speso negli ultimi cinque anni 1,2 miliardi di dollari per promuovere o costruire nuove scuole per i bambini dello Xinjiang. Bisognerebbe applaudire, non demonizzare!
 
 
Il governo cinese ha fatto un lavoro eccezionale, strappando 1,85 milioni di bambini uiguri alla povertà tra il 2014 e il 2017. I media occidentali non ne parlano mai.
 
Guardate questo breve video che mostra come il governo cinese ha assistito una famiglia rurale uigura dello Xinjiang, assicurandole un alloggio e fornendo un lavoro a ognuno dei suoi membri. E’ un caso di assistenza davvero egalitaria che si propone di alleviare o ridurre la povertà.
 
 
Gli Uiguri nomadi
 
Ci sono anche Uiguri che allevano cammelli o vivono da nomadi in questa vasta regione dello Xinjiang. 
 
Anche se la cosa può sembrare romantica, il loro modo di vivere è proprio degno di un’altra epoca. Molti di loro sono poverissimi e i loro figli sono completamente analfabeti. Talvolta il governo cinese riesce a trasferirne qualche migliaio nelle città e offre loro un lavoro, un alloggio gratuito, cure mediche, ecc. Naturalmente in tali casi i media USA parlano di ’pulizia etnica’ (il governo ha assistito milioni di cinesi strappandoli alla povertà attraverso progetti simili (relocation project)
 
Molti di questi nomadi apprezzano la nuova vita: «col riscaldamento centrale, il gas, l’acqua corrente, Internet e la TV via cavo, non dobbiamo più preoccuparci del futuro».
 
 
Se i genitori non intendono abbandonare la loro vita nomade, il governo offre un inserimento dei bambini in pensionati, dove viene loro offerto alloggio, nutrimento e formazione scolastica gratuiti.
 
I separatisti e i terroristi
 
La Cina non si è preoccupata di spiegare al mondo la realtà della questione terrorista. E quindi, ovviamente, i media occidentali si sono gettati su questa narrazione. Quindi CGTN ha trasmesso qualche documentario – tra cui questo – tanto per cominciare:
 
 
Storia della sovversione occidentale
 
Quello che i media non dicono mai, è che l’Occidente ha incoraggiato il separatismo nello Xinjiang fin dagli anni 1950 ! Quando il Partito comunista ha vinto (battendo le fazioni sostenute dagli USA che istituirono a Taïwan una nuova Cina fasulla), gli USA cominciarono ad armare e ad addestrare i separatisti nel Tibet e nello Xinjiang.
 
Documenti dei servizi segreti declassificati negli anni 1990 mostrano come gli USA abbiano versato milioni di dollari ogni anno ai dissidenti tibetani, compreso il Dalai Lama. E gli USA hanno anche addestrato guerriglieri tibetani in Nepal e in Colorado.
 
Quanto ai separatisti dello Xianjiang, gli USA accolsero molti di questi estremisti in Germania negli anni 1970, aiutandoli ad organizzare un movimento per il ’Turkmenistan dell’est’ Attualmente, il sedicente ’Congresso uiguro mondiale’ (WUC) è finanziato e sostenuto dal governo USA attraverso ONG come il ’ National Endowment of Democracy’ (NED) che ha anche svolto un ruolo di primo piano nel caso degli scontri di Tiananmen del 1989 (vedi qui). Gran parte della propaganda orrifica nasce dalle storielle diffuse dal WUC. Corrono anche storielle terribili su traffici di organi divulgate dalla setta Falung, del sedicente Tribunale per la Cina. Il WUC è presieduto da una donna: Rebiya Kadeer, che in passato è stata la più ricca donna della Cina! E si lamenta delle discriminazioni subite in Cina. Nel frattempo le sue nipoti nello Xinjiang montano per lei il video di un sistema moderno di metropolitana e di un centro commerciale con grandi magazzini, tipo Gucci e Versace.
 
 
Falsità e propaganda di atrocità
 
Quanto alle accuse, basterebbe ricordare questo articolo del New York Times (2014 NY Times) che definiva il sistema rifugio/asilo una «fabbrica di bugie», raccontando che avevano insegnato ad alcuni rifugiati, in Cina e altrove, ad inventare delle storie orribili, impossibili da verificare. In seguito, alcuni agenti federali USA registrarono segretamente le conversazioni di avvocati che insegnavano ai loro clienti a mentire. L’articolo concludeva che «la maggior parte delle affermazioni era almeno parzialmente falsa, sulla base di racconti di persecuzione, documenti inverosimili e testimonianze inventate». Adesso però che la Cina è diventata ufficialmente un nemico politico, tutte le accuse dei separatisti anti-cinesi devono essere obbligatoriamente prese sul serio!
 
Radio Free Asia (RFA) – di proprietà del governo USA – pubblica e divulga una quantità infinita di false notizie sulla Cina e gli Uiguri. La gran parte dei reportage di RFA contengono affermazioni puramente fantasiose e totalmente infondate. Per esempio, una sensazionale storia recente è che "La moschea dello Xinjiang è stata trasformata in toilette". Dove sta la foto della precedente mosche? Dove quella delle toilette? Non si vedono. La foto che correda l’articolo non ha alcun rapporto con la storia e non reca data. Se questo genere di giornalismo sensazionalistico è triste, quel che è ancora più triste è che decine di altri siti web, e anche alcuni media mainstream, rilanciano gli articoli di RFA.
 
Un’altra fonte di questa folle propaganda è nei servizi sociali che mostrano foto e video manipolati che hanno una immediata diffusione (a dimostrazione di quale sia il QI medio degli utilizzatori di reti sociali)
 
* per esempio, il video di un poliziotto indonesiano che picchia un ladro (presunto) diventa: «un cinese che picchia un musulmano che si accinge a leggere il Corano». E un video del genere ha ricevuto milioni di visualizzazioni.
 
* un altro caso: la foto di un club Sex/Sado/Maso di Taïwan viene utilizzata per dimostrare che gli Uiguri sono torturati in Cina.
 
* un video, diventato virale nel 2020, afferma di avere ad oggetto alcuni Uiguri in manette e con gli occhi bendati, arrestati dai poliziotti. E’ invece un vecchio video girato in un’altra provincia (Guizhou) dove dei non-Uiguri (alcuni Han) erano «stati arrestati nel corso di un’indagine su una frode finanziaria di tipo piramidale
 
 
E altri esempi menzionati nel video che segue.
 
 
I media mainstream USA non sono da meno. E così quando Forbes ha inteso pubblicare un articolo sul lavoro forzato nello Xinjiang, non riuscendo a trovare alcuna immagine autentica, si è rivolto a Getty image e si è procurata una vecchia foto risalente a 10 anni fa di una fabbrica di scarpe in Cile! Nessun senso dell’etica giornalistica!
 
 
E che dire delle foto emblematiche costantemente utilizzate dai media occidentali negli ultimi due anni? Questa foto sedicente segreta serve spesso a dimostrare l’esistenza di campi di concentramento.
 
Una foto del 2014 utilizzata ingannevolmente per una propaganda occidentale sensazionalistica
 
Innanzi tutto, questa foto non è stata ottenuta eroicamente da bravi giornalisti o spie occidentali. Essa è infatti tratta da un sito del governo cinese – ecco il link. Riproduce un grande successo del governo dello Xinjiang, pubblicato con orgoglio per mostrare come combatte l’estremismo. Niente di più di un programma di de-radicalizzazione. La propaganda occidentale lo ha trasformato in un campo di concentramento nazista.
 
1 milione, 3 milioni, chi se ne frega?
 
A simili accuse senza prove fanno eco i governi USA/occidentali, i think tank e i media, che fanno proprie teorie cospirative e menzogne di ogni genere. La prova di simili relazioni incestuose è data da questa breve intervista ad Omer Kanat, presidente del WUC. Dice a Max Blumenthal «Calcoliamo che 1 milione di persone siano rinchiuse nei campi di rieducazione. Non ne siamo però certi. E’ una valutazione dei media».
 
 
La storia dei “campi di concentramento” è apparsa per la prima volta nel 2018, in concomitanza coi difficili negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina. Coincidenza? No, non è una coincidenza! All’inizio del 2018, Radio Free Asia (RFA) ha pubblicato per la prima volta lo scoop, affermando che 120 000 Uiguri erano detenuti. (RFA è finanziata dal governo statunitense ed era apertamente gestita dalla CIA durante la Guerra Fredda contro l’URSS).
 
In una fase di stallo dei negoziati, gli Stati Uniti hanno aumentato la posta e portato il numero di detenuti a 1 milione! Questo sulla base di uno studio farlocco di un altro gruppo dipendente dal governo USA, finanziato dalla NED, chiamato China Human Rights Defenders (CHRD), che ha lavorato con un tedesco di nome Adrian Zenz - un fanatico religioso cristiano di estrema destra – ed ha calcolato la cifra di 1 milione. Risultato sospetto, raggiunto intervistando (così affermano) OTTO persone! In buona sostanza, sono andati a parlare con dei separatisti in villaggi remoti, hanno ottenuto delle belle cifre tonde (250, 500 ecc.), le hanno estrapolate/moltiplicate per l’insieme della popolazione uigura! Da notare che non rendono nemmeno noto il nome dei villaggi visitati. In che modo i funzionari cinesi potrebbero verificare o smentire questo pseudo studio? E’ assurdo, al di là di ogni minima logica o obiettività! Ecco il link dello “studio” e l’immagine delle “cifre”:
 
 
Poi uno Statunitense - Gay McDougall – ha partecipato ad una riunione del gruppo alle Nazioni Unite e ha ripetuto la storiella di un milione. Subito tutti i grandi media hanno gridato che "l’ONU afferma che ci sono 1 milione di Uiguri nei campi". Successivamente, un famoso "attivista" uiguro - Rushan Abbasè intervenuto su Reddit e ha portato il numero a 3 milioni! Una propaganda folle che non ha limiti.
 
I paesi musulmani appoggiano la Cina
 
Tuttavia, con sgomento dei propagandisti, nessun paese musulmano ha creduto a questa storia dei campi di concentramento. La Turchia è il paese più vicino agli Uiguri, che sono di origine turca. Ebbene, il leader turco Erdogan è stato in Cina nel 2019 ed ha affermato (vedi) che i centri di ri-educazione per gli Uiguri non turbavano in alcun modo le relazioni turco-cinesi.
 
Anche l’Indonesia – il più grande paese musulmano del mondo – ha dichiarato di provare comprensione per la situazione difficile in cui si trova la Cina nei confronti dei suoi separatisti. Lo stesso il Pakistan, il Bangladesh, la Malesia e, perfino, l’Arabia Saudita, che non hanno dato credito a simili storie sensazionalistiche. Molti diplomatici e giornalisti hanno visitato i campi dello Xinjiang e si sono rassicurati. Perfino la Banca Mondiale è andata nello Xinjiang nel 2019 ed ha esaminato i programmi di formazione professionale, trovandoli assolutamente soddisfacenti!
 
Ecco il video di giornalisti e diplomatici in visita ad una classe di un campo di rieducazione dello Xinjiang :
 
 
Oh, a proposito, Stati Uniti ed EU si sono addirittura rifiutati di visitare questi campi. E’ molto più facile restarsene seduti e fare eco alle notizie false.
 
Nel 2019, 57 paesi musulmani dell’Organizzazione del Consiglio islamico hanno espresso il loro apprezzamento nei confronti della strategia cinese verso lo Xinjiang. Nel 2020, 46 paesi hanno dichiarato al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite di apprezzare il trattamento riservato dalla Cina ai musulmani e ad altre minoranze.
 
Anche altri paesi hanno programmi di de-radicalizzazione!
 
Un fatto sorprendente, ma per nulla menzionato, è che altri paesi hanno varato programmi simili! La Malesia, per esempio, ha propri programmi di de-radicalizzazione rivolti ai combattenti dell’ISIS che tornano dalla Siria! Quando il Kazakistan vara un programma di riabilitazione per le persone radicalizzate, il New York Times pubblica un articolo che sprizza simpatia e lo fa assomigliare a Disneyland! E la Francia, sempre tanto tollerante, ha varato propri programmi di de-radicalizzazione per gli estremisti islamici e ha dichiarato recentemente che non tollererà "l’Islam politico", che reprimerà le istanze separatiste e che vieterà i finanziamenti stranieri alle moschee e agli imam francesi. Anche la Germania ha dei programmi di de-radicalizzazione e un giudice statunitense ha condannato alcuni jihadisti a seguire un programma affiliato a quello tedesco! Solo i "cattivi cinesi" ossessionano l’Occidente.
 
Inoltre, a fine 2019, la Cina ha dichiarato di avere chiuso tutti i centri di riabilitazione/formazione professionale. Cionondimeno la campagna di diffamazione occidentale continua...
 
Un’importante rilievo…
 
Un’altra prospettiva storica: con la fine della guerra dei Mujaheddin in Afghanistan, molti combattenti sono tornati in Asia centrale e la piaga del wahhabismo si è estesa fino allo Xinjiang,
 
Nel 2002 (e poi molte altre volte), le Nazioni Unite hanno dichiarato ufficialmente lo ETIM (Movimento islamista del Turkmenistan dell’est) come organizzazione associata ad Al Qaeda, e più tardi questo gruppo si è ri-battezzato ’Partito islamico del Turkmenistan’ (TIP), ma è sempre la stessa organizzazione terrorista.
 
Paradossalmente o ipocritamente, gli USA bombardano periodicamente Uiguri jihadisti in Afghanistan, e hanno perfino rinchiuso alcuni terroristi uiguri a Guantanamo ! 
 
Dal 2008 al 2015, si sono registrati molti attacchi terroristi da parte di jihadisti uiguri (qui un esempio) all’interno della Cina. Anche durante i Giochi Olimpici di Pechino nel 2008, terroristi uiguri hanno lanciato attacchi terroristi (suicidi) nello Xinjiang. Per questo la Cina ha deciso di rispondere. Ed è sempre per questa ragione che la Cina ha bandito Twitter, Facebook e Google, che sono stati ancora attivi fino al 2009. Quando la Cina ha chiesto informazioni sulle identità degli account terroristi e jihadisti, le società dei media hanno risposto picche. Sì, i media USA e i media sociali sono strumenti per le rivoluzioni colorate del complesso militar-spionistico.
 
Aggiungiamo che, all’apice del conflitto siriano, circa 18000 musulmani uiguri radicalizzati sono andati in Siria ed hanno aderito ad ISIS per combattere contro Assad.
 
 
Conclusioni
 
Lo Xinjiang è un incrocio di rilevanti attività economiche. La Via della Seta (BRI) impegna ogni anno migliaia di treni merci e di camion per il trasporto verso l’Europa. La maggior parte attraversa lo Xinjiang. Ci sono molti oleodotti che trasportano petrolio o gas attraverso l’Asia centrale e, quindi, lo Xinjiang, per dare impulso all’economia industriale cinese. Uno Xinjiang instabile provocherebbe un caos indescrivibile nella Cina industriale.
 
 
Il governo cinese si sforza di combattere gli jihadisti, mentre tenta di eliminare la povertà. Mentre l’Occidente versa lacrime di coccodrillo, gli Uiguri danzano e cantano nel programma «Il talento degli Uiguri».
 
 
Se consultate ’You Tube’, troverete molti canali uiguri, che trasmettono canti moderni e tradizionali, serie televisive, trasmissioni di approfondimento, giochi ecc. Ulteriori informazioni potrete trovarle in questi siti: Yurtum TV, Uyghur Beauty, Diyarim Media, Uyghur Telewiziyesi, Uyghur Songs, e infine in Uyghur Song. Ci sono anche pagine Pinterest come questa che mostra una bella e florida cultura uigura.
 
Un’ottima vlogger è "Anni dello Xinjiang". Viaggia in tutto lo Xinjiang e visita i negozi, i ristoranti e perfino case private. Nonostante parli solo in cinese e uiguro, i suoi video postati in YouTube sono molto belli a vedersi.
 
Per concludere, direi che gli USA dovrebbero meglio gestire la loro politica estera, al momento fondata sul caos, lo scontro, le guerre e le strategie del divide et impera, oltre che su una propaganda senza fine. Gli USA avrebbero bisogno di un approccio più positivo, basato sulla cooperazione, la concorrenza cordiale e una politica etica.
 
 
Ossin pubblica articoli che considera onesti, intelligenti e ben documentati. Ciò non significa che ne condivida necessariamente il contenuto. Solo, ne ritiene utile la lettura
 
Torna alla home
Dichiarazione per la Privacy - Condizioni d'Uso - P.I. 95086110632 - Copyright (c) 2000-2020