Tunisie.secret.com, 8 gennaio 2013 (trad. ossin)


Sarkozy e BHL hanno trascinato la Francia in una guerra voluta dal Qatar, e la Tunisia ha loro prestato man forte


Il faccendiere Ziad Takieddine ha lanciato una bomba dalle conseguenze assai pesanti per il prestigio della Francia e la dignità della Tunisia. Ha dichiarato a France2 che, dopo essere stato corrotto dai Libici, Nicolas Sarkozy è stato manovrato dal Qatar per invadere la Libia e assassinare Gheddafi

Questa non è certo una novità per Tunisie-Secret, che è stato uno dei rari siti di informazione a rivelare il volto nascosto delle “primavere arabe”, ma è un documento di capitale importanza per quelli che si riempiono ancora la bocca con una “rivoluzione del gelsomino”, i cui effetti sulla Tunisia e sul mondo arabo sono stati tragici.


Ziad Takieddine è un uomo d’affari franco-libanese la cui influenza politica in Francia e in taluni paesi arabi è stata importantissima. Invitato da France2 nella trasmissione di Laurent Ruquier “Non ancora a letto”, ha fatto delle rivelazioni esplosive sulla compromissione di Nicolas Sarkozy con l’emirato del Qatar nella distruzione della Libia e l’eliminazione fisica della sua guida. Non per ragioni di diritti dell’uomo o per la democrazia, come si era preteso per ingannare l’opinione pubblica francese, ma per delle ragioni bassamente materiali e personali.

Quello che a noi interessa di più di questo documento video sono il ruolo motore del Qatar, le reali motivazioni di Nicolas Sarkozy e l’effettiva compromissione della Tunisia in questa sporca guerra che ha provocato quasi 100.000 morti in Libia e che ha sprofondato un paese, un tempo ricco e stabile, nel caos dell’islamismo e dell’anarchia, oltre che nella povertà.


La consegna di Baghdadi ai Libici, un regalo di Ghannouchi a Sarkozy
Ziad Takieddine dice di aver ricevuto la visita “del figlio di una importantissima personalità libica”, che gli ha affidato dei documenti scritti e video che provano il coinvolgimento di Sarkozy e del suo entourage in una vicenda di corruzione relativa al finanziamento della campagna elettorale dell’ex capo dell’UMP, la campagna presidenziale del 2007. E’ un affare di 400 milioni di euro e forse anche di più, con le tracce dei conti bancari e dei trasferimenti di denaro. Si tratta del figlio legittimo dell’ex primo ministro libico, Baghdadi Mahmoudi, arbitrariamente detenuto nelle galere libiche e sottoposto quotidianamente alla tortura.


Baghdadi Mahmoudi, che aveva creduto di aver trovato rifugio in Tunisia dopo la caduta di Gheddafi, è stato consegnato agli islamisti libici da Rached Ghannouchi e con l’avallo implicito di Moncef Marzouki, a dispetto della commedia mediatica recitata da quest’ultimo per preservare la propria immagine di militante per i diritti dell’uomo, e sapendo bene che l’ex primo ministro libico non sarebbe sfuggito alla tortura. Come abbiamo rivelato fin da giugno 2012, e poi nel nostro articolo del 30 ottobre 2012 “Come Ennahda ha venduto Baghdadi Mahmoudi ai Libici”, questa è stata una trattativa tra due Stati canaglia, lo Stato tunisino e lo Stato libico, con il versamento nelle casse di Ennahda di 100 milioni di dollari. Alla presenza, come osservatori impegnati, di amici di Sarkozy, i negoziati si sono svolti a Parigi tra  l’ex braccio destro di Bin Laden e amico di Bernard Henri-Levy, Abdelhakim Belhaj, e l’ex braccio destro di Ghannouchi, Ferjani Said. E’ che il dossier Baghdadi interessava al massimo grado l’ex presidente francese, per le ragioni che Ziad Takieddine evoca su France2 (vedi il video)


La Tunisia, complice del Qatar e della Francia nell’invasione della Libia
Secondo Ziad Takieddine, la guerra contro la Libia è stata fabbricata pezzo su pezzo. L’uomo d’affari franco-libanese si è posto degli interrogativi: “Come mai la Francia, improvvisamente, ha deciso che colui che riceveva all’Eliseo, quello con cui si stipulavano trattati, si firmavano contratti, quello che era accettato da tutti, doveva essere mollato e ucciso?” E si è risposto: “La guerra della Libia è una storia di petrolio con il Qatar, di questo si può essere certi. Siccome il Qatar non poteva impegnarsi in una guerra senza l’appoggio di una grande potenza, allora vi ha trascinato la Francia, che a sua volta vi ha trascinato la NATO. Gli USA non volevano una guerra”. Ma, per invadere la Libia, occorreva il sostegno geografico e logistico della Tunisia. Non importa, il generale Rachid Ammar e il primo ministro Béji Caid Essebsi, un tempo amico di Gheddafi e del suo figlio maggiore, hanno aperto i porti e gli aeroporti del sud della Tunisia per trasferire materiale da guerra, truppe straniere e mercenari verso il territorio libico.


E’ stato lo stesso Mustapha Abdeljelil a confermarlo, per primo, in una intervista alla televisione Libia al-Ahrar , menzionando i nomi di Béji Caid Essebsi, Abdelkrim Zbidi e Rachid Ammar, che hanno “attivamente partecipato alla rivoluzione del 17 febbraio, con il sostegno logistico, le armi e le munizioni inviate dal porto di Zarzis”. Armi francesi e inglesi pagate dal Qatar. Secondo il sito tunisino “Leaders” di lunedì 7 gennaio, “il presidente del Consiglio nazionale (libico) di transizione, Mustapha Abdeljelil, ha reso onore lunedì a Tunisi all’ex primo ministro, Beji Caid Essebsi, soprattutto per il suo contributo storico alla vittoria della rivoluzione del 17 febbraio e al trasferimento di aiuti per i combattenti della zona occidentale e l’allestimento di corridoi protetti per evacuare i civili e permettere a questi combattenti di raggruppare le loro forze e marciare su Tripoli. Nella stessa occasione, Abdeljelil ha reso onore a Ridha Belhaj, direttore esecutivo di Nida Tounés, per il ‘ruolo eminente’ nella vittoria della rivoluzione libica”.


E’ stato per ordine dello sceicco del Qatar Hamad e su richiesta di Nicolas Sarkozy che il generale Ammar e l’ex primo ministro BèJi Caid Essebsi hanno tradito il regime e il popolo libico. Se poi si ritenga, in sintonia con le analisi di taluni analisti come Eric Denécé, che il piano di distruzione del regime libico è stato progettato fin dal gennaio 2010, si capisce facilmente perché il regime tunisino doveva assolutamente cadere. Con Ben Ali al potere, mai una simile spedizione coloniale sarebbe stata possibile.


La democrazia francese infangata dall’oligarchia mafiosa del Qatar
Alla domanda della giornalista di France2 “i legami del Qatar con la Francia continuano chiunque sia il presidente francese”, Ziad Takieddine ha risposto: “Ebbene, bisogna che questo cambi, soprattutto dopo quanto è accaduto in Libia”. Ha aggiunto che “non bisogna dimenticare che il Qatar ha giocato un ruolo importantissimo in questa guerra contro la Libia. Bisogna pensare alle sue conseguenze disastrose. Il paese è ingovernabile. Ogni giorno si registrano atrocità, specialmente nella regione che ha incantato BHL, Bani Walid. Tutti i giorni vi sono dei morti. La Francia è stata accusata di crimini di guerra. Sa che la Libia si prepara a citare in giudizio la Francia e particolarmente Sarkozy? Sa che vi sono stati 800.000 morti civili a causa dei raid della NATO che non sono stati dichiarati?... E’ a causa della corruzione in Francia che vi è stato l’attentato di Karachi. E’ a causa della corruzione che la Francia, agli ordini del Qatar, ha guidato la guerra in Libia. E’ a causa della corruzione che l’industria francese è in ginocchio e che le imprese francesi non riescono a vendere più niente né nei paesi arabi, né in Brasile, né in India…”. L’uomo d’affari franco-libanese precisa che la regione di Bani Walid è sotto il controllo del Qatar e che è per ordine dell’emiro del Qatar che Baghdadi Mahmoudi viene sottoposto a tortura e gli “rompono una costola al giorno”.


Se, come afferma Ziad Takiedine, Nicolas Sarkozy e la sua banda hanno intascato 400 milioni di euro, specialmente per finanziare la campagna presidenziale dell’UMP nel 2007, ciò dimostra che in materia di corruzione Ben Ali e sua moglie sono degli ingenui a paragone di Sarkozy e del suo entourage più prossimo. Cosa ancora più grave, tutto ciò rende sospetto di illegalità e illegittimità il mandato presidenziale di Nicolas Sarkozy, che ha avuto l’insolenza di presentarsi per un secondo mandato. Per fortuna i francesi hanno eletto il candidato socialista.


Come François Hollande tratterà il dossier Ziad Takieddine/Nicolas Sarkozy, che è già nelle mani del giudice Renaud Van Ruymbeke?  Considerandolo come un affare di stato, sottoposto alla ragion di stato, vale a dire destinato all’omertà giudiziaria, politica e mediatica. O piuttosto come un crimine, addirittura un alto tradimento, perché questa vicenda, secondo Ziad Takieddine, ha danneggiato gli interessi superiori della Francia a profitto dell’emiro del Qatar. Per molto meno, Pierre Beregovoy si è suicidato e l’onesto Jacques Chirac è stato trascinato davanti al tribunale sotto lo sguardo compiacente del presidente di allora: Nicolas Sarkozy.


 




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