Algériepatriottique, 2 aprile 2013 (trad. ossin)
Diffusione libera per accordi presi con l’amministratore di Algériepatriottique)



L’emittente integrista Al Magharibia si è spenta: il FIS perde il suo strumento di propaganda
R. Mahmoudi


L’emittente televisiva satellitare algerina a capitale qatariano, creata nel 2011 dal figlio maggiore di Abassi Madani, ha cessato le trasmissioni da tre giorni, per un complesso di problemi esacerbati da un conflitto tra i principali azionisti, si apprende da fonte informata.  Si ritiene che oggetto del conflitto, che ha paralizzato questo canale di propaganda che trasmetteva da Londra, sarebbero delle divergenze sulla linea politica.

Secondo le nostre fonti, uno degli azionari, anonimo per i più, l’algerino Salah Eddine Sidhoum, medico ed ex militante del FIS (1), trasferitosi in Europa da più di 15 anni, avrebbe maturato dei disaccordi con gli altri azionisti, tra cui Oussama Madani, sulla gestione dell’emittente e sulla sua linea editoriale, oltre a conflitti di ordine finanziario. Altro problema che potrebbe essere all’origine di questa situazione: il superamento da  parte della direzione del budget assegnatole, mentre altre fonti ipotizzano che ciò sarebbe avvenuto a causa del mancato pagamento del prezzo per la trasmissione su satellite.

Qualsiasi cosa sia, il consiglio di amministrazione di Al Magharibia ha trovato il modo di annunciare, in un comunicato, che l’emittente avrebbe subito delle pressioni politiche non meglio precisate e che riprenderà le trasmissioni “nei prossimi giorni”. Cosa di cui i giornalisti e i dipendenti dubitano fortemente.

Da notare che non è la prima volta che Al Magharibia interrompe le trasmissioni per problemi di gestione. In due anni di esistenza, questa emittente si è fatta conoscere dal pubblico algerino per la sua propaganda sovversiva che riprende tutte le parole d’ordine del partito disciolto e delle sue derivazioni terroristiche. Tutti i suoi programmi e dibattiti a senso unico sono diretti ad attizzare il fuoco in Algeria, amplificando ogni minima manifestazione di contestazione sociale nel paese, per descriverlo come “prima scintilla di una primavera araba in gestazione”, così come vorrebbero i suoi padrini del Qatar. Gli invitati, reclutati tra i sostenitori del FIS,  e i Larbi Zitout, Karim Moulai, Mourad Dhina si danno il cambio ogni settimana per snocciolare un discorso che, mascherato da opposizione radicale al governo, tenta di “formattare” un’opinione pubblica algerina favorevole alla destabilizzazione del mondo arabo, invano. Senza dubbio è questo fallimento la ragione principale di questa interruzione delle trasmissioni e del problema della “linea politica” di cui parlano le nostre fonti.
  

(1) Fonte islamico di salvezza, organizzazione che ha scatenato la guerra civile algerina degli anni 1990

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