Crisi siriana, maggio 2013 - La “salafizzazione” delle politiche arabe prodotta dalle “primavere”, sotto il diretto controllo politico e finanziario degli emiri del petrolio, semplici agenti della politica USA, è lo strumento privilegiato della distruzione degli Stati organizzati succeduti alla decolonizzazione (nella foto, una manifestazione di salafiti in Spagna)






IRIB (sito iraniano), maggio 2013 (trad.ossin)



Il Salafismo, al servizio della politica israeliana!

La “salafizzazione” delle politiche arabe prodotta dalle “primavere”, sotto il diretto controllo politico e finanziario degli emiri del petrolio, semplici agenti della politica USA, è lo strumento privilegiato della distruzione degli Stati organizzati succeduti alla decolonizzazione. Quelli tra loro che si sottraggono alla tutela USA, costituendo quindi un impedimento alla colonizzazione della Palestina (da parte israeliana, ndt), devono essere distrutti: Iraq, Libia, Siria, Algeria, Iran.


In Libano non se ne parla proprio di sostenere l’Hezbollah sciita. In Egitto, l’ascesa al potere da parte di persone per le quali l’unico obiettivo politico è, alla fine, l’applicazione della charia non può che accelerare il prevedibile sprofondamento del paese in carestie maltusiane. Gli Egiziani dovranno pagare a caro prezzo l’assenza di qualsiasi politica demografica in un paese dominato dalla fede.  Lo scontro tra Sciiti e Sunniti, che ricorda le terribili guerre di religione in Francia, costituisce sicuramente il più efficace elemento disgregatore, funzionale alla sopravvivenza dell’entità sionista.


In Siria lo scontro si è drammatizzato per la diretta intrusione di gruppi armati jihadisti, di ogni obbedienza, sostenuti e armati dagli emiri del Golfo. Intrusione legittimata dal sostegno europeo e statunitense, e l’aiuto diretto della Turchia. E’ lo Stato siriano che deve essere smantellato, e che è sulla strada di esserlo. La vicenda delle armi chimiche, inventata di sana pianta dall’entità sionista per ottenere un intervento diretto ufficiale da parte degli Stati Uniti, pone interrogativi.  Più grave il sostegno incondizionato di Obama alle più estreme violazioni del diritto internazionale, costituite dai bombardamenti “israeliani” di Damasco. Esso dimostra che oramai la sola regola internazionale riconosciuta dagli USA è la legge del più forte.


L’intervento diretto dell’entità sionista nel conflitto dimostra che essa è una diretta alleata degli jihadisti. La nocività dei coloni sionisti in Palestina e dei loro correligionari occidentali priva di ogni giustificazione la colonizzazione della Palestina, in nome di un mito biblico, spinge questo popolo a ritenere di poter incendiare tutto il pianeta. L’appoggio incondizionato dei paesi europei a questa politica di non diritto trascinerà automaticamente l’Europa nello scontro planetario in gestazione. Si potrà finalmente assistere all’effetto civilizzatore dell’arma nucleare, in azione, come scrive Bouthoul: la guerra, “profonda espressione privilegiata delle società è una delle più importanti cause della loro trasformazione”. Scrive anche: “Più l’accumulazione è eccessiva, più la distruzione rischia di essere violenta”. L’accumulazione dei beni materiali e degli strumenti di distruzione della nostra società industriale comporterà che essa sarà, necessariamente, esplosiva.

Quello che è “divertente” in questa faccenda è il ruolo determinante giocato dalla religione ebraica e dalle sue varianti cristiana e islamica, in questa corsa alla distruzione finale. Come scriveva Montaigne, “l’uomo morirà di asineria”. E’ impossibile pensare di poter convincere tutti questi fanatici religiosi ad essere ragionevoli. La specie umana si comporta esattamente come una forza cosmica, che sfugge completamente a ogni controllo. 

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