Siria, maggio 2013 - Gli Statunitensi capiscono, finalmente, in Siria, che la forza non risolve alcun problema. Faranno intendere ragione anche al Qatar o la rottura sarà inevitabile? Peggio per il Qatar! Dopo aver venduto il suo paese, accettando l’istallazione di basi USA, ha già perso la partita. Credendo di avere contratto una assicurazione sulla vita alleandosi con gli USA, resterà sorpreso, perché gli USA saranno il suo prossimo carnefice… (nella foto, Bachar al-Assad e la moglie Asma) 






IRIB, 9 maggio 2013 (trad. Ossin)



Verso una rottura inevitabile tra i cammellieri del Qatar e gli Stati Uniti !
Allain Jules

L’Internazionale terrorista sta per perdere miseramente in Siria


Battuta sul campo, l’unica via di uscita è il dialogo, prima che sia troppo tardi. Il dossier siriano è stato assolutamente mal congegnato da coloro che, attraverso diktat contrari alla logica e al diritto internazionale, ponevano una sola e unica condizione preliminare, la caduta del presidente siriano, Bachar al-Assad. Una pretesa che dimostra la follia di uomini che pretendono sempre di dare lezioni agli altri. Ahiloro, l’esempio libico, fatto senza precedenti che ha visto dei paesi arrogarsi il diritto, senza alcun mandato, di andare a fare assassinare un capo di stato in carica, nella specie Muammar Gheddafi, ha allarmato Russi e Cinesi.


Come cantava il rapper MC Solaar, “I tempi cambiano”. Qualcosa di terribile per l’opposizione siriana sta per accadere attualmente, sul fronte diplomatico, in Siria. Il segretario di Stato John Kerry e il ministro russo degli affari esteri, Serguei Lavrov, hanno annunciato martedì 7 maggio che auspicano l’organizzazione di una conferenza, in vista di una soluzione politica della crisi siriana. Questa conferenza si terrà, probabilmente, prima della fine del mese corrente. Quello che è certo è che gli assenti avranno torto in quanto, secondo le nostre informazioni, l’amministrazione USA si è impegnata coi Russi a portare, volenti o nolenti, l’opposizione siriana per dei colloqui bilaterali.


Fatto nuovo per gli Statunitensi, oramai in trappola, non si è parlato della sorte di Bachar al-Assad. Un colpo duro per i nemici della Siria, che volevano piazzare al governo della Siria un vassallo che servisse la loro causa e in funzione anti Iran. Questa trappola si richiude sugli Stati uniti, perché, da una parte, l’aggressione israeliana alla Siria ha fatto arrabbiare il presidente russo, Vladimir Putin, e d’altra parte, il Consiglio nazionale siriano (CNS), privo di credibilità, incapace di andare d’accordo e, peggio, privo di alcuna influenza sui gruppi armati e che vuole parlare a nome della Siria, rappresenta in realtà solo sé stesso. In effetti gli USA pensano che l’opposizione non potrà mai trovarsi un vero capo, tanto più che in due anni non ha fatto niente.


Finanziata, sostenuta e perfino imposta senza complimenti, questa opposizione, priva di qualsiasi mandato del popolo siriano, ha ottenuto delle rappresentanze diplomatiche, qui e la, dopo espulsioni di diplomatici fatte in violazione flagrante del diritto internazionale. Col suo libretto degli assegni, il Qatar ha giocato e gioca un ruolo nefasto per la pace in tutto il mondo. Gli Stati Uniti pensano di dovere convincere solo l’opposizione estera e chiedono all’inevitabile Qatar di fare il resto. Il paese dei cammellieri che, ancora non molto tempo fa, si accontentava di bere latte di cammello nelle tende, prima del miracolo del gas, dovrà convincere I SUOI gruppi terroristici, in quanto gli USA non vogliono negoziare direttamente coi terroristi di Al-Nosra, testa di ponte della lotta armata in Siria.


Dopo che Georges Sabra, presidente ad interim del CNS, incaricato di adoperarsi per la immediata liberazione di due vescovi sequestrati ad Aleppo da gruppi armati, ha fallito la sua missione, spetta adesso al finanziatore di questi gruppi, il Qatar, di farlo.  Ma allo stato attuale il Qatar è veramente in grado di controllare questi terroristi? E’ peraltro quanto gli rimproverano gli Stati uniti che non capiscono (più?) l’ossessione di questo piccolo paese terrorista a sostenere dei gruppi che vogliono istallare un califfato in Siria, in luogo e al posto di una società multiconfessionale e democratica.


Ma quello che gli Stati Uniti evitano di dire è che la Siria è multiconfessionale e tollerante da millenni. Quanto alla democrazia, che non è davvero una panacea, sarebbe bastato dare credito al Presidente Bachar al-Assad, che aveva chiesto una tregua per giungere, nella tranquillità, fino al 2014 ad una transizione riformista, invece di prendere le armi….


Gli Statunitensi capiscono, finalmente, in Siria, che la forza non risolve alcun problema. Faranno intendere ragione anche al Qatar o la rottura sarà inevitabile? Peggio per il Qatar! Dopo aver venduto il suo paese, accettando l’istallazione di basi USA, ha già perso la partita. Credendo di avere contratto una assicurazione sulla vita alleandosi con gli USA, resterà sorpreso, perché gli USA saranno il suo prossimo carnefice…  

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