Crisi siriana, settembre 2013 - Il segretario di Stato USA, John Kerry, si è recato ieri, domenica, a Gerusalemme, solo per rassicurare i suoi amici. Più triste ancora è che questo viaggio avrebbe dovuto riguardare i negoziati israelo-palestinesi e si è trasformato invece in: Siria, Siria, Siria (nella foto, John Kerry e Benjamin Netanyahu)








Irib, 16 settembre 2013 (trad. ossin)



Siria/Israele: l’incredibile e triste viaggio di John Kerry….

Allain Jules



Il segretario di Stato USA, John Kerry, si è recato ieri, domenica, a Gerusalemme, solo per rassicurare i suoi amici. Più triste ancora è che questo viaggio avrebbe dovuto riguardare i negoziati israelo-palestinesi e si è trasformato invece in: Siria, Siria, Siria. Infatti le autorità israeliane non vedono di buon occhio l’accordo russo-statunitense sulle armi chimiche. C’è da chiedersi perché, dal momento che Damasco non ha mai mosso guerra contro i paesi vicini. E’ stato piuttosto il contrario. E così Kerry ha rivolto un ammonimento alla Siria, dicendo che “la minaccia di un intervento armato è reale”, se il governo siriano non vorrà pervenire ad un vero accordo negoziato a livello internazionale, per eliminare le sue armi chimiche.


Poco prima del suo arrivo, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Israele spera che l’accordo russo-statunitense sull’eliminazione delle armi chimiche siriane comporti la “distruzione completa” dell’arsenale, ed ha esortato la “comunità internazionale” a dedicare lo stesso impegno per “distruggere il programma nucleare iraniano”. Tutto qui. Si sa che alcuni rabbini statunitensi avevano chiesto al Congresso di autorizzare l’attacco contro la Siria. Secondo loro, per salvare delle… vite.


Quanto a John Kerry, l’obiettivo del suo viaggio si è ridotto al solo fatto di rassicurare gli amici israeliani, a viva voce. Avrebbe potuto anche farlo per telefono, se avesse ritenuto meglio non evocare i colloqui israele-palestinesi. Ha fatto delle dichiarazioni in modo pugnace, tutte ridicole.


“Non possiamo usare parole vuote nella conduzione degli affari internazionali”, ha ripetuto John Kerry, strappando un sorriso a Bibi, soddisfatto del tono. Sicuro di sé, il secondo ha risposto a Kerry con un largo sorriso: “Il mondo ha bisogno che sia garantito che i regimi radicali non dispongano di armi di distruzione di massa perché, come abbiamo visto in Siria, se questi regimi canaglia ne hanno, non esitano ad usarle”.


Fiducioso, Benjamin Netanyahu ha proseguito: “Vi deve essere un atteggiamento determinato della comunità internazionale per ciò che riguarda la Siria, perché ciò produrrà un impatto diretto sul suo padrone, l’Iran. Il regime iraniano deve capire che le conseguenze delle sue reiterate manifestazioni di  disprezzo nei confronti della comunità internazionale, con i suoi tentativi di dotarsi di armi nucleari, non verranno tollerate”.


Da dieci anni, ogni mese, qualcuno ci annuncia che l’Iran nucleare con le sue bombe è per domani. Ecco due grandi diplomatici che si incontrano e, invece di parlare di pace, di diplomazia, parlano invece di guerra, di attacchi militari, di bombardare e uccidere.  Kerry prende il suo aereo per andare a farsi dettare quello che deve fare in Siria. Desolante. Ma questo disprezzo nei confronti della Cina e della Russia farà sempre sì che questa gente sarà umiliata, a forza di voler sempre comandare il mondo a bacchetta…

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