O Gorizia tu sei maledetta
 
Il 4 novembre 1918 finì per l’Italia la Prima Guerra Mondiale. L'armistizio. firmato a villa Giusti, presso Padova, il giorno 3 da Pietro Badoglio e dal generale austriaco Victor Weber von Webenau, fissò infatti alle ore 15 del giorno 4 novembre la cessazione delle ostilità
 
Soldati italiani in trincea
 
La guerra si concluse definitivamente l'11 novembre 1918 quando la Germania, ultimo degli Imperi centrali a deporre le armi, firmò l'armistizio imposto dagli Alleati. Alcuni dei maggiori imperi esistenti al mondo – tedesco, austro-ungarico, ottomano e russo – si estinsero, generando diversi stati nazionali che ridisegnarono completamente la geografia politica dell'Europa.
 
Il massacro
 
La stima del numero totale di vittime della prima guerra mondiale non è determinabile con certezza e varia molto: le cifre più accettate parlano di un totale, tra militari e civili, compreso tra 15 milioni e più di 17 milioni di morti, con le stime più alte che arrivano fino a 65 milioni di morti includendo nel computo anche le vittime mondiali della influenza spagnola del 1918-1919. Il totale delle perdite causate dal conflitto si può stimare a più di 37 milioni, contando più di 16 milioni di morti e più di 20 milioni di feriti e mutilati, sia militari che civili, cifra che fa della "Grande Guerra" uno dei più sanguinosi conflitti della storia umana.
 
Il numero dei militari uccisi nel conflitto viene di solito stimato tra gli 8 milioni e mezzo e più di 9 milioni, con le stime più alte che arrivano oltre i 12 milioni e mezzo; le potenze Alleate ebbero all'incirca tra i 5 e i 6 milioni di soldati uccisi, mentre gli Imperi centrali ebbero più di 4 milioni di caduti militari. Le stime sui morti civili, causati sia direttamente dalle azioni belliche che da cause collegate come malattie, malnutrizione e incidenti vari, sono molto più difficili da calcolare, variando da un minimo di 5 milioni a quasi 13 milioni con valori medi attestati tra i 6 milioni e mezzo (una delle cifre generalmente più accettate) e i 9 milioni: il calcolo delle morti civili varia molto a seconda che si consideri nel computo una parte più o meno ampia delle vittime causate da eventi correlati al conflitto ma non ricompresi totalmente in esso, come la guerra civile russa o il genocidio armeno (Wikipedia)
 
 
 
 
“O Gorizia tu sei maledetta”
 
La retorica ufficiale sulla vittoria italiana occulta la tragedia umana di quella guerra, che ha decimato le classi più povere. Piuttosto che orgoglio nazionalista, tra le grandi masse popolari l’esperienza della guerra ha suscitato solo odio e rancora, contro i governi, contro le gerarchie militari.
Lo dimostra la canzone “O Gorizia tu sei maledetta”.
 
 
La battaglia di Gorizia (9-10 agosto 1916) costò, secondo dati ufficiali, la vita a 1.759 ufficiali e 50.000 soldati circa, di parte italiana; di parte austriaca a 862 ufficiali e 40.000 soldati circa.
Fu uno dei più pazzeschi massacri di una guerra tutta pazzesca.
 
 
"O Gorizia tu sei maledetta" è una canzone nella guerra, che da sempre fa parte della tradizione anarchica e antimilitarista.
 
Si dice che chi veniva sorpreso a cantare questa canzone durante la guerra era accusato di disfattismo e poteva essere fucilato.
 
La versione originale venne raccolta da Cesare Bermani, a Novara, da un testimone che affermò di averla ascoltata dai fanti che conquistarono Gorizia il 10 agosto 1916. 
 
“Le strofe di questo canto sono spesso inestricabilmente connesse con quelle di Addio padre e madre addio, che a volte ricorrono del resto già in fogli volanti del tempo della guerra italo-turca. […] Secondo Oreste Ronfani la canzone – che si diceva fosse stata scritta da un sardo – venne cantata clandestinamente, sebbene un ordine del giorno del comando supremo la proibisse pena la fucilazione”. Da C. Bermani, Guerra guerra ai palazzi e alle chiese, ed.Odradek, p.311
 
 
Gorizia in macerie
 
Nel 1915 Gorizia è una tranquilla piccola città slovena dell'impero austroungarico. Nel maggio 1915 l'Italia dopo lunghe esitazioni decide di entrare in guerra al fianco degli alleati. Il generale Cadorna, uomo autoritario e controverso, mantiene un'attitudine difensiva sulle montagne del Trentino ma comincia una lunga serie di attacchi lungo il fiume Isonzo.
 
Dall'entrata in guerra dell'Italia nel maggio 1915 e prima della fine dell'anno, già 121000 italiani e 75000 austroungarici erano morti sul fronte italiano. Un inverno particolarmente rigido aveva fatto cessare provvisoriamente le ostilità ma nel marzo 1916 gli italiani lanciano una nuova offensiva. In maggio sono gli austroungarici a contrattaccare, raggiungendo Vicenza e Venezia. La situazione è critica per l'esercito italiano quando Cadorna inaspettatamente ordina una nuova offensiva che costringe le truppe austriache alla ritirata. Il 4 agosto gli italiani lanciano una sesta offensiva e avanzano verso Gorizia, piccola città slovena dell'impero, tappa obbligata per conquistare Trieste, importante porto austroungarico e città strategica. 
 
Gorizia viene conquistata a durissimo prezzo l'8 agosto 1916, ed è in questa occasione che viene composta questa celebre e dolente canzone antimilitarista. 
 
Ma l'anno successivo l'ultima offensiva italiana viene polverizzata da un brutale attacco congiunto degli austriaci e degli alleati tedeschi. Con la disfatta di Caporetto le truppe italiane saranno costrette a indietreggiare di ben 100 km lungo il Piave. Gorizia verrà riconquistata solo nel novembre 1918.
 
1964: scandalo nazionale al "Festival dei due mondi" di Spoleto
 
Spoleto 64 Nel 1964 venne presentata al Festival dei Due Mondi di Spoleto dal Nuovo Canzoniere Italiano nello spettacolo "Bella ciao", suscitando l'ira dei benpensanti. Quando Michele L. Straniero e Fausto Amodei iniziarono a cantare "Gorizia" avvennero incidenti in sala; la destra cercò di impedire le rappresentazioni; Straniero, Leydi, Crivelli e Bosio furono denunciati per vilipendio delle forze armate. 
 
[Michele Straniero], avendo sostituito nell'esecuzione di O Gorizia tu sei maledetta Sandra Mantovani, vittima di un abbassamento di voce, cantò infatti una strofa non prevista (Traditori signori ufficiali / che la guerra l'avete voluta/ scannatori di carne venduta / e rovina della gioventù) che suscitò in sala la reazione di un ufficiale e di talune signore impellicciate, mentre nelle serate successive lo spettacolo sarebbe stato costantemente disturbato da gruppetti di fascisti. Quello scandalo al centro dell'interesse giornalistico per oltre una settimana sarà peraltro il miglior lancio per I Dischi del Sole, che potenziano così la loro presenza politico-culturale nel paese. (Cesare Bermani, da A - rivista anarchica)
 
 
"Finalmente siamo in scena di fronte a una sala tutta piena. Cominciamo a cantare. Silenzio tombale : sono tutti incuriositi da questi canti, a partire dal Bella Ciao di Giovanna Daffini. Via via che si procede, crescono i commenti, mormorati, qualche volta anche detti ad alta voce. Alla strofa di Sandra Mantovani "...e nelle stalle più non vogliam morir..." una voce di donna urla : "Posseggo duecento anime e nessuna di loro è morta nelle stalle!". Seguono una serie di "Buuuu" dal loggione. 
 
Finalmente si alza Michele Straniero e intona Gorizia. Alla strofa "Traditori signori ufficiali / voi la guerra l’avete voluta / scannatori di carne venduta / questa guerra ci insegni a punir" succede l’ira di Dio. Una voce si leva dalla platea : "Evviva gli ufficiali" seguita da cori di "Evviva l’Italia". Dal loggione arriva, una risposta immediata e viene lanciata in platea una sedia, mentre si intona Bandiera Rossa. Dal basso rispondono con Faccetta Nera. Spintoni a destra e a sinistra. Tutt’intorno, la gente continua a discutere sempre più "animatamente". Insomma, si menano." (racconto di Giovanna Marini)
 
 
 
 
La strofa "Traditori signori ufficiali" non è presente in tutte le versioni ed è stata certamente aggiunta in seguito. In origine proviene da "O Venezia", sulla cui melodia, perfettamente adattabile, viene a volte cantata anche "O Gorizia". Tra le due canzoni esiste certamente una correlazione molto stretta.
 
 
Giovanna Daffini: O Venezia
 
 
O Gorizia tu sei maledetta
 
La mattina del cinque d'agosto
si muovevan le truppe italiane
per Gorizia, le terre lontane
e dolente ognun si partì
 
Sotto l'acqua che cadeva al rovescio [1]
grandinavan le palle nemiche
su quei monti, colline e gran valli
si moriva dicendo così:
 
O Gorizia tu sei maledetta
per ogni cuore che sente coscienza
dolorosa ci fu la partenza
e il ritorno per molti non fu
 
O vigliacchi che voi ve ne state
con le mogli sui letto di lana
schernitori di noi carne umana
questa guerra ci insegna a punir
 
Voi chiamate il campo d'onore
questa terra di là dei confini
Qui si muore gridando assassini
maledetti sarete un dì
 
Cara moglie che tu non mi senti
raccomando ai compagni vicini
di tenermi da conto i bambini
che io muoio col suo nome nel cuor
 
Traditori signori ufficiali
Che la guerra l'avete voluta
Scannatori di carne venduta [2]
E rovina della gioventù [3]
 
O Gorizia tu sei maledetta
per ogni cuore che sente coscienza
dolorosa ci fu la partenza
e il ritorno per molti non fu.
 
[1] [variante: che cadeva a rovesci]
 
[2] [altra versione: 'Schernitori di carne venduta']
 
[3] [altra versione: 'Questa guerra ci insegna così']
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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