Un premio Nobel accusa Israele di “pulizia etnica”


(Nouvel Observateur – 21.4.2009)



La nord-irlandese premio Nobel per la pace 1976, Mairead Maguire, ha aspramente criticato la Municipalità di Gerusalemme est, che si prepara a procedere alla più massiccia espulsione di arabi dal 1967

Le Autorità israeliane sono state accusate, martedì 20 aprile, di praticare una politica di “pulizia etnica” a Gerusalemme est. Il premio Nobel per la pace 1976 Mairead Maguire ha aspramente criticato la Municipalità che progetta la demolizione di decine di case arabe. “Io credo che il governo israeliano porti avanti una politica di pulizia etnica nei confronti dei Palestinesi, anche qui a Gerusalemme est”, ha dichiarato la militante pacifista e femminista nord-irlandese.

Contro i diritti dell’uomo
“Io credo che le politiche del governo israeliano vadano contro il diritto internazionale, contro i diritti dell’uomo e contro la dignità del popolo palestinese”, ha aggiunto. Ha parlato nel corso di una conferenza stampa del Comitato di difesa degli abitanti di Al-Boustan, un lotto situato nel quartiere Silwan di Gerusalemme est, raggiunto da un ordine di demolizione per 88 abitazioni, emesso dalla municipalità israeliana della città.

La più massiccia espulsione dal 1967
I Palestinesi ritengono che, con questa demolizione, lo Stato ebraico speri di cacciarli da Gerusalemme est, che considerano come la capitale del loro futuro Stato. Le demolizioni sono state ordinate con la scusa che le abitazioni sono state costruite o ingrandite senza permesso israeliano. Il risultato, secondo il Comitato di difesa, è che circa 1.500 persone rischiano di ritrovarsi senza tetto. E questo rappresenta la più massiccia espulsione da quando il settore orientale della città è stato occupato da Israele nel 1967.

La “città di David”
Essi riconoscono di avere costruito o ampliato le loro case senza permesso, ma si giustificano asserendo che per i Palestinesi è praticamente impossibile ottenerlo.
Silwan, dove vivono più di 10.000 Palestinesi, è il luogo dove si presume sorgesse l’antica “città di David”. Attualmente vi vivono sessanta famiglie ebree.
Secondo l’organizzazione israeliana B’T selem per la difesa dei diritti dell’uomo, dal 2004 le autorità israeliane hanno demolito più di 400 abitazioni a Gerusalemme est. 
 


 

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