ProfileLe guerre dell'Impero in declino, 12 febbraio 2022 - Se non fosse tragica, farebbe ridere la goffa pantomima con cui l'Impero in declino (e i suoi satelliti destinati al sacrificio) cercano di riprendersi la scena in un mondo del quale sono oramai una scheggia minoritaria (nella foto, il presidente russo e quello cinese)  

 

Strategic Culture, 3 febbraio 2022 (trad.ossin)
 
L'anno della tigre inizia con un botto sino-russo
Pepe Escobar
 
L'anno della tigre delle acque nere (1) inizierà, a tutti gli effetti, con il botto di Pechino questo venerdì 4 febbraio 2022, quando i presidenti Xi Jinping e Vladimir Putin, dopo un incontro dal vivo prima della cerimonia iniziale delle Olimpiadi invernali, rilasceranno una dichiarazione congiunta sulle relazioni tra i loro due paesi
 
 
 
 
Sarà una mossa cruciale nella scacchiera Eurasia vs NATOstan, poiché l'asse anglo-statunitense è sempre più impantanato in Desperation Row: dopo tutto, “l'aggressione russa" si rifiuta ostinatamente di materializzarsi.
 
Dopo un'interminabile attesa probabilmente dovuta alla mancanza di funzionari adeguatamente attrezzati per scrivere una lettera intelligibile, la combinazione USA/NATO ha finalmente escogitato una prevedibile, intrisa di gergo burocratico, "non risposta" alle richieste russe di garanzie di sicurezza.
 
I contenuti sono stati fatti avere ad un quotidiano spagnolo, membro a pieno titolo dei media NATOstan. L’autore della fuga di notizie, secondo fonti di Bruxelles, potrebbe essere ormai a Kiev. Il Pentagono, in modalità di controllo dei danni, si è precipitato ad affermare: “Non siamo stati noi”. Il Dipartimento di Stato ha detto: "è autentico".
 
Anche prima che la "risposta" di mancata risposta trapelasse, il ministro degli Esteri Sergey Lavrov è stato costretto a inviare messaggi a tutti i ministri degli esteri della NATO, incluso il segretario statunitense Blinken, chiedendo come intendano il principio di indivisibilità della sicurezza - se pure lo intendono.
 
Lavrov è stato estremamente preciso: “Mi riferisco alle nostre richieste perché tutti rispettino fedelmente gli accordi sull'indivisibilità della sicurezza raggiunti in seno all'OSCE, nel 1999 a Istanbul, e nel 2010 ad Astana. Questi accordi prevedono certamente la libertà di scegliere le alleanze, ma la subordinano alla necessità di evitare qualsiasi misura che rafforzi la sicurezza di uno Stato a scapito della violazione della sicurezza degli altri”.
 
Lavrov ha colpito il nocciolo della questione quando ha sottolineato che "i nostri colleghi occidentali non stanno semplicemente cercando di ignorare questo principio chiave del diritto internazionale concordato nello spazio euro-atlantico, ma di dimenticarlo completamente".
 
Lavrov ha anche chiarito che “non permetteremo che questo argomento venga 'messo da parte'. Insisteremo per una conversazione onesta e una spiegazione del motivo per cui l'Occidente non vuole adempiere ai propri obblighi o intende farlo esclusivamente in modo selettivo e a suo favore".
 
Fondamentalmente, la Cina sostiene pienamente le richieste russe di garanzie di sicurezza in Europa e concorda pienamente sul fatto che la sicurezza di uno Stato non può essere garantita a danno di un altro Stato.
 
La questione è seria: la combinazione USA/NATO è decisa a far fuori due trattati cruciali che riguardano direttamente la sicurezza europea, e pensa di poterla farla franca perché c'è meno di zero discussioni sul contenuto e le sue implicazioni in tutto il NATOstan media.
 
L'opinione pubblica occidentale rimane assolutamente all'oscuro. L'unica versione dei fatti, riferita con insistenza martellante 24 ore su 24, 7 giorni su 7, è quella della “aggressione russa" – tra l'altro debitamente sottolineata nella "risposta" della NATO che non ha risposto.
 
Vuoi controllare il nostro equipaggiamento tecnico-militare?
 
Per l'ennesima volta Mosca ha chiarito che non farà concessioni sulle richieste di sicurezza solo perché l'Impero del Caos continua a minacciare – cos'altro? – sanzioni extra dure, l'unica “politica” che l’Impero riesce a concepire all’infuori dei bombardamenti veri e propri.
 
Il nuovo pacchetto di sanzioni, comunque, è pronto da un po' di tempo, probabilmente in grado di isolare Mosca dal sistema finanziario e/o dal casinò occidentale, e prendere di mira, tra gli altri, Sberbank, VTB, Gazprombank e Alfa-Bank.
 
E questo ci porta a ciò che Mosca farà dopo – considerando il prevedibile “atteggiamento estremamente negativo” (Lavrov) del NATOstan. Il viceministro degli Esteri Alexander Grushko aveva già lasciato intendere che la NATO sa perfettamente come stanno le cose, anche prima di rispondere con una non risposta:
 
“La NATO sa perfettamente che tipo di misure tecnico-militari la Russia è in grado di adottare. Non facciamo mistero delle nostre possibilità e agiamo in modo molto trasparente”.
 
Eppure i “partner” statunitensi non ascoltano. I Russi restano impassibili. Grushko lo ha formulato in termini di realpolitik: le misure concrete dipenderanno dai “potenziali militari” che potrebbero essere utilizzati contro la Russia. Dipende da quale tipo di armi nucleari verranno dispiegate nell'Europa orientale e da che tipo di equipaggiamento letale continuerà a essere trasferito in Ucraina.
 
In effetti, l'Ucraina – o il paese 404, secondo l'indelebile definizione di Andrei Martyanov – è solo un’umile pedina nel loro gioco (imperiale). In aggiunta alla miseria di Kiev su tutti i fronti, il capo del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale dell'Ucraina, Alexei Danilov, ha praticamente svelato il gioco (regionale).
 
In un'intervista ad AP, Danilov ha affermato che "gli accordi di Minsk possono creare il caos"; ha ammesso che Kiev ha perso totalmente la guerra nel 2014/15 e poi ha firmato gli Accordi di Minsk “sotto la minaccia delle armi russe” (falso: Kiev è stata sonoramente sconfitta dalle milizie del Donbass); ma soprattutto ha ammesso che Kiev non ha mai avuto alcuna intenzione di rispettare gli accordi di Minsk.
 
Quindi Kiev, in sostanza, sta infrangendo il diritto internazionale: gli Accordi di Minsk sono garantiti dalla risoluzione 2022 (2015) del Consiglio di sicurezza dell'Onu, adottata all'unanimità. Anche Stati Uniti, Regno Unito e Francia hanno votato “Sì”. Quindi non è difficile infrangere la legge, a patto di essere autorizzati dalle “grandi potenze”.
 
E su quell'invisibile "aggressione russa", beh, anche Danilov non può che negare "l’imminenza di un'invasione, che richiederà dai tre ai sette giorni".
 
Evviva i cavalli danzanti
 
Niente di tutto quanto sopra altera il fatto fondamentale che il combinato USA-UK (più i proverbiali chihuahua della NATO, Polonia e Paesi baltici) stanno girando come matti cercando di provocare una guerra. E l'unico modo per farlo è organizzare un incidente sotto falsa bandiera. Potrebbe essere a febbraio, potrebbe essere durante le Olimpiadi di Pechino, potrebbe essere prima dell'inizio della primavera. Ma verrà. E i Russi sono pronti.
 
Il preambolo è stato messo in scena direttamente da Monty Python Flying Circus (serie televisiva umoristica britannica, ndt), con Crash Test Dummy (un manichino usato per i test di incidenti automobilistici, ndt), alias POTUS (presidente degli USA, ndt). che urla al comico Zelensky, in uno scadente revival mongoloide: "Kiev sarà licenziata" (al suono di Bring On the Dancing Horses ?) ; uno Zelensky indignato che dice a POTUS: andiamo amico, fai marcia indietro; e la Casa Bianca che giura che gli Stati Uniti hanno prefigurato 18 scenari per l'"invasione russa" (Lavrov: 17 sono frutto del minestrone dell’intelligence USA, il 18 del Dipartimento di Stato)
 
Tutto lascia pensare ad un armamento frenetico e incessante del Paese 404: dai Javelin (missili anticarro, ndt) ai MANPAD (sistema missilistico antiaereo, ndt), alle costose ondate di "consiglieri" di Blackwater/Academi.
 
Sgombrando il campo dalle ipotesi farsesche, per non parlare degli scenari fuorvianti che prevedono una “invasione” che la Russia non ha nessuna intenzione di avviare, l'unica mossa razionale che Mosca potrebbe contemplare è quella di riconoscere de facto le Repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk, e inviare un contingente di forze di pace.
 
Ciò, ovviamente, farebbe infuriare la War Inc., infestata di neo-con, fino al parossismo intergalattico, poiché annullerebbe tutti quegli elaborati psyop che mirano a istillare la paura di nuove orde mongole, che avanzano bruciando e saccheggiando fino a... le pianure ungheresi?
 
Poi c'è la delicata questione di come de-nazificare l'Ucraina occidentale: sarà una questione strettamente ucraina, con zero coinvolgimento russo.
 
Il fantasma di Mackinder (2) sta impazzendo e contempla impotente la genialità imperiale di decidere di combattere una guerra su due fronti contro il partenariato strategico Russia-Cina. Almeno c'è Monty Python in soccorso: il Ministero delle camminate idiote (uno sketch del Monty Python's Flying Circus, ndt) è stato gloriosamente rilanciato come Ministero delle Strategie idiote.
 
Il posto d'onore va alla telefonata fatta da Little Blinkie al ministro degli Esteri cinese Wang Yi – che contiene tutti gli elementi di un brillante sketch comico. Protagonista è l’insieme di persone che anima il logo "Biden", che pensa che la leadership di Pechino potrebbe influenzare Putin a non esercitare "l'aggressione russa" contro 404. A margine, forse potrebbe esserci qualche discussione sul racket "Indo-Pacifico".
 
L’idea geniale è andata in frantumi quando ancora una volta Wang Yi – ricordi l'Alaska? – si è saputo ben cucinare lo squalo Blinkie. Il messaggio da tenere a mente: la Cina sostiene totalmente la Russia; sono gli USA che stanno destabilizzando l'Europa; e se dovessero arrivare altre sanzioni, l'Europa pagherà un prezzo terribile, non la Russia, che ovviamente può contare su un serio aiuto dalla Cina.
 
Ora confrontala con la telefonata tra Putin e Macron. È stata, per cominciare, cordiale. Hanno discusso della NATO "morta cerebrale" (copyright Macron). Hanno discusso dei proverbiali imbrogli anglosassoni. Hanno anche discusso della possibilità di formare un gruppo paneuropeo – una sorta di anti-AUKUS – con la Russia inclusa, frenando l'influenza dei Five Eyes (3) e deciso ad evitare con tutti i mezzi una guerra in suolo europeo. Per il momento sono tutte chiacchiere. Ma i semi che cambiano il gioco sono tutti lì.
 
Scenari fuorvianti insistono sul fatto che Putin abbia abilmente sfruttato l'ossessione imperiale della Cina per ristabilire la sfera di influenza della Russia. Senza senso. La sfera è sempre stata lì – e non verrà meno. La differenza è che Mosca alla fine si è stufata del pesante simbolismo che permea il pasticcio irrisolto 404: l'intreccio tra la cruda russofobia a Washington e il contenimento/accerchiamento della NATO che bussa alla porta.
 
Metaforicamente, questo potrebbe rivelarsi l'anno delle due – sanzionate – Tigri delle Acque Nere, una cinese, una siberiana. Saranno molestate senza sosta dall'aquila senza testa, inconsapevole del suo stesso irreversibile decadimento e capace di ricorrere sempre alle mosse seriali dell'Ave Maria dell'unica "politica" che conosce.
 
Il pericolo ultimo, specialmente per i tirapiedi europei, è che l'aquila senza testa non abbandonerà il suo precedente status di "indispensabile" senza provocare un'altra guerra devastante. In suolo europeo. Eppure le tigri insistono: a Pechino, prima dell'inizio dei Giochi, faranno l'ennesimo passo per seppellire irreversibilmente “l'ordine internazionale basato sulle regole”.
 
(1) La Tigre d’acqua è l'animale simbolo dell'anno lunare che comincia ufficialmente il primo febbraio 2022 con il Capodanno cinese.
 
(2) Halford Mackinder. È conosciuto per la sua celebre teoria geopolitica dell'Heartland (traducibile come Cuore della terra), cioè un'area geografica il cui controllo avrebbe consentito di dominare l'intero mondo. La zona in questione era individuata al centro del supercontinente Eurasiatico.
 
(3) I Cinque Occhi (Five Eyes in inglese, acronimo: FVEY) è un'alleanza di sorveglianza che comprende Australia, Canada, Nuova Zelanda, Regno Unito e Stati Uniti.
 

 

Ossin pubblica articoli che considera onesti, intelligenti e ben documentati. Ciò non significa che ne condivida necessariamente il contenuto. Solo, ne ritiene utile la lettura

 

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