Antiproibizionismo, agosto 2013 -  La Camera dei deputati dell’Uruguay ha approvato, mercoledì 31 luglio, un progetto per la legalizzazione della marijuana. Se la legge sarà definitivamente adottata, questo paese dell’America Latina sarà il primo al mondo nel quale lo Stato, di fatto, controllerà la produzione e la vendita della cannabis






Le Monde, 1 agosto 2013 (trad. ossin)


In Uruguay la legalizzazione della cannabis ad una tappa decisiva



La Camera dei deputati dell’Uruguay ha approvato, mercoledì 31 luglio, un progetto per la legalizzazione della marijuana, che dovrà ancora essere ratificata dal Senato. Se la legge sarà definitivamente adottata, questo paese dell’America Latina sarà il primo al mondo nel quale lo Stato, di fatto, controllerà la produzione e la vendita della cannabis.


I risultati del voto (50 a favore su 96, dopo 14 ore di discussione) sono stati accolti dagli applausi di un centinaio di sostenitori, presenti tra il pubblico.


Il progetto prevede principalmente che lo Stato “assumerà il controllo e regolamenterà l’importazione, l’esportazione, la semina, la coltura, la raccolta, la produzione, l’acquisto, lo stoccaggio, la commercializzazione e la distribuzione della cannabis e dei suoi derivati”.


Quaranta grammi per utente
In Uruguay il consumo non è attualmente criminalizzato, lo è invece il commercio. Se il Senato ratificherà il voto della Camera, sarà varato un organismo – l’Istituto per la regolamentazione e il controllo della cannabis (Ircca) – incaricato di gestire la produzione e la distribuzione, e di vigilare sull’applicazione della legge. I consumatori, residenti in Uruguay, maggiorenni e iscritti in un registro degli utenti, potranno allora acquistarne fino a 40 grammi al mese nelle farmacie autorizzate.

 


Sostenitori della legalizzazione applaudono il voto del Senato


La nuova legge consentirà anche la coltura per uso personale, per un massimo di sei piante. Sarà ancora consentita l’apertura di club di consumatori composti da 15 a 45 membri, con un limite autorizzato di 99 piante.


“Minimizzare i rischi”
L’obiettivo esplicito di questo progetto depositato nell’estate del 2012 dalla presidenza, ma elaborato dal Parlamento dove vi è una maggioranza di deputati del Frente Amplio (FA, sinistra), è quello di “minimizzare i rischi e ridurre i danni dell’uso di cannabis”.


L’obiettivo “non è quello di promuovere il consumo – il consumo esiste già”, ha sostenuto il deputato Sebastian Sabini, secondo cui il progetto mira principalmente a eliminare il consumo delle reti mafiose e a lottare contro il traffico di droga, che “finanzia il crimine organizzato e alcune attività illecite come la tratta di persone, la vendita di armi e il riciclaggio di denaro sporco. Questo non significa che dobbiamo smetterla con la lotta al traffico di droga, questo significa che bisogna combatterlo nei suoi aspetti sostanziali, senza colpire l’utente che ne ha 40 grammi in tasca”.


Se la vendita da parte dello Stato uruguayano di cannabis ai consumatori costituirà un fatto nuovo nel mondo secondo gli esperti, l’autorizzazione della coltura privata per uso personale non è un inedito. Essa è teoricamente autorizzata in Colorado, dove ogni adulto ha diritto a coltivare sei piante in casa. Anche in Spagna, la legge tollera la produzione di cannabis in ambito privato, da parte di maggiorenni e senza scopo di lucro.

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