La Voie democratique è il bersaglio dell’isteria repressiva del regime


Elezioni comunali tra minacce di guerra

Dall’annuncio della data delle elezioni comunali del 12 giugno 2009, il regime in Marocco ha scatenato un piano per mettere a tacere la Voie Democratique, con una serie di misure repressive, quali:
• Il divieto di riunioni pubbliche da parte della Voie Democratique
• Il rifiuto di concessione di sale pubbliche e private
• Divieto di accesso ai media audiovisivi, quale partito legale
• Sabato 4 aprile un intervento di forza degli uomini del generale Laangri contro una manifestazione pacifica ha lasciato sulla strada una ventina di feriti tra i militanti della Voie Democratique
• Sabato 6 giugno 2009 c’è stata la repressione dei sit-in organizzati da ANNAHJ ADDIMOCRATI (Casablanca, Agadir, Rabat, Fès, Tangeri, Guercif, Marrakech…) che ha provocato dei feriti
• Arresti con interrogatori minacciosi contro nostri compagni, poi rilasciati, a Tangeri, Guercif, Temara
• Denunce giudiziarie e intimidazioni contro diversi militanti, sette dei quali sono stati convocati il 12 giugno al Tribunale di Casablanca
• Convocazione del segretario nazionale della Voie Democratique, il 9 giugno 2009, seguita da un interrogatorio durato più di tre ore…

Mentre gli altri partiti (una trentina) assistono come spettatori a questa repressione ed alla violazione della libertà di espressione, e beneficiano di una presenza mediatica incredibile per il loro contributo a salvaguardare la democrazia di facciata. In effetti, la posta in gioco altro non è se non la divisione della torta tra le mafie locali ricomposte in occasione di questa mascherata elettorale.

Perché tanto odio contro la Voie Democratique?
A causa delle sue convinzioni, le sue analisi e prese di posizione: la costituzione, la laicità, il Sahara Occidentale, l’autonomia delle regioni Imazighen, la democrazia, il potere, l’impunità… tanti argomenti che collocano la Voie Democratique in una posizione di opposizione totale alla classe al potere, che non ha altro obiettivo che non sia quello di integrare o reprimere, per potere continuare a saccheggiare  le ricchezze del nostro popolo.

Boicottare queste elezioni è un dovere civico
Perché:
• La Costituzione attuale e le sue istituzioni sviliscono la libertà di espressione e la sovranità popolare, che devono essere la regola di ogni democrazia.
• A causa della posizione dominante del ministero dell’interno, questi comuni non saranno dotati di poteri e prerogative reali. Essi sono organizzati con regole ed una suddivisione che favoriscono le mafie locali.
• La campagna elettorale è stata svuotata da ogni sostanza critica, soprattutto relative al potere economico e politico al di fuori del controllo delle istituzioni.
• La corruzione, l’impunità dei crimini politici e finanziari sono la regola della forma di governo applicata da decenni, la falsificazione dei risultati elettorali, la repressione quotidiana dei movimenti sociali e rivendicativi…recano discredito alle istituzioni.


Tutti alla manifestazione per la libertà di espressione

Questa isteria repressiva, che si abbatte non solo sul nostro movimento, è il destino quotidiano di ogni voce che aspira alla giustizia, alla democrazia e all’edificazione di uno stato di diritto.
In effetti la democrazia di facciata è nell’impasse, il popolo marocchino l’aveva già condannato durante le elezioni del 7 settembre 2007, il makhzen ha dunque paura della crescita di una nuova condanna popolare di queste elezioni.
Forti della giustezza della nostra causa e dei nostri diritti, noi siamo determinati a proseguire la lotta per un’alternativa politica che permetta alla società marocchina di uscire dall’impasse.
La Voie Democratique partecipa all’iniziativa di manifestazione davanti al consolato del Marocco a Lille, e lancia un vibrante appello a tutti coloro che amano la giustizia perché sostengano il movimento democratico in Marocco e per il trionfo dei valori della giustizia e della democrazia.

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