Nawaat, 25 gennaio 2016 (trad.ossin)
 
Mappa della contestazione: il movimento sociale continua
Henda Chennaoui
 
Tra Kasserine, Sidi Bouzid e Tunisi il movimento sociale per il lavoro e lo sviluppo economico della regione continua a mobilitare migliaia di cittadini. Lunedì 25 gennaio, vi sono state manifestazioni a Kasserine, Sidi Bouzid, Regueb, Jeberiana, Hamma, Gafsa, Jendouba, Ghar Dimaou, Tibar, Siliana, Beja, Jendouba, Le Kef, e Tunisi. Dovunque le manifestazioni hanno continuato ad essere pacifiche
 
 
A Kasserine prosegue il sit-in
Nella città dove tutto è cominciato il 16 gennaio, i giovani disoccupati continuano il loro sit-in davanti alla sede del Governatorato per rivendicare lavoro e sviluppo economico della regione. In un comunicato pubblicato ieri, domenica 24 gennaio, i manifestanti si rallegrano “del fallimento dei tentativi di infiltrazione e di strumentalizzazione delle legittime richieste del sit-in e di tutto il movimento sociale pacifico”. I disoccupati condannano “la sordità del governo nei confronti della nostra richiesta di apertura di un dialogo”. Oppongono un rifiuto categorico alla gestione “sprezzante e centralizzata dei problemi della regione di Kasserine e dei suoi giovani”. Ribadiscono infine la loro determinazione ad affrontare “il sistema della corruzione e della burocrazia, che da anni provoca l’emarginazione della nostra regione e che tenta ancora di ignorare la nostra esistenza nei programmi di sviluppo”.
 
Nelle regioni la dignità passa per il lavoro e lo sviluppo

A Sidi Bouzid, stamattina 25 gennaio si è svolta una manifestazione di decine di persone. Organizzata dall’Unione dei Diplomati disoccupati, dalla sezione regionale dell’UGTT e dalla sezione regionale della Lega Tunisina per i diritti dell’uomo, la manifestazione si è diretta verso la sede del Governatorato, dove i manifestanti hanno chiesto di incontrare il governatore. “Ci aveva promesso, la settimana scorsa, una riunione per consentirci di presentare le nostre richiede di lavoro e sviluppo economico. Ma poi ha annullato tutto all’ultimo minuto senza spiegazioni”, secondo Atef Affi, membro dell’UDC a Sidi Bouzid. La sezione regionale dell’UDC ha rivolto un appello al governo perché risolva la questione del lavoro precario e affidi la gestione dei concorsi pubblici ad una commissione indipendente in cui sia rappresentata la società civile.
 
La manifestazione dei giovani disoccupati della regione è stata repressa dalla polizia che ha usato gas lacrimogeni e aggredito anche i passanti coi manganelli”, testimonia Atef Affi. Ne frattempo, alcuni giovani disoccupati hanno cominciato stamattina un sit-in dinanzi alla sede della delegazione di Regueb (40 km a sud di Sidi Bouzid) per reclamare sviluppo economico regionale, lavoro e che venga affrontato il tema della corruzione.
 
A Jebeniana (Sfax), vi è stata una grande manifestazione nel pomeriggio nel centro della città, per reclamare sviluppo economico e lavoro, ma anche le dimissioni del governo. Due sit-in proseguono dinanzi le sedi della municipalità e della delegazione da martedì 19 gennaio.
 
A El Hamma (Gabes), i manifestanti hanno bloccato la strada nazionale n.16 che collega Gabes a Kebili, pretendendo di essere ricevuti dai responsabili locali. Secondo Radio Tataouine, tutte le amministrazioni locali sono rimaste chiuse per tutto il giorno.
 
A Gafsa, diverse manifestazioni pacifiche si sono svolte oggi, di diplomati disoccupati e di operai dei cantieri. Tutti uniti dalle stesse rivendicazioni, i manifestanti hanno chiesto l’applicazione della discriminazione positiva a favore delle regioni meno sviluppate.
 
Nel nord-ovest, gli abitanti di diverse delegazioni nei governatorati di Jendouba, Siliana, Beja e Le Kef hanno continuato a manifestare con le stesse rivendicazioni. A Jendouba, dinanzi alle sedi di numerose delegazioni, si sono svolti, fin dal mattino dei sit-in. A GharDimaou, Tibar e Siliana, i diplomati disoccupati hanno manifestato per il diritto al lavoro e lo sviluppo economico della regione.
 
Due scioperi della fame a Tunisi
Quindici impiegati diplomati della Società Tunisina di Elettricità e del Gas sono al 22° giorno di sciopero della fame dinanzi alla sede della compagnia in via Kamel Ataturk a Tunisi. Una manifestazione di solidarietà, organizzata dai militanti di Manich Msamah, si è svolta a mezzogiorno. Gli scioperanti chiedono di risolvere la loro situazione finanziaria e amministrativa.
 
Alla Kasbah, una decina di giovani diplomati disoccupati hanno manifestato per il lavoro e lo sviluppo economico. Nonostante la forte presenza poliziesca, non si è registrata alcuna aggressione durante questa manifestazione pacifica.
 
Sabato 22 gennaio, otto giovani di Bouzayane (Sidi Bouzid) hanno cominciato uno sciopero della fame nella sede della Lega Tunisina per i diritti dell’uomo a Tunisi. Chiedono l’attuazione immediata di un accordo siglato l’anno scorso per il lavoro. A Bouzayane, si era svolto, dal 22 aprile al 4 giugno 2015, un sit-in di 47 giorni, seguito da uno sciopero della fame. L’agitazione aveva portato ad un accordo per l’assunzione di 64 giovani della regione nella funzione pubblica, firmato dal Ministero per gli Affari sociali, dal Segretario Generale aggiunto dell’UGTT, Bouali Mbarki, da un membro della Lega Tunisina per i diritti dell’uomo (LTDH) e da due deputati della regione, Mbarka Aouina (Fronte Popolare) e Nozha Bayaoui (Iniziativa nazionale). “Ma la lista è stata poi modificata e le autorità locali hanno soppresso otto nominativi. Noi continueremo lo sciopero della fame fino all’attuazione dell’accordo del 4 giugno 2015 nella sua interezza”, ci spiega Akram Dhif Allah, uno dei disoccupati in sciopero della fame. 
 
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