Nawaat, 19 gennaio 2016 (trad.ossin)
 
Kasserine: dopo il lutto, la rabbia
Henda Chennaoui
 
 
Martedì 19 gennaio, 14 manifestanti sono stati feriti e ricoverati all’ospedale regionale di Kasserine, nel corso di violenti scontri con la polizia. Il ministro dell’interno, questa sera, ha decretato in città un coprifuoco di 18 ore, fino alle 5 del mattino
 
 
Cresce la tensione a Kasserine, dopo la morte del giovane Ridha Yahyaoui, diplomato disoccupato, sabato 16 gennaio dinanzi alla sede del governatorato. Martedì 19 gennaio, 14 manifestanti sono stati feriti e ricoverati all’ospedale regionale di Kasserine, nel corso di violenti scontri con la polizia. Il ministro dell’interno, questa sera, ha decretato in città un coprifuoco di 18 ore, fino alle 5 del mattino. Ciò che non ha impedito a cinque giovani diplomati disoccupati di fare un sit-in, cominciato stamattina nei locali del governatorato.
 
Cinque giorni dopo il suicidio del giovane Yahyaoui, la città vive al ritmo delle manifestazioni e dei cortei. Decine di giovani assediano il governatorato con un sit-in improvvisato, chiedendo una inchiesta seria su quella che definiscono “una rete di corruzione e nepotismo istituzionalizzato da parte del governo”, ci dice Wajdi Khadraoui, uno dei manifestanti.
 
L’Assemblea dei Rappresentanti del Popolo ha deciso, martedì mattina, di sospendere l’agenda delle sue plenarie per convocare una riunione urgente dei deputati della regione, per discutere la situazione. L’ARP ha anche deciso di organizzare una audizione del primo ministro, Habib Essid. Quest’ultimo ha annunciato, lunedì 18 gennaio, la rimozione del primo delegato regionale di Kasserine e “ha disposto l’apertura di una inchiesta sulle circostanze della formazione della lista dei disoccupati del governatorato”.
 
Da parte loro, i giovani di Ennour e di El Zouhour non sono soddisfatti per queste misure. “Il primo delegato regionale non è l’unico responsabile coinvolto in fatti di corruzione. Noi vogliamo che sia fatta davvero pulizia, come si dice qui. Una pulizia che elimini tutte le infezioni e non solo le cicatrici” spiega Mohamed Hideya Bannani, un militante della società civile.
 
Proveniente dal quartiere più povero della città, El Karma, Ridha Yahyaoui, giovane diplomato in climatizzazione, 26 anni, è morto per folgorazione, sabato 16 gennaio. Quel giorno in città si era sparsa la notizia che la lista dei giovani diplomati disoccupati era stata manipolata dal governatorato e che il nome di Ridha era stato soppresso. “Apprende la notizia sabato mattina. Si dirige verso il governatorato per contestare la decisione. Non viene fatto entrare. Verso mezzogiorno si arrampica su un palo dell’elettricità, minacciando di suicidarsi. Rimane folgorato nell’indifferenza totale dei funzionari del governatorato” deplora Sami Nasri, un amico intimo del defunto.
 
IL 16 febbraio 2015, un sit-in di una trentina di giovani disoccupati dinanzi la sede del governatorato si era concluso con un accordo, firmato dai due deputati Kamel Hamzaoui e Mahmoud Kahri, l’ex governatore Adel Boughattas e il primo delegato regionale Nourredine Touaki. L’intesa impegnava i deputati e il governatorato a trovare lavoro ad una lista di 75 giovani. Ridha Yahyaoui figurava al numero 50.
 
 
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