Unz Review, 10 maggio 2019 (trad. Ossin)
 
Stati Uniti e Venezuela: il contesto storico
James Petras
 
"Il Venezuela ha le più grandi riserve di petrolio al mondo, le possiede e noi le vogliamo"
(Anonimo consigliere di Trump)
 
 
 
Introduzione
 
L'ostilità e i tentativi degli Stati Uniti per rovesciare il governo venezuelano sono parte di una lunga e poco gloriosa storia di intervento statunitense in America Latina, che ha avuto inizio nel secondo decennio del XIX secolo.
 
Nel 1823 il presidente degli Stati Uniti Monroe coniò quella che venne chiamata, dal suo nome, la "Dottrina Monroe" - il diritto degli Stati Uniti di tenere gli europei fuori dalla regione, e il diritto di intervento dei soli Stati Uniti, per il perseguimento dei loro interessi economici, politici e militari.
 
Passeremo in rassegna le fasi storiche dell'intervento politico e militare statunitense in nome dei propri interessi societari e bancari nella regione, e i movimenti politici e sociali latinoamericani che vi si sono opposti.
 
Il primo periodo va dalla fine del XIX secolo agli anni '30 e comprende le invasioni marittime, l'instaurazione di dittature vassalle degli USA e l’opposizione alle rivoluzioni popolari guidate da numerosi leader rivoluzionari, in El Salvador, (Farabundo Marti), Nicaragua, (Augusto Sandino ), Cuba (Jose Marti) e Messico [Lazaro Cárdenas].
 
Discuteremo quindi degli interventi statunitensi del dopoguerra, del rovesciamento di governi popolari e della repressione dei movimenti sociali, come in Guatemala (1954), il colpo di stato del Cile (1973), l’invasione della Repubblica Dominicana (1965), di Grenada (1982), e di Panama (1989).
 
Esamineremo poi i tentativi degli Stati Uniti per rovesciare il governo venezuelano (dal 1998 ad oggi).
 
La politica statunitense in America Latina: democrazia, dittatura e movimenti sociali
 
Il generale statunitense Smedley Butler ha sintetizzato i suoi 33 anni di carriera militare come quella di “un uomo muscolare al servizio del Big Business, di Wall Street e dei banchieri. . . Ho aiutato il Messico a salvaguardare gli interessi petroliferi statunitensi nel 1914. Ho dato una mano a rendere Haiti e Cuba un posto rispettabile dove la National City Bank poteva raccogliere denaro. . . Ho dato una mano nell’aggressione di una mezza dozzina di repubbliche centroamericane a beneficio di Wall Street. Ho contribuito a purificare il Nicaragua per lo. . . House of Brown Brothers nel 1902 - 1912. Ho dato un contributo alla Repubblica Dominicana in nome dell’interesse statunitense al suo zucchero nel 2016. Ho dato una mano a rendere l'Honduras accogliente per le aziende statunitensi di frutta nel 1903. . . ripensandoci, avrei potuto dare qualche suggerimento ad Al Capone ! "
 
Nei primi 40 anni del XX secolo, gli Stati Uniti hanno invaso Cuba, trasformandola in una quasi colonia e ripudiando il suo eroe dell'indipendenza Jose Marti; hanno fornito consiglieri e supporto militare al dittatore di El Salvador, hanno assassinato il suo leader rivoluzionario Farabundo Marti e ucciso 30.000 contadini senza terra che chiedevano la riforma agraria. Gli Stati Uniti sono intervenuti in Nicaragua, hanno combattuto contro il suo leader patriottico Augusto Sandino e hanno installato una dinastia dittatoriale guidata dal regime di Somoza, fino a quando non è stato rovesciato nel 1979. Gli Stati Uniti sono intervenuti a Cuba e installato una dittatura militare nel 1933, per reprimere una rivolta dei lavoratori dello zucchero. Tra il 1952 e il 1958, Washington ha armato la dittatura di Batista per annientare il movimento rivoluzionario del 26 luglio guidato da Fidel Castro.
 
Con la sconfitta del fascismo (1941-45), nacquero molti governi socialdemocratici in America Latina, ma gli Stati Uniti li contrastarono. Nel 1954 gli Stati Uniti rovesciarono il presidente eletto del Guatemala, Jacobo Arbenz, che aveva nazionalizzato le piantagioni di banane della United Fruit Company. Sostennero un colpo di stato militare in Brasile nel 1964, e i militari vi sono rimasti al potere per 20 anni. Nel 1963 gli Stati Uniti rovesciarono il governo democratico eletto della Repubblica Dominicana di Juan Bosch e la invasero nel 1965 per prevenire una rivolta popolare. Nel 1973 gli Stati Uniti appoggiarono un colpo di Stato militare che rovesciò il presidente socialista democratico Salvador Allende e appoggiarono il regime militare del generale Augusto Pinochet per quasi 20 anni. Successivamente, gli Stati Uniti intervennero e occuparono Grenada nel 1983 e Panama nel 1989.
 
Gli Stati Uniti hanno sostenuto regimi di destra in tutta la regione e hanno appoggiato gli oligarchi bancari e corporativi statunitensi che sfruttavano risorse, lavoratori e contadini.
 
Ma, all'inizio del 1990, potenti movimenti sociali guidati da lavoratori, contadini, impiegati / dottori e insegnanti della classe media hanno sfidato l'alleanza dei governanti delle élite nazionali e con gli Stati Uniti. In Brasile, il movimento dei 300.000 lavoratori rurali (MST) ha ottenuto l’espropriazione di grandi latifondi; in Bolivia minatori e contadini indigeni, compresi i coltivatori di coca, hanno rovesciato l'oligarchia. In Argentina scioperi generali e movimenti di massa di lavoratori disoccupati hanno rovesciato i leader corrotti, alleati con la City Bank. Il successo dei movimenti popolari nazionalisti e populisti portò a elezioni democratiche vinte da presidenti progressisti e di sinistra in tutta l'America Latina, in particolare in Venezuela.
 
Venezuela: elezioni democratiche, riforme sociali ed elezione del presidente Chavez
 
Nel 1989 il presidente del Venezuela, appoggiato dagli Stati Uniti, impose programmi di austerità che provocarono manifestazioni popolari che indussero il governo a ordinare alla polizia e ai militari di reprimere i manifestanti: diverse migliaia furono uccisi e feriti. Hugo Chavez, un ufficiale dell’esercito, si ribellò schierandosi con l'insurrezione popolare. Fu catturato, arrestato, successivamente liberato e si candidò alle elezioni presidenziali.. Venne eletto con un ampio margine nel 1999 su un programma di riforme sociali, nazionalismo economico, lotta alla corruzione e indipendenza politica.
 
Washington avviò una campagna ostile premendo sul presidente Chavez affinché accettasse l'agenda di guerra globale di Washington (presidente Bush) in Afghanistan e in tutto il mondo. Chavez rifiutò di sottomettersi e dichiarò che non si poteva "combattere il terrorismo col terrorismo". Alla fine del 2001, l'ambasciatore degli Stati Uniti tenne incontri con l'élite imprenditoriale e un settore militare per cacciare il presidente eletto Chavez attraverso un colpo di Stato realizzato nell'aprile 2002. Il colpo di Stato durò solo 24 ore. Più di un milione di persone, soprattutto provenienti dalle bidonville, marciarono fino al Palazzo presidenziale, sostenuti da militari lealisti. Sconfissero il colpo di Stato, riportando al potere il presidente. Chavez ha poi continuato a vincere una dozzina di elezioni e referendum democratici nel decennio successivo. Il presidente Chavez è riuscito in gran parte grazie al suo vasto programma di riforme socio-economiche a favore dei lavoratori, dei disoccupati e della classe media.
 
Oltre 2 milioni di case e appartamenti sono stati costruiti e distribuiti gratuitamente alle classi popolari; centinaia di cliniche e ospedali hanno fornito assistenza sanitaria gratuita nei quartieri più popolosi; università, scuole di formazione e centri medici per studenti a basso reddito sono stati costruiti con lezioni gratuite.
 
Migliaia di persone nelle comunità di quartiere e i "collettivi locali" hanno discusso e votato su questioni sociali e politiche – comprese critiche e richiami ai politici locali, anche del partito di Chavez.
 
Tra il 1998 e il 2012, il presidente Chavez ha vinto quattro elezioni presidenziali consecutive, diverse maggioranze congressuali e due referendum nazionali, ottenendo tra il 56% e oltre il 60% del voto popolare. Dopo la morte di Chavez, il presidente Maduro ha vinto le elezioni nel 2013 e nel 2018, ma con un margine più ristretto. La democrazia fiorì, le elezioni furono libere e aperte a tutti i partiti.
 
Non riuscendo, i candidati sostenuti dagli Stati Uniti, a vincere le elezioni, Washington è ricorsa a violenti scontri di piazza e ha fatto appello ai militari perché si ribellassero e ribaltassero i risultati elettorali. Gli Stati Uniti hanno applicato sanzioni a partire dal presidente Obama, e ancor più col presidente Trump. Gli Stati Uniti hanno sequestrato miliardi di dollari in beni venezuelani e raffinerie di petrolio negli Stati Uniti. Gli Stati Uniti hanno nominato un nuovo presidente (non eletto) (Guaido) che hanno manovrato nel tentativo di far ribellare i militari e prendere il potere.
 
Hanno fallito: solo un centinaio circa di soldati su 267.000 e alcune migliaia di sostenitori di destra hanno risposto all’appello. La rivolta dell' "opposizione" è stata un fallimento.
 
I fallimenti degli Stati Uniti erano prevedibili perché la massa degli elettori ha difeso le conquiste socio-economiche; il suo controllo del potere locale; la sua dignità e il rispetto. Oltre l'80% della popolazione, compresa la maggior parte dell'opposizione, ha respinto la prospettiva di un'invasione statunitense.
 
Le sanzioni statunitensi hanno contribuito all'iperinflazione e alla morte di 40.000 cittadini venezuelani, a causa della scarsità di prodotti medici.
 
Conclusione
 
Gli Stati Uniti e la CIA hanno seguito le orme tracciate nel secolo scorso, cercando di rovesciare il governo venezuelano e di prendere il controllo delle sue risorse di petrolio e minerali. Come in passato, gli Stati Uniti hanno cercato di imporre una dittatura subalterna che avrebbe dovuto reprimere i movimenti popolari e sovvertire i processi elettorali democratici. Washington ha cercato di imporre un apparato elettorale che assicurasse l'elezione dei suoi scagnozzi, come avveniva in passato e come ha fatto in tempi recenti in Paraguay, Brasile e Honduras.
 
Finora Washington ha fallito, in gran parte a causa della difesa che le popolazioni hanno fatto delle loro conquiste storiche. La maggior parte dei poveri e dei lavoratori è consapevole che un'invasione e un'occupazione degli Stati Uniti porterebbe a eccidi di massa e alla distruzione della sovranità e della dignità.
 
Il popolo è consapevole delle aggressioni statunitensi e degli errori del governo e chiedono correzioni e rettifiche. Il governo del presidente Maduro favorisce un dialogo con l'opposizione non violenta; I venezuelani stanno sviluppando legami economici con Russia, Cina, Iran, Turchia, Bolivia, Messico e altri paesi indipendenti.
 
L'America Latina ha vissuto decenni di sfruttamento e dominio da parte degli Stati Uniti; ma ha anche creato una storia di resistenza popolare vittoriosa, e anche rivoluzioni in Messico, Bolivia e Cuba; movimenti sociali di successo e risultati elettorali vittoriosi negli ultimi anni in Brasile, Argentina, Ecuador e Venezuela.
 
Il presidente Trump e la sua coorte omicida di Pompeo, Bolton e Abrams hanno dichiarato guerra al popolo venezuelano, ma finora sono stati sconfitti.
 
La lotta continua.
 
 
 
Ossin pubblica articoli che considera onesti, intelligenti e ben documentati. Ciò non significa che ne condivida necessariamente il contenuto. Solo, ne ritiene utile la lettura

 

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