Arrêt sur info, 26 novembre 2017 (trad.ossin)
 
La Francia complice d’un crimine di massa in Yemen
Bruno Guigue
 
Nell'indifferenza generale, il paese più povero del mondo arabo subisce l'orrore di una aggressione omicida straniera. Bombardato notte e giorno, la popolazione viene affamata da un blocco marittimo e aereo. Lo Yemen conta 27 milioni di abitanti. Secondo l'ONU, 10 milioni di essi necessitano di un aiuto umanitario urgente, 7 milioni sono minacciati dalla carestia e un milione è vittima di un'epidemia di colera. La penuria di carburante paralizza i trasporti, il funzionamento delle reti di acqua potabile, di elettricità, di depurazione.
 
 
L’aviazione saudita non risparmia né le scuole, né gli ospedali, né i luoghi di culto. Cerca di piegare il popolo yemenita col terrore . Non è una guerra contro dei combattenti, ma un'impresa di demoralizzazione della popolazione, di distruzione totale, di annientamento delle infrastrutture. L'azione combinata degli attacchi aerei e del blocco (aereo e marittimo) mira a mettere in ginocchio l'intera popolazione. Riyadh pretende di difendere il governo legittimo. Ma allora, perché imporre il blocco a tutto il paese?
 
Dal marzo 2015, la coalizione guidata dai wahhabiti massacra i civili sostenendo di combattere una ribellione colpevole di essersi alleati con l'ex presidente Ali Abdallah Saleh contro il suo successore filo saudita Abd Rabbo Mansour Hadi. Questo intervento ha fatto più di 10 000 vittime, ma non è riuscito a modificare i rapporti di forza. L’offensiva terrestre ha fallito, la resistenza yemenita è accanita, e un missile ha sfiorato la capitale saudita il 9 novembre. Centinaia di migliaia di bambini soffrono la malnutrizione in un paese devastato dalle bombe e affamato dal blocco, ma questa guerra è senza uscita.
 
La propaganda saudita la giustifica invocando la legalità internazionale. Il movimento “Ansarullah” ha investito la capitale del paese nel settembre 2014 e spinto il presidente Mansour Hadi alle dimissioni nel gennaio 2015. Questo inatteso successo ha preso alla sprovvista i Sauditi e i loro padrini occidentali. Decisi a intervenire, hanno ottenuto dal consiglio di sicurezza dell'ONU la risoluzione 2216 del 14 aprile 2015, di condanna della presa del potere da parte degli Huthi e riaffermando la legittimità del presidente Hadi.
 
Questa decisione dell'ONU ha offerto una copertura giuridica che ha autorizzato  Riyadh a colpire lo Yemen senza pietà per battere la ribellione. Perversione del diritto internazionale, è un assegno in bianco che consente al paese arabo più ricco di schiacciare il paese arabo più povero. Tutto avviene come se l'aggressore beneficiasse di una specie di permesso di ammazzare su larga scala, con la benedizione di potenze occidentali che gli forniscono armi in quantità illimitata, mentre la ribellione huthi è colpita dall'embargo.
 
Le armi usate per massacrare il popolo yemenita, la coalizione non le ha trovate sotto l'albero di Natale. Sono armi occidentali. Le bombe lanciate sui bambini yemeniti sono di una precisione rimarchevole. Complimenti ! Il sistema di guida elettronico è francese. Grazie al loro raggio d'azione, gli F-35 sauditi possono colpire dove vogliono. Un altro “Bravo”! Gli aerei rifornitori sono francesi. Il blocco marittimo che affama la popolazione yemenita è di una temibile efficacia. Chicchirichì, vi partecipa anche la marina francese. La storia ricorderà che Hollande e Macron hanno fatto crepare i bambini yemeniti.
 
Quanto vale la vita di questi poveri marmocchi, rispetto alla nostra meravigliosa industria della morte? La monarchia saudita è il primo cliente della Francia. Ha acquistato 9 miliardi di armi tra il 2010 e il 2016, vale a dire il 15 / 20 % delle esportazioni francesi. Senza esitare, la Repubblica arma il braccio degli assassini. Da due anni, Riyadh commette un crimine di massa di cui Parigi è complice. Nel 2011, la Francia ha distrutto la Libia in nome dei diritti dell'uomo. Nel 2017, partecipa alla distruzione dello Yemen in nome degli affari. La “patria dei diritti dell'uomo” oramai è solo un mucchio di letame.
 
Curiosamente, il cuore delle prefiche non dà segni di vita. E' vero che non siamo in Siria. Niente “Caschi bianchi” esperti in maquillage, niente parlamentari ecologisti a zonzo, niente diritti-umanisti per firmare petizioni. Lo Yemen non preoccupa nessuno a Saint-Germain-des-Prés. E' uscito dagli scranni radar della bobosfera. Ma perché tanta indifferenza da parte delle anime buone, sempre pronte a dolersi per le disgrazie planetarie? La propaganda  occidentale ci fornisce subito la risposta: è la complicità degli Huthi con Teheran. Appartenendo alla comunità sciita “zaydita”, il movimento “Ansarullah” sarebbe al servizio delle ambizioni iraniane.
 
Ecco dunque il crimine imperdonabile di questo Yemen ribelle. Sta dalla parte delle forze del male, viene a patti coi mullah. Gli Huthi e i loro alleati ammirano Hezbollah libanese, appoggiano la Siria sovrana, credono ancora al nazionalismo arabo. E' inammissibile. Peggio ancora, questi incorreggibili Yemeniti, loro, non hanno mai messo in vendita la loro solidarietà col popolo Palestinese. Per gli imperialisti e i loro lacchè, la vittoriosa ribellione di Sanaa è una scandalosa anomalia, un foruncolo sul viso da schiacciare. E' il Venezuela della penisola araba. Non c'è bisogno di cercare più lontano le ragioni del calvario inflitto a questo popolo coraggioso.
 
 
 
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