The Saker, 24 agosto 2020 (trad.Ossin)
 
La Bielorussia sarà la prossima Siria?
The saker
 
Va bene, lo ammetto, il titolo è piuttosto iperbolico :-) Ma ecco cosa sto cercando di dire: ci sono segnali che la Russia stia intervenendo nella crisi bielorussa (finalmente!)
 
 
Lukashenko col figlio
Innanzitutto, possiamo vedere un cambiamento davvero radicale nelle politiche di Lukashenko: se inizialmente è sembrato propenso a scatenare una brutale repressione, sia dei rivoltosi violenti che dei manifestanti pacifici, ora ha virato di 180 gradi e il risultato è piuttosto sorprendente: domenica ci sono state grandi manifestazioni contro Lukashenko, ma non una sola persona è stata arrestata. Non una. Ancora più sorprendente: l’emittente polacca Nexta Telagram (che è il principale strumento utilizzato dall'Impero per rovesciare Lukashenko) inizialmente ha lanciato appelli per una protesta pacifica ma, in fine giornata, è partito un appello a cercare di occupare il principale palazzo presidenziale. Quando i rivoltosi (a questo punto abbiamo a che fare con un tentativo illegale, violento, di rovesciare lo Stato - quindi non li chiamo manifestanti) sono hanno raggiunto l’edificio, si sono trovati di fronte a un vero e proprio "muro" di poliziotti antisommossa perfettamente equipaggiati: questo spettacolo (davvero impressionante) è stato sufficiente a fermare i rivoltosi che sono rimasti per un po' e poi se ne sono andati.
 
In secondo luogo, Lukashenko ha fatto qualcosa di piuttosto strano, ma che ha perfettamente senso nel contesto bielorusso: si è vestito in completa tenuta da combattimento, ha afferrato un AKSU-74 d’assalto, ha vestito suo figlio (di 15 anni!) anche lui in completa tenuta da combattimento (elmetto compreso) ed è volato in elicottero sopra Minsk, atterrando nell'edificio presidenziale. I due si sono poi diretti verso i poliziotti antisommossa, e Lukashenko li ha ringraziati calorosamente col risultato che l'intera forza di polizia gli ha tributato una standing ovation. Alla maggior parte di noi questo comportamento potrebbe sembrare piuttosto stravagante se non addirittura sciocco. Ma nel contesto della crisi bielorussa, che è una crisi combattuta principalmente sul terreno dell'informazione, ha perfettamente senso.
 
- La scorsa settimana Lukashenko ha detto che non ci saranno altre elezioni, e nemmeno un colpo di Stato, finché lui resterà in vita.
- Questa volta Lukashenko ha deciso di mostrare, simbolicamente, che è al comando e che morirà combattendo insieme a suo figlio, se necessario.
 
Il messaggio qui è chiaro: "Non sono Janukovic e, se necessario, morirò proprio come è morto Allende".
 
Inutile dire che la macchina della propaganda anglo-sionista ha immediatamente dichiarato che vedere Lukashenko portare un kalashnikov è un chiaro segno che è impazzito. Nel contesto occidentale, se fossimo, diciamo, in Lussemburgo o in Belgio, questa accusa di follia sarebbe azzeccata. Ma nel contesto bielorusso, queste accuse ottengono pochissimo seguito, attribuitelo a differenze culturali se vi piace.
 
Per capire quanto sia stato potente il messaggio di Lukashenko, bisogna tener presente che le due informazioni-chiave che l'operazione PSYOP dell'Impero stava cercando di trasmettere al popolo della Bielorussia sono:
 
- Ci sono profonde divisioni tra e all'interno delle élite al potere (specialmente i cosiddetti "siloviki" - i "ministeri del potere" se volete, come gli affari interni o il KGB).
- Lukashenko è già fuggito dal paese o sta per fuggire (ogni volta che un elicottero sorvola Minsk, gli PSYOP occidentali dicono che si tratta di Lukashenko "in fuga dal paese").
 
Sospetto fortemente che quanto accaduto tra Putin e Lukashenko sia molto simile a quanto avvenne in precedenza tra Putin e Assad: inizialmente sembra che, sia Assad che Lukashenko, pensassero che la violenza pura avrebbe risolto il problema. Questa convinzione profondamente sbagliata ha portato a una situazione in cui le autorità legittime sono state quasi rovesciate (e questo è ancora possibile in Bielorussia). In ogni caso, i Russi hanno detto chiaramente qualcosa del tipo "ti aiuteremo, ma devi cambiare radicalmente i tuoi metodi". Assad ascoltò. Sembra che anche Lukashenko lo abbia fatto, almeno in una certa misura (questo processo è appena iniziato).
 
La verità è che l'opposizione si trova in una situazione difficile: la stragrande maggioranza del popolo bielorusso chiaramente non vuole un violento colpo di Stato, seguito da una sanguinosa guerra civile, una totale deindustrializzazione del paese e una totale sottomissione all'Impero, vale a dire non vogliono seguire la "via Ukie". Ma come puoi rovesciare * legalmente * un governo, specialmente se quel governo ora invia il messaggio chiaro "bisogna che ci ammazziate se volete prendere il potere"?
 
Poi c'è l'immenso problema con Tikhanovskaia: mentre pochi credono che lei abbia ottenuto il 10% e Lukashenko l'80% - nessuno crede sinceramente che lo abbia battuto. Quindi, mentre l'Occidente vuole dipingere Lukashenko come " il prossimo Maduro ", è praticamente impossibile convincere qualcuno " che Tikhanovskaia possa essere il prossimo Guaido ".
 
Allora dove andiamo?
 
Ebbene, Lukashenko non ha licenziato il ministro degli Esteri Makei o il capo del KGB Vakulchik. A dire il vero, tendo a essere d'accordo con alcuni analisti russi che affermano che il problema non è tanto Makei, e che il principale russofobo a Minsk è lo stesso Lukashenko (solo un esempio: è stato lui a rimuovere i quattro Sukhoi che la Russia aveva inviato per aiutare la Bielorussia a controllare il suo spazio aereo). È verissimo che Lukashenko gestisce tutti i suoi ministeri con pugno di ferro, e che dire che Makei è tutto malvagio e nero, mentre Lukashenko è una candida vittima innocente, non è molto credibile. Tuttavia, anche se Makei e Vakulchik hanno solo eseguendo gli ordini di Lukashenko, ora devono renderne conto, in segno di contrizione e riparazione nei confronti della Russia. Tuttavia, i Russi probabilmente diranno a Lukashenko che il Cremlino non è disposto a collaborare con questi voltagabbana.
 
Poi ci sono le dichiarazioni pubbliche del ministro della Difesa bielorusso, Viktor Khrenin, che dice tutte le cose giuste e che sembra prendere una linea molto dura contro quelle forze occidentali che stanno dietro a questo ultimo tentativo di rivoluzione colorata. È ben noto in Russia che, mentre i diplomatici bielorussi sembrano, come dire, preferire i sorrisi alla collaborazione sostanziale con la Russia, nel caso dell'esercito bielorusso la situazione è abbastanza diversa: non solo le forze armate russe e bielorusse si addestrano insieme, ma condividono anche l'intelligence su base continuativa. Inoltre, senza la Russia, l'esercito bielorusso si troverebbe completamente isolato, incapace di procurarsi supporto tecnico o pezzi di ricambio, disconnesso dai sistemi di allerta precoce russi e privato del supporto dell'intelligence russa.
 
L'esercito bielorusso è radicalmente diverso dall'esercito ucraino, che aveva praticamente perso ogni capacità di combattimento da decenni e che venne poi epurato da tutti i veri patrioti ed era incredibilmente corrotto. Al contrario, l'esercito bielorusso - relativamente piccolo - è, a detta di tutti, molto ben addestrato, adeguatamente equipaggiato e comandato da ufficiali molto competenti. Penso che sia una scommessa sicura dire che le forze armate sono fedeli a Lukashenko e che probabilmente sarebbero favorevoli a una piena riunificazione con la Russia.
 
Per quanto riguarda lo stesso Lukashenko, per la prima volta ha consentito a un partito apertamente filo-russo di registrarsi (in passato, movimenti, organizzazioni e partiti filo-russi erano stati sistematicamente perseguitati e chiusi). Ha anche dichiarato alla TV pubblica che "il suo amico Putin" lo ha consigliato su come reagire ai manifestanti.
 
Quindi la Bielorussia diventerà la prossima Siria?
 
Beh, no, certo che no, i due paesi sono troppo diversi. Ma in un senso diverso, quello che è successo in Siria potrebbe accadere in Bielorussia: la Russia fornirà il suo pieno sostegno, ma solo in cambio di importanti riforme a tutti i livelli. E sebbene Lukashenko ora dichiari che l'Occidente vuole distruggere la Bielorussia solo come un primo passo per distruggere la Russia, non credo che ci sia alcuna possibilità di un conflitto militare, a meno che non accada una di queste tre cose:
 
- Qualche pazzo di una delle due parti apre il fuoco e innesca un incidente militare (e anche questo potrebbe non essere sufficiente)
- I polacchi, alla disperazione, fanno qualcosa di incredibilmente stupido (la storia polacca dimostra che questa è una possibilità molto reale)
- Lukashenko viene ucciso e si crea il caos (neanche molto probabile)
 
Dobbiamo ricordare che, quando la Russia è intervenuta in Siria, l'esercito siriano era allo sfascio e sostanzialmente sconfitto. Questo non è affatto il caso della Bielorussia, che dispone di un eccellente esercito (del tipo "freddo e determinato") e può proteggere il proprio paese, specialmente se sostenuto dalle forze del KGB e del Ministero degli affari interni.
 
Tuttavia, mentre Lukashenko potrebbe essere parte della soluzione a breve termine, a lungo termine dovrà essere sostituito da un leader affidabile, di cui il popolo bielorusso e il Cremlino possano davvero fidarsi, e il cui compito principale dovrà essere la completa reintegrazione della Bielorussia con la Russia. Ancora una volta, una grande differenza con la Siria.
 
 
Ossin pubblica articoli che considera onesti, intelligenti e ben documentati. Ciò non significa che ne condivida necessariamente il contenuto. Solo, ne ritiene utile la lettura

 

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