The Saker, 21 aprile 2021 (trad.ossin)
 
Navi da guerra USA nel Mar Nero? Sarebbero distrutte in pochi minuti
Andrei Martyanov
 
Per le navi della Marina statunitense, entrare nel Mar Nero e sperare di sopravvivere nel caso - Dio non voglia – di un conflitto con la Russia - sì, avete letto bene - è un sogno irrealizzabile o, per essere ancora più precisi, una fiction non scientifica. Queste navi - e non parliamo del caso delle singole cacciatorpediniere statunitensi della classe Arleigh Burke (le più attive in dotazione alla Marina degli Stati Uniti), che entrano periodicamente nel Mar Nero per "sventolare la bandiera" e affermare la presenza USA / NATO in questo specchio d'acqua cruciale - sono consapevoli del fatto che il Mar Nero a tutti gli effetti è un lago della Russia. Tutti ricordano una voce diffusa (diffusa molto probabilmente da alcuni "patrioti" russi eccessivamente zelanti, ma non molto competenti) sul DDG-75 USS Donald Cook, i cui sistemi elettronici erano stati "bruciati" da un paio di intrepidi Su-24 russi nell'aprile del 2014, costringendolo a ritornare rapidamente a Constanta, dove, pare, alcuni membri dell’equipaggio avrebbero espresso il desiderio di abbandonare la nave. Il NYT e altri media statunitensi, non senza giustificazione, hanno definito quelle voci come "propaganda" russa. Hanno ragione.
 
 
In realtà, le disavventure della USS Donald Cook hanno ben poco a che fare con i Su-24 o con qualche magico ECM. Quel che interruppe la navigazione della nave fu il fatto, come lo stesso presidente russo Vladimir Putin ha ricordato più di una volta, che la Donald Cook venne individuato, tracciato e, quando si rese necessario, bloccato dal radar dei due complessi di missili da crociera anti-navi K-300P Bastion e Bal, situati sulle rive della Crimea. E tutto questo provocò indubbiamente un bel po’ di rumore, quando i rilevatori di radiazioni passive della Donald Cook iniziarono a segnalare che la nave era bloccata da una delle armi più spaventose nell'inventario della Russia: un lanciatore di missili P-800 Oniks (Onyx). Questo missile a lungo raggio M = 2,5 è ciò che rende la prima linea di difesa della flotta russa del Mar Nero assolutamente letale, perché è precisamente un tipo di armamento progettato per saturare la difesa aerea delle navi statunitensi dotate del sistema di controllo Aegis e del radar Spy-1. Gli ufficiali della marina USA conoscono le salve e le capacità missilistiche, comprese le soglie di saturazione dei loro sistemi di difesa aerea di bordo, e sanno che è impossibile difendersi da una salva di più di 4 P-800 Oniks o di più di 8 subsonici X-35 , nell'area dell’ECM attivo del Mar Nero. La Russia può ripetere molte volte queste salve e lanciarne anche altre più potenti, nella frequenza e densità che si ritenga necessaria.
 
Ma stiamo parlando solo di quello che può fare una sola 15 ° brigata indipendente d’artiglieria e di missili di difesa, in grado di dispiegare i sue lanciatori ovunque in Crimea, anche nei siti più difesi, con l'aviazione della Flotta del Mar Nero e le forze di difesa aerea della Crimea, che nascondono il luogo di partenza dei lanci. I sistemi ISR russi forniscono aggiornamenti per la situazione operativa e distribuiscono il targeting per qualsiasi ricevitore dalla parte russa in tempo reale. Ovviamente, bisogna sempre tenere presente che in Crimea si trovano anche due squadroni (più di 24 aerei da combattimento) di SU-27SM / SU-30SM e ciascuno di questi aerei può trasportare una varietà di armi d'attacco, incluso il missile anti-nave X-31A M = 3.5 e il missile anti-radiazioni X-31P. C’è poi il reggimento dell'aviazione a Simferopol, che dispiega 22 Su-24M, viene riequipaggiato con SU-30SM. Per inciso, questi venerabili guerrieri ( Su-24M ) trasportano anche X-31A, che, realisticamente, sono in grado di lanciare una prima salva (moltiplicare per 0,5) composta di 30-40, occorre poi aggiungere i missili della forza costiera e arriviamo a 60 - 70 missili, almeno, solo per la prima salva. È sufficiente per affondare diversi gruppi da combattimento di portaerei anche con tutti i loro apparecchi in volo e anche se tutti i loro sistemi Aegis-Spy-1 funzionano correttamente.
 
Non va inoltre dimenticato che anche le navi della Flotta del Mar Nero e quelle – compreso un incrociatore, alcune fregate e dei sottomarini a prolusione elettrica - della Squadriglia Mediterranea intorno alla Siria, hanno una potenza capace di distruggere navi nemiche con missili 3M54 del tipo Kalibr, che accelerano a M = 2.9 sul terminale ed effettivamente non sono intercettabili in una salva di 2+. Tutti questi missili sono pilotati da una Intelligenza Artificiale in fase di salva e possiedono un'elevatissima resistenza all'inceppamento (alcuni possono bloccare i sensori del nemico da soli). E questo non è tutto, ovviamente. La flotta del Mar Nero è supportata dalle forze del distretto militare meridionale, di cui fanno parte, e se quanto abbiamo detto più sopra è di per sé distruttivo per qualsiasi combinazione di forze navali USA / NATO che entrasse nel Mar Nero, la cosa qui diventa addirittura deprimente per il Pentagono. La 4 ° forza aerea e della difesa aerea che fa parte di questo distretto schiera quei fastidiosi MiG-31K (originariamente avevano base nel distretto e continuano ad effettuare missioni partendo da lì, fin dal 2017) armati di missili ipersonici Kinzhal Kh-47M2, il cui M = 10 + e le manovre violente e l'incredibile portata di 2000 chilometri li rendono impermeabili a qualsiasi tecnologia di difesa aerea che gli Stati Uniti hanno oggi e avranno nel prossimo futuro (almeno 7-10 anni). È persino dubbio che questi missili siano effettivamente rilevabili. Questi aerei da combattimento sono in grado di affondare non solo qualsiasi cosa galleggi nel Mar Nero, ma anche nel Mediterraneo orientale, senza nemmeno attraversare la linea di costa della regione russa di Krasnodar o della Crimea. E’ ovvio che la Russia non comunica dove si trovino di volta in volta questi aerei. Chissà dove? Bene, l'intelligence USA potrebbe saperlo, ma è un classico caso di buona deterrenza. In questo caso, la probabilità di colpire qualsiasi obiettivo nel Mar Nero per Kinzhal dipende non dalla capacità di risposta del bersaglio, ma solo dal fatto che il missile stesso sia in pieno ordine di combattimento.
 
Quindi, come potete vedere, la flotta russa del Mar Nero non manca certo di strumenti subsonici, supersonici e ipersonici, e le persone competenti del Pentagono lo sanno. Questo è il motivo per cui l'apparizione di quei due cacciatorpediniere statunitensi nel Mar Nero è, letteralmente, prima di tutto scena, e poi un tentativo di raccogliere informazioni in vista di quella che oggi sembra una probabilità decrescente di scontro nel Donbass. Scrivo spesso che molte persone negli Stati Uniti, e parlo di decisori politici, non riescono a cogliere la portata della inferiorità statunitense nei confronti della Russia su tutti i fronti militari. Non è solo quantitativa; è qualitativa e il divario non fa che aumentare. Ma lo sto dicendo da anni, o no?
 
 
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