ProfileIntervento, 16 giugno 2018 -  I summit del G-7 dovrebbero simbolizzare l’« Occidente », la sua unità e il suo potere. Questi summit avevano la pretesa di fissare direttive politiche al mondo. Siamo felici di constatare che sono morti (nella foto, una immagine del summit)         
 
Moon of Alabama, 9 giugno 2018 (trad.ossin)
 
L’« Occidente » è il passato
Moon of Alabama
 
I summit del G-7 dovrebbero simbolizzare l’« Occidente », la sua unità e il suo potere. Questi summit avevano la pretesa di fissare direttive politiche al mondo.
 
Siamo felici di constatare che sono morti.
 
 
Non so chi abbia ritoccato questa foto.
 
E’ il ritocco di una foto scattata dal fotografo dello staff della cancelliera tedesca Merkel, Jesco Denzel, che è stata scaricata dalla sua pagina Instagram :
 
 
Davvero il ritocco serve a renderla più bella? Non è simile a questa scena ?
 
Un’altra immagine di quel momento mostra i vari capi di Stato mentre redigono un documento comune e ne discutono la formulazione. 
 
 
Trump ha respinto il comunicato del summit:
 
Secondo due persone informate sull’andamento delle discussioni, la parte statunitense ha posto obiezioni all’inclusione della frase: “ordine internazionale basato sulle regole”, anche se si tratta di un’espressione di solito usata per questo tipo di dichiarazioni. Gli Europei e i Canadesi hanno resistito ma non era chiaro se l’amministrazione Trump avrebbe alla fine firmato la dichiarazione o se sarebbe rimasta isolata. 
 
Con tutta evidenza Trump non era incline al compromesso. Non ha firmato. Non ci sono “regole” per lui. Nemmeno quelle che gli stessi Stati Uniti hanno precedentemente scritto.
 
Prima di recarsi al summit, il signor Trump ha giocato un tiro mancino ai suoi colleghi, invitando la Russia a partecipare senza condizioni al G-7/G-8. La Russia ne era stata espulsa dopo che la Crimea aveva votato per rientrare nella madre patria. La signora Merkel, che aveva negoziato l’accordo di Minsk con la Russia, era furiosa. Vuole usare questo invito come merce di scambio in futuri negoziati. (E’ un’idea stupida. La Russia non ha nessuna voglia di rientrare nel format G-7/G-8).
 
Ci sono adesso molti dossier nei quali Stati Uniti e i loro alleati non sono d’accordo: il cambiamento climatico, l’accordo con l’Iran e il commercio sono solo i più importanti.
 
Prima di lasciare il summit, Trump ha parlato ancora una volta con tutti usando un linguaggio mafioso:
 
Mentre si preparava a lasciare prima del tempo il summit del G7 a Charlevoix, in Canada, per recarsi a Singapore in vista del suo incontro programmato col leader nord-coreano Kim Jong-un, Trump ha lanciato un ultimatum ai leader stranieri; ha preteso che essi riducano le barriere commerciali che penalizzano gli Stati Uniti, se non vogliono perdere l’accesso al mercato della più grande economia mondiale.
 
« Non hanno scelta. Voglio essere onesto con voi, non hanno scelta », ha dichiarato il signor Trump ai giornalisti durante una conferenza stampa, aggiungendo che imprese e posti di lavoro hanno abbandonato gli Stati Uniti per sfuggire alle barriere commerciali estere. « Siamo impegnati a risolvere questa situazione. E se non ci riusciamo, non tratteremo con questi paesi ».
 
I contrasti registratisi nella riunione del G-7 sono in evidente contrasto con quanto accaduto nell’altra riunione, più importante, che si è tenuta oggi, vale a dire il 18° summit dell’Organizzazione di cooperazione di Shanghai (OCS) a Qingdao, in Cina:
 
Abbaglianti lungo lo skyline della città di Qingdao, i fuochi d’artificio hanno illuminato il volto degli invitati che hanno attraversato il vasto continente eurasiatico fino alla costa del mar Giallo per il 18° summit dell’Organizzazione di cooperazione di Shanghai (OCS), sabato sera.
 
E’ il primo summit di questo tipo da quando l’India e il Pakistan sono diventati membri a pieno titolo dell’organizzazione a giugno 2017. (…)
 
Lo spirito di Shanghai, di fiducia reciproca, di mutuo vantaggio, di uguaglianza, di concertazione, di rispetto verso le diverse civiltà e ricerca di uno sviluppo comune, è stato enunciato nella Carta dell’Organizzazione di Shanghai, un’organizzazione regionale globale fondata nel 2001 da Cina, Kazakhstan, Kirghizistan, Russia, Tagikistan, Uzbekistan, allargata poi a otto Stati membri.
 
Questo fine settimana, Xi presiederà il summit per la prima volta nella sua qualità di presidente cinese, alla presenza di altri Stati membri dell’OCS e di quattro Stati osservatori, oltre ai leader di diverse organizzazioni internazionali. (…)
 
L’OCS è diventata una organizzazione che raggruppa più del 60 % della superfice del continente eurasiatico, quasi la metà della popolazione mondiale e più del 20% del PIL mondiale.
 
Due Statunitensi « realisti », Henry Kissinger e Zbigniew Brzezinski, hanno sempre sostenuto che l’Occidente dovrebbe tenere separati la Cina dalla Russia se vuole conservare la sua posizione di leader mondiale. Nixon era andato in Cina proprio per questa ragione.
 
Anni dopo, gli Stati Uniti si sono immaginati di avere « vinto » la guerra fredda. Si sono sentiti invincibili, l’« unica superpotenza » e hanno voluto « dirigere il mondo intero ». Si sono svegliati dopo l’invasione dell’Iraq. La potenza militare statunitense è stata battuta dai « negri del deserto » che tanto disprezzava. Qualche anno dopo, i mercati finanziari statunitensi erano in rovina.
 
I grezzi tentativi di accerchiare ulteriormente la Russia hanno portato all’alleanza sino-russa che attualmente guida l’OCS e presto, forse, il mondo. Non ci saranno foto come quelle che ho postato più sopra al vertice dell’OCS. Il presidente cinese Xi chiama il presidente russo Putin « il mio migliore amico ».
 
L’« Occidente » ha perso in Eurasia.
 
Gli Stati Uniti si sono ridotti oramai al livello di un piccolo bullo della scuola che picchia i membri della sua gang perché le sue ex vittime sono diventate troppo grosse.
 
Trump va a Singapore per incontrare Kim Jong-un. Al contrario di Trump, il leader supremo della Corea del Nord sarà ben preparato. E’ probabile che avrà la meglio su Trump durante i negoziati. Se Trump tenterà di fare il prepotente come fa il bullo coi suoi « alleati », Kim farà le valige e se ne andrà. A differenza degli « alleati » degli statunitensi, non ha bisogno di inchinarsi a Trump. Può contare sulla Cina e sulla Russia. Sono queste oramai le potenze che guidano il mondo.
 
L’ « Occidente » è il passato. Il futuro è a est.
 
 
 
 
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