ProfileIntervento, 10 dicembre 2021 - Nello stesso giorno in cui a Washington si chliude il "Summit delle democrazie" e gli USA esaltano la funzione della stampa, impegnandosi a finanziare migliaia di finti giornalisti al loro servizio, a Londra ottengono il diritto di impossessarsi del corpo del più grande editore dei nostri tempi, Julian Assange (nella foto, mentre viene trascinato a forza fuori dall'ambasciata dell'Ecuador a Londra)  

 

Le Grand Soir, 10 dicembre 2021 (trad.ossin)
 
Mentre a Washington, al Summit della democrazia, l’Amministrazione Biden esalta i finti giornalisti che sono al loro libro paga
 
Gli USA potranno avere il corpo del giornalista Assange, e tenerlo in galera a vita
Caitlin Johnstone
 
Il governo USA ha vinto l’appello che aveva proposto contro il rigetto, da parte di un Giudice britannico di prima istanza, della richiesta di estradizione e potrà incriminare Julian Assange per la sua attività di giornalista, ai sensi dell’Espionage Act. Invece di essere scarcerato, il fondatore di WikiLeaks continuerà a marcire nella prigione di Belmarsh, dove è detenuto da oltre due anni e mezzo, nonostante non sia stato riconosciuto colpevole di alcun reato
 
Julian Assange trascinato a forza fuori dall'ambasciata dell'Ecuador a Londra, l'11 aprile 2019
 
"Adesso la richiesta di estradizione sarà inoltrata al ministro britannico dell’interno, Priti Patel, competente a decidere sulle richieste di estradizione e, data la tradizionale subalternità del governo britannico ai Servizi di sicurezza degli Stati Uniti, è praticamente certo che l’approverà senza discutere", scrive Glenn Greenwald. "I procuratori di Assange, compresa la sua fidanzata Stella Morris, hanno assicurato che proporranno ricorso, ma la vittoria di oggi degli Stati Uniti significa che la libertà di Assange, se mai dovesse esserci un giorno, si allontana sempre di più : non è questione di mesi, ma di anni, anche se le cose andranno nel migliore dei modi".
 
"Ricordate questo giorno come quello nel quale il fascismo si è strappato la maschera", ha twittato il giornalista John Pilger a proposito del verdetto.
 
 
Questo verdetto, che consente agli Stati Uniti di continuare a pretendere l’estradizione di un giornalista che ha denunciato i crimini di guerra statunitensi, interviene l’ultimo giorno del "Summit per la democrazia" di Washington, durante il quale il Segretario di Stato statunitense si è esibito in uno show grandioso su come la libertà di stampa "svolga un ruolo indispensabile per informare il pubblico, chiedere conto ai governanti delle loro azioni e per raccontare storie che, altrimenti, nessuno racconterebbe". Ha perfino dichiarato: "Gli Stati Uniti continueranno a difendere il lavoro coraggioso e indispensabile dei giornalisti di tutto il mondo".
 
 
E giunge nello stesso giorno in cui due giornalisti hanno ufficialmente ricevuto il Premio Nobel per la pace che era stato loro assegnato e hanno chiesto protezione per i giornalisti nel loro discorso di accettazione.
 
Giunge nel momento in cui il governo statunitense si impegna a sostenere con centinaia di milioni di dollari i “media indipendenti” del mondo intero, in coordinamento coi media di Stato britannici.
 
Esso giunge dopo le rivelazioni sui piani della CIA per rapire e assassinare Assange nell’ambasciata dell’Ecuador, dopo che le rivelazioni sul Vault 7 nel 2017 avevano creato imbarazzo all’agenzia.
 
Esso interviene dopo le rivelazioni sull’incarico dato dalla CIA a suoi scagnozzi di spiare Assange e i suoi avvocati all’interno dell’ambasciata dell’Ecuador, rendendo in tal modo impossibile un processo equo negli Stati Uniti.
 
Esso interviene dopo che è stato appurato che le accuse statunitensi si basano sulle false testimonianze di un sociopatico diagnosticato e di un pedofilo condannato.
 
Esso interviene dopo che recenti inchieste su attacchi aerei statunitensi che hanno provocato massacri di civili ci hanno ricordato perché è tanto importante che la stampa possa svolgere inchieste anche sulla più potente forza militare del mondo.
 
 
I fatti sono questi e l’udienza è tolta: gli Stati Uniti e i loro alleati invocano la libertà di stampa solo quando può essere utilizzata a fini di propaganda. Il modo in cui i giornalisti che offendono i potenti vengono trattati dal governo statunitense e quello in cui vengono trattati dal governo saudita differisce solo in termini di rapidità ed efficienza.
 
Le maschere cadono. Anche ridotto al silenzio, immobilizzato, chiuso e nascosto alla vista del pubblico, Julian Assange continua a gettare luce sui meccanismi abusivi del potere. Li mette in mostra senz’altro più di quanto abbia mai fatto prima.
 
Quando il fascismo getta la maschera, diventa sempre più importante denunciare l’ipocrisia, gli imbrogli e la perversione di chi dirige il nostro mondo.
 
Leggi anche la recente intervista al padre di Julian Assange:
 
 
 
 
 
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