Analisi e Interventi

Il complesso militare-industriale contro la democrazia

 Analisi, aprile 2011 - Il Ministero della Difesa é, di solito, il Ministero della Guerra. Dietro i discorsi sulla sicurezza nazionale del paese, o l’aiuto alla popolazione di una nazione straniera, generalmente sono gli interessi dell’industria nazionale ad essere difesi.  Parallela alla competizione tra le multinazionali, si svolge una lotta tra gli Stati. Si tratta di conflitti dichiarati (guerre) o segreti (come la guerra fredda). Quello che è in gioco è il nazionalismo, vale a dire la volontà di potenza di Nietzsche

Un'impostura criminale

 Analisi, marzo 2011 - È sufficiente una rapida lettura della risoluzione 1973 del 17 marzo, con la quale si è deciso il «No-Fly Zone» contro la Libia, per cogliervi una gravissima violazione della Carta delle Nazioni Unite, oltre che del diritto internazionale generale. Il comma 7 dell’art. 2 della Carta stabilisce che «nessuna disposizione del presente Statuto autorizza le Nazioni Unite ad intervenire in questioni che appartengano alla competenza interna di uno Stato». È indiscutibile che la «guerra civile», di competenza interna alla Libia, non è un evento di cui possa occuparsi militarmente il Consiglio di Sicurezza...

Festa della Donna: Omaggio a Aafia Siddiqui

 Interventi, 8 marzo 2011 - Nel giorno della Festa della Donna, un ricordo di Aafia Siddiqui, intellettuale pachistana, torturata e poi gettata nelle segrete degli Stati Uniti perché considerata un pericolo per l'Impero. Tutto questo nel silenzio delle Anime Belle, delle Associazioni e delle ONG ben finanziate (nella foto, Aafia Siddiqui)

La minaccia iraniana

 Analisi, marzo 2011 - La minaccia iraniana viene considerata come il problema politico più importante per la stabilità del Medio Oriente. Ma che cosa significa "stabilità" per gli Stati Uniti? Niente altro che il mantenimento del suo ferreo controllo (nella foto, Noam Chomsky) 

Il ruolo degli Stati Uniti nelle rivolte arabe

 Analisi, febbraio 2011 - Quale è stato il ruolo degli Stati Uniti nella formazione degli attivisti che hanno scatenato la rivolta egiziana? Quale quello del Dipartimento di Stato e di personaggi come George Soros? Un'analisi controcorrente delle vicende in corso in Nord-Africa, che nulla toglie al coraggio e alla dedizione delle migliaia di persone che sono scese in piazza contro i regimi autocratici (nella foto, il logo di OTPOR)

Fidel Castro sulla rivoluzione egiziana

 Analisi, febbraio 2011 - Fidel Castro interviene con una sua riflessione sulla rivoluzione egiziana (nella foto: Fidel Castro)

Samir Amin sulla rivoluzione egiziana

 Analisi, febbraio 2010 - Economista franco-egiziano, componente del Consiglio Internazionale del Forum Sociale Mondiale e presidente del Forum Mondiale delle Alternative, Samir Amin analizza la posta politica ed economica della crisi che attraversa l’Egitto. L’intervista è stata realizzata a Dakar durante il Forum Sociale Mondiale da Rosa Moussaoui, giornalista, inviata speciale de l’Humanité (Nella foto, Samir Amin) 

"Alza la testa fratello..."

 Analisi, febbraio 2011 -  “Una scintilla può mettere fuoco a tutta la pianura”, scriveva Mao Tse Tung in una lettera del 5 gennaio 1930 indirizzata ai membri del partito comunista cinese che dubitavano della rapida vittoria dell’Armata Rossa. Il seguito è noto (nella foto, Omar Souleiman con l'ex ministro israeliano Tzipi Livni)

"Quando un popolo un giorno sceglie la vita..."

 Analisi, febbraio 2011 - Il mondo arabo è in pieno periodo di gestazione. Domani darà forse vita ad una nuova società costruita dal popolo e per il popolo. Bouazizi, la rivoluzione tunisina e i suoi martiri sono gelosamente custoditi nel cuore di tutti gli oppressi del mondo arabo

Silenzio assoluto dei dirigenti arabi

 Analisi, gennaio 2011 - Paura o complicità? I dirigenti arabi non hanno detto nemmeno una parola sulla rivolta popolare in Egitto. I governi della regione hanno preferito tacere piuttosto che esprimersi sulle rivendicazioni del popolo egiziano (Nella foto, Hosni Moubarak)

Una verità nuova emerge dal mondo arabo

 Analisi, gennaio 2011 - E intanto, attraverso tutto il Medio oriente arabo, attendiamo la caduta degli alleati degli USA. n Egitto Moubarak sta probabilmente già cercandosi un asilo dove andarsi a rifugiare. In Libano gli amici degli USA affondano. E’ la fine dei “Democratici” del mondo arabo. Non sappiamo cosa succederà domani. Solo la storia lo dirà

Dopo la Tunisia, è possibile un effetto “domino” nel mondo arabo?

 Analisi, gennaio 2011 - Dopo che la rivoluzione del “gelsomino” ha provocato la caduta di Ben Ali in Tunisia, l’entusiasmo comincia a diffondersi tra tutta la popolazione araba, assetata di libertà e speranzosa che il vento di cambiamento che ha soffiato in Tunisia travolga tutta la regione nel suo insieme

Le ragioni della rabbia

 Analisi, gennaio 2011 - La contestazione esprime la disperazione di una gioventù maghrebina alla ricerca di punti di riferimento, colpita dalla disoccupazione e frustrata dall’assenza di prospettive

Necessità del partito comunista

 Analisi, gennaio 2011 - La controrivoluzione di fase e l'esigenza sociale e politica della ricostruzione del Partito Comunista. Un intervento di Domenico Losurdo

 

Sakineh, Theresa, Oussama: la costernazione selettiva del governo belga

Due pesi e due misure, novembre 2010 - Il governo belga si indigna per la condanna a morte dell'iraniana Sakineh Mohammadi-Ashtiani, ma tace del tutto sul caso del cittadino belga Oussama Atar, arrestato a vent'anni e condannato all'ergastolo dalla giustizia irachena, solo per avere attraversato illegalmente una frontiera. Oggi Oussama è ammalato di tumore e rischia di morire, ma il silenzio glaciale delle autorità belghe (e dell'Occidente) continua


E' vietato chiedere giustizia?

Analisi, novembre 2010 - Nessun luogo del mondo può adattarsi alla più trascurabile dimenticanza di un crimine, alla più trascurabile ombra. Noi chiediamo che i non-detto della nostra storia siano banditi perché diventi possibile entrare tutti insieme, e liberi, nel Tuttomondo. Ancora insieme, chiamiamo la tratta e la schiavitù nelle Americhe: crimine contro l’umanità” (Wole Soyinka (Premio Nobel)