Algeria


Suicidio del DRAG di Mascara

 Algeria, maggio 2013 - Il suicidio di un alto dirigente della wilaya di Mascara ha avuto grande eco nella stampa algerina. Sotto accusa, i criteri di selezione del personale e i rapporti di lavoro, improntati più al mantenimento dei privilegi che alla promozione dei capaci (nella foto, la sede della wilaya di Mascara)  

Verso un nuovo colpo di mano occidentale in Algeria?

 Algeria, aprile 2013 - In Algeria le reti di destabilizzazione sono operative dalla fine del 2010, si sono già fatte la mano in gennaio, poi in agosto-settembre 2011. La crisi libica, l’aggressione alla Siria e le operazioni NATO in Sahel hanno semplicemente rinviato il momento in vista di un colpo di stato filo-occidentale (nella foto, Srdja Popovic, dirigente di Canvas)

L’emittente integrista Al Magharibia si è spenta: il FIS perde il suo strumento di propaganda

 Algeria, aprile 2013 - L’emittente televisiva satellitare algerina a capitale qatariano, creata nel 2011 dal figlio maggiore di Abassi Madani, ha cessato le trasmissioni da tre giorni, per un complesso di problemi esacerbati da un conflitto tra i principali azionisti, si apprende da fonte informata (nella foto, terroristi del FIS)

Destabilizzare l'Algeria con una "primavera" che viene dalla Tunisia

 Algeria, marzo 2013 - Da qualche giorno girano informazioni su una organizzazione privata USA legata alla CIA che si occupa, dalla Tunisia, di reclutare Algerini per farne, dopo un’adeguata formazione, degli attori e animatori di una “Primavera araba” progettata in Algeria. L’organizzazione in questione, che altro non è se non una “vetrina” della CIA, è l’ONG “Freedom House”... (nella foto, Alger la blanche)

L’Algeria all’ombra della “primavera araba”

 Algeria, febbraio 2013 - Solo propaganda, sovversione, stravolgimenti e menzogne contro questa Algeria che si vorrebbe porre sotto la tutela dei predatori o, al massimo, governata da burattini. Chi meglio può servire a questo scopo se non qualcuno dei suoi figli? (di lato, la bandiera algerina)

Negoziare, dite?

 Algeria, gennaio 2013 - Diversi paesi europei hanno pagato dei riscatti per liberare degli ostaggi, incoraggiando di fatto nuovi sequestri. Perché oggi ci si meraviglia di fronte alle armi pesanti e sofisticate di cui dispongono i terroristi del Sahel? Chi li ha armati? Con quale denaro? (nella foto, segnaletica stradale a In Amenas)

Viva l’Algeria per sempre algerina!

 Algeria, gennaio 2013 - E’ stato precisamente in Iraq che è cominciata la realizzazione del “Grande Medio Oriente”, di cui la “primavera araba” non è che il prolungamento strategico e mediatico. Progetto neoconservatore, ripreso, rivisto e corretto dalla colomba dalle ali di falco, Barack-Hussein Obama. Dall’hard power al soft power, con gli stessi obiettivi geopolitici: implosione e smembramento degli Stati-nazione, man bassa delle ricchezze energetiche del mondo arabo, imposizione della tutela islamista ai paesi di tradizione nazionalista (nella foto, Mezri Haddad)

Algeria sotto assedio

 Algeria, gennaio 2013 - Nella vicenda del sequestro di ostaggi da parte di terroristi nel sito di estrazione del gas di In Amenas, lo Stato algerino si è uniformato ai precetti adottati dalla comunità internazionale, che vietano agli Stati di negoziare coi rapitori o di cedere alle loro richieste (nella foto, il sito di In Amenas)

L'Algeria spinta verso la guerra

 Algeria, gennaio 2013 - L’emergere tra la popolazione tuareg di movimenti jihadisti è il tragico risultato dell’abbandono di intere popolazioni e regioni. E questi desperados forniscono oggi il pretesto ideale per l’intervento extra-continentale. E, come altrove in Africa, sarebbe illusorio pensare che questa guerra asimmetrica sarà confinata alla zona di origine del conflitto. La crisi maliena è la conseguenza della avventura libica condotta dalla Francia e Dio solo può immaginare le conseguenze di questa nuova guerra (nella foto, la base petrolifera BP di In Amenas)

"Il regime siriano è condannato", dice il signor Mebtoul

 Algeria, agosto 2012 - Riceviamo (e volentieri pubblichiamo) un polemico commento di Djerrad Amar ad un articolo del professore Abderrahmane Mebtoul, apparso su diversi giornali francesi e algerini, a proposito della "eccezione" algerina, nel quale l'autore dà per scontati alcuni concetti per nulla verificati, come per esempio il fatto che "il regime siriano sia condannato"

I nuovi jihadisti algerini

 Algeria, agosto 2012 - I nuovi jihadisti algerini vanno a combattere il regime di Al Assad in nome di AlQaida (nella foto, reclute delle milizie jihadiste)

Problematica e dilemma della rendita e della competenza

 Algeria, giugno 2012 - Più di 400 candidati sono diventati adesso deputati, io voglio con questo articolo ricordare le loro promesse, analizzando uno dei principali fattori che ostacolano lo sviluppo nei sistemi detti di “rendita”, come quello algerino (nella foto, Algeri)

La Cabilia e la strategia sionista

 Algeria, maggio 2012 - Algeria, maggio 2012 – Ci viene segnalata questa notizia del viaggio “ufficiale” di una delegazione del MAK in Israele, con annesso ricevimento da parte della Knesset. Il MAK è il movimento per l’autonomia della Cabilia, una regione dell’est algerino, abitata in prevalenza da amazigh (berberi). Gli amazigh algerini sono fieri delle loro origini e della loro cultura, ma pochi di essi sono schierati con questo movimento, il MAK, che è uno strumento della strategia USA-sionista per lo sgretolamento di tutti gli Stati che possono tenere testa ad Israele... (la mappa di lato è quella agognata dai separatisti)

 

 

Eccezione Algerina

 Algeria, maggio 2012 - Con un tasso di partecipazione accettabile in tempi di antipolitica (44,38%), si sono svolte, in modo regolare secondo gli osservatori dell’Unione Europea, le elezioni legislative in Algeria. Ha vinto il vecchio Fronte di Liberazione nazionale (FNL) e hanno perso gli islamisti… un risultato in controtendenza nei martoriati paesi arabi (nella foto, un seggio elettorale)

“Il Qatar, l’Arabia Saudita, gli USA e i Fratelli Mussulmani, determinati a far crollare l’Algeria”

 Algeria, maggio 2012 - Eric Denussy: “La situazione è gravissima. L’Algeria è considerata dal Qatar e l’Arabia Saudita, e dall’alleanza tra USA e Fratelli Mussulmani come la pedina del domino che non è caduta e che deve cadere , costi quel che costi”. Accusa la NATO di avere rilanciato il terrorismo nella regione del Sahel, con l’intervento militare nel paese (nella foto, terroristi di AQMI)

Io Fouad... futuro harraga

 Algeria, gennaio 2011 - L'insopportabile disagio dei giovani algerini nel racconto anonimo di un candidato all'emigrazione clandestina (harraga)